Salvini vuole “reintrodurre” la leva militare obbligatoria per i maggiorenni
Reintrodurre il servizio civile e militare obbligatorio per i maggiorenni: potrebbe essere questa la nuova campagna della Lega Nord, intorno alla quale mobilitare parlamentari ed attivisti. Ad anticiparlo è lo stesso Matteo Salvini, con un breve post pubblicato sul suo profilo facebook in cui spiega: “La Lega sta preparando una proposta di legge per reintrodurre il servizio civile e militare obbligatorio per i maggiorenni”.
Per la verità, almeno questa volta, sono in molti fra i commentatori della sua pagina facebook ad esprimere perplessità rispetto a tale ipotesi.
Ricordiamo che la leva militare obbligatoria di fatto non è mai stata abolita, ma è stata resa semplicemente inattiva dal primo gennaio 2005 (Governo Berlusconi II). Con la legge 226 dell'agosto del 2004, infatti, si stabiliva la "sospensione delle chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1º gennaio 2005″. A tale provvedimento nel 2010 si è aggiunta la nuova disciplina regolata dal codice dell'ordinamento militare, che stabilisce anche che il servizio militare obbligatorio potrebbe essere ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica nel caso di guerra o di una grave crisi internazionale che coinvolga direttamente l'Italia e renda necessario un aumento considerevole del numero dei militari.
Salvini vuole reintrodurre la leva militare obbligatoria per i maggiorenni | Fanpage
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L'idea di Salvini: di nuovo la leva obbligatoria. ma dal web è coro di no
Roma, 28 lug. (AdnKronos) - La Lega sta preparando una proposta di legge per reintrodurre il servizio civile e militare obbligatorio per i maggiorenni. Con un post su Facebook arrivato poco prima di mezzogiorno, Matteo Salvini torna a parlare così di leva obbligatoria (e servizio civile) per gli italiani maggiorenni. Nel pomeriggio il post viene commentato da un centinaio di utenti, che raccolgono l'invito del leader leghista ad esprimere il proprio parere, dicendo in massa 'no' a Salvini, con poche eccezioni.
Per Marco Ruffoni, il primo a intervenire su Facebook "non serve a nulla troppo tardi, si deve iniziare prima", decisamente contrario Alessio Freato che scrive: "No! Prima di tutto la Libertà dell'individuo di scegliere! Io non volevo servire questo paese di m...a!". Chi si schiera per il no è anche Paolo Nizzola perché si rischia di "ingrassare ulteriormente i fancazzisti firmaioli e graduati dell'esercito". Ironico Paolo Giovanni Del Nero che chiede a Salvini: "Ma tu lo hai fatto?".
Rispolvera le radici leghiste Emanuela Balestrini che dice: "Servizio civile sì, servizio militare no. Non per l'Italia.... Non permetterei mai a mio figlio di giurare sul tricolore". Fabrizio Perini dice no perché "le spese le paghi tu Salvini? Buttiamo via un po' di altri soldi del Nord in ste vaccate?!".
Altro no arriva da Paolo Giovanni Del Nero che argomenta: "Già i nostri giovani studiano due anni più che all'estero ed entrano più tardi nel mondo del lavoro. Vogliamo aggiungere un altro anno, un anno di distacco fra il percorso di passaggio scuola lavoro ? Ovviamente gli stranieri non lo fanno!".
Di "tempo perso" parla Daniele Moscatelli, che scrive: "L'educazione e il rispetto te lo devono insegnare i genitori e gli insegnanti a scuola". Critico anche Fabrizio Perini che si domanda come il "segretario federale di un movimento chiamato Lega Nord per l'Indipendenza della Padania vuole reintrodurre il servizio militare obbligatorio nell' esercito italiano... Sono le comiche ormai...". Per Dino Losa sarebbe solo "più stato, più spesa pubblica, meno lavoro! Ecco cosa è diventata la Lega".
Piccola apertura da Marco Brambilla che è d'accordo, ma "solo civile, meglio se nel comune e provincia d'appartenenza".
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La stanza di Mario Cervi
Durante la naia nascevano i veri «fratelli d'Italia»
GioBatta Benetti
Mi rivolgo al presidente del Consiglio Renzi. Il servizio sociale è un surrogato della naja praticata fino al 2005. La naja era tempo perso che lo Stato non rimborsava e non dava nessun contributo a far diventare «uomini» tutti quei giovani che erano lì per non far niente, solo perché dovevano giustificare il costo delle Forze Armate. Dovevano giustificare lo stipendio di tutti quei militari di carriera che venivano poco utilizzati nei teatri di cooperazione internazionale e visti con un'aria di sufficienza dalle altre potenze militari. Ultimamente l'ha ammesso anche l'ammiraglio Di Paola in un progetto di riordino e ottimizzazione delle Forze Armate italiane presentato al Consiglio dei ministri.
GioBatta Benetti
Pianiga (Venezia)
Caro Benetti, io - pur avendo riconosciuto l'esigenza del passaggio a un esercito «professionale» - non sono d'accordo con lei quando afferma che la naja era tempo perso e non dava nessun contributo a far diventare uomini i giovani. Non idealizzo il tempo della leva obbligatoria. Ma nella storia dell'Italia unita essa fu il più efficace strumento per far sentire a ragazzi di regioni diverse, e di culture e costumi anch'essi diversi, che c'era una Patria uguale per tutti. Le caserme, con tutti i loro vizi di militare illogicità, erano il luogo in cui l'espressione «fratelli d'Italia» acquistava un significato. Con queste notazioni non passo un colpo di spugna sui difetti presenti e soprattutto passati della nostra struttura militare. Conosco le ragioni di chi vorrebbe scuole anziché carri armati e ospedali anziché gli F35. Vogliamo tuttavia preservare ciò che si chiama orgoglio nazionale e memoria del passato?
la stanza di Mario CerviMa durante la naia nascevano i veri «fratelli d'Italia» - IlGiornale.it
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