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    Predefinito E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Negli anni ’60-90 gli italiani consolidarono il boom economico del dopoguerra affidandosi al mattone. Tutto ciò che si guadagnava veniva investito in seconde e terze case. Avere la casa al mare e/o in montagna era un vero e proprio status symbol.
    Il risultato è che ora gran parte di quella fortuna è evaporata, distrutta dalla crisi immobiliare; state tranquilli, i prezzi delle case non torneranno più a quei valori sognati da chi credeva di avere una fortuna, visto che l’offerta supera di gran lunga la domanda, e, per le situazioni più tragiche, considerate che un oggetto che non si riesce a vendere non vale nulla, zero.
    Oggi si tenta di vendere o di affittare le case al mare o in montagna; chi se le tiene si lamenta di “dover andare sempre nello stesso posto (non rinunciando a dirti “tanto ho la casa lì”, ultima soddisfazione di un’appannata apparenza). Interi complessi si mostrano tristemente vuoti, in attesa che il tempo li maceri a poco a poco, con al più un sussulto di vitalità un paio di mesi l’anno.
    Ci sono stati tre risultati di quella collettiva follia di massa: la cementificazione del Paese, l’arricchimento di pochi palazzinari (per capirci, gente alla Berlusconi o alla Ligresti) e soprattutto la fatica che negli ultimi anni hanno mostrato le aziende italiane.
    Pensate a quanti miliardi di euro nel periodo citato sono stati sottratti alle attività produttive, soldi che potevano rendere competitive le aziende italiane con ricerca, sviluppo, investimenti. Invece nulla: investiamo solo nella nostra casa. Oggi risulta una strategia becera come tenere i soldi sotto al materasso.
    A prova di quanto la gente non capisca gli errori fatti, oggi c’è chi oggi parla di rilanciare l’edilizia…
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  2. #2
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Negli anni ’60-90 gli italiani consolidarono il boom economico del dopoguerra affidandosi al mattone. Tutto ciò che si guadagnava veniva investito in seconde e terze case. Avere la casa al mare e/o in montagna era un vero e proprio status symbol.
    Il risultato è che ora gran parte di quella fortuna è evaporata, distrutta dalla crisi immobiliare; state tranquilli, i prezzi delle case non torneranno più a quei valori sognati da chi credeva di avere una fortuna, visto che l’offerta supera di gran lunga la domanda, e, per le situazioni più tragiche, considerate che un oggetto che non si riesce a vendere non vale nulla, zero.
    Oggi si tenta di vendere o di affittare le case al mare o in montagna; chi se le tiene si lamenta di “dover andare sempre nello stesso posto (non rinunciando a dirti “tanto ho la casa lì”, ultima soddisfazione di un’appannata apparenza). Interi complessi si mostrano tristemente vuoti, in attesa che il tempo li maceri a poco a poco, con al più un sussulto di vitalità un paio di mesi l’anno.
    Ci sono stati tre risultati di quella collettiva follia di massa: la cementificazione del Paese, l’arricchimento di pochi palazzinari (per capirci, gente alla Berlusconi o alla Ligresti) e soprattutto la fatica che negli ultimi anni hanno mostrato le aziende italiane.
    Pensate a quanti miliardi di euro nel periodo citato sono stati sottratti alle attività produttive, soldi che potevano rendere competitive le aziende italiane con ricerca, sviluppo, investimenti. Invece nulla: investiamo solo nella nostra casa. Oggi risulta una strategia becera come tenere i soldi sotto al materasso.
    A prova di quanto la gente non capisca gli errori fatti, oggi c’è chi oggi parla di rilanciare l’edilizia…
    ottima sintesi

    ps: l'edilizia la puoi rilanciare benissimo, ma NON come speculazione, bensì adeguando l'esistente, migliorandone l'efficienza termico/acustica, aggiornando gli impianti, ristrutturando appartamenti inutilmente grossi, etc etc

    e magari dedicandosi a demolizioni mirate

  3. #3
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Negli anni ’60-90 gli italiani consolidarono il boom economico del dopoguerra affidandosi al mattone. Tutto ciò che si guadagnava veniva investito in seconde e terze case. Avere la casa al mare e/o in montagna era un vero e proprio status symbol.
    Il risultato è che ora gran parte di quella fortuna è evaporata, distrutta dalla crisi immobiliare; state tranquilli, i prezzi delle case non torneranno più a quei valori sognati da chi credeva di avere una fortuna, visto che l’offerta supera di gran lunga la domanda, e, per le situazioni più tragiche, considerate che un oggetto che non si riesce a vendere non vale nulla, zero.
    Oggi si tenta di vendere o di affittare le case al mare o in montagna; chi se le tiene si lamenta di “dover andare sempre nello stesso posto (non rinunciando a dirti “tanto ho la casa lì”, ultima soddisfazione di un’appannata apparenza). Interi complessi si mostrano tristemente vuoti, in attesa che il tempo li maceri a poco a poco, con al più un sussulto di vitalità un paio di mesi l’anno.
    Ci sono stati tre risultati di quella collettiva follia di massa: la cementificazione del Paese, l’arricchimento di pochi palazzinari (per capirci, gente alla Berlusconi o alla Ligresti) e soprattutto la fatica che negli ultimi anni hanno mostrato le aziende italiane.
    Pensate a quanti miliardi di euro nel periodo citato sono stati sottratti alle attività produttive, soldi che potevano rendere competitive le aziende italiane con ricerca, sviluppo, investimenti. Invece nulla: investiamo solo nella nostra casa. Oggi risulta una strategia becera come tenere i soldi sotto al materasso.
    A prova di quanto la gente non capisca gli errori fatti, oggi c’è chi oggi parla di rilanciare l’edilizia…
    Il teuizzare nel mattone per quanto folle era dovuto alla bolla svalutativa della lira.
    Al tempo era una cosa logica da fare...

    Ovviamente è stata folle..e ancor più folle è che qualcuno ne voglia riproporre le condizioni.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  4. #4
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Amplio in concetto perchè è fondamentale.

    Svalutazione e stampaggio: soldi che fluivano verso gli esportatori e che venivano catturati dagli agenti economici furbi e abili a raccattare con il retino per farfalle i soldi che inondavano il mercato.

    Evasione a manetta e ricchezza patrimoniale da incassare da qualche parte: consumi alti e case comprate a nero come se non ci fosse un domani.

    Altri ovviamente chiedevano allo Stato questa ricchezza: ecco che vengono fuori spesa pubblica fuori controllo, pensioni baby e dipendenti pubblici a milionate.

    Tutto si lega in un'economia inflazionata.

    Patrimonio privato che si riversa nelle case e spesa pubblica che crea debito pubblico (e quindi produce titoli di Stato)

    Dal lato dei titoli di Stato la bolla non può scoppiare a pena di grossi sconquassi e rischio internazionale per il paese rispetto ai creditori

    Dal lato del patrimonio privato, il rischio è privato e quindi le case possono scoppiare nel loro valore senza troppi sconquassi politici.

    Con la solita postilla: nel paese dei furbi la svalutazione colpisce i rentier in parti uguali, però alcuni hanno rubato molto più di altri e questi non hanno grossi problemi a vedere una parte della ricchezza evaporare, ricchezza che evapora anche per gli onesti...
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  5. #5
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Negli anni ’60-90 gli italiani consolidarono il boom economico del dopoguerra affidandosi al mattone. Tutto ciò che si guadagnava veniva investito in seconde e terze case. Avere la casa al mare e/o in montagna era un vero e proprio status symbol.
    Il risultato è che ora gran parte di quella fortuna è evaporata, distrutta dalla crisi immobiliare; state tranquilli, i prezzi delle case non torneranno più a quei valori sognati da chi credeva di avere una fortuna, visto che l’offerta supera di gran lunga la domanda, e, per le situazioni più tragiche, considerate che un oggetto che non si riesce a vendere non vale nulla, zero.
    Oggi si tenta di vendere o di affittare le case al mare o in montagna; chi se le tiene si lamenta di “dover andare sempre nello stesso posto (non rinunciando a dirti “tanto ho la casa lì”, ultima soddisfazione di un’appannata apparenza). Interi complessi si mostrano tristemente vuoti, in attesa che il tempo li maceri a poco a poco, con al più un sussulto di vitalità un paio di mesi l’anno.
    Ci sono stati tre risultati di quella collettiva follia di massa: la cementificazione del Paese, l’arricchimento di pochi palazzinari (per capirci, gente alla Berlusconi o alla Ligresti) e soprattutto la fatica che negli ultimi anni hanno mostrato le aziende italiane.
    Pensate a quanti miliardi di euro nel periodo citato sono stati sottratti alle attività produttive, soldi che potevano rendere competitive le aziende italiane con ricerca, sviluppo, investimenti. Invece nulla: investiamo solo nella nostra casa. Oggi risulta una strategia becera come tenere i soldi sotto al materasso.
    A prova di quanto la gente non capisca gli errori fatti, oggi c’è chi oggi parla di rilanciare l’edilizia…

    Riflessione discutibile. Innanzitutto non si può considerare allo stesso modo l'edilizia fatta sui litorali e l'edilizia residenziale in genere. A fianco alla effettiva speculazione fatta dai palazzinari d'assalto sulle nostre coste, con la complicità, non dimentichiamolo, delle amministrazioni locali, c'è l'assoluta inesistenza dell'edilizia economica e popolare e la grande difficoltà che incontra chi deve trasferirsi per lavoro, a trovare abitazioni in fitto a prezzi accessibili. Ma le facce della medaglia sono tante e non si può fare di tutt'erba un fascio. I costi degli immobili sono scesi, è vero, ma non dappertutto e allo stesso modo, perché l'edilizia, essendo un bene "immobile" va considerata sempre in rapporto al luogo dove insiste. Nonostante la crisi dell'immobiliare, e il famoso crollo dei prezzi, ci sono ancora zone in cui si vende a 10.000 euro al mq e altre zone (in genere i paesini di campagna) dove si riesce a comprare anche per 200 o 300 euro per mq, che praticamente è anche inferiore al solo costo di costruzione.

    E nonostante il crollo dei prezzi dell'immobiliare, guarda caso, le rendite catastali vengono SEMPRE aggiornare al rialzo!

    Però il titolo della discussione è fuorviante: i soldi usati in modo diverso...? Che vuol dire? Tu stai parlando di obiettivi economici e non di regole di utilizzo dei soldi. Perché su questo secondo argomento ci sarebbe da discutere moltissimo, e ti assicuro che sarebbe una discussione molto più interessante di questa sull'immobiliare.
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 02-07-14 alle 10:03

  6. #6
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Riflessione discutibile. Innanzitutto non si può considerare allo stesso modo l'edilizia fatta sui litorali e l'edilizia residenziale in genere. A fianco alla effettiva speculazione fatta dai palazzinari d'assalto sulle nostre coste, con la complicità, non dimentichiamolo, delle amministrazioni locali, c'è l'assoluta inesistenza dell'edilizia economica e popolare. Ma le facce della medaglia sono tante e non si può fare di tutt'erba un fascio. I costi degli immobili sono scesi, è vero, ma non dappertutto e allo stesso modo, perché l'edilizia, essendo un bene "immobile" va considerata sempre in rapporto al luogo dove insiste. Nonostante al crisi dell'immobiliare, e il famoso crollo dei prezzi, ci sono ancora zone in cui si vende a 10.000 euro al mq e altre zone (in genere i paesini di campagna) dove si riesce a comprare anche per 200 o 300 euro per mq, che praticamente è anche inferiore al solo costo di costruzione.

    Però il titolo della discussione è fuorviante: i soldi usati in modo diverso...? Che vuol dire? Tu stai di obiettivi economici e non di regole di utilizzo dei soldi. Perché su questo secondo argomento ci sarebbe da discutere moltissimo, e ti assicuro che sarebbe una discussione molto più interessante di come vengono spesi.

    Negli anni '60 si è scelta la via del fai da te rispetto alla regolamentazione edilizia. E' per questo che l'Italia è una unica colata di cemento inarrestabile con l'80% di proprietari di case (scarsa credibilità della moneta) come la Romania, al contrario in Germania le case hanno costi e affitti molto più bassi e solo una percentuale un terzo/un quarto quella italiana è proprietaria di case... ovviamente le costruzioni sono limitate in quantità.. però allo stesso tempo non serve impazzire per ristrutturare una casa.. che strano eh?

    Meno speculazione, meno cemento, meno vincoli burocratici alle ristrutturazioni...
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  7. #7
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Negli anni '60 si è scelta la via del fai da te rispetto alla regolamentazione edilizia. E' per questo che l'Italia è una unica colata di cemento inarrestabile con l'80% di proprietari di case (scarsa credibilità della moneta) come la Romania, al contrario in Germania le case hanno costi e affitti molto più bassi e solo una percentuale un terzo/un quarto quella italiana è proprietaria di case... ovviamente le costruzioni sono limitate in quantità.. però allo stesso tempo non serve impazzire per ristrutturare una casa.. che strano eh?

    Meno speculazione, meno cemento, meno vincoli burocratici alle ristrutturazioni...

    Certo, capisco benissimo l'osservazione. Ma il mattone come bene rifugio è tipico dei Paesi in via di sviluppo, che non hanno mai avuto una politica industriale vera. Le grandi aziende italiane sono sempre state pubbliche. Anche la FIAT in realtà si è mantenuta con i soldi pubblici. Il discorso fino ad oggi è stato: va bene, non uso i miei soldi per comprare la casa... ma allora che cosa ne faccio di questi soldi...? E' a questa domanda che lo Stato non ha mai dato una risposta credibile.
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 02-07-14 alle 10:08

  8. #8
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Certo, capisco benissimo l'osservazione. Ma il mattone come bene rifugio è tipico dei Paesi in via di sviluppo, che non hanno mai avuto una politica industriale vera. Le grandi aziende italiane sono sempre state pubbliche. Anche la FIAT in realtà si è mantenuta con i soldi pubblici. Il discorso fino ad oggi è stato: va bene, non uso i miei soldi per comprare la casa... ma allora che cosa ne faccio di questi soldi...? E' a questa domanda che lo Stato non ha mai dato una risposta credibile.
    Perchè c'erano:

    1) forte presenza pubblica in economia
    2) evasione galoppante
    3) moneta svalutata un anno sì e l'altro pure


    PUNTO 3 fondamentale per il discorso. Disincentiva risparmio e investimento produttivo a favore del consumo e dell'accumulo di beni reali.
    La differenza con la moneta tedesca è la stessa che passa dalla Ritmo alla Polo nelle auto.
    Ultima modifica di Razionalista; 02-07-14 alle 10:15
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  9. #9
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Perchè c'erano:

    1) forte presenza pubblica in economia
    2) evasione galoppante
    3) moneta svalutata un anno sì e l'altro pure


    PUNTO 3 fondamentale per il discorso.
    La differenza con la moneta tedesca è la stessa che passa dalla Ritmo alla Polo nelle auto.
    C'erano anche le corporazioni molto forti: quella dei sindacati, per esempio, che ha contribuito ad appiattire le retribuzioni aziendali facendo pagare l'usciere tanto quanto un tecnico specializzato che si assume responsabilità penali. Non dimenticando la famigerata scala mobile, causa tra le più importanti dell'inflazione.

    E poi la presenza del pubblico non è che adesso non c'è più: le partecipate locali sono diventati dei pozzi senza fondo che succchiano i nostri soldi 24 ore su 24. E in più abbiamo le regioni che sono il più grande pretesto per rubare che i politici si siano potuti inventare!
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 02-07-14 alle 10:20

  10. #10
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    Predefinito Re: E se i soldi fossero stati usati in modo diverso?

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    C'erano anche le corporazioni molto forti: quella dei sindacati, per esempio, che ha contribuito ad appiattire le retribuzioni aziendali facendo pagare l'usciere tanto quanto un tecnico specializzato che si assume responsabilità penali. Non dimenticando la famigerata scala mobile, causa tra le più importanti dell'inflazione.

    E poi la presenza del pubblico non è che adesso non c'è più: le partecipate locali sono diventati dei pozzi senza fondo che succchiano i nostri soldi 24 ore su 24. E in più abbiamo le regioni che sono il più grande pretesto per rubare che i politici si siano potuti inventare!
    Scala mobile e sindacati politicizzati sono la conseguenza di quello stampaggio a manetta.
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