Arrestate il Commissario, non i medici obiettori
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Arrestate il Commissario, non i medici obiettori
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Se non erro, avemmo una lunga discussione in privato (essì io ed Anthos ci scambiamo opinioni pure in privato) in merito a questo nuovo regolamento deontologico.
Se per te nulla osta, potremmo postare la parte relativa a questa specifica tematica.
Come la vedi?
Preferisco di no.


No problem fai pure
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Sentivo le stronzate della campagna proaborto ' il buon medico non obietta' .... Una dietro l'altra, una serie ininterrotta.
Non sopportano l'articolo 9 della 194.
veterofemminismo piu' o meno grossolano.
L' ' obiezione di coscienza lede la liberta' : ma che vadano a cagare
Gli obiettori presentati come coloro che ' rifiutano la cura' e che violano l'articolo 32 della Costituzione.
Il ' giochino ' di questa gente e' la ' truffa' linguistica di far passare l'aborto come cura imitando gli inglesi.
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Ultima modifica di Anthos; 03-07-14 alle 05:15


Tolti ovviamente i riferimenti personali e convenevoli vari:
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-...ienza-9279.htm
Originariamente Scritto da Anthos
penso che ovviamente gli autori di questa lettera abbiano ragione sul tema obiezione di coscienza , nel senso che non si puo' pretendere in alcun modo che io obiettore fornisca indicazioni su come arrivare a effettuare l'intervento ( ivg o altro ) nonostante la mia obiezione. Non si puo' pretendere di trasformare l'obiettore in un collaborazionista . Fra l' altro e' sottinteso che io sia tenuto a sapere chi non e' obiettore e come e quando questo esercita, la qual cosa non esiste. Punto. Sugli altri aspetti sono meno d'accordo , vale a dire che sono del parere che il medico abbia anche responsabilita' gestionali per quanto attiene le risorse pubbliche che deve utilizzare , tenendo presente che le risorse sono limitate e vanno dunque utilizzate in maniera ottimale ( spero di non aver frainteso) garantendo l'accesso a tutti ( la questione e' interessante e complessa : a parita' di budget un intervento puo' essere individualmente meno efficace ma , in quanto meno costoso, il beneficio collettivo in termini di salute puo' essere maggiore rispetto a quello di uno piu' efficace ma piu' costoso) ; ancor piu' in disaccordo sono rispetto alla questione - mi par di capire- delle materie extracurriculari: il medico omeopata non puo' e non deve esistere perche' l'omeopatia non ha basi scientifiche e, dunque, non ha basi etiche e anche per questa ragione non viene insegnata nel corso di laurea. Di piu' , non ha basi razionali ab origine dal momento che si basa su presupposti fisicamente inesistenti ( la memoria dell'acqua) . Un medico che pratica omeopatia dovrebbe essere radiato seduta stante. L'abilitazione si consegue sulle materie curriculari in quanto scientificamente fondate e non ha senso che uno poi vada a praticare discipline (???) senza capo ne' coda.
Miles:
Il mio giudizio sull'omeopatia è concorde al 1000% anche se così come declinato , quello delle formazione extracurriculare è assai vago (ad esempio si può intendere che il medico non dovrebbe avere alcun accesso di tipo psicologico col paziente, non essendo questi psicologo, eppure può essere estremamente utile nella gestione del rapporto ammalato-paziente , ovviamente senza pagliacciate alla patch Adams e medici clown...
Preferisco di no.


In quell'incontro cui mi riferivo, organizzato da un'associazione culturale guidata da maurizio mori, la prima parte e' stata la fiera delle banalita' del vetrronazifemminismo: i luoghi comuni ideologici triti e ritriti delle femministe anni 70, cortocircuiti logici e difetti del campo visivo davvero gravi. Per esempio che l'obiezione e' contro la 194 quando e' proprio la 194 che prevede l'obiezione. Eppure dovrebbero saperlo visto che propongono l'abolizione dell'articolo 9 della stessa legge. O strani quanto banali e scoperti giochi di prestigio linguistici, definibili anche come corruzione e mistificazione del linguaggio , volta a far passare l'idea che il rifiuto dell'aborto e' un rifiuto di cure, dq cui deriva che ' il buon medico non obietta' . Poi , inaspettatamente, e' intervenuta una ginecologa peraltro non contraria all'aborto , e li ha rimessi in riga con un intervento sulla storia dell'obiezione ( che precede di gran lunga la discussione della 194 ) e richiamando l'intervento spiazzante di una ginecologa di Milano , Alessandra Kustermann, laica e non obiettrice , che pero' non nasconde la natura autentica della pratica abortiva come soppressione di una vita umana. In ogni caso c'e' da stare allertati anche perche' la battaglia di queste organizzazioni pro soppressione di feti si inquadra nella piu' generale battaglia condotta da diversi gruppi per la c.d. Medicina pretensiva, in cui e' il paziente a stabilire cosa debba fare il medico con buona pace di concetti quali ' alleanza terapeutica' etc . In particolare questa ginecologa ha fatto presente , a titolo esemplificativo, che non puo' essere il politico o il magistrato a stabilire se a quella donna debba avere la spirale oppure no e che le competenze e la professionalita' del medico non possono essere svilite dal politico di turno come tende a fare Zingaretti.
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