



"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


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Berlusconi in aula per il processo d’appello del processo Ruby. Parla la ragazza marocchina: “La verità è che Berlusconi mi ha rispettato più di tutti gli uomini che ho incontrato nella mia vita precedente nei locali e nelle discoteche. Gli hanno dato sette anni per nulla”.*Ruby, al secolo*Karima El Mahroug,*intervistata dal Giornale alla vigilia del processo in appello a Milano nel quale Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile afferma: “Vengo massacrata in continuazione. So che il vero bersaglio non sono io ma è Berlusconi, mi domando: quanto deve durare questo massacro?”.
“Avevo diciassette anni – spiega Ruby – ero totalmente allo sbando, e in quelle telefonate mi attaccavo ad amiche che poi amiche non erano, e mi inventavo cazzate per darmi arie. Errori di gioventù che non credo di dover pagare in eterno. Il problema vero è quello che è successo dopo, quando sono arrivati i pm a interrogarmi, e ho capito subito che di me non gli interessava assolutamente niente, volevano solo e a tutti i costi questo signor Berlusconi, e io gli ho dato quello che volevano. Sono stata anche pittoresca, certo. Faccio mea culpa, va bene? Ma da qui a prendere per oro colato le parole di una ragazzina di diciassette anni scappata di casa ce ne corre”.
“Sono sotto inchiesta? Bene. Io sono tranquilla, perchè se Berlusconi mi avesse dato i cinque milioni di cui parlavo nelle intercettazioni, non sarei ridotta adesso a chiedere ai miei suoceri i soldi per fare la spesa. Invece quando cerco lavoro, anche come commessa, trovo solo porte chiuse perchè la gente pensa ‘ma come, questa ha cinque milioni di euro e vuole lavorare, chissà cosa c’è sottò. Adesso forse ho trovato un posto in un ristorante a Milano. Se va male anche lì, andrò dalla Boccassini a chiederle di prendermi come donna delle pulizie”.
Scritto da: Andrea Turco
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Dopo il ‘vivace show’ tenuto ieri presso il Tribunale di Napoli, dove veniva sentito come testimone per il processo Lavitola, Silvio Berlusconi torna oggi in aula per il processo d’appello sul caso Ruby. Poco più di un anno fa il leader di Forza Italia venne condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile a sette anni e all’interdizione completa. A difendere l’ex premier davanti ai giudici della corte d’ Appello di Milano presieduta da Antonio Tranfa, saranno gli avvocati*Franco Coppi e*Filippo Dinacci,*i quali non hanno integrato in alcun modo il ricorso presentato da Ghedini e Longo lo scorso gennaio. “Ci batteremo per ottenere l’assoluzione.”, ha dichiarato Coppi, “Non mi sento di anticipare i temi della difesa per rispetto della corte. Ascolterò la relazione e il procuratore generale e poi deciderò temi argomenti e taglio. Comunque sono pronto a discutere subito”.
La difesa aveva infatti presentato un ricorso lungo quasi 450 pagine in cui spiegava che Silvio Berlusconi non ha mai compiuto “atti sessuali a pagamento” con la marocchina Karima El Mahroug, all’epoca dei fatti diciassettenne. Nel ricorso si legge inoltre che i soldi dati dall’ex premier alla ragazza altro non erano se non “un aiuto economico a un soggetto in difficoltà” e che la telefonata di Berlusconi in Questura era “una mera richiesta d’informazioni”.
Nell’impugnazione si contestava anche il fatto che a Berlusconi non siano state concesse le attenuanti nonostante la sua posizione politica e la sua età. Secondo la difesa poi “non vi è alcuna prova agli atti che Ruby sia stata destinataria di ingenti somme di denaro, salvo quelle accertate nel processo con causale di mera liberalità a titolo di aiuto”.
Il prossimo 15 luglio si aprirà invece a Milano il processo di secondo grado contro Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. L’appello inizierà un anno dopo la sentenza che aveva condannato Mora e Fede a sette anni e la Minetti a cinque anni.
Silvio Berlusconi, che oggi non sarà in aula in quanto impegnato ai servizi sociali per il processo Mediaset, affronterà per la prima volta un processo senza immunità parlamentare. I “rischi” d’altronde sono davvero alti: dieci anni di arresti domiciliari. A saltare in questo caso sarebbe anche l’ “agilità politica”. Ma c’è di più. Qualora la condanna per il caso Ruby diventasse definitiva prima della fine del periodo ai servizi sociali, l’ex Cavaliere potrebbe perdere il beneficio dell’indulto grazie al quale i quattro anni di condanna per il processo Mediaset si sono ridotti ad uno solo.
Alessandra Scolaro
Scritto da: Alessandra Scolaro
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Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


di sicuro lo tiene per le palle..e se ben consigliata avra' scattato pure foto, qualche filmino...
e piange pure miseria..
La bella vita di Ruby, in vacanza in Messico
tra relax e divertimento. Le foto su Dagospia
http://www.leggo.it/GOSSIP/NEWS/la_b...e/560694.shtml
Ultima modifica di adry571; 20-06-14 alle 13:47
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