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Discussione: Luce nelle tenebre.

  1. #141
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Il 26 giugno 2014 Gennadij Zjuganov, Primo Segretario del Partito Comunista della Federazione Russa, ha ricevuto l’onorificenza dell’”Ordine della Gloria e dell’Onore” da parte del Patriarca Kiril, massima guida spirituale della Chiesa Ortodossa Russa, in occasione del compimento dei suoi 70 anni.


    “Al Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa alla Duma dell’Assemblea Federale della Federazione Russa, G. A. Zjuganov,


    Caro Gennadij Andreyevich!


    Con tutto il mio cuore, voglio congratularmi per questa importante ricorrenza.
    Come uno dei più prominenti politici della Russia moderna, hai dimostrato di interessarti del benessere del Popolo e della difesa dei valori morali tradizionali.
    Spero che la tua fruttuosa attività continui per promuovere attività socialmente importanti e la trasformazione morale della società.
    Ti auguro una robusta salute, la pace, e l’aiuto divino per ogni tuo buon obiettivo e iniziativa.
    Lo faccio insignendoti dell’Ordine della Gloria e dell’Onore di Terzo Grado.


    Con rispetto,


    Kiril, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie”
    Gennadij Zjuganov insignito dell?Ordine della Gloria e dell?Onore dal Patriarca Kiril | Millennium
    Ultima modifica di amerigodumini; 06-07-14 alle 20:20

  2. #142
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da - SAVONAROLA - Visualizza Messaggio
    I Neostalinisti saranno anche quattro gatti.
    Ma esistono, questo è innegabile.

    Avrei una domanda: a cosa giova sostenere Putin?
    Ammesso che li si possa definire "neostalinisti", renditi conto che li stai mettendo sullo stesso piano degli Stati Uniti d'America, cioè di una superpotenza mondiale!
    Ultima modifica di Giò; 06-07-14 alle 22:14
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  3. #143
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Il 26 giugno 2014 Gennadij Zjuganov, Primo Segretario del Partito Comunista della Federazione Russa, ha ricevuto l’onorificenza dell’”Ordine della Gloria e dell’Onore” da parte del Patriarca Kiril, massima guida spirituale della Chiesa Ortodossa Russa, in occasione del compimento dei suoi 70 anni.


    “Al Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa alla Duma dell’Assemblea Federale della Federazione Russa, G. A. Zjuganov,


    Caro Gennadij Andreyevich!


    Con tutto il mio cuore, voglio congratularmi per questa importante ricorrenza.
    Come uno dei più prominenti politici della Russia moderna, hai dimostrato di interessarti del benessere del Popolo e della difesa dei valori morali tradizionali.
    Spero che la tua fruttuosa attività continui per promuovere attività socialmente importanti e la trasformazione morale della società.
    Ti auguro una robusta salute, la pace, e l’aiuto divino per ogni tuo buon obiettivo e iniziativa.
    Lo faccio insignendoti dell’Ordine della Gloria e dell’Onore di Terzo Grado.


    Con rispetto,


    Kiril, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie”
    Gennadij Zjuganov insignito dell?Ordine della Gloria e dell?Onore dal Patriarca Kiril | Millennium
    "Chi sono io per giudicare" ?
    Preferisco di no.

  4. #144
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Adesso - con tutto il rispetto - Stato e Potenza conterebbe qualcosa nello scenario internazionale?

    Parlo con cognizione di causa perchè ho frequentato varie riunioni di S&P e posso dire che hanno agganci con con personaggi importanti che non sono necessariamente comunisti ma che si oppongono all'atlantismo e all'imperialismo americano quindi sostanzialmente qualsiasi cosa sia contro la bandiera a stella e striscie va loro bene, Nello stesso tempo però il movimento ha dato ormai da diverso tempo un impronta comunista con Stalin come icona politica e questo non era previsto all'inizio, anzi addirittura pare che i fondatori provenissero dalla DR. Questo è stato molto scorretto e per questo li ho lasciati perdere e mi sono allontanato seppur alcune loro analisi geopolitiche rimangono valide. E pensare che proprio loro all'inizio dicevano di non voler cadere nel nostalgismo fascista; ora sono caduti in quello comunista.

  5. #145
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da El Pampuri Visualizza Messaggio
    Parlo con cognizione di causa perchè ho frequentato varie riunioni di S&P e posso dire che hanno agganci con con personaggi importanti che non sono necessariamente comunisti ma che si oppongono all'atlantismo e all'imperialismo americano quindi sostanzialmente qualsiasi cosa sia contro la bandiera a stella e striscie va loro bene, Nello stesso tempo però il movimento ha dato ormai da diverso tempo un impronta comunista con Stalin come icona politica e questo non era previsto all'inizio, anzi addirittura pare che i fondatori provenissero dalla DR. Questo è stato molto scorretto e per questo li ho lasciati perdere e mi sono allontanato seppur alcune loro analisi geopolitiche rimangono valide. E pensare che proprio loro all'inizio dicevano di non voler cadere nel nostalgismo fascista; ora sono caduti in quello comunista.
    Sì ma scusa questo non risponde alla mia domanda.
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  6. #146
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Si notoriamente la NATO si vergogna un po' a fare cose che la gente considera immorali.

    Secondo me savonarola sei talmente incalzante che stai facendo cambiare parere anche a nicolas eymerich...
    A mio parere, quando ci si riferisce a scenari e prospettive di politica estera, noi (inteso come noi nazionalrivoluzionari che crediamo nell'idea forza dell'Europa; per chi si professa nazionalcomunista e si riconosce nell'Eurasia il discorso è naturalmente diverso),sul piano concreto(ben diverso dalla dimensione astratta ed inincidente del tifo), possiamo solo cercare di realizzare sinergie ed alleanze operative con chi, all'interno della "Fortezza Europa", ci è affine sul piano della visione del mondo e delle proposte politiche. Tra le forze politiche ucraine, a me pare addirittura lapalissiano e scontato indicare Pravy Sektor come unico interlocutore politico plausibile. D'altra parte non è casuale che una delle realtà militanti più attive e vive della nostra area, CasaPound, abbia immediatamente appoggiato Ps, proprio perché i contatti politico-culturali erano pregressi ed infatti, proprio poco tempo fa, era stata omaggiata la memoria del militante ucraino Dmytro Yakovets. Per quanto concerne invece Ps in sè stessa, per un giudizio davvero sereno ed obiettivo credo occorra attendere la normalizzazione della situazione ucraina in merito all'integrità territoriale del Paese, che qualsiasi nazionalista ucraino non può che considerare come prioritaria. In ogni caso, i giudizi che finora mi è capitato di leggere su tale movimento risentono troppo di prospettive italiane ed europeo-occidentali. Non ci si rende conto che, sul piano immediato, un nazionalrivoluzionario ucraino ha dovuto innanzitutto fare i conti con una coalizione politica di centrosinistra(che aveva espresso gli esecutivi Azarov e che era guidata dal Presidente Janukovich), basata sull'alleanza tra oligarchi e mafie politiche e sindacali socialcomuniste ed appoggiata da una Russia (che, non dimentichiamolo, è uno Stato liberalcapitalista governato da una maggioranza di centrodestra guidata da un politico nazionalconservatore, anche se qualcuno preferisce coltivare l'illusione che si tratti di uno stato nazbol o fascista con a capo il Duce od il segretario del Pcus) che coltiva mire egemoniche sull'Ucraina (anche di carattere geoeconomico, come le reiterate pressioni per l'adesione del Paese al trattato neoliberista che istituisce l'Unione Economica Eurasiatica) che non si riducono all'appoggio ad un insieme di forze politiche, ma che compromettono e minacciano effettivamente (vedasi l'appoggio alle cosiddette "forze separatiste", che poi sono spezzoni territoriali del Partito Comunista e del Partito delle Regioni) la stessa integrità territoriale del paese. Ed a proposito di questo, la situazione del Paese, da sempre in bilico tra Russia ed Occidente, era stata definita dal Memorandum di Budapest del 1994, in cui Stati Uniti,Inghilterra e Russia si impegnavano a rispettarne l'integrità territoriale. Ora è logico che, nel momento in cui una delle tre parti viene meno agli accordi, Ps nel proprio programma politico presidenziale si rivolga alle altra due. Non si può rinvenire, in ciò, una contraddizione rispetto al programma politico generale che prevede, invece, normali rapporti politici con la Russia sul piano del diritto internazionale, che saranno ripristinati se e quando la situazione tornerà alla normalità. Solo allora potremo verificare se Ps rimarrà effettivamente fedele alle posizioni di rifiuto della Nato finora espresse.
    Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?

  7. #147
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Chi voglia farsi un'idea più precisa della visione del mondo e del pensiero politico del capo di PS può leggere: UKRAINIAN REVOLUTION: XXI CENTURY » ???? ??????? - ??????? ??? ?????? ? ????
    Il testo è del 2009. Non mi pare di rinvenirvi alcuna simpatia per gli Usa, la Nato, il liberalcapitalismo (definito "globalismo") e l'attuale Ue
    Ultima modifica di Nicolas Eymerich; 07-07-14 alle 10:18
    Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?

  8. #148
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Russia, Ucraina, quadro globale: facciamo il punto

    di Gabriele Adinolfi

    Dopo qualche mese di delirio ci avviciniamo alle vacanze, cioè al momento in cui i cyber-rivoluzionari lasceranno l'ufficio e non avranno quindi più tanto tempo per rifare il mondo dal computer del lavoro.
    Malgrado la canicola potrebbe essere il momento buono per far riflettere qualcuno e sottrarlo al clima da derby demenziale.
    Lo scontro di civiltà andrà in vacanza anch'esso insieme agli ultrarussi e agli antirussi che trascorso il mondiale di calcio scopriranno che nulla sarà cambiato.
    Colgo l'occasione per ricapitolare, fuori dalla cagnara, i punti salienti del mio pensiero su quanto è nato con Maidan e sulle prospettive future.
    Ovvero quanto realmente ho affermato e affermo tuttora.


    Maidan
    La rivolta ucraìna contro il governo “filo-russo” di Yanukovich per quanto si possa ritenere “eterodiretta” affonda le radici in un sentimento popolare di lunga data che non consente una relazione semplice tra Mosca e Kiev.
    Il governo “filorusso” in realtà era composto da oligarchi doppiogiochisti (e di fatto lo è anche il nuovo).
    Il governo “europeista” di oggi è l'espressione degli stessi oligarchi.
    L'intervento dei camerati di Pravy Sektor non ha scatenato la rivolta, né ha imposto il “nuovo” governo: i camerati, da combattenti quali sono, sono andati a prenderne la testa. Non l'avessero fatto, il partito atlantico avrebbe vinto su tutti i fronti senza conoscere nessuna opposizione, sia pur potenziale.
    Quando un popolo scende in piazza le avanguardie rivoluzionarie sono con esso e si pongono alla sua testa, altrimenti non ci sono proprio. E' il loro compito e il loro dovere.
    So che contabili, intellettuali e gente che non ha mai sentito fischiare una pallottola o conosciuto la guerra civile, sia pur minoritaria o strisciante, può pensarla diversamente. Ma è perché ha del reale una visione astratta. Chi ha una percezione reale e carnale delle cose sa che su questo non c'è da discutere o disquisire e lascia che ciò accada solo nei salotti delle zitelle.
    Inoltre la solidarietà con i combattenti è una priorità gerarchica: quando si scontrano due componenti, ciascuna legata alla sua tradizione storico-politica, entrambe dietro i rispettivi simboli, nessun essere animato da pathos può non sentirsi attivamente coinvolto dalla parte a cui, storicamente, simbolicamente e per mito, è legato. Anteporre un calcolo, giusto o sbagliato che sia, tradisce un inaridimento dell'animo e uno scadimento valoriale imbarazzante.
    Il coinvolgimento doveroso non deve comunque obnubilare e impedire di guardare avanti.


    Il gioco americano
    Non è propriamente quel che solitamente si dice.
    L'imperialismo a stelle e strisce non ha bisogno di prove di forza perché la strapotenza finanziaria, nucleare, militare, satellitare e di comunicazione, fa degli Usa comunque una potenza al di sopra di tutte le altre e ciò per molti anni ancora, forse per molti decenni.
    Quel che preme agli americani nel concerto multi-polare è una sinarchia basata al contempo sulle rivalità e gli squilibri tra le varie potenze e contemporaneamente sulla franchising Usa nei confronti di tutti.
    Nell'ottica statunitense va considerata soprattutto l'ideologia americana, che si fonda sull'odio del Padre (l'Europa).
    Quel che non garba agli americani è la rinascita europea, che viene tenuta sotto stretto controllo.
    In particolare a Washington preme distanziare Berlino da Mosca.
    Questa è l'unica chiave di volta non “materialista” della strategia americana che, per il resto, si svolge in modo chiarissimo non solo per quel che riguarda la politica internazionale e il controllo delle fonti energetiche, ma anche il narcotraffico, le migrazioni etniche, le variazioni in borsa ecc.
    E non parliamo qui delle incidenze climatiche e sanitarie e di altre “follie complottiste”.


    Il gioco inglese
    L'isola degli speculatori e dei kingmakers gioca a tutto campo.
    In particolare essa si muove – come storicamente sempre ha fatto – per spezzare l'Europa e per rimanere presente nell'Hearthland tramite il Commonwealth.
    Londra è il soggetto massimamente sovversivo.
    Essa anima e foraggia l'euroscetticismo e l'assalto all'eurozona, come ha rivendicato il Financial Times ed è il soggetto più estremistico che spinge per lo “scudo Nato” ad est.
    L'accelerazione della crisi ucraìna, da parte occidentale, è dipesa anche dalla necessità di recuperare la Polonia nella sfera d'influenza inglese, visto che si era spostata in quella tedesca, notoriamente distensiva ad est.


    Il gioco tedesco
    Non entro nel merito del potenziale del dna di quel popolo: ho le mie convinzioni e so che altri ne hanno di diverse; io resto fiducioso.
    Di sicuro, però, gli operatori economici tedeschi non sono individualisti e asistemici come i nostri compatrioti.
    Le relazioni eurusse dipendono da loro e per la Germania sono diventate sostanziali e inaggirabili.
    La politica tedesca, qualunque sia la concezione culturale e valoriale che l'anima, è legata indissolubilmente all'economia e alla socialità tedesca.
    La locomotiva tedesca aveva condotto l'Europa ad una posizione pro-putiniana (crisi del 2008) e da allora le speculazioni finanziarie la stanno destabilizzando, giocando soprattutto a mettere in difficoltà Berlino sui cui tutti i partner deboli scaricano le colpe, ignorando le proprie e quelle angloamericane.
    Il governo tedesco non è ovviamente un esempio ma non è la Germania così come Napolitano non è l'Italia. Si deve guardare alle funzioni oggettive dei popoli, delle economie, delle relazioni storiche. Solo così ci si può rendere conto che l'Europa non ha avvenire, ma che ancor meno ce l'hanno l'Italia o il Mediterraneo, se le direttrici geo-economiche di Berlino e quelle etico-politiche di Budapest non saranno seguite e potenziate.
    Possibilmente mediante rettifiche di stampo rivoluzionario.


    Il gioco russo
    La Russia fa il suo.
    Né Europa né Asia, è “eurasiataica” in modo molto particolare e niente affatto esportabile.
    Putin che, come ho detto e ripetuto, resta uno dei quattro leaders mondiali interessanti (insieme a Orban, Assad e Shinzo Abe) è l'ex direttore dei servizi segreti sovietici. Ha una cultura di potere, e non solo di potere, di stampo stalinista, o se volete post-stalinista.
    Questo è oggi così come lo era ieri.
    Ieri mi andava bene così, oggi potrebbe andarmi bene così nella misura in cui le sue crociate “antinaziste”e le sue rivendicazioni di “guerra patriottica” accompagnate da proposte repressive si spengano.
    In quanto alla realpolitik del Cremlino, agli accordi con Israele (con tanto di linea rossa diretta con Nethanyau), con la Cina e – a quanto annunciato – con l'Arabia Saudita, essa non mi scandalizza di per sé. Se ne enfatizzo i passaggi è per sventolare sotto gli occhi bovini dei trinariciuti che accusano i “came-ratti” di essere servi del sionismo, quanto essi siano stolti e storti.
    Quel che imputo oggi a Putin sono altre cose: e cioè che l'abbandono di fatto del vagheggiato asse Parigi-Berlino-Mosca, che pure è colpa innanzitutto francese, stia scadendo in un rinnovato cinismo che ha comportato l'accettazione (se non addirittura l'avvio) della spartizione ucraìna con la bad company sulle nostre spalle e con i nazionalisti di ambo i fronti mandati allo sbaraglio senza alcun sostegno reale. Gli contesto un eccessivo accomodamento nella logica di Yalta che, non tradendo necessariamente gli interessi russi, rischia di spaccare nuovamente in due l'Europa.
    Una Yalta geo-energetica che porterebbe il nord-est verso Mosca ricacciando il sud-ovest in tutto e per tutto verso Washington. Dal che si possono comprendere le disgrazie di Berlusconi e quelle che incombono su Erdogan.


    Uni-polarismo o multi-polarismo
    Sembra questa la questione del giorno.
    La ritengo falsata. L'uni-polarismo non ha possibilità di tenuta senza smagliature e ritengo che gli americani non ci pensino affatto; il multi-polarismo poi è nelle strategie americane da decenni ed è insito nei programmi della Commissione Trilaterale.
    Non vedo cosa stia scappando di mano agli Usa, che sono vincenti su tutti i piani e che hanno le mani in pasta con tutti.
    Il multi-polarismo, se non esisterà l'Europa come civiltà e come potenza, si rivelerà essere una sinarchia in cui vari soggetti saranno rivali tra loro e comunque subordinati di fatto agli americani.
    La chiave di volta non è lì.
    Ce ne sono due.
    Una di potenza; e quella si fonda sull'alleanza e la cooperazione tra Europa e Russia.
    Perché ci siano, però, è necessario che ci sia prima l'Europa.
    Altrimenti la divisione delle sfere d'influenza (anzi di sotto-influenza) lascerà più o meno il tempo che trova.
    La seconda sta nell'autonomia, anche superomistica, di uomini, élites, comunità, popoli. Ed è primaria rispetto all'altra perché non esistono formule che liberino uomini o popoli che non sono già liberi nel carattere.


    In conclusione
    La fierezza ucraìna non è barattabile.
    Il nazionalismo europeo, anzi il nazionalismo rivoluzionario europeo è centrale.
    L'Europa deve guardare ad est; ma lo può fare partendo, su piani diversi, da Budapest e Berlino.
    La Russia è la sponda indispensabile per l'Europa.
    Ma per un'Europa fiera e non servile. Che Maidan bilanci la Guerra Patriottica del 9 maggio affinché si possa iniziare a ragionare a testa alta per uscire in cooperazione non solo dall'uni-polarismo (cui non credo) ma anche dagli schemi invischianti del multi-polarismo sostanzialmente mafioso e ad egemonia “mondialista”!
    Si può. Dipende soprattutto da noi e dal passaggio dal mentale di sudditi e di sciuscià (nei confronti di chiunque: non è un padrone migliore che rende meno servo il servo) a quello di cives et milites.
    Europa. Fascismo. Rivoluzione.
    Avete ragione: sono rimasto nel futuro.


    Russia, Ucraina, quadro globale: facciamo il punto

  9. #149
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Ecco, uno dei concetti chiave che è alla base di certi equivoci odierni è proprio quello del multipolarismo, che taluni identificano erroneamente con l'antimondialismo. Purtroppo alcune semplificazioni propagandistiche hanno ridotto il concetto di mondialismo alla sola categoria dell'unipolarismo statunitense, come se peraltro, tra le diverse fazioni oligarchiche che compongono l'establishment Usa, non vi fosse e non vi sia tuttora una divergenza di vedute tra i "nazionalrambisti" che vogliono salvaguardare il primato usa, i trilateralisti che invece auspicano una ripartizione mondiale della sovranità tra i principali poli geopolitici e geoeconomici del Pianeta, ed infine gli onusiani che rappresentano un pò la Chiesa del mondialismo e quindi benedicono ora gli uni ora gli altri
    Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?

  10. #150
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da Nicolas Eymerich Visualizza Messaggio
    Ecco, uno dei concetti chiave che è alla base di certi equivoci odierni è proprio quello del multipolarismo, che taluni identificano erroneamente con l'antimondialismo. Purtroppo alcune semplificazioni propagandistiche hanno ridotto il concetto di mondialismo alla sola categoria dell'unipolarismo statunitense, come se peraltro, tra le diverse fazioni oligarchiche che compongono l'establishment Usa, non vi fosse e non vi sia tuttora una divergenza di vedute tra i "nazionalrambisti" che vogliono salvaguardare il primato usa, i trilateralisti che invece auspicano una ripartizione mondiale della sovranità tra i principali poli geopolitici e geoeconomici del Pianeta, ed infine gli onusiani che rappresentano un pò la Chiesa del mondialismo e quindi benedicono ora gli uni ora gli altri
    Senza contare la fazione libertaria e paleoconservatrice del Partito Repubblicano, che negli ultimi anni ha acquisito maggiore notorietà nel panorama politico, e che è stata rappresentata nelle ultime elezioni da Ron Paul, di fatto isolazionista in Politica Estera. Probabilmente non avranno la stessa influenza delle fazioni che hai citato tu, ma sicuramente in tempi recenti sono stati oggetto di una maggiore attenzione da parte dei media (forse anche per i legami con il Tea Party) e questo è senz'altro un bene.

 

 
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