



Anche Freda teorizzò l'alleanza con la tribù di Giuda.


Putin non è uno sgammarato, è inutile commentarne i gesti in quest'ottica: vi stupite del divieto di revisionismo storico quando il 20% della popolazione russa è stato ucciso dai nazifascisti e la cosa più nazifaraonica fatta da Stalin, le deportazioni di massa su base etnica con spostamento di due milioni di persone in quattro giorni in Siberia, furono fatte in risposta al collaborazionismo di questi popoli coi tedeschi ?
Ciò non toglie che pragmaticamente all'estero possa supportare partiti nontropposgammaratimaabbastanza per i suoi fini di politica estera: direi che dal punto di vista dell'estrema destra ci i può anche "accontentare" di questo e della sua politica interna, se si vuole un riferimento internazionale. Altrimenti, ci si limita all'azione interna e non si prendono in considerazione le variabili geopolitiche, non è obbligatorio avere uno Stato guida.![]()
Ultima modifica di Manfr; 13-07-14 alle 21:15


In questa discussione sono state accennate una serie di tematiche concettuali (mondialismo,globalizzazione,imperialismo ecc.) che meriterebbero dei threads appositi.
Mi interessa però esprimere delle considerazioni in merito ad alcune tesi espresse da Defender circa l'attuale connotazione politica della Federazione Russa. A suo avviso, non potrebbe essere definita come una "democrazia liberale" poiché tale espressione riguarderebbe solo una serie di procedure formali. Rileva inoltre che, affinché si possa cogliere l'effettiva valenza delle mere disposizioni formali,si dovrebbe anche tener conto delle fonti di legittimazione ( intese come "i valori e le giustificazioni ai quali il potere costituito stesso si richiama per ottenere consenso dal popolo"), la cultura politica, il rilievo attribuito alla protezione dei diritti individuali.
Concordo pienamente con Defender circa l'importanza di tali fattori, ma sono di parere differente per quanto concerne i contenuti che vi si rinvengono. Innanzitutto si dovrebbe rilevare che gli uomini preposti agli organi politici,amministrativi,giurisdizionali che compongono lo Stato-apparato russo hanno finora svolto le proprie mansioni ed ispirato la propria azione entro i limiti della Costituzione Russa del 1993, i cui principi formali si ispirano chiaramente alla democrazia liberale. Si potrebbe obiettare che, al di là della costituzione formale, di fatto si sia inverata una forma di Stato differente: ad esempio, durante il Regime Fascista lo Statuto Albertino, che pure codificava una forma di Stato liberale prima e liberaldemocratica poi, era rimasto formalmente in vigore eppure, di fatto, il rapporto tra Stato e cittadino era mutato radicalmente. Infatti il cittadino italiano aveva rilievo in quanto parte di una Nazione che, a sua volta, era inserita nelle strutture politiche,sociali,economiche dello Stato. Analogamente, in altre esperienze politiche (Ancien Regime,Stati comunisti,Repubblica Islamica dell'Iran ecc.), la concezione individualistica dell'uomo, che è alla base del liberalismo, viene meno in quanto il cittadino esiste in come parte di un ceto,di una classe,di una confessione religiosa ecc. Il caso russo, invece, non si discosta,nelle sue linee essenziali, dal modello della democrazia liberale. Infatti il cittadino russo non è inserito in Corporazioni,ceti,classi o strutture pubbliche che lo trascendono, ma gode di una libertà individuale ( con un connesso catalogo di diritti individuali,di partecipazione,sociali ecc che potrà essere più o meno ampio) negativa rispetto all'entità politica statale e alle altre istituzioni. Che poi Putin ed altri politici russi si richiamino costantemente all'insieme di peculiarità spirituali,culturali ed etniche della nazione russa, anche al fine di rivendicarne la specificità rispetto alle nazioni occidentali, non smentisce, di per sé, la qualifica di liberaldemocrazia che spetta alla forma di Stato, ma al limite ne caratterizza la forma di governo intendendo tale espressione in senso lato: non solo la distribuzione del potere tra i vari organi politici, amministrativi e giurisdizionali, ma anche il rapporto tra questi e la società civile.
Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Se il "riferimento internazionale" deve essere questo, ritengo sia di gran lunga preferibile limitarsi all'azione interna, oppure, al limite, cercare di trovare un'unione internazionale di forze nazionalrivoluzionarie senza diventare succubi di questo o quello Stato.
Ultima modifica di - SAVONAROLA -; 14-07-14 alle 12:50


In effetti è un discorso talmente ampio che potrebbe essere benissimo spostato su un thread autonomo. Per tornare a bomba sull'argomento, come dicono in Cecenia, che la Costituzione russa del 1993 sia un documento strettamente liberaldemocratico è innegabile, così come è innegabile il muoversi di tutti i leader legittimati entro tale prospettiva; che tuttavia la società russa sia una società liquida o strutturalmente avviata verso una fase di decomposizione totale come le società europee occidentali non ne sono convinto.
Certamente se si prendono in considerazione le grandi città dell'Ovest (San Pietroburgo e Mosca, ma anche città minori come ad esempio Stalingrado/Volgograd), si vede un quadro molto sconfortante. Non si contano i motivi, immigrazione centroasiatica, valori occidentali, scarsissimo senso comunitario cittadino, eccetera. Se si prendono in esame invece le zone meno pressate da tale stile di vita - sembrerà tautologico - si vede che tuttavia i corpi intermedi e i livelli comunitari esistono e cominciano a radicarsi bene (20 anni per la storia sociale sono poco più di un attimo), e comunque il loro sistema di valori di riferimento non è certamente comparabile alla liquidità occidentale. Non sono certo che sia un elemento di forza, ma l'elemento nazionale (come lo chiamerebbe Dugin) o etnico (subrusso) mi sembra che sia un punto di riferimento abbastanza rilevante per tutto lo sterminio di popoli, popolini, etnie, eccetera che in fin dei conti costituiscono un elemento abbastanza rilevante non solo della Russia, ma soprattutto della sua evoluzione culturale e sociale. Il fatto che la Russia abbia "naturalmente" nel suo seno l'ebraismo locale (quello che è rimasto), l'islam centro-asiatico e perfino il buddhismo costituisce, a quanto mi pare di vedere, un elemento propedeutico a inquadrare il singolo in una prospettiva meno individualistica.
Certamente non è possibile pensare alla società russa come a una civiltà Tradizionale (ma lo è stata mai? avrei quasi dei dubbi), certamente essa ha al suo interno l'eredità pesantissima dell'epoca sovietica, che si diede grandemente da fare per evitare che si formassero corpi intermedi sani, e del suo fallimento, che distrusse i pochi elementi comunitari e anti-individualisti che si erano formati sotto la falce-e-martello, ma se non è, dicevo, una civiltà Tradizionale certamente non è al livello delle liberaldemocrazie mature, grazie a Dio.
Rimane il rapporto governo-società (che attiene alla forma di Stato) e il rapporto tra gli organi di governo (che attiene alla forma di governo). In questo caso la forma di governo sta venendo progressivamente spostata in un'ottica presidenzialista (non presidenziale) dove il dominus è il potere esecutivo, che intrattiene un dialogo diretto con il popolo e che soprattutto è abbastanza libero di toccare gli altri poteri senza essere toccato a sua volta. La forma di Stato, invece, mi sembra per ora a metà del guado, evolvendo dalla soggiacenza ai gruppi di pressione "occidentalizzati", ma non essendo ancora approdata a una fondazione su attori esclusivamente "nazionali" o quanto meno "russisti".
Infine, per rispondere a Savonarola sulla questione delle oligarchie, mesi fa avevo letto su "Conflitti e Strategie" un'analisi mi pare confermata dall'utente ulver81 (a proposito, dove sarà finito) in base alla quale Putin sarebbe il "volto umano" e comunque l'anello debole di una cerchia di ex funzionari dell'apparato di sicurezza sovietico, ben determinati a fare fuori gli oligarchi in senso stretto e a ristabilire un controllo più sano sull'entità Russia.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Concordo ed aggiungo una precisazione: non ho mai nemmeno immaginato di sostenere un'equivalenza tra società civile russa e mondo occidentale. Indubbiamente la prima, soprattutto nelle città medie e piccole, esprime delle realtà incomparabilmente pìù sane della porcilaia a cui siamo purtroppo abituati da queste parti
Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Def, riesci a reperire quell'articolo di C & S ?