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  1. #1
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    Predefinito Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    Non è difficile ricordare i toni di giubilo che hanno accompagnato l’adozione della moneta unica seguiti, negli anni passati e fino ancora ad oggi, da dichiarazioni entusiastiche tra le quali, risaltava e risalta tuttora, quella particolarmente roboante di Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio italiano, a termini della quale:
    “con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se avessimo lavorato un giorno in più”.

    Sembra abbastanza evidente che le cose non siano andate proprio così. Infatti, più che lavorare un giorno in meno, vedendo i dati sulla disoccupazione, non si lavora proprio, si mendica un lavoro oppure si ha il lavoro di cercare lavoro. Ovviamente questa mancanza di lavoro sarebbe un problema relativo se non determinasse una mancanza di reddito, ma da che mondo è mondo – scusate questo po’ di realismo qualunquista – i soldi non li regala nessuno, non siamo tutti nati ricchi e, pertanto, una mancanza di lavoro “guida” una mancanza di reddito per la quale risulta difficile si possa “guadagnare come se avessimo lavorato un giorno in più”. Quindi oltre alla mancanza di lavoro potrebbe essersi determinata una mancanza anche di reddito.
    Cerchiamo di vedere se è effettivamente così e se le famiglie italiane hanno sofferto una perdita di reddito negli ultimi anni, oppure se è vero che l’euro ha svolto una tra le sue varie funzioni/pregio: in questo caso quella di “moneta forte che ci protegge”.I dati, le definizioni ed i grafici utilizzati sono quelli dell’OCSE, direttamente verificabili da tutti semplicemente posizionando il cursore sugli “andamenti” dei grafici stessi; riguarderanno il reddito disponibile delle famiglie, i loro risparmi ed il debito e non saranno relativi solo alle famiglie italiane, bensì, anche quelle tedesche e francesi, per avere come riferimento anche altre due economie sviluppate e con la nostra stessa divisa.Cominciamo con il reddito disponibile delle famiglie, (Household Disposable Income) come detto, italiane, francesi e tedesche. Il reddito reale netto disponibile delle famiglie è definito come la somma delle spese per consumi finali e risparmio meno la variazione del patrimonio netto delle famiglie nei fondi pensione. Questo indicatore comprende la somma di salari e stipendi, redditi misti, redditi netti da capitale, ecc. ecc., ed in questo caso riguarda il tasso di crescita annuale del reddito disponibile tra il 1990 ed il 2013; viene riportato sul sito dell’OCSE, che invita cortesemente a citarlo così: “OECD (2014), Household disposable income (indicator). doi: 10.1787/dd50eddd-en (Accessed on 29 July 2014)”.Reddito disponibile delle famiglie, tasso di crescita annuale (in percentuale), 1990-2013

    Una forte diminuzione nella crescita, che diventa addirittura negativa, nel reddito disponibile delle famiglie italiane si registra già ad inizio anni ’90, infatti nel ’93 si tocca il punto più basso con un -4,3%; ma dopo un andamento alternato a fine anni ’90 e inizio duemila, il reddito disponibile è, nel 2001, tornato a crescere più che nel ’91. Dopo il 2001 e fino al 2007, la crescita diminuisce ma resta comunque positiva, mentre dal 2008 comincia un ulteriore declino nella crescita del reddito disponibile che diventa negativa e porta quindi ad una diminuzione dello stesso. Al 2012 si tocca il punto più basso dalla introduzione dell’euro con una crescita negativa al -4,2%; e nell’anno successivo, 2013, si registra ancora una perdita di reddito disponibile al -1,1%. Per cui, se è vero che una diminuzione del reddito disponibile (una sua crescita negativa) si era già registrata negli anni ’90, è anche vero che già a fine anni ’90 il reddito disponibile era tornato a crescere, mentre con l’introduzione dell’euro il reddito disponibile ha dapprima “sperimentato” una diminuzione nella sua crescita, dopodiché ha cominciato proprio ad avere una crescita negativa (diminuzione) che, al momento, non sembra essersi ancora fermata. Pertanto, l’euro non sembra aver avvantaggiato particolarmente le famiglie italiane visto che sembra aver esacerbato più che contenuto una perdita di reddito che, verificatasi ad inizio anni ’90, comunque ad inizio duemila sembrava ormai un ricordo. Lo stesso non si verifica invece per le famiglie tedesche e francesi il cui reddito disponibile continua a crescere, qualche anno di più qualche anno di meno e, per la Francia, diventa crescita negativa solo nel 2013 a -0,3%. Pertanto sembra che le famiglie più penalizzate dall’inizio della crisi in termini di crescita del reddito disponibile siano proprio quelle italiane.Vediamo poi il risparmio netto delle famiglie (Household Saving) definito come il reddito disponibile delle famiglie meno la spesa per consumi più la variazione della posizione patrimoniale delle famiglie nei fondi pensione, riportato sempre dall’OCSE come: OECD (2014), Household savings (indicator). doi: 10.1787/cfc6f499-en (Accessed on 29 July 2014)

    Euro e famiglie italiane: la diminuzione del reddito disponibile, del risparmio e l?aumento del debito



    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  2. #2
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    non ha ancora postato l'imbecille?
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Una forte diminuzione nella crescita, che diventa addirittura negativa, nel reddito disponibile delle famiglie italiane si registra già ad inizio anni ’90, infatti nel ’93 si tocca il punto più basso con un -4,3%; ma dopo un andamento alternato a fine anni ’90 e inizio duemila, il reddito disponibile è, nel 2001, tornato a crescere più che nel ’91. Dopo il 2001 e fino al 2007, la crescita diminuisce ma resta comunque positiva, mentre dal 2008 comincia un ulteriore declino nella crescita del reddito disponibile che diventa negativa e porta quindi ad una diminuzione dello stesso. Al 2012 si tocca il punto più basso dalla introduzione dell’euro con una crescita negativa al -4,2%; e nell’anno successivo, 2013, si registra ancora una perdita di reddito disponibile al -1,1%
    ... e l'euro dalla fine degli anni 90 c'è stato un po' si e un po' no?

    perchè se è colpa sua l'erosione del risparmio è ovvio che si è assentato nel periodo della crescita ed è ritornato quando c'è stato il calo


    è così semplice che potrebbe capirlo persino un bananas
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  4. #4
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    non ha ancora postato l'imbecille?
    ecco questa è una domanda che si risponde da sola ... nel momento esatto in cui viene posta.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  5. #5
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    oh, un orologino svizzero...
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    Ma quanto si mette da parte volta per volta non è il risparmio, il risparmio è il totale. E le pensioni sono un casino perché la gente è andata in pensione dopo aver guadagnato mille lire al mese.

  7. #7
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    Predefinito Re: Quelli che : "l'euro difendera i nostri risparmi"

    ... e l'euro dalla fine degli anni 90 c'è stato un po' si e un po' no?
    quella volta si chiamava SME credibile bananas
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

 

 

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