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Discussione: Andarsene

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    Predefinito Andarsene

    ComeDonChisciotte - ANDARSENE
    ANDARSENE

    Postato il Mercoledì, 03 settembre @ 23:10:00 BST di davide



    DI CARLO BERTANI
    carlobertani.blogspot.de
    C’é un tempo giusto per andarsene anche quando non si ha un posto dove andare.”
    Anonimo
    Chissà perché, ultimamente accendo il PC solo per giocare a Spider: eppure so che l’algoritmo del programma è pianificato per rendere il gioco sempre più difficile man mano che il record scende. Potrei cambiare alcuni dati su certi files, per aggirare questo “blocco”...troppa fatica: va bene così, tanto per passare il tempo.
    Talvolta provo a scorrere il Web per cercare qualche articolo un po’ “frizzante”, ma c’è un mortorio che fa paura: nell’era della guerra fra grillini vs resto del mondo (attacché al potere, residuati bellici del comunismo del tempo che fu, integralisti di tutte le risme, ecc) ogni dialogo si stempera e rifluisce nel nulla delle sabbie, ogni uadi viene inghiottito dal deserto.


    Peggio ancora, ascoltare il promissorio di Renzi: fra un po’ ci racconterà che avremo tutti 800 euro il mese in più, che riconquisteremo la Libia e Nizza tornerà italiana. E’ proprio uno spasso.

    C’è chi scuote la testa ed afferma che “tanto ci sarà la Terza Guerra Mondiale”, ne è sicuro, ogni evento che si verifica nella geopolitica planetaria lo indicherebbe: c’è da chiedersi se quella “certezza” non sia la disperata ancora di salvezza lanciata a mare da chi è sconfortato, una sorta di “crepi Sansone con tutti i Filistei” (e magari anch’io che fingo di crederci, che per afflizione ha raggiunto limiti insopportabili).
    Eppure, nel Pianeta, non c’è aria di guerra – almeno per i prossimi anni – dopo, certo, nessuno può azzardare previsioni: dire che fra un decennio la Cina e gli USA si scontreranno, è come affermare che fra un decennio il Catania vincerà il campionato di calcio.

    Gli USA “non stanno troppo bene” e cercano disperatamente di far fuori l’ennesimo “pacco” aeronautico di produzione nazionale: fra un po’, ci sarà solo l’Italia a credere ancora negli F-35. Che sono la continuazione di un altro disastro, l’F-22, l’aereo “stealth” che andava in tilt per le chiamate dei cellulari.
    Gli USA non hanno preso sonore batoste negli ultimi anni, ma un logoramento continuo e pernicioso: ancora ricordiamo quando, in Iraq, smontavano le lamiere dei mezzi saltati sulle mine per saldarli sui tank decenti e rabberciarli.

    La Russia ha vinto la sua partita con la Georgia, ma ad un prezzo troppo alto in termini di perdite (soprattutto velivoli) e non ha nessuna voglia d’imbarcarsi in una nuova avventura: dopo la Crimea, a lei basta il solo Donbass...poi, l’Ucraina vada a farsi fottere.

    Israele picchia come un dannato su Gaza, ma quando ha tentato d’attraversare il Litani (verso il Libano) Hezbollah gli ha distrutto mezza divisione “Golani”, il fiore all’occhiello di Tzahal.

    La Cina ha bisogno di decenni prima d’essere in grado di reggere una guerra, ma non ne ha motivo: perché dovrebbe distruggere i mercati che assorbono la sua produzione? Idem per l’India o per il Brasile.

    Inoltre, il saggio di profitto – investendo in Oriente per rivendere in Occidente – è ancora abbastanza alto da far saltare sulla sedia chiunque parli di guerra: di quanto aumenterà il prezzo del gas? a quanto rinunceremo nelle esportazioni? Ma lasciamo perdere...l’Ucraina è un affare tedesco, che se la sbrighino loro...
    Insomma, sarebbe ora che chi alimenta gli “spiriti di Odino” la smetta, perché abbiamo alle spalle un decennio di “certissima, anzi, imminente” guerra all’Iran: qualcuno l’ha vista?
    Si sa: il think-tank statunitensi qualcosa devono scrivere, altrimenti i loro padroni tagliano i finanziamenti e li stornano verso altri, ancor più decisi, gente che scrive con indosso la mimetica.

    Poi, ci sono i banchieri, gli istituti finanziari, le grandi holding delle monete...per loro, ora, va tutto benissimo: lucrano sui debiti pubblici – sì, è vero, devono pagare i loro lacché politici: probabilmente ne hanno pure schifo – e va bene così. Domani qualcuno non ce le farà a pagare? Inizieranno le “dismissioni” del patrimonio pubblico, ossia le “confische” mascherate: preferisci morire di fame oppure cedere Pompei ad una società del Qatar? Oltretutto, voi la lasciate andare alla malora...
    L’Italia, quest’anno, è caduta al 5° posto mondiale per presenze turistiche, dietro a Francia, USA, Cina e Spagna (1). Dopo l’industria e l’agricoltura, anche la principale risorsa nazionale scende a picco: troppe tasse, poca promozione internazionale, nessuno schema d’intervento sul territorio...ed anche il primo Paese al mondo per archeologia, patrimonio artistico, cultura e cucina va al quinto posto, perché mancano le teste pensanti di una vera classe dirigente.

    Così, il principale bersaglio per cambiare qualcosa e sopravvivere diventano i guerrafondai ed i banchieri: giusto. Ehm...qualcuno ha un’idea, una sola idea su come cambiare le regole del mercato, del liberismo, delle mille guerre dimenticate? Si va a bussare a Francoforte, al Bilderberg, a Bruxelles...oh certo, lor signori hanno una paura terribile.
    Qualcuno vuole andarci armato di fucili e pistole: ehi, i tempi della Rivoluzione Francese o Russa sono finiti...vi farebbero fuori a chilometri di distanza. Magari con un aereo senza pilota.

    Va benissimo, è attraente fare ipotesi “di scuola” perché dissertare d’economia e di filosofia non può che far bene: soltanto, smettiamo d’immaginare che qualcuno che conta se ne accorga, o, addirittura che faccia sue queste teorie! Oppure, che servano minimamente a risolvere il vero problema: far fuori questa massa di tarlucchi che si fanno chiamare “politici”. Che rimane sempre la prima tappa.
    Un breve esempio?

    Negli ultimi giorni d’Agosto la Camera (all’unanimità) aveva approvato un provvedimento per “ringiovanire” la classe docente (la più vecchia del mondo): non erano grandi numeri, 4.000 persone, i cosiddetti Quota 96. Ebbene, nel passaggio al Senato il provvedimento è stato bocciato (o ritirato) dopo l’intervento di “uomini della Ragioneria dello Stato”. Un organo tecnico che impone uno stop a quello politico! L’ex sen. Imposimato (ed ex Presidente della Corte Costituzionale) ha dichiarato che si è trattato di un gravissimo vulnus costituzionale, da far intervenire subito la Consulta. Sì: aspetta e spera.

    Riflettiamo su cosa sta ad indicare un simile evento: c’è un’architettura istituzionale fatta in un certo modo, ossia il Governo conduce le danze, il Parlamento detta le leggi, il Presidente controlla. Facciamo finta che sia ancora così.
    A questo punto, “qualcuno” di un organo squisitamente tecnico come la Ragioneria va in Senato, dice quattro paroline a chi di dovere e – ciò che la Camera ha approvato all’unanimità (notare l’assurdità della vicenda) – viene repentinamente e velocemente stralciato o bocciato.
    Torniamo alla nostra “supposta” (interpretate il termine come vi pare) architettura istituzionale: non serve votare qualcuno che poi nominerà il ministro dell’economia, tanto c’è qualcun altro che – magari – prende ordini direttamente da Francoforte o da Bruxelles (oppure da Londra o da Washington, non importa) e può – col peso della spada di Brenno – far decidere ciò che vuole.

    Non voglio impegnare col mio canto orecchie già troppo provate, o che già sanno queste cose, bensì chiarire alcuni meandri di questo sistema para-mafioso: ad esempio, la figura di Franco Bassanini è sottovalutata. Dopo essere volato in soccorso a Sarkozy (il nostro uomo è un ex PCI, PdS, PD...) per “rimettere in sesto” il mercato del lavoro francese (cosa parzialmente non riuscita) torna in Italia e, subito, va a sedersi alla poltrona di Poste spa, dove può controllare il più copioso serbatoio di risparmio italiano.
    Nel frattempo la moglie, Linda Lanzillotta, era stata “comandata” a rimanere in Italia, nelle file prima della Margherita, poi del Partito Democratico, quindi di Alleanza per l’Italia (Rutelli) e infine (per ora) è migrata con Monti in Scelta Civica per tenere d’occhio in conto terzi cosa fanno i bimbi-minkia, i mezza età-minkia, gli anziani-minkia del Parlamento italiano.

    Se la regola è “piatto ricco mi ci ficco” anche all’INPS (soprattutto dopo la riforma Fornero) ci sono i miliardi, e tanti! Basta urlare ogni tanto all’emergenza per poi spennare bene gli italioti, regola praticata negli ultimi vent’anni alla grande: Berlusconi docet.
    Ecco che spunta Mastrapasqua, che occupa non so quante presidenze di enti pubblici e privati – decine, mi pare – in barba ad ogni regola istituzionale, prima di tutte la decenza. Ma viene scoperto a trafficare con i fondi dell’INPS e quelli dell’Ospedale Israelitico di Roma: nell’inchiesta che segue, “scoprono” anche che s’era comprato gli esami per la laurea in Economia. Le dimissioni sono d’obbligo.
    Oggi, l’INPS è nelle mani di Vittorio Conti – un economista vicino alla Banca d’Italia – che ha un incarico a termine fino al 30 Settembre.

    Questo per dire cosa?
    Che, ovunque ci siano dei soldi “veri” gli uomini piazzati sono di sicura fedeltà: lo Stato – come espressione della tripartizione dei poteri – non esiste più da tempo.

    Nessuno è in grado di far cambiare idea a questo ceto politico: nemmeno il M5S, percepito dagli italiani oramai come gente che dice cose giuste, ma che non sa come realizzarle. Gli “altri” italiani, continuano a far mazzette – dal centro alla periferia, da Nord a Sud – ed a partecipare al grande gioco a premi “Mafia- Camorra-N’drangheta-Sacra Corona Unita in torneo”: chi riuscirà a seppellire più rifiuti tossici? In palio, ricchi premi e cotillon.

    Il M5S – da qui in avanti – rappresenterà quelle persone che furono radicali, oppure che lottarono all’interno della sinistra, ma anche della destra e che oggi non sanno più a che santo votarsi, ma solo una parte.
    Il problema è che l’altra parte degli italiani o li percepisce come moralizzatori, oppure non ha fiducia in loro perché reputa le loro ricette prive dello spessore politico necessario: dopo un “non programma” sarebbe ora di passare ad un programma vero, con quale confrontarsi – in primis – con la popolazione.
    Risultato: 20% a vita, senza speranze d’arrivare a nulla. Perché il M5S non ha cercato di fare proposte innovative che avvicinassero una larga fetta d’italiani (i non mafiosi)? Ad esempio, ha quasi abbandonato il problema che più viene dibattuto oggi in Europa, ossia Energia e Trasporti. Cercate un piano di tipo tedesco, ossia 80% di rinnovabili per il 2050? Accomodatevi: è qui (2), fatene pure quel che volete, basta – per sola correttezza – citare la fonte.

    Ma c’è qualcuno che lotta in silenzio contro questa classe politica: lo fa senza proferir parola, senza impennate, senza scendere in piazza.
    Sono anch’essi disperati: sono i cosiddetti “cervelli in fuga” (3) che non sono soltanto “cervelli” ma anche braccia: ad Ottobre, il mio pescivendolo se ne andrà in Gran Bretagna, perché là cercano gente brava per sfilettare il pesce...non saranno più orate e branzini, ma aringhe e merluzzi...e allora? Sempre pesce è: magari c’è più lavoro nel settore del sushi...e lo stipendio? Non può parlare troppo perché il padrone lo osserva...ma fa un gesto con la mano che è più che eloquente.
    Se ne vanno tutti, ingegneri e falegnami, medici e gommisti...chiunque sappia far bene una cosa non ha motivo per rimanere in un Paese dove le occasioni sono pochissime ed incerte mentre le tasse sono altissime e garantite: non mi piace citarmi, però già nell’Aprile del 2009 mettevo in guardia contro questa rovina in “Questo è un Paese per vecchi” (4).

    Scappano ad un ritmo sempre più serrato (5): gli italiani all’estero, a fine 2012, erano 4.341.156, con un trend in aumento di 132.139 unità. Il 44% è rappresentato da neolaureati che non hanno trovato occupazione in Patria.
    Anche queste cifre, però, rischiano d’essere aleatorie e traballanti: perché? Poiché provengono dalla banca dati del Ministero degli Esteri, il quale è un database al quale ci si deve iscrivere: cosa vuol dire? Che l’iscrizione è volontaria: i nostri lavoratori all’estero potrebbero essere molti di più e nessuno lo sa. Qualcuno sa – censimenti a parte – quanti sono gli extracomunitari presenti nel Paese? E i sans-papier?

    E s’aggiungono anche le persone di mezza età (6): scusate, ma questi meritano veramente una medaglia d’onore, perché non è facile lasciare l’Italia a 50 anni, dimenticare il caminetto che costruisti vent’anni prima, sperando che quello fosse il punto d’incontro di una famiglia felice. Invece, fai le valige e vai in Canada od in Australia e ricomincia da capo: se quelli che si sparano un colpo meritano tutta la nostra pietà ed umana comprensione, quelli che reagiscono e ci provano di nuovo meriterebbero sì la “medaglia del coraggio”.

    Infine, ci sono anche i pensionati (7) i quali, invece di mangiare – qui, in Italia – pane e latte con le loro pensioni, scappano, vanno in posti come L’Argentina o le Canarie dove, almeno – grazie alla moneta od al diverso potere d’acquisto – possono permettersi anche, ogni tanto, due fette di pesce spada. La Patria? Ah, terra grifagna...
    Cerchiamo di tirare le somme di questa analisi.

    Una “leva” è composta – oggi – da 460.000 nuovi nati italiani e da 70.000 infanti stranieri. Vent’anni fa, gli italiani erano 550.000 e gli stranieri 20.000 (tutte le cifre sono state arrotondate).
    Che il “seme italico” stia percorrendo un lungo ed inevitabile declino, già lo sapevamo: che succede se, di quel mezzo milione circa, se ne vanno ogni anno in...facciamo 50.000?
    Ve lo dico io che sono stato insegnante: se ne vanno i migliori, quei 3-4 per classe che fanno la differenza.
    Col tempo, emigreranno anche 2-3 che andranno a fare i falegnami od i saldatori, così – in Italia – rimarranno i peggiori. I figli degli extracomunitari seguono un percorso similare, ma pochi riescono ad emergere, almeno per ora.

    Una parte dei bimbi-minkia rimanenti si sistemerà – grazie ai buoni uffici di papà e mammà – in politica, andranno ad ingrossare le fila di quel milione d’italiani che campa credendo d’essere classe dirigente. Diventeranno, così, mezza-età-minkia ed anziani-minkia: ma benestanti ed in buona salute.
    Gli altri, si leveranno il sangue per pagare fior di tasse (e mantenerli) e seguiranno una vita ritmata dai piani industriali di Marchionne e dalle promesse del Renzi di turno. Moriranno poveri, senza mai arrivare ad uno straccio di pensione, perché i bimbi-minkia, quando cresceranno, alzeranno l’asticella ogni anno. Già lo fanno oggi, figuriamoci domani: un vero e proprio scenario da Orwell. A ripensarci, meglio Huxley con le sue allucinate felicità.

    Andandosene, si raggiungono due specifici obiettivi: si campa meglio, al diavolo tutta la retorica sul “belpaese” e sulla patria (min). Magari non ci sarà il mare o il bosco di casa, ma tornate a chiedere a quelli che hanno mare e bosco come campano.

    Il secondo obiettivo è meno appariscente, ma più “strategico”: mi dite voi, come farà a sopravvivere (od a decollare economicamente) un Paese che non ha un futuro industriale, un futuro agricolo e nemmeno turistico? E quando non ci saranno più teste pensanti (che già oggi contano poco o niente)?
    Sarà una nazione che crollerà lentamente, ma più in fretta del previsto: più in là non mi spingo – la mia età non me lo consente – e ci sono giovani scrittori che hanno bisogno di scrutare il futuro: lo facciano, si divertano e soffrano un poco anch’essi.

    Da parte mia, ho già scelto: Madeira. Dovrò prima mettere a posto alcune cose, mettere in mare la Gretel e poi veleggiare. Le mie ceneri riposeranno in Atlantico? Non importa: il mare, a pensarci un attimo, è uno solo che tutto circonda ed accarezza. Sono gli uomini a dargli tanti nome diversi, per distinguersi gli uni dagli altri e dimenticarsi così che non esistono le razze, ma solo la specie.

    Carlo Bertani
    Fonte: http://carlobertani.blogspot.de
    Link: Carlo Bertani: Andarsene
    3.09-2014

  2. #2
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    Predefinito Re: Andarsene

    Questo è il risultato voluto e anelato dagli italiani.
    Non andava bene l'italia dei record, del lavoro, della creatività , l'italia con una scuola con S maiuscola , difficile ma formativa .
    No , non andava bene .
    Abbiamo voluto, dal 68, un'italia di sinistra dove tutto doveva livellarsi , persino il merito scolastico, lo studio, le capacità , la creatività.
    La scuola come un parcheggio e un diplomificio per tutti ...roba da sinistra pura .
    Ecco il risultato: gli ignoranti , gli stupidi, gli incapaci hanno fatto carriera, grazie alle spinte di papà e mammà e guidano questo paese che affonda , che si riempie di immigrati, che fa scappare all'estero i nostri ragazzi più preparati.
    L'avete voluta l'italia così , senza una minimo di amor patrio, ( eh si, la Patria era roba da fascisti) di rispetto per l'autorevolezza , di chi ne sapeva di più.

    E ora tenetevela quest'italia ; io non sono colpevole, perchè ho sempre votato e supportato chi la pensava in modo diverso da chi ha distrutto questo paese .
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  3. #3
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    Predefinito Re: Andarsene

    Le politiche Comuniste Italiane degli ultimi 40 anni hanno provocato questo disastro tremendo e apocalittico. Il responsabile è il PCI/PD e la cultura che propone, menefreghista e irresponsabile, che da 40 anni, che dir si voglia, a diversi livelli, dalla Magistratura alle radio, dai giornali ai media più avanzati, dal governo ai comuni, tiene in scacco gli Italiani. Andrebbe riformata la Scuola, ma per davvero, non come sta facendo Renzi. Basta professori di sinistra, che venga insegnato a scuola il concetto di libero mercato e di proprietà privata, di lavoro onesto e profitto perseguito senza truffe. Anzi, che la scuola pubblica venga proprio abolita.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  4. #4
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    Predefinito Re: Andarsene

    Ma che dici?
    Il 68 fu una scoperta importante.
    Prendi me per esempio : nel 67 terminai la IV alimentare , poi nel 68, coll'autunno caldo i sindacati mi diedero le 150 ore ed in men che non si dica presi la licenzia media.
    Non contento con altre 70 ore supplementari mi diplomai.
    Feci carriera sul lavoro, diventai super tecnico con licenza di sbagliare.
    Emigrai in tedeschia dove per due anni feci il maniscalco.
    Capii che non ero fatto per lavorare all'estero e decisi di tornare in patria per studiare come sbarcare lo lunario ( si dice lo oppure il?).
    Feci un concorso da pilota militare e lo vinsi, tra un volo ed un altro m'iscrissi a legge dove, in soli tre anni riuscii a prendere la laura in lecce.
    Inutile che prosegua ( si dice accussì) nell'escursus vitae ( azzo pure latino riesco a parlare) ora mi godo la giusta pensione di soli 8.000€ .
    Quasi quanto la cicciolina.
    Non andate all'estero che l'america l'avete qui in italia, solo serve la spinta giusta.

  5. #5
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    Predefinito Re: Andarsene

    Un disastro immenso.
    Come distruggere un paese come l'italia pieno zeppo di creatività e bellezza.
    dovremmo liberarci di questo manto sporco e insopportabile che copre tutti noi creato dall'ideologia di sinistra e riprendiamo il filo interrotto da 70anni .

    Prima di tutto iniziamo a considerare l'italia non un paese qualsiasi ma la nostra Patria con la P maiuscola .

    Secondo: consideriamo essere italiani un valore regalato dalla sorte ma che possiede uno spessore importante .

    terzo : consideriamo l'italianità un potente e insuperabile motore con il quale superare gli altri .

    Dopo di chè cambiamo marcia .
    Un progetto per l'italia che si basa sulla bellezza e sui tesori artistici ; progetto che interessa ogni città ,paese e collina italiana.

    tale progetto deve passare sullo sgombero forzato di ogni schifezza che vediamo per le strade , ogni situazione che non è conforme al progetto .
    rendiamo le nostre città giardini fioriti e sgomberiamo marmaglie nulla facenti per le strade .
    Riformiamo la scuola insegnando l'educazione civica e l'amor di Patria .

    Basta essere succubi di scelte di altri, radicalizziamo la bellezza , la conoscenza e combattiamo l'arbitrio che vediamo ogni dove in nome di idee ( accoglienza forzata , la libertà che si trasforma in arbitrio , profitto ai danni della convivenza e della natura ) oramai sbagliate .

    Ecco uno statista da dove deve partire .
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

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  6. #6
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    Predefinito Re: Andarsene

    Ma anche parliamo di un sistema scolastico di 50 anni fa?
    Parliamo di quello di oggi, totalmente staccato dal mondo lavorativo e autoreferenziale.

  7. #7
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    Predefinito Re: Andarsene

    colpa dei comunisti??

    hahahaha

    non hanno mai deciso niente in italia e date la colpa a loro???

    AHAHAHAHAHA

    certo facciamo ornare la destra che distrutto l italia e che e'la piu'stupida che esista al mondo....

    ma si...tanto e'quello che vi meritate

  8. #8
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    Predefinito Re: Andarsene

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    colpa dei comunisti??

    hahahaha

    non hanno mai deciso niente in italia e date la colpa a loro???

    AHAHAHAHAHA

    certo facciamo ornare la destra che distrutto l italia e che e'la piu'stupida che esista al mondo....

    ma si...tanto e'quello che vi meritate
    L'Italia l'hanno distrutta la destra, i comunisti e il Vaticano.

  9. #9
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    Predefinito Re: Andarsene

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    colpa dei comunisti??

    hahahaha

    non hanno mai deciso niente in italia e date la colpa a loro???

    AHAHAHAHAHA

    certo facciamo ornare la destra che distrutto l italia e che e'la piu'stupida che esista al mondo....

    ma si...tanto e'quello che vi meritate
    I comunisti non hanno mai governato, fortunatamente , perchè , in caso contrario, saremmo come la Romania, una Romania mediterranea.
    Pur tuttavia essi hanno influenzato tutto il mondo culturale, intellettuale ed accademico che , di fatto, in un paese civile, indica la direzione di un paese .
    La prima cosa che hanno fatto è quella di "santificare" la resistenza creando il mito del "partigiano eroe" quasi sempre comunista falsificando la storia della guerar civile e del ventennio; dopo hanno creato il nemico e condannato ogni valore e tradizione legato in qualche modo al fascismo.
    Questo mondo intellettuale bacato e venduto, ha scambiato il sano rispetto delle tradizioni , dei valori sani , del pater del magistra ,del lavoro , dello studio, del raggiungimento delle mete attraverso il sacrificio, in cose da "fascismo".
    Ricordiamo come soffiavano sul fuoco della piazza e spingevano il governo e il potere di allora a calarsi le brache e a cedere su tutti i fronti !
    Quando c'è stato l'inizio del 68 , si sarebbe dovuto prendere in considerazione la voglia di innovazione giovanile ma non si doveva transigere sull'ordine , sul rispetto verso i professori e sui luoghi di studio e di sapere .
    Leggete qualcosa di quei periodi e cosa succedeva nelle università !!
    Invece quei "merdosi di sinistra " , che scrivevano sui giornali e che erano a capo delle organizzazioni culturali e accademiche, soffiavano sul fuoco aizzando la piazza contro la Polizia e il governo .
    la polizia doveva stare ferma e buona e lasciarsi insultare , lasciare che i giovani si sfogassero distruggendo tutto , perchè , se reagiva , veniva tacciata di fascismo; lo stesso governo aveva paura di questo potere tutto in mano alla sinistra .
    Il caso calabresi è eclatante : 800 firme di sinistra , 800 condanne a morte contro un povero poliziotto !
    E così hanno ceduto su tutti fronti permettendo che si distruggesse tutto.
    L'italia prima del 68 , quella ingenua e pulita , quella lavoratrice che sapeva di sacrificio, quella positiva, è sparita per sempre.

    Se ci fosse stato un vero gverno di destra ( non berlusconiana ma Almirantiana) l'università non sarebbe stata trasformata in un bivacco , la droga non avrebbe avvolto la gioventù e la Patria sarebbe stata di altro valore.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  10. #10
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    Predefinito Re: Andarsene

    Quanto tu scrivi io l'ho vissuto direttamente.
    Da universitario non partecipai ai moti studenteschi, anzi fui contro di essi; inviso
    e deriso per la mia ignavia.
    La fine del 68 mi vide sotto naia, non utilizzai il 18 politico, non fui raccomandato
    né agli esami e neppure ai concorsi pubblici.
    Assunto tramite concorso mi trovai a vivere in quel di milano con una paga insufficiente a garantirmi tre pasti al giorno ed un tetto sulla testa.
    Tempi duri ma piano piano con determinazione , lottando contro le idde di qualche sindacalista riuscii ad ottenere ciò che ritenevo giusto sia per me che
    per un nugolo di miei colleghi.
    Politicamente ero socialista e lo fui fino a quando la magistratura ed il PCI
    distrussero tale partito.
    Divenni berlusconiano in quanto quel movimento s'opponeva al comunismo.

    Ah, io il diploma lo presi portando tutte le materie dell'ultimo anno in più riferimenti degli anni precedenti.
    A quei tempi detto esame faceva davvero paura, già dal terzo ann o la notte si a<vevano incubi della maturità.

 

 
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