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Discussione: Avanti!

  1. #121
    utente cancellato
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    Predefinito Re: Avanti!

    Scusami Frescobaldi, non voreei farmi i fatti tuoi, ma a te ti pagano per appiccicare qui tutta 'sta roba? No, perché dovresti sapere che più lungaggini si scrivono e meno la gente ti legge... A parte le difese d'ufficio di un partito che non esiste più da un pezzo, ma tu credi davvero alle favolette di Renzi?

    Mi raccapriccia il fatto che uno come il ducetto fiorentino sia alllo stesso posto che un tempo occupava Berliguer... A te no? NO evidentemeno no.


    Mai più la mia croce sul PD, piuttosto voto cinque stelle... e ho detto tutto!
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  2. #122
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    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da Frescobaldi Visualizza Messaggio
    ...e per quelle dedicate a Craxi? (Sì, ve ne sono)
    per quelle magari si ma tanto meglio così magari sarebbero costretti ad accettare che craxi non era mica il male assoluto.
    immagina che dibattito.
    quasi quasi sarebbe da fare apposto anche solo per questo

  3. #123
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    Predefinito Re: Avanti!

    Considerando che 3/4 di.quelli che sono nelle fondazioni craxi sono in forza italia da anni dubito che quello sia un problema, con saluti alla destrissima stefania
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #124
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    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da Xenia888 Visualizza Messaggio
    Scusami Frescobaldi, non voreei farmi i fatti tuoi, ma a te ti pagano per appiccicare qui tutta 'sta roba? No, perché dovresti sapere che più lungaggini si scrivono e meno la gente ti legge... A parte le difese d'ufficio di un partito che non esiste più da un pezzo, ma tu credi davvero alle favolette di Renzi?

    Mi raccapriccia il fatto che uno come il ducetto fiorentino sia alllo stesso posto che un tempo occupava Berliguer... A te no? NO evidentemeno no.


    Mai più la mia croce sul PD, piuttosto voto cinque stelle... e ho detto tutto!
    Tu puoi coltivare la tua ossessione quanto vuoi, ma o rimani on topic o meglio che tu scriva su altri thread, come è stato detto qui si parla di psi o al masssimo di psi/pd non di renzi brutto caccapupù
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  5. #125
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    Predefinito Re: Avanti!

    Ps Renzi non è allo stesso posto di Berlinguer e il Pd non è il Pci, come i Ds non erano il Pci...è il momento di accettare la cosa
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  6. #126
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    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da Xenia888 Visualizza Messaggio
    Scusami Frescobaldi, non voreei farmi i fatti tuoi, ma a te ti pagano per appiccicare qui tutta 'sta roba? No, perché dovresti sapere che più lungaggini si scrivono e meno la gente ti legge... A parte le difese d'ufficio di un partito che non esiste più da un pezzo, ma tu credi davvero alle favolette di Renzi?

    Mi raccapriccia il fatto che uno come il ducetto fiorentino sia alllo stesso posto che un tempo occupava Berliguer... A te no? NO evidentemeno no.


    Mai più la mia croce sul PD, piuttosto voto cinque stelle... e ho detto tutto!

    Ti consiglio vivamente di leggere con attenzione ciò che gli utenti scrivono prima di dare del "renziano" a vanvera come hai appena fatto...

    ...in secondo luogo, non faccio alcuna propaganda e non mi paga nessuno...ma porto semplicemente rispetto a un partito storico e a una testata altrettanto storica e gloriosa...ciò non significa che condivida tutto per filo e per segno...detto questo, nessuno è obbligato a leggere ciò che posto...se non ti piace e/o ti annoia puoi tranquillamente ignorarlo...
    Ultima modifica di Frescobaldi; 07-11-15 alle 21:30
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  7. #127
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    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    Considerando che 3/4 di.quelli che sono nelle fondazioni craxi sono in forza italia da anni dubito che quello sia un problema, con saluti alla destrissima stefania
    Nell'attuale PSI ci sono più "craxiani" di quanto si pensi...
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    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  8. #128
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    Predefinito Re: Avanti!

    Un nuovo ‘blocco storico’ per Renzi e il ruolo dei socialisti



    La vignetta di Forattini del 2 dicembre 1977

    Chissà cosa avranno pensato i vecchi militanti comunisti oggi nel Pd dell’appello a pagamento a sostegno del Governo-Renzi, di 220 autorevoli esponenti della grande borghesia del Nord, soprattutto del mondo della finanza, avvocati d’affari, consulenti economici e manager, sulle pagine del “Corriere della Sera”, il cui assetto azionario è saldamente orientato dalla Fiat guidata da Sergio Marchionne, grande sponsor del presidente del Consiglio?


    La memoria va alla prima pagina di “Repubblica” del 2 dicembre 1977, quando apparve una delle più note vignette satiriche di Giorgio Forattini, che disegnava un aristocratico Enrico Berlinguer in vestaglia, impegnato a sorbire un the sotto il ritratto di Marx, mentre dalla finestra aperta del suo salotto arrivavano gli echi “fastidiosi” di una grande manifestazione dei metalmeccanici, critica con la prospettiva del “compromesso storico” tra democristiani e comunisti. In realtà, al di là della satira raffinata di Forattini, il leader del Pci proponeva, accettando una politica di moderazione, quella sostenuta da Giorgio Amendola secondo il quale “i sacrifici sono richiesti dalle cose” quale contropartita all’ingresso dei comunisti nell’area di maggioranza, di portare “la classe operaia al governo del Paese”. Ma il Pd di Renzi oggi, sembra volere politicamente e programmaticamente assumere la rappresentanza di un nuovo “blocco storico”, avrebbe detto il fondatore del Pci Antonio Gramsci, che sostituisce lavoratori e intellettuali con banchieri, finanzieri e alcuni settori dell’imprenditoria, prova ne sia una rottura senza precedenti, neanche ai tempi di Berlusconi che ebbe solo la Cgil contro, con le confederazioni sindacali a partire dal Job Act sino all’ipotesi di “legge sindacale”, le quali, a loro volta, pagano lo scotto di divisioni, incertezze e assenza di strategia, quest’ultima evidenziata al tempo delle politiche anti-sociali del governo-Monti, nei cui confronti i sindacati non realizzarono alcuna azione conflittuale, consentendo così l’impoverimento del mondo del lavoro.

    E d’altronde, le stesse riforme costituzionali ed elettorale di Renzi sembrano sposare il dogma dell’efficientismo del sistema a supporto del libero mercato, i cui benefici però, allo stato hanno prodotto solo una concentrazione di ricchezza in poche mani. Riforme che riecheggiano quelle sostenute da uno dei capitalisti più influenti della storia italiana, Eugenio Cefis, prima alla guida dell’Eni e poi di Montedison, che nel 1971 proponeva l’abrogazione del Senato, la riduzione dei parlamentari, il presidenzialismo, vagheggiando in uno dei leader storici della Dc, Amintore Fanfani, il possibile interprete.
    Un’affermazione è d’obbligo, corroborata anche dalle involuzioni pro-austerity di molte forze del socialismo europeo, la socialdemocrazia tedesca in testa, e cioè: “se il Pd diventa un partito centrista ad ispirazione liberista, non potrà non nascere una forza di sinistra democratica e di governo”. I socialisti potrebbero colmare il vuoto che sembra aprirsi nello scenario politico italiano, servono coraggio e impegno, riproponendo le radici storiche del socialismo italiano, saldamente innestate sul terreno della rappresentanza del mondo del lavoro e dei ceti più deboli. Come scrisse all’alba del 1980 Pietro Nenni, poco prima di morire in suo articolo per il glorioso “Avanti!”, vero e proprio testamento politico di uno dei leader storici del socialismo italiano: “L’alternativa è rinnovarsi o perire”.

    Maurizio Ballistreri

    Un nuovo ?blocco storico? per Renzi e il ruolo dei socialisti | Avanti!
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  9. #129
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    Predefinito Re: Avanti!

    Verso la festa dell’Avanti

    È anche un riconoscimento per il nostro lavoro la scelta del Psi di intitolare per la prima volta, negli ultimi anni, la sua festa nazionale all’Avanti. Che si ritorni al vecchio e glorioso nome deve costituire orgoglio per tutti i socialisti, per ciò che l’Avanti ha rappresentato per il nostro partito e per l’Italia. Le feste nazionali dell’Avanti erano annuali negli anni cinquanta. Ne ricordo una nella mia città, Reggio Emilia, che si svolse nel 1955 quando avevo solo quattro anni e qualche sprazzo mi sovviene del comizio conclusivo di Pietro Nenni al quale venni accompagnato da mio padre. Era una festa che seguiva lo storico congresso di Torino dedicato al dialogo coi cattolici e veniva a poche settimane dalla morte di Rodolfo Morandi, un socialista antifascista, ma forse troppo legato al mito dell’Urss.

    All’Avanti, anche quando cessarono le feste nazionali, furono intestate tutte le feste provinciali dei socialisti, anche quelle comunali, sezionali, frazionali. Se ne svolgevano migliaia ogni anno con decine di migliaia di volontari, donne che cucinavano e uomini che servivano a tavola, dibattiti, comizi, tanti operai che senza chiedere una lira montavano e smontavano gli stands. Sono passati decenni, ma l’Avanti è ancora vivo. Ha dovuto soffrire la sua chiusura cartacea per pochi debiti nel 1993, mentre ad altri giornali, che di debiti ne avevano ben di più, sono stati accordati corposi finanziamenti pubblici che all’Avanti sono stati invece inspiegabilmente negati.
    Poi alcuni tentativi di riprenderne la stampa, uno di questi gestito da un personaggio che nulla c’entrava col Psi e coi socialisti, al solo servizio di Berlusconi, ma soprattutto suo. Poi la ripresa dell’Avanti online. Prima grazie a Gianfranco Marrazzo, poi con la mia gestione, e ritornato oggi a tutti gli effetti il giornale dei socialisti, una tribuna indispensabile di dibattito e di approfondimento. Così la festa che negli anni scorsi era quella dei socialisti da quest’anno torna a chiamarsi “dell’Avanti”. Noi che non siamo mai stati, e non siamo diventati ora, anti renziani, anzi abbiamo apprezzato il giovane leader fiorentino per le innovazioni portate nel suo partito e nel programma di governo, abbiamo polemizzato col presidente del Consiglio sulla sua conversione alla storia de L’Unità, che è giornale apprezzatissimo e con una storia importante per la sinistra italiana. Ma che richiama pur sempre una tradizione comunista, fondato da Gramsci nel 1924 in polemica con l’Avanti, dopo che i comunisti si erano separati dai socialisti.
    Ho visto che in una festa del Pd toscano compare nel manifesto dell’annuncio il volto di Sandro Pertini. Contrariamente a qualche nostro compagno mi parrebbe fatto nuovo e positivo se però Pertini venisse ricordato non solo come glorioso antifascista e presidente di tutti gli a italiani, ma anche come dirigente socialista. La nostra strategia non può prescindere dall’esistenza in Italia del Pd, proiezione italiana del Partito socialista europeo. Ma appare invero stravagante, e indice di una distonia politica, che il giornale del partito del socialismo europeo in Italia non sia il giornale dei socialisti, ma bensì quello dei comunisti. Così come, lo abbiamo più volte sollecitato, che la storia di un partito socialista in Europa non sia in Italia quella socialista, coi suoi personaggi storici e le sue scelte giuste, ma quella comunista o democristiana. Pazienza. Sono ragioni culturali e di coerenza politica che ci costringono ancora a non mollare e a dire e a scrivere la nostra. Quello che faremo alla festa dell’Avanti che si svolgerà a Roma dal 10 al 13 settembre, con tanti ospiti graditi e tanti socialisti presenti.

    M. Del Bue

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  10. #130
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    Predefinito Re: Avanti!

    La sinistra che fa perdere


    La frase di Nenni va riformulata. Non c’è solo “un puro più puro che ti epura”, ma c’è uno “sempre più a sinistra che fa perdere la sinistra”. Non parlo tanto del Bertinotti del 1998 che tolse la fiducia a Prodi decretando tre anni dopo la vittoria di Berlusconi. Parlo delle sinistre europee richiamate nel bell’articolo di fondo di Paolo Mieli sul Corriere. In Germania la scissione della Spd ai tempi di Schroeder, che fu protagonista delle modifiche alla base delle quali è stato costruito il modello tedesco, ha generato poi la vittoria della Merkel e della Cdu. Lafontaine e la sua Linke hanno ottenuto ottimi risultati, determinanti però per la vittoria della cancelleria.
    In Inghilterra si affaccia il fenomeno Corbyn, campione di slealtà nei confronti del Partito laburista (ha dichiarato lui stesso di aver votato ai Comuni per cinquecento volte contro le decisioni del suo partito, un record al quale neppure si avvicinano i vari Civati e Gotor), ma visto come fumo negli occhi da Tony Blair, dopo la sconfitta di Milliband. Secondo il leader storico del laburismo una candidatura Corbyn condannerebbe la sinistra inglese all’eterna opposizione. Anche lì col sistema maggioritario il problema di fondo è proporre una politica e una candidatura che possano convincere elettori tradizionalmente non di sinistra.
    In Grecia sta avvenendo la stessa cosa. Tsipras è costretto a ricorrere alle elezioni anticipate perché il suo partito, Syriza, si è diviso e al suo governo manca oggi una maggioranza parlamentare. Gli scissionisti, capeggiati dall’ex ministro Panagiotis Lafazanis, puntano ad ottenere un risultato a due cifre. Ma non possono certo puntare alla vittoria. Il risultato degli scissionisti finirà non solo per danneggiare Syriza, ma per favorire la destra di Nea democratia. È inevitabile, come era inevitabile che la lista Pastorino in Liguria non solo togliesse voti al Pd, ma favorisse la lista del centro-destra. Anche in politica due meno uno fa uno.
    Anche in Italia il discorso non cambia. È vero. Una volta la sinistra riformista doveva solo conquistare i voti moderati. Adesso il voto non di sinistra si disarticola in più rivoli, in quello dell’antipolitica, in quello antiemigrazione, in quello antieuro. E anche in queste direzioni deve guardare la sinistra riformista. Ma se alla sua base si costruisce una divisione elettorale, anche le altre rincorse diventano più ardite. Il polo più a sinistra che si sta formando ha come evidente conseguenza quello di far perdere Renzi e far vincere Salvini o chi per lui, oppure Grillo. È la storia del voto utile che ha pesato sul voto a Bertinotti nel 2008.
    Si dovrebbe aver capito quello che gli elettori hanno insegnato. E cioè che, a maggior ragione con un sistema elettorale maggioritario, il voto non solo premia la lista, ma ne punisce un’altra e paradossalmente finisce per premiare anche il suo opposto. Un voto al polo landinian-vendolian-fassiniano non solo premia il polo dell’estrema sinistra, ma punisce quello del Pd e dei suoi alleati e finisce per premiare anche il polo opposto, almeno quello che gareggia per la vittoria al primo turno. Solo il modello francese, con l’uninominale di collegio a due turni, finisce per considerare potenzialmente utile anche la lista delle estreme. Perché nei vari collegi si finisce spesso per convergere al secondo turno. Ma in Italia con l’Italicum, che premia la lista (o la coalizione, se la legge verrà modificata) capace di raggiungere il 40 per cento al primo turno, ogni voto alla lista o coalizione di estrema sinistra è un voto alla lista contrapposta a quella riformista. Ho l’impressione che questo sia chiaro a tutti, tranne a coloro che, partendo anche dal nostro piccolo partito, pensano di costruire qualcosa con chi il potere ce l’ha, ma solo per distruggere.

    M. Del Bue

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