Pagina 57 di 127 PrimaPrima ... 74756575867107 ... UltimaUltima
Risultati da 561 a 570 di 1267
  1. #561
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Dl fisco, Di Maio: 'Sulla pace fiscale giunto al Quirinale un testo manipolato', ma il Colle: 'Qui non è mai arrivato'

    "Non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato" che riguarda la pace fiscale. Domani sarà depositata una denuncia alla procura della repubblica". Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio alla registrazione della puntata di Porta a Porta di stasera.

    Ma, dopo poco, arriva la smentita del Colle. L'ufficio stampa precisa, infatti, che il testo del decreto legge in materia fiscale per la firma del Presidente della Repubblica non è ancora pervenuto.

    Incalzato da Bruno Vespa che gli chiedeva se la "manina" che ha manipolato il testo potesse essere Giorgetti, Di Maio ha risposto: "Confermo la mia fiducia a tutto il Governo. Non mi permetterei mai di dubitare". "Se ci facciamo passare sotto al naso provvedimenti così allora cominciano i problemi grossi" ha aggiunto.

    "Io non ho ragione di dubitare della Lega perché ci siamo stretti la mano", ha detto ancora Di Maio, rispondendo a Bruno Vespa che gli chiedeva se aveva qualche dubbio sulla "manina" che aveva apportato le variazioni sul testo del decreto fiscale. "Tendo ad escludere responsabilità politica perché abbiamo raggiunto un accordo politico e perché mi fido delle persone che sono al governo" ha poi aggiunto in un altro passaggio.

    La pace fiscale sopra i 100 mila non si può fare, non la faremo passare. Così fonti parlamentari del M5S riassumono la loro posizione in contrarietà alla misura contenuta nell'ultima bozza del decreto fiscale, dicendo che il dibattito interno al Movimento è tuttora in corso.

    Il limite di 100mila euro da sanare attraverso la 'dichiarazione integrativa speciale' va inteso "per singola imposta e per periodo d'imposta, e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato". Lo prevede l'ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. Si potranno correggere le dichiarazioni presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell'imposta sul valore degli immobili all'estero e delle attività finanziare all'estero, dell'Irap e dell'Iva.

    Per chiedere di fare la 'pace' col fisco i contribuenti che potranno "correggere errori od omissioni" presentando una apposita "dichiarazione integrativa speciale" fino al "31 maggio 2019". Nel testo per questo condono è confermato il limite di 100mila euro per anno d'imposta e la possibilità di sanare al massimo il 30% di quanto già dichiarato. Si pagherà in una unica soluzione entro fine luglio o a rate per 5 anni a partire da settembre 2019.

    Carcere fino a sei anni per chi, scegliendo di aderire alla pace fiscale, fornisce atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero. Lo prevede l'articolo dedicato alla "dichiarazione integrativa speciale" del dl fisco secondo quanto si legge in una bozza recente successiva al Consiglio dei ministri che ha approvato il provvedimento. La norma mira a punire i 'furbetti' che provino a utilizzare la dichiarazione integrativa per sanare proventi illeciti.

    Dl fisco, Di Maio: 'Sulla pace fiscale giunto al Quirinale un testo manipolato', ma il Colle: 'Qui non è mai arrivato' - Economia - ANSA.it

    Ebbravi i 5S!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Hanno capito e fatto fischiare le orecchie alla grandissima puttana varesotta in veste "napulitana" messa nel governo quale cavallo di Troia dei globalisti europoidi e al servizio del quirinale e dei Tajani di turno. E che naturalmente lo coprono al bisogno.
    Da sempre fa il lavoro sporco, sin dai tempi di Bossi.Chiedere ai poveracci della Credieuronord per chiarimenti, tanto per dire.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #562
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Ex segretaria Bossi: "Salvini sapeva dei soldi"
    POLITICA

    Ex segretaria Bossi: Salvini sapeva dei soldi
    (Foto Fotogramma)

    Pubblicato il: 18/10/2018 162

    "A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi". Lo dice Daniela Cantamessa, ex dipendente e storica ex segretaria di Umberto Bossi a The Post Internazionale a proposito dei fondi del Carroccio.

    "Tutto cominciò dopo il 2012", riferisce. "Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro", poi con la "gestione Maroni" le cose cambiarono nell'organizzazione. "Maroni, invece di usare la struttura storica della Lega, utilizzava strutture esterne che avevano dei costi molto alti" nonostante "la Lega avesse la sua struttura contabile che funzionava". Cantamessa dice inoltre di aver avvertito Salvini, allora vice segretario federale della Lega, di quanto stava accadendo: "A Salvini segnalai tutto".

    Ex segretaria Bossi: "Salvini sapeva dei soldi"
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #563
    gigiragagnin@gmail.com
    Data Registrazione
    23 Dec 2011
    Messaggi
    10,625
     Likes dati
    10
     Like avuti
    1,437
    Mentioned
    43 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    le vicende dell'allega d'abbozzi e d'assalvini non mi provocano nessuna emozione. (neanche quella d'ammaroni)
    ho staccato la spina tanti anni fa ...

  4. #564
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    IL LEGHISMO, UNA RIVOLUZIONE TRADITA
    DI GIANLUCA MARCHI
    Adesso che possiamo considerare tutto finito, che la stagione politica italica dell’autonomismo e dell’indipendentismo è sostanzialmente una tabula rasa, forse è venuto il momento di cominciare a fare qualche riflessione su trent’anni di leghismo e sul ruolo, non poche volte ambiguo, avuto dall’uomo che ha creato quel movimento e che per 25 anni ne è stato il leader indiscusso, vale a dire Umberto Bossi.
    Si badi bene, quando parlo di tabula rasa non intendo affatto offendere alcuno dei volonterosi movimenti e gruppi indipendentisti che oggi agiscono soprattutto in Veneto e in qualche modo anche in Lombardia (altrove la situazione è pressoché irrilevante o irrilevabile), ma è fuor di dubbio che tutti i protagonisti di questa realtà assai parcellizzata sono quasi tutti figli della Lega Nord, dalla quale son passati e sono usciti, o buttati fuori, perché in dissenso col Capo o perché perseguivano strategie e obiettivi non da lui dettati in quel preciso momento (e che spesso poi abbracciava magari solo qualche tempo dopo). Insomma, l’origine viene tutta da li'. Vero, la Liga Veneta è nata ben prima della Lega Lombarda, ma il leghismo inteso come movimento di massa che negli anni Novanta ha fatto tremare l’establishment italico, origina dall’intuizione di quell’uomo nel creare la Lega Nord (congresso costitutivo di Pieve Emanuele, 1991), mettendo sotto il suo cappello e la sua leadership tutti i movimenti territoriali anche preesistenti alla Lega Lombarda. Quel mondo, spesso cosi' polverizzato e poco influente nella politica nazionale, aveva trovato il leader che lo poteva condurre alla conquista del Nord (elezioni politiche del 1996 record con oltre 4 milioni di voti presi dalla Lega) con l’obiettivo di costringere lo Stato centrale a sedersi a un tavolo per trattare la propria disarticolazione e la ricostruzione in termini federali o addirittura confederali.
    Semplificando, ma neanche poi troppo, questa era la grande attrattiva che porto' verso la Lega milioni di persone: porre fine alla sistematica rapina operata dallo stato centrale ai danni del Nord, rapina che consentiva allo stato stesso di assistere il Sud senza pero' permettergli una crescita reale. Il resto, cominciando dagli atteggiamenti pseudorazzisti, era spesso solo folclore amplificato a dovere dai media italici. La Lega Nord era un movimento politico trasversale, che per un certo tempo uni' persone di centro, di destra e di sinistra nella convinzione che la forma statale dell’Italia andava disarticolata o abbattuta che dir si voglia, e rifatta ex novo secondo canoni federalisti più rispondenti alla storia dei popoli e delle comunità in cui è sempre stata divisa la penisola italica.
    Oggi tutto questo è finito: o meglio il progetto politico era già stato archiviato da tanti anni ma poi è rimasto in piedi il simulacro della Lega che in qualche modo ha continuato a illudere un certo mondo autonomista e/o indipendentista e comunque ha occupato lo spazio politico di riferimento, strangolando sul nascere qualsiasi altra iniziativa, ancorché mal combinata, ma, si diceva, che tutto è finito perché adesso il partito di Salvini, mantenga o no il nome di Lega nel proprio simbolo, è fuor di dubbio essere tutt’altra cosa rispetto al progetto originale. Ecco perché ho parlato di tabula rasa, che teoricamente potrebbe consentire la nascita di un qualcosa di nuovo sul fronte politico autonomista e indipendentista, se non fosse che progetti del genere hanno bisogno di un leader carismatico, capace di suscitare l’interesse anche dei cittadini/elettori apparentemente refrattari. Perché, come ci ha sempre detto e ripetuto il mai abbastanza compianto Gilberto Oneto, una prospettiva indipendentista puo' crescere ed affermarsi solo attraverso il consenso, cioè il voto della gente.
    E qui torniamo al leader. Bossi' è stato un leader, indiscutibilmente. Colui che ha permesso al leghismo – mi riferisco al leghismo prima maniera, quello per intenderci dello scardinamento dello stato italiano – di conquistare ambienti insospettabili e di diventare quasi egemonico in vasti territori della cosiddetta Padania. Umberto Bossi ha creato un sogno, quello di consentire ai Lombardi, ai Veneti, ai Piemontesi e cosi' via di organizzare la propria convivenza dentro lo stivale in maniera diversa oppure di andarsene anche per conto proprio. Ma ahimé quel sogno è stato presto tradito e il primo responsabile del tradimento è stato proprio lo stesso Bossi.
    Un progetto che vuole condurre alla resa lo stato centrale, costringendo Roma (intesa come cuore e testa dell’istituzione Stato italiano) a sedersi a un tavolo e trattare, con i territori dove l’egemonia politica è cambiata, la propria ricostruzione o addirittura il dissolvimento, richiede delle prove di forza che a volte possono anche rasentare o sconfinare nella violenza. Lo abbiamo visto nell’ottobre dell’anno scorso a Barcellona, dove i manganelli sono stati usati dalla polizia di Madrid e in carcere sono finiti i politici catalani.
    Ci sono alcuni episodi e passaggi nell’operato di Bossi che alimentano il sospetto, forse più di un sospetto, che lui, al momento di arrivare a uno scontro anche rischioso con le istituzioni, si è sempre fermato, finendo per incanalare la protesta nordista, al di là dei proclami roboanti e delle finte proclamazioni della Padania libera e indipendente, in una sorta di vicolo cieco dove è diventata fine a se stessa. Lo ha fatto scientemente perché il suo ruolo era quello oppure perché, al di là delle dichiarazioni roboanti, un vero cuor di leone forse non lo era? Verrebbe da dire… ai posteri l’ardua sentenza.
    Cito tre momenti a sostegno di questa tesi, uno più politico e due più da possibile scontro di piazza. Dopo le amministrative del 1993 i sindaci della Lega guidavano gran parte dei capoluoghi del Nord, a cominciare da Milano, la cosiddetta capitale morale ed economica e soprattutto città simbolo di un possibile scontro culturale e politico con l’Italia di Roma. Quale occasione migliore per ingaggiare un braccio di ferro istituzionale fra l’esercito dei sindaci, con dietro milioni di cittadini, e le istituzioni statali relegate nei loro palazzi romani e spesso disprezzate dal popolo? Fu invece quella un’occasione del tutto sprecata, dove i sindaci della Lega furono più intenti a tappare i buchi nelle strade e a sistemare le aiuole che a opporsi allo stato predatore. Bossi avrebbe potuto mobilitare in tal senso l’esercito dei suoi sindaci e invece lascio' sfumare l’occasione, tramontata definitivamente con la discesa in campo di Berlusconi l’anno successivo.
    Veniamo al 9 maggio del 1997, quando i Serenissimi arrivano con il tanko in piazza San Marco a Venezia, si arroccano e salgono sul Campanile sventolando il Leone di San Marco. Fu un gesto eclatante, che mobilito' l’interesse di milioni di persone, non solo in Veneto, gente che per ore rimase come in attesa di un qualcosa d’inedito e di grande che dovesse avvenire. Non successe nulla e le forze dell’ordine entrarono nel Campanile e strapparono la bandiera. Qualche anno dopo in un intervista che feci per Libero a Giorgio Panto, imprenditore, proprietario di televisioni locali e sostenitore del progetto leghista, mi disse: “Quella mattina noi veneti eravamo praticamente tutti pronti sulla porta di casa, in attesa che qualcuno ci desse il via per andare a sostenere i coraggiosi autori di quel gesto. E invece il via non venne mai”. Il riferimento di Panto era chiaro: il via lo si attendeva dal Capo della Lega Nord, colui che aveva fatto crescere tutto quel sentimento deciso a dire basta a come andavano le cose nello italico. Il Capo invece era in via Bellerio (allora dirigevo la Padania e quindi lo vedevo praticamente tutti i giorni) che strologava sul fatto che i Serenissimi erano una manovra dei servizi segreti per fregare la Lega. Solo qualche giorno dopo comincio' a capire – o fece finta di capire - che dietro quelle persone destinate a rovinarsi la vita non c’erano i servizi segreti, ma c’era il popolo veneto. E cosi' il fatidico via evocato da Panto non venne mai.
    Sabato 18 aprile 1998 a Modena. La Lega organizza una manifestazione per chiedere la liberazione dei Serenissimi, rinchiusi nel carcere di quella città senza aver mai fatto del male a nessuno, prigionieri dello stato italiano che mostrava l volgo il suo pugno di ferro. L’affluenza è superiore a ogni attesa, in Emilia arrivano oltre 30 mila persone per il raduno intorno al penitenziario. Le forze dell’ordine sono colte di sorpresa e del tutto impreparate a fronteggiare una folla del genere, una massa di persone anche piuttosto incazzate. Paolo Zenoni è un ragazzo di Verona membro della Guardia Nazionale Padana, il servizio d’ordine della Lega guidata da Flego e Marchini, l’organizzazione poi messa sotto processo e praticamente distrutta dal procuratore Papalia, e qualche tempo scrisse dopo un piccolo libro del tutto illuminante, intitolato “La rivoluzione tradita”. Racconta in quelle belle pagine come la polizia, impaurita diciamo dal “calore della folla”, chiese a Bossi e ai responsabili della Gnp di aiutare a formare un cordone umano intorno al carcere e anche a protezione degli stessi poliziotti. Zenoni, che di quel cordone faceva parte, nel suo libro fa questa considerazione: davanti avevamo la gente arrabbiata che si sporgeva oltre di noi prendendo a male parole la polizia in assetto di guerra, e se noi avessimo mollato il cordone lasciando tracimare gli incazzati, cosa sarebbe successo? Probabilmente nulla sarebbe più stato come prima… Ma qualcuno sali' con un megafono sulla recinzione del carcere per placare la folla inferocita. Quel qualcuno altri non era che Umberto Bossi.
    Tradimento di una rivoluzione sempre annunciata e mai attuata o senso di responsabilità al fine di evitare scontri che non si sapeva dove avrebbero potuto condurre? Lascio al lettore il compito di darsi una risposta. Resta la considerazione che, in alcuni momenti topici sia di scontro meramente politico istituzionale che di possibili scontri di piazza, il Senatur ha sempre agito in modo da condurre la protesta popolare nel già citato vicolo cieco.
    https://www.facebook.com/marchi.gian...13210177392945

  5. #565
    Valsesiano-Padano-Europeo
    Data Registrazione
    07 Jan 2010
    Località
    Valsesia
    Messaggi
    2,430
     Likes dati
    656
     Like avuti
    951
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    IL LEGHISMO, UNA RIVOLUZIONE TRADITA
    DI GIANLUCA MARCHI
    ...
    Veniamo al 9 maggio del 1997, quando i Serenissimi arrivano con il tanko in piazza San Marco a Venezia, si arroccano e salgono sul Campanile sventolando il Leone di San Marco. Fu un gesto eclatante, che mobilito' l’interesse di milioni di persone, non solo in Veneto, gente che per ore rimase come in attesa di un qualcosa d’inedito e di grande che dovesse avvenire. Non successe nulla e le forze dell’ordine entrarono nel Campanile e strapparono la bandiera. Qualche anno dopo in un intervista che feci per Libero a Giorgio Panto, imprenditore, proprietario di televisioni locali e sostenitore del progetto leghista, mi disse: “Quella mattina noi veneti eravamo praticamente tutti pronti sulla porta di casa, in attesa che qualcuno ci desse il via per andare a sostenere i coraggiosi autori di quel gesto. E invece il via non venne mai”. Il riferimento di Panto era chiaro: il via lo si attendeva dal Capo della Lega Nord, colui che aveva fatto crescere tutto quel sentimento deciso a dire basta a come andavano le cose nello italico. Il Capo invece era in via Bellerio (allora dirigevo la Padania e quindi lo vedevo praticamente tutti i giorni) che strologava sul fatto che i Serenissimi erano una manovra dei servizi segreti per fregare la Lega. Solo qualche giorno dopo comincio' a capire – o fece finta di capire - che dietro quelle persone destinate a rovinarsi la vita non c’erano i servizi segreti, ma c’era il popolo veneto. E cosi' il fatidico via evocato da Panto non venne mai.
    Sabato 18 aprile 1998 a Modena. La Lega organizza una manifestazione per chiedere la liberazione dei Serenissimi, rinchiusi nel carcere di quella città senza aver mai fatto del male a nessuno, prigionieri dello stato italiano che mostrava l volgo il suo pugno di ferro. L’affluenza è superiore a ogni attesa, in Emilia arrivano oltre 30 mila persone per il raduno intorno al penitenziario. Le forze dell’ordine sono colte di sorpresa e del tutto impreparate a fronteggiare una folla del genere, una massa di persone anche piuttosto incazzate. Paolo Zenoni è un ragazzo di Verona membro della Guardia Nazionale Padana, il servizio d’ordine della Lega guidata da Flego e Marchini, l’organizzazione poi messa sotto processo e praticamente distrutta dal procuratore Papalia, e qualche tempo scrisse dopo un piccolo libro del tutto illuminante, intitolato “La rivoluzione tradita”. Racconta in quelle belle pagine come la polizia, impaurita diciamo dal “calore della folla”, chiese a Bossi e ai responsabili della Gnp di aiutare a formare un cordone umano intorno al carcere e anche a protezione degli stessi poliziotti. Zenoni, che di quel cordone faceva parte, nel suo libro fa questa considerazione: davanti avevamo la gente arrabbiata che si sporgeva oltre di noi prendendo a male parole la polizia in assetto di guerra, e se noi avessimo mollato il cordone lasciando tracimare gli incazzati, cosa sarebbe successo? Probabilmente nulla sarebbe più stato come prima… Ma qualcuno sali' con un megafono sulla recinzione del carcere per placare la folla inferocita. Quel qualcuno altri non era che Umberto Bossi.
    ...
    https://www.facebook.com/marchi.gian...13210177392945
    Mica solo in Veneto c'era gente, sull'uscio di casa, o al lavoro ad ascoltare di nascosto la radio, in attesa di un via...

    Ci siamo fatti fermare da una recinzione... beh forse ce lo meritiamo allora...
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  6. #566
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,919
     Likes dati
    2,835
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da cgs71 Visualizza Messaggio
    Mica solo in Veneto c'era gente, sull'uscio di casa, o al lavoro ad ascoltare di nascosto la radio, in attesa di un via...

    Ci siamo fatti fermare da una recinzione... beh forse ce lo meritiamo allora...
    Me lo ricordo; impossibile dimenticare quell'esperienza vissuta in prima persona.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #567
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da cgs71 Visualizza Messaggio
    Mica solo in Veneto c'era gente, sull'uscio di casa, o al lavoro ad ascoltare di nascosto la radio, in attesa di un via...

    Ci siamo fatti fermare da una recinzione... beh forse ce lo meritiamo allora...
    non lo meritavamo invece perché ho vissuto anch'io quei momenti, anche se non a Modena, ma sul Po, nelle varie Pontida "secessionistiche", nelle elezioni del Parlamento Padano (illegali per l'itaglia) e in altre micro-macro manifestazioni: la rabbia era tanta e la voglia di un VERO cambiamento era reale

    MA il popolo confidava che Bossi & C. avrebbero "sistemato tutto" con metodi democratici più consoni al nostro modo di vivere di generazioni "post belliche" e "gandiane"

    purtroppo non è andata così, adesso lo sappiamo ... ma con i se e i ma non si va da nessuna parte

    sarebbe interessante sapere invece se oggi c'è ancora spazio per certi temi oppure se i Padani sono tutti nuovamente lobotomizzati dal nuovo "leader" (salvini) di turno

  8. #568
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,919
     Likes dati
    2,835
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    sarebbe interessante sapere invece se oggi c'è ancora spazio per certi temi oppure se i Padani sono tutti nuovamente lobotomizzati dal nuovo "leader" (salvini) di turno
    Oggi non c'è più niente. In pianura.
    Forse nelle valli alpine qualche traccia rimane, ma è politicamente e statisticamente marginale e irrilevante.
    Occorre un profondo ricambio generazionale.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #569
    mutualista in saor
    Data Registrazione
    18 Nov 2013
    Località
    Venetorum angulus
    Messaggi
    27,961
     Likes dati
    21,624
     Like avuti
    10,395
    Mentioned
    2697 Post(s)
    Tagged
    173 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    MA il popolo confidava che Bossi & C. avrebbero "sistemato tutto" con metodi democratici più consoni al nostro modo di vivere di generazioni "post belliche" e "gandiane"

    purtroppo non è andata così, adesso lo sappiamo ... ma con i se e i ma non si va da nessuna parte
    Mica volevano andare in galera o in esilio come i catalani (di cui si può pensare bene o male, ma sta di fatto che sono in gabbia senza processo o lontano da casa senza la possibilità di tornare da un anno)...

  10. #570
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Quanta confusione!
    Pur a distanza di anni.
    La verità proprio non vuole entrare nelle zucche.
    Nemmeno ad Halloween.
    Lasoma perde.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
Pagina 57 di 127 PrimaPrima ... 74756575867107 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito