Il meccanismo psicologico che spinge tanti italiani a dar colpa alla Germania per la crisi attuale è il seguente:
1) tutti in cuor proprio sanno che i problemi del'Italia nascono dalla folle tassazione e dai colossali sperperi praticati dalla classe-politico burocratica;
2) i tax- consumers, cioè coloro che hanno tratto vantaggio dagli sprechi e dal malgoverno (perchè vivono di politica, d'impiego pubblico o comunque di sussidi) non possono però ammettere pubblicamente di essere i primi responsabili del disastro dell'economia e delle finanze statali, anche se lo sanno benissimo.
3) Scattano allora i meccanismi psichici della negazione, della rimozione e della caccia al capro espiatorio, individuato nei tedeschi, negli evasori o negli speculatori.
4) ovviamente, poiché si tratta si tratta di una forma di delirio, quanto più la situazione reale peggiora, tanto più vengono richieste misure estreme contro i capri espiatori. Ma l'economia peggiora sempre di più.
5) se la comunità non rinsavisce, ma questo è molto raro nella storia, il paese procede imperterrito fino alla rovina completa. Solo dopo il crollo totale ci si rende conto della follia che aveva provocato tutto questo.
Questa sequenza di fatti si è verificata molto spesso nella storia, perché soddisfa alcune necessità della psiche umana. Ad esempio, nella Germania della prima metà del '900 le catastrofi provocate dal nazionalismo tedesco sono state addossate agli ebrei, mentre il completo disastro economico dell'Urss staliniana è stato addossato ai kulaki, ai contadini ricchi e ai soliti speculatori.
Queste teorie servivano, allora come oggi, a esimere i governi al potere e i loro beneficiari da ogni responsabilità. Solo dopo la rovina totale e il cambiamento di regime la loro natura delirante è risultata evidente a tutti.
Probabilmente dovremo aspettarci lo stesso anche per l'Italia attuale.




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