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Discussione: Luce nelle tenebre.

  1. #641
    SMF
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da - SAVONAROLA - Visualizza Messaggio
    Il modello di Putin può essere considerato vicino a a una sorta di "neo-costantinianesimo" imperiale e tradizionalista, ma definirlo "fascista" mi pare una forzatura, considerando che il tradizionalismo non è un sistema socio-politico complesso e organico come il Fascismo.

    Inoltre, diciamocelo, non è che un Fascista o pseudo-fascista che sia possa festeggiare la vittoria dell'Armata Rossa ogni 9 maggio....
    Non ho detto che il modello-Putin sia fascista o integralmente fascista. Ritengo però che in questo modello vi siano delle affinità oggettive, in elementi da me ben individuati, con quello che è stato il Fascismo storico italiano, sia sul piano "ideale" che su quello "pratico", ferma restando la netta e totale superiorità del modello italiano.
    Ultima modifica di Giò; 02-08-14 alle 18:52
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  2. #642
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da - SAVONAROLA - Visualizza Messaggio
    "I fasci questo giro sono la milizia armata del governo filo-NATO" (cit. Defender).

    E' un'affermazione un tantino campata in aria, non ti pare?
    Ma se sostieni con le armi questo governo, che devi aver coraggio a sostenere che non sia filo-NATO, versando perfino il sangue sulle baionette dei novorussi, che cosa mai stai facendo, se non la milizia armata del governo filo-NATO?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  3. #643
    Pasdar
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da - SAVONAROLA - Visualizza Messaggio
    Il modello di Putin può essere considerato vicino a a una sorta di "neo-costantinianesimo" imperiale e tradizionalista, ma definirlo "fascista" mi pare una forzatura, considerando che il tradizionalismo non è un sistema socio-politico complesso e organico come il Fascismo.

    Inoltre, diciamocelo, non è che un Fascista o pseudo-fascista che sia possa festeggiare la vittoria dell'Armata Rossa ogni 9 maggio....
    Sì, sono d'accordo con questa analisi (tralasciando il fatto dei ggrossi problemi interni). Che però il tradizionalismo non sia un "sistema sociopolitico complesso e organico come il Fascismo" qualche dubbio ce l'avrei.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  4. #644
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Ma se sostieni con le armi questo governo, che devi aver coraggio a sostenere che non sia filo-NATO, versando perfino il sangue sulle baionette dei novorussi, che cosa mai stai facendo, se non la milizia armata del governo filo-NATO?
    Bisogna mettere bene in chiaro una cosa fondamentale:
    Nè PS nè l'Assemblea Social-Nazionale sostengono il governo filo-NATO di Svoboda. L'ho già detto, e l'ha detto anche Nicolas Eymerich con tanto di link e prove annessi.

  5. #645
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Non vedo elementi fascisti nel "socialismo di mercato" cinese. Già ne vedo di più nella "Repubblica islamica iraniana". Putin propone un modello semi-autoritario in cui nazionalismo gran-russo (o panrusso, che dir si voglia), conservatorismo etico, aspirazioni imperiali, rispetto per la religiosità tradizionale ed interventismo dello Stato nei settori-chiave dell'economia nazionale (ove ritenuto necessario) si fondono in una sintesi che l'uomo forte e carismatico del Cremlino cerca di rappresentare. Anche il non voler completamente rifiutare le dinamiche della post-modernità globalizzata, cercando di sfruttarle in funzione del bene comune della Federazione russa, non è così lontano da quel modello di "modernizzazione autoritaria" che il Fascismo propose al nostro paese nel passato. Infatti, nel Fascismo storico italiano elementi importanti ed essenziali sia della sua dottrina che della sua prassi sono stati la centralità data all'autorità dello Stato (visto non come "il guardiano notturno che si occupa soltanto della sicurezza personale dei cittadini" ma come "fatto spirituale e morale, poiché concreta l'organizzazione politica, giuridica, economica della nazione"), alla nazione, all'idea-forza dell'Impero, alla famiglia naturale come base fondamentale della grandezza della nazione, alla promozione di un'opera di moralizzazione della società civile nel suo complesso, alla politica di rispetto e protezione accordata alla Chiesa e alla religione tradizionale del nostro popolo ed alla contestazione degli equilibri internazionali imposti dalle "democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente". Elementi che, secondo me, il modello putiniano presenta, seppur talvolta in maniera molto più sfumata rispetto all'originale e condizionatamente al contesto russo moderno. Ciò che manca al modello putiniano di "fascista" sono il corporativismo, la mobilitazione delle masse attraverso il partito unico, l'eradicazione completa delle cosiddette "libertà civili" frutto della Rivoluzione americana e francese, l'assunzione di una missione civile e spirituale di natura universale che vada al di là di (seppur positive) affermazioni di principio o di azioni tese a difendere concretamente quello che di fatto è l'Impero russo. Un grosso "deficit" è l'influenza che ancora gli oligarchi hanno, nonostante il "repulisti" fatto da Putin anni fa.
    Ora, io non voglio "trasferire" questi elementi positivi, da me individuati, nel modello russo al passato governo ucraino che, ne sono certo, non costituiva un esempio in tal senso. Va però detto che la rivolta di Maidan non ha fatto altro che portare altri oligarchi al potere e favorire meri interessi economici e finanziari diversi da quelli precedentemente tutelati: è chiaro però che sempre di oligarchi e di meri interessi economico-finanziari si tratta e pertanto non vedo questa grande rivoluzione negli esiti delle rivolte contro il governo di Yanukovich. Anzi, se quest'ultimo poteva essere considerato un male, non vedo come i suoi successori possano essere considerati un bene o comunque un male minore, visto che ora si rischiano di finire sul serio sotto l'ombrello NATO ed i legami con USA ed UE sono sempre più stretti. La realtà è che P.S., come già detto, è un movimento "piccolo-nazionalista" e secondo tali logiche ragiona e continuerà a ragionare. Avrebbe potuto "cacciare" il governo Yanukovich precisando di non voler andare contro Putin e riconoscendone il ruolo oggettivamente positivo che ha quanto meno sullo scacchiere internazionale. Uso il condizionale perché, secondo me, al di là di tutto, P.S. non ha la forza né l'ha mai avuta per imporre la sua volontà non dico all'intera Ucraina ma almeno a quella metà più o meno abbondante del paese non russofona.
    Concordo sugli aspetti del putinismo che hai elencato e che, appunto, nel quadro attuale possono essere sintetizzati nel termine "nazional-conservatore", che li riassume egregiamente.
    Per quanto concerne la politica estera, Putin mira a ristabilire l'egemonia russa sui territori dell'ex Urss e quindi si pone in contrasto con gli obiettivi di dominio planetario statunitense. Anche questo fattore, di per sè, può essere considerato positivo, a patto però che ci si renda conto del suo carattere di necessaria sponda geopolitica per noi Europei e nazionalrivoluzionari e non di punto di riferimento ideologico come gli Usa per i liberaldemocratici o l'Urss per i comunisti. Ad esempio, nel caso dell'Ucraina, la ricerca pragmatica di interlocutori locali ha portato la Russia ad appoggiarsi ad una coalizione di centrosinistra responsabile del saccheggio economico del Paese, della cancellazione della memoria nazionale, della persecuzione politica e giudiziaria dei camerati ucraini, delle forme di depravazione morale che già affliggono l'occidente attuale ( il gay pride, per citare la frontiera avanzata della sovversione mondiale, si era celebrato durante la Presidenza Janukovich). L'Ucraina è uno Stato in cui gli oligarchi fanno da ago della bilancia tra blocchi geoeconomici ispirati ai medesimi principi neoliberisti, perché la neonata unione doganale eurasiatica funzionerà secondo le medesime logiche che animano l'Ue e si richiama espressamente ai principi del Wto. In questo contesto, tra un Maidan che spinge verso il blocco occidentale e un Antimaidan che muove verso l'oriente, non si può rimproverare ai camerati di Ps di aver partecipato alla rivolta contro il precedente governo, perché comunque dalla sua cacciata avevano ed hanno tutto da guadagnare, in termini di agibilità politica e di raggiungimento di posizioni di forza e sia pure in una prospettiva di male minore. Anche perché non esistevano alternative concrete, se non quella di stare alla finestra a guardare il proprio paese mentre precipitava nella guerra civile. Indubbiamente la situazione attuale rimane delle peggiori. Qualcuno ha parlato, a mio avviso in modo estremamente calzante, di Poroshenko (già ministro di Janukovich), come del Gattopardo di Kiev. Ora come ora, non credo sia valutabile oggettivamente il peso che Ps potrà assumere in futuro né le sue possibili evoluzioni od involuzioni. Rimango però convinto che, nello scenario ucraino, siano gli unici nostri (intendo come noi destra radicale italiana) interlocutori possibili, così come il fn francese, udo voidt,alba dorata ecc. negli altri Paesi e che, al di là delle difficoltà di dialogo a cui abbiamo assistito dopo le elezioni europee, solo una prospettiva politica declinata in senso continentale possa garantirci in futuro e che quindi si debba mirare ad una confederazioni di forze nr europee in grado di esprimere una volontà unitaria. L'orizzonte micronazionalista che tu giustamente biasimi non è solo un limite di Ps, ma di tutte le formazioni politiche nazionalpopolari d'Europa
    Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?

  6. #646
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    Predefinito Re: Luce nelle tenebre.

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    Volontari italiani di estrema destra con gli ucraini? Delle Chiaie: «È solo uno scontro assurdo fra patrioti europei»

    Si continua a combattere in Ucraina tra esercito regolare e indipendentisti filorussi: è di 15 militari morti e 79 feriti il bilancio delle perdite tra le truppe ucraine nelle ultime 24 ore di combattimento nell’Ucraina orientale. Lo dice il portavoce del Consiglio di sicurezza di Kiev, Andrii Lisenko, precisando che si tratta di 7 soldati e 8 guardie di frontiera. I soldati appartenevano alla 79a brigata. Ma non si muore solo nella poarte orientale del Paese: un ordigno è esploso nel centro della capitale Kiev, in piazza Europa, a poche centinaia di metri da piazza Maidan. Lo riferiscono la tv 112.ua e l’agenzia ucraina Unn. Secondo Russia Today ci sarebbero due feriti. Proseguono intanto le indiscrezioni sulla presenza di stranieri nel cosiddetto battaglione Azov, una specie di legione internazionale inserita nelle truppe ucraine, nella quale sarebbero confluiti inglesi, svedesi, baltici, bielorussi, russi e perfino italiani. Il settimanale Panorama due settimane fa pubblicò un’intervista a uno di questi volontari italiani, tale Francesco, un 53enne toscano, che ha affermato di essere un combattente per l’Ucraina ma non un mercenario, ossia affermò di non essere pagato. Un analogo fenomeno si verificò durante la guerra di Bosnia, soprattutto nelle file dell’esercito croato, quando una brigata internazionale reclutò non solo croati della diaspora ma anche italiani, francesi, tedeschi e altri volontari di altri Paesi, così come d’altra parte tra le truppe bosniache si arruolarono arabi provenienti da diverse nazioni ma soprattutto dall’Afghanistan e dal Sudan. Anche le truppe kosovare avevano nelle loro file musulmani provenienti da tutto il Medio Oriente. Oggi Bosnia e Kosovo sono i due unici Stati musulmani in Europa.

    Per quanto riguarda il battaglione Azov, i cui componenti sono stati fotografati spesso con un passamontagna, si parla anche di italiani appartenenti a movimenti di estrema destra come Avanguardia Nazionale, il gruppo extraparlamentare fondato da Stefano Delle Chiaie, oggi ottantenne, nel 1960 e sciolto nel 1976. Abbiamo chiesto proprio a Delle Chiaie se a lui risultino elementi di Avanguardia Nazionale tra le truppe volontarie ucraine. «Non posso rispondere a questa domanda, perché non ho gli elementi per giudicare. Ognuno è responsabile delle sue scelte e delle sue decisioni, posso solo dire che questi combattimenti tra “patrioti” russi e ucraini sono assurdi». Secondo il fondatore del movimento extraparlamentare, infatti, in questa vicenda si tendono a confondere i due piani, quello geopolitico e quello sentimentale: «Io sono piuttosto anti-putiniano, però è chiaro che un’Europa come la sognavamo noi allora, un’Europa del popoli, non può naturalmente prescindere dalla Russia, perché non ci può essere un continente europeo senza Mosca». Per quanto riguarda i combattenti ucraini sul terreno, Delle Chiaie avverte che ci sono differenze tra nazionalisti ed estremisti di destra, non sono la stessa cosa. Quanto ai separatisti di Donetsk, «loro vogliono decisamente staccare il Sud-Est dell’Ucraina e annettersi alla Russia, non so se abbiano ragione o meno, perché poi le ragioni storiche di questo conflitto risalgono a molti decenni ora sono, quando Mosca mandò russofoni a vivere in Ucraina». Conclude Delle Chiaie: «Quello che so per certo è che ci sono attualmente contatti tra alcuni settori ucraini e alcuni ambienti russi molto vicini a Putin per far cessare questo scontro assurdo e arrivare alla elaborazione di un manifesto comune che metta fine a tutto questo».

    Volontari italiani di estrema destra con gli ucraini? Delle Chiaie: «È solo uno scontro assurdo fra patrioti europei» | Secolo d'Italia
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
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