
Originariamente Scritto da
Roberto il Guiscardo
Ma ve lo ricordate Walter Veltroni...? venne alla ribalta nazionale spinto dai reiterati fallimenti elettorali del centrosinistra, per cercare di uscire dal vicolo cieco in cui la miopia della sua classe dirigente lo aveva ficcato. Anche Veltroni era un sindaco: il sindaco di Roma, eletto per due volte consecutive con grande consenso!
E così, i soliti D'Alema, Bindi, Turco, Bersani e via cantando, quando si accorsero che stavano portando il partito in discarica, si attaccarono alla sottana del sindaco Veltroni e lo pregarono di prendere in mano le redini del partito. E Veltroni lo fece: iniziò una lunga campagna elettorale con il "cadavere ancora caldo di Prodi steso tra i 4 ceri": un modo di dire colorito per dire che Prodi era ancora al governo, e aveva un sacco di problemi con i vari Mastella, Turigliatto, Scilipoti e De Gregorio, che Veltroni già gli faceva il de profundis dichiarando ai 4 venti che il PD non si sarebbe più alleato con nessuno. tanto era il casino che aveva montato l'ineffabile Veltroni, che sembrava intendesse dare lo sfratto da un giorno all'altro al loro stesso governo. Certo allora tweetter non era così di moda, pertanto non si ebbe nessun #romanostaisereno, ma il risultato comunque fu che Prodi cadde poco tempo dopo.
Il piglio decisionista di Veltroni scombussolò un po' tutti, che ovviamente si adeguarono all'andazzo e si misero in fila al riparo del loro "condottiero". Veltroni perse le elezioni, ma con onore. Ma prima cosa cosa fece...? La legge elettorale indovinate con chi...? Massì, avete indovinato! proprio lui, col Berlusca! O la fece dopo, adesso non ricordo...
Vero che sembra un racconto di questi anni? 2013, 2014, "#enricostaisereno" e poi il casino. Renzi come Veltroni, ha preso in mano il partito, dopo che i soliti "dirigenti storici" glielo avevavo lasciato volentieri sperando che fosse lui il capro espiatorio dei soliti fallimenti elettorali del PD. Non si sono mai fatti un esame di coscienza, non si sono mai chiesti perché perdevano consenso nonostante il burrone in cui era precipitato il loro avversario. Forse non si sono mai resi conto che gli errori accumulati negli anni (promettere delle cose e poi non farne nessuna oppure farne altre!) hanno fatto perdere quasi ogni fiducia ai poveri elettori! No, però anche stavolta sono stati veloci a trovare il "conducator" della situazione, chi gli togliesse le castagne dal fuoco, e si sono messi un po' di lato (non troppo) per guardare da spettatori cosa combinava il giovinotto di belle speranze. Veltroni ormai era inservibile; cosa succederà a Renzi? farà forse la stessa fine di Veltroni...?
Certo le affinità e le coincidenze ci sono tutte: il ruolo di ex sindaco, il decisionismo, perfino l'inciucio col caballero! La storia si ripete, monotona. Ogni volta che la dirigenza del PD si rende conto di perdere troppi colpi, mette in mezzo il "decisionista di turno". Ah! A proposito: c'è anche il supporto dello stesso Veltroni.
Riuscirà quindi il nostro eroe a risollevare le sorti di un partito che non ne vuole sapere di rispondere ai suoi elettori delle cose che promette...?
Mah! Chissà.
Intanto ha avuto il 41% alle europee; anche Veltroni ebbe un buon risultato alle politiche del 2008, però perse. Di poco, ma perse. Ora Renzi si sta vendendo il risultato delle europee, che come sappiamo non c'entra molto con le politiche nazionali, come se avesse avuto i voti per il suo governo. Lo sa che non è così, però fa vedere di non saperlo. E' questo che mi irrita: la mala fede! Sa benissimo che alle elezioni del 2018 non è per niente detto che otterrà ancora il 41%. Anzi, diciamolo: è certo che non lo avrà. Eppure bluffa.
Ma L'Italia ha bisogno di un governo serio, non di giocatori di poker.
Chi sarà il terzo "decisionista" del PD, dopo Renzi? Forse non è ancora all'orizzonte.