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  1. #861
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Ma quanti milioni, ovviamente nascosti nei paradisi vari, riceverà Salvini quando Berlusconi sarà votato PdR?
    La politica è una cosa seria, mica uno scherzo!

  2. #862
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Qualora ci fosse stato ancora qualcuno che pensasse che i vari contestatori interni nella Lega fossero più inclini di Salvini a risolvere i problemi del Nord, credo che gli interventi ultimi del vari Giorgetti, Fedriga & C. abbiano fatto ben capire che si tratti di nient'altro che una lotta di potere, nel tentativo di buttare giù dal piedestallo l'idiota a tutto vantaggio dei Poteri, dei quali i nostri si sono dimostrati più di lui servi, ed è tutto dire.
    È inutile ripetersi: da quel partito, creato dal potere romano, non ci si può aspettare nulla di nulla per il nostro Nord.
    Sarà ora che tutti se lo ficchino ben chiaro nella zucca!

  3. #863
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Secondo Castelli “A Giorgetti servono i voti di Salvini per Palazzo Chigi”
    5 NOVEMBRE 20215 NOVEMBRE 2021 POLITICA LETTURA 2 MIN

    “Salvini è un tipo istintivo anche se non lo conosco così bene per sapere come ragiona. Giorgetti invece no, lo conosco bene. E’ un uomo preparato, un bocconiano, un pensante, quando si muove lo fa perché dietro ogni sua mossa c’è un ragionamento”. Lo afferma Roberto Castelli, bossiano di ferro, in una intervista al Mattino. Siamo vicini a uno strappo definitivo con il ministro che ambisce alla premiership? “Conosco bene Bruno Vespa che svolge il suo lavoro come un notaio, tanto è vero che Giancarlo non ha potuto smentire le sue parole. Sono rimasto stupito, ma se dovessi fare una profezia non credo che ci sarà uno strappo” afferma l’ex ministro della Giustizia.

    “Per come conosco io Giorgetti non mi sembra un arrivista a tutti i costi, poi se in questi anni sia cambiato non posso dirlo. Tra l’altro lui già ora è un king maker della politica italiana: gestisce un ministero importantissimo, è vicesegretario della Lega, ha un suo peso specifico. Anche volendo fare questa ipotesi da fantapolitica credo che Giorgetti sia consapevole che per governare abbia bisogno dei voti di Salvini”, “se un domani il centrodestra vincesse le elezioni e – sempre lanciandomi in ipotesi fantapolitiche – il presidente della Repubblica avesse qualche tipo di difficoltà nel nominare premier Salvini o Meloni perché considerati troppo estremisti, comunque Giorgetti avrebbe bisogno di un’ampia sponda dei partiti per arrivare a Palazzo Chigi. Per questo non mi spiego il motivo di queste mosse”. Può trovare sponde tra i ministri di Fi e provare ad allargare il campo in quel grande Centro di cui si parla tanto? “In politica può succedere di tutto, ma se qualche esperienza l’ho maturata è che questo tipo di manovre le si organizza riservatamente, non alla luce del sole. Qui mi sembra si giochi a carte scoperte. Pure troppo”.

    https://www.lanuovapadania.it/politi...palazzo-chigi/

    Esattamente come descritto, qualche settimana fa, da Cacciari in una intervista.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #864
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Il troppo lungo silenzio dei colonnelli leghisti
    4 NOVEMBRE 20214 NOVEMBRE 2021 OPINIONI LETTURA 2 MIN

    di Gianluca Comerio – Immobili. Impauriti. Come di pietra davanti ad una bestia selvatica nel bel mezzo della giungla selvaggia. O, peggio ancora, impercettibili. Indaffarati a rendersi invisibili sperando che nessuno badi a loro.

    Questo è quello che traspare dai comportamenti della “vecchia guardia” leghista, o di quel che ne rimane.

    Nessuna presa di posizione, nessuno schieramento. Niente. Sembrano tutti preda di un incantesimo, immobili, alla finestra, ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa, che qualcuno dica qualcosa. Poi però nessuno ha il coraggio di dire niente, e non si ha nemmeno il coraggio di commentare.

    I temi del Nord non solo sono stati abbandonati, sono stati rinnegati ben più volte di quanto sia stato rinnegato Gesù in una sola notte da Pietro, e questo ormai è cosa ben nota Ma qui siamo ben oltre. Qui siamo arrivati al non commentare le dichiarazioni, al non discutere, non esprimere un parere chiaro quando qualcuno prova a dissentire su un argomento. Non dico di sguainare le spade, sarebbe chiedere troppo, quantomeno prendere una posizione, schierarsi, da una parte o dall’altra. Avere l’audacia di costruire un dialogo. E’ questa l’essenza della politica.

    Forse alcuni processi sono già stati prestabiliti, e forse delle decisioni sono già state prese… ma fa male vedere chi era in prima linea a lottare per l’indipendenza padana, astenersi dalle critiche, o commentare in maniera del tutto flebile, le polemiche di questi giorni (che sono già esse stesse flebili). O, ancora, essersi allineato al corso nazionalista populista come non ci fosse un domani. Ma cosa fate, spiate da dietro la tenda cosa accade?

    Per commentare brevemente i fatti di questi giorni e il tanto atteso Consiglio Federale credo che da una parte ci sia un “patriota” italiano e dall’altra un “patriota” europeo (“Draghiano” D.O.C.). Quindi i colonnelli, vecchi e recenti, preferiscono restare sul loro cavallo bianco in cima alla collina e vedere cosa accade. Panta rei…

    https://www.lanuovapadania.it/opinio...elli-leghisti/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #865
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    La questione settentrionale sempre messa in croce. Un mistero come l’Albertino da Giussano non scappi dalle giacche
    14 NOVEMBRE 202114 NOVEMBRE 2021 OPINIONI LETTURA 2 MIN

    di RICCARDO POZZI – Interrogato sull’ennesima fumata nera del decreto sull’autonomia di Lombardia, Veneto e Emilia, l’allora vicepremier Di Maio sputò il rospo e rivelò tutta la sua, se va bene, ignoranza e se va male malafede sull’argomento regioni e residui fiscali corrispondenti.
    Il dotto ministro sentenziò: “ Lo Stato distribuisce alle regioni, se poi qualche regione ha un extragettito (?!?) lo deve condividere con tutte le altre”.


    Formidabile. Aveva saltato tutta la parte precedente alla redistribuzione statale alle regioni. Le tre regioni che reclamano più autonomia non hanno nessun fantomatico extragettito ma un consistente, incessante, vergognoso residuo fiscale di cui lo Stato si impossessa regolarmente.
    Per essere semplici al limite dell’infantile, le tre regioni in questione, ricevono molto meno di quello che danno allo Stato.


    Il centro studi del prof. Ricolfi quantificò in almeno 100 Miliardi di euro ogni anno, lo scippo perpetrato ai danni delle tre regioni che spendono meno e lavorano di più, e 50 alla sola Lombardia che produce un quarto di tutto l’export nazionale.


    Come facciano i “leghisti” di oggi a impedire al piccolo Albertino da Giussano di scappare dalle loro giacche rimane per me un mistero della politica, ma ancora più misteriosa è la forza che suggerisce loro di continuare a votare per un partito che, nato proprio per combattere questa precisa battaglia, si trova ora a fare spallucce e a gettare acqua sul fuoco delle già tiepidissime polemiche.


    Incomprensibile e imbarazzante, a mio attonito avviso, è la posizione di figure istituzionali come Zaia, Fontana e tanti amministratori della vecchia Lega Nord che dei suoi obiettivi dovrebbero ricordare ancora qualcosina, a meno di subentrate patologie del cognitivo.


    Nel caso qualcuno si fosse distratto dal nuovo unitarismo politico e dal rinnovato spirito nazionalista che anima il partitone di Salvini, queste parole del capo dei cinque stelle ricordano a tutti che la questione settentrionale è ferma lì, inchiodata, anzi crocifissa, e senza neanche la tendina della Moretti (che voleva coprire i crocefissi al cimitero per non disturbare le altre fedi, ndr), per mitigare il disagio che i nuovi leghisti potrebbero subire dalla sua vista.

    https://www.lanuovapadania.it/opinio...dalle-giacche/
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  6. #866
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Dal Consiglio regionale la nuova legge sulle minoranze linguistiche. Ma non doveva promuovere la lingua veneta?
    14 NOVEMBRE 202114 NOVEMBRE 2021 CULTURA LETTURA 2 MIN

    di Roberto Gremmo – La nuova legge sulle minoranze linguistiche della Regione Veneto non promuove la difesa della lingua veneta. E questo non è giusto. Eppure sono ormai più che trentennali gli sforzi dei cultori della cultura veneta con alla testa Franco Rocchetta per chiedere di riconoscere la dignità di lingua vera e propria al “dialetto” regionale e proprio quando c’era la possibilità di fare ufficialmente questa dichiarazione, il Consiglio Regionale non lo ha fatto.

    Con voto pressoché unanime, lo scorso 19 ottobre il parlamento regionale ha infatti approvato la norma proposta dalla consigliera bellunese Silvia Cestaro che riconosce soltanto il patrimonio linguistico cimbro, ladino e friulano ma senza fare cenno all’esistenza ormai riconosciuta da molti studiosi della parlata veneta come lingua minoritaria nello Stato italiano.

    Nella discussione vi è stata addirittura l’opposizione del rappresentante di “Veneto che vogliamo” all’estensione delle tutele alla lingua cimbra, perché non citata nella molto discutibile e discriminante legge quadro nazionale ma alla fine la nuova legge è stata approvata, pur prevedendo soltanto la miseria di uno stanziamento di 120 mila euro, appena appena sufficienti per salvare il patrimonio museale dell’Istituto Ladin di Borca di Cadore e senza indicare concrete iniziative nelle scuole che sono il luogo migliore per garantire la sopravvivenza delle parlate popolari.

    Sarebbe stata davvero l’occasione buona per affermare formalmente il valore come lingua minoritaria vera e propria della lingua veneta ma nessun consigliere ha creduto di doverlo fare. E questo non è un bel vedere. L’autonomia regionale ha senso solo se è anche e soprattutto espressione dell’identità culturale profonda del popolo e difesa del sua originale patrimonio linguistico.

    https://www.lanuovapadania.it/cultur...lingua-veneta/
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  7. #867
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    date u8n'occhiata a questo link sulla lega

    https://forum.termometropolitico.it/...-new-post.html
    Ultima modifica di Eridano; 19-11-21 alle 15:35

  8. #868
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Così non si apre.

  9. #869
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    date u8n'occhiata a questo link sulla lega

    https://forum.termometropolitico.it/...-new-post.html
    Ho smesso di interloquire con quel soggetto già da un pezzo; tempo sprecato. Lasciatelo ai suoi vaneggiamenti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #870
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    nel link da me inviato si apre (adesso è diventato celestino)
    riprova

 

 
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