



Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Ultima modifica di Giò; 01-08-14 alle 18:52
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ne abbiamo già parlato. Da entrambe le parti si utilizza il termine "fascista" o, ancor più spesso, "nazista" in senso dispregiativo. Quindi? Restano i dati oggettivi e a conti fatti nella sua azione politica sia interna che internazionale è molto più "fascista" (nel significato positivo e corretto del termine) Putin di qualsiasi movimento "nazionalrivoluzionario" ucraino (stando così le cose).
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In base ai dati oggettivi, la Russia di Putin può essere definita "fascista" solo per scopi polemici o per autosuggestione ideologica, quindi in modo del tutto infondato. Se poi la qualifichiamo tale in base alla politica estera, allora diventa fascista anche la Cina, il che mi sembra paradossale, oppure qualsiasi altro Stato che rivendichi pretese di egemonia sugli Stati che gli sono territorialmente contigui. Ps invece discende dall'Oun e ne rappresenta il retaggio. Poi può piacere o meno, ma tant'è..
Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Io non ho detto che la Russia di Putin sia fascista o che Putin lo sia, attenzione. Ho ribadito però che sul piano oggettivo Putin, a conti fatti, è molto più fascista di P.S. Non è la stessa cosa.
L'elemento 'fascista' nella politica estera di Putin (ripeto: non sto dicendo che la politica estera di P. sia fascista) sta nel tentativo di contrastare l'egemonia e l'eccezionalismo americano, non solo dal mero punto di vista degli interessi economici, energetici e/o territoriali ma anche contrapponendovi un modello politico molto diverso da quello imperante sia negli USA che nell'attuale Europa occidentale. Infine, non nego che nel retaggio di P.S. vi siano quei riferimenti, ma dico che la sua azione politica favorisca - volutamente o meno - qualcosa che di "fascista" ha ben poco.
Ultima modifica di Giò; 01-08-14 alle 19:20
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Appunto, ma in tal caso il termine fascista perde di significato e diviene sinonimo di antiamericano, per cui l'Iran o la Cina dovrebbero essere considerati fascisti poiché si oppongono alla egemonia mondiale statunitense e lo fanno in nome di modelli diversi(ben più della Repubblica Federale Russa) dalla democrazia liberale (Repubblica islamica e socialismo di mercato) . Peraltro Ps è insorta contro un governo antinazionale di centrosinistra in nome della rivoluzione nazionale, non della democrazia liberale o dell'american way of life. Un governo, quello di Azarov e del Presidente Jankovich, che perseguitava ed incarcerava i camerati. Appena si è presentata l'occasione, hanno contribuito ad allontanare questi due personaggi e la maggioranza che li sosteneva. Ma è addirittura scontato e ovvio che abbiano scelto di sfruttare l'occasione offerta dalla protesta di Maidan, pena l'inerzia e/o l'autoemarginazione in nome.. di cosa? Dell'antiamericanismo di un Putin che sosteneva una casta di oligarchi e burocrati (post)comunisti arraffona,cleptocratica ed antinazionale? Suvvia..
Ultima modifica di Nicolas Eymerich; 01-08-14 alle 19:38
Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


E comunque torno a ripetere che è prematuro giudicare ora l'operato politico di Pravy Sektor. Attendiamo che la situazione politica ucraina si normalizzi; solo in tal caso potremo verificare se ed in che misura il movimento avrà la capacità di sviluppare un proprio progetto politico di ampio respiro e che sia coerente con le premesse ideali ed ideologiche attualmente affermate, o se invece scomparirà nel nulla o involverà come Svoboda
Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Il modello di Putin può essere considerato vicino a a una sorta di "neo-costantinianesimo" imperiale e tradizionalista, ma definirlo "fascista" mi pare una forzatura, considerando che il tradizionalismo non è un sistema socio-politico complesso e organico come il Fascismo.
Inoltre, diciamocelo, non è che un Fascista o pseudo-fascista che sia possa festeggiare la vittoria dell'Armata Rossa ogni 9 maggio....
Ultima modifica di - SAVONAROLA -; 01-08-14 alle 20:22


Non vedo elementi fascisti nel "socialismo di mercato" cinese. Già ne vedo di più nella "Repubblica islamica iraniana". Putin propone un modello semi-autoritario in cui nazionalismo gran-russo (o panrusso, che dir si voglia), conservatorismo etico, aspirazioni imperiali, rispetto per la religiosità tradizionale ed interventismo dello Stato nei settori-chiave dell'economia nazionale (ove ritenuto necessario) si fondono in una sintesi che l'uomo forte e carismatico del Cremlino cerca di rappresentare. Anche il non voler completamente rifiutare le dinamiche della post-modernità globalizzata, cercando di sfruttarle in funzione del bene comune della Federazione russa, non è così lontano da quel modello di "modernizzazione autoritaria" che il Fascismo propose al nostro paese nel passato. Infatti, nel Fascismo storico italiano elementi importanti ed essenziali sia della sua dottrina che della sua prassi sono stati la centralità data all'autorità dello Stato (visto non come "il guardiano notturno che si occupa soltanto della sicurezza personale dei cittadini" ma come "fatto spirituale e morale, poiché concreta l'organizzazione politica, giuridica, economica della nazione"), alla nazione, all'idea-forza dell'Impero, alla famiglia naturale come base fondamentale della grandezza della nazione, alla promozione di un'opera di moralizzazione della società civile nel suo complesso, alla politica di rispetto e protezione accordata alla Chiesa e alla religione tradizionale del nostro popolo ed alla contestazione degli equilibri internazionali imposti dalle "democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente". Elementi che, secondo me, il modello putiniano presenta, seppur talvolta in maniera molto più sfumata rispetto all'originale e condizionatamente al contesto russo moderno. Ciò che manca al modello putiniano di "fascista" sono il corporativismo, la mobilitazione delle masse attraverso il partito unico, l'eradicazione completa delle cosiddette "libertà civili" frutto della Rivoluzione americana e francese, l'assunzione di una missione civile e spirituale di natura universale che vada al di là di (seppur positive) affermazioni di principio o di azioni tese a difendere concretamente quello che di fatto è l'Impero russo. Un grosso "deficit" è l'influenza che ancora gli oligarchi hanno, nonostante il "repulisti" fatto da Putin anni fa.
Ora, io non voglio "trasferire" questi elementi positivi, da me individuati, nel modello russo al passato governo ucraino che, ne sono certo, non costituiva un esempio in tal senso. Va però detto che la rivolta di Maidan non ha fatto altro che portare altri oligarchi al potere e favorire meri interessi economici e finanziari diversi da quelli precedentemente tutelati: è chiaro però che sempre di oligarchi e di meri interessi economico-finanziari si tratta e pertanto non vedo questa grande rivoluzione negli esiti delle rivolte contro il governo di Yanukovich. Anzi, se quest'ultimo poteva essere considerato un male, non vedo come i suoi successori possano essere considerati un bene o comunque un male minore, visto che ora si rischiano di finire sul serio sotto l'ombrello NATO ed i legami con USA ed UE sono sempre più stretti. La realtà è che P.S., come già detto, è un movimento "piccolo-nazionalista" e secondo tali logiche ragiona e continuerà a ragionare. Avrebbe potuto "cacciare" il governo Yanukovich precisando di non voler andare contro Putin e riconoscendone il ruolo oggettivamente positivo che ha quanto meno sullo scacchiere internazionale. Uso il condizionale perché, secondo me, al di là di tutto, P.S. non ha la forza né l'ha mai avuta per imporre la sua volontà non dico all'intera Ucraina ma almeno a quella metà più o meno abbondante del paese non russofona.
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