Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 49
  1. #1
    Forumista junior
    Data Registrazione
    21 Jun 2013
    Messaggi
    63
     Likes dati
    8
     Like avuti
    25
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Quando succedono cose come quelle di Napoli, subito parte la caccia al colpevole. Il popolo si divide in due, tra coloro che dicono che la colpa è dei Carabinieri, poi ci sono quelli che dicono che il ragazzo se l'è cercata e infine i tanti provocatori che cercano in tutti i modi di scaricare la colpa su Napoli e sui napoletani.
    Partiamo da un presupposto chiaro e semplice: quando accaduto non c'entra assolutamente NULLA con Napoli e i napoletani.
    Quello che è successo è semplicissimo: dei ragazzi non si sono fermati all'alt del carabiniere, fin qui nulla di diverso da ciò che accade in qualsiasi città, salvo che qualcuno non sia in grado di dimostrare che nel DNA dei napoletani esista un gene che li porta a non vedere la paletta degli sbirri quando costoro impongono il fermo.
    L'episodio è di una chiarezza cristallina: la vittima non si è fermata all'alt e il carabiniere, invece di mettere in atto tutte le procedure del caso quando una persona non si ferma all'alt (cosa che può capitare anche per distrazione) decide di sparargli (perché non crederete mica alla favoletta del "colpo accidentale", vero?)
    Dopodiché si possono fare mille discussioni sul fatto che a quell'ora un ragazzo non dovrebbe stare in un motorino, con un pregiudicato (ma esiste il reato di "trasporto di pregiudicato passeggero"? Nel codice non risulta) con i documenti scaduti o non in possesso (si paga con la vita questo? Per quanto ne so, di solito è prevista una sanzione amministrativa che va dalla multa al ritiro della patente con sequestro del mezzo. Di sicuro non risulta esserci la pena di morte).
    Tradotto, LA COLPA E' DEL CARABINIERE. SENZA SE, SENZA MA, SENZA FORSE.
    Qualsiasi contestualizzazione, qualsiasi sociologia d'accatto, non toglie la sostanza dei fatti.
    Un Carabiniere, cioè un rappresentante del Ministero della Difesa, cioè un rappresentante dello Stato ITALIANO, non della Regione Campania, non del Comune di Napoli, non del Regno delle due Sicilie, ha commesso un GRAVE ERRORE.
    E Napoli è stato semplicemente il teatro di un fatto che si sarebbe potuto verificare OVUNQUE.

    Chiarito l'equivoco, arriviamo al punto su cui si sta scatenando la discussione: l'atteggiamento dei napoletani.
    In sostanza, ai napoletani del rione Traiano viene rimproverato di aver sin da subito collaborato al fine di incastrare il carabiniere mentre quando c'è un delitto di camorra, tutti quanti spariscono.
    Ed è lecito chiedersi perché.

    La risposta in questo caso è semplicissima: non sarà che forse i ragazzi del rione Traiano sono maggiormente disposti a collaborare per salvare la pelle ad uno di loro, piuttosto che con uno stato che li tradisce in continuazione?
    Pensiamoci bene.
    Questo stato ormai non si occupa piu' della sua gente. Un disoccupato oggi sa che ha ottime probabilità di rimanere tale, salvo che se ne vada all'estero o nel profondo Nord Italia. E un cinquantenne che perde il lavoro, rimane non collocabile sul mercato.
    I servizi sono in netto crollo, la classe politica è nel baratro piu' totale, le forze dell'ordine non sono piu' dalla parte dei cittadini nel concreto e lo stato, quando può, fa suicidare piccoli imprenditori come è accaduto per l'appunto proprio a Napoli e solo perché si sono permessi di commettere piccole violazioni, per le quali sono state erogate sanzioni tali da costringere il negoziante di turno a dover trovare soldi tanti e subito in pochissimi giorni.
    In sostanza, lo stato OGGI è contro i cittadini, abbiamo una classe politica che spreca, che vive di privilegi, con stipendi e pensioni folli, totalmente fuori dalla realtà.
    E in tutto questo, non bastasse, il napoletano ha un intero popolo che lo odia, che lo accusa di essere la vergogna del paese, non c'è partita di campionato che venga giocata, che Napoli non sia soggetta a cori da stadio offensivi, anche quando il Napoli in quel momento è impegnato a giocare altrove. E il tutto senza che l'intero movimento calcistico intervenga con provvedimenti che chiudano il campionato: come quando in Colombia, negli anni Ottanta, l'omicidio di un arbitro portò il paese a sospendere il campionato in due anni.

    In parole povere, che razza di rispetto l'Italia pretende da Napoli se essa per prima non è in grado di rispettarla, di onorarla, di considerarla per ciò che è, una città di importanza strategica per il nostro paese?
    Se si trattano i napoletani come cittadini di serie B, come si fa ad aspettarci che i napoletani collaborino con i rappresentanti dello Stato, quando costoro sono chiamati a fare il loro dovere in certi posti a rischio?
    Perché si pretende che i cittadini collaborino con lo stato invece di difendersi reciprocamente, se lo Stato si ricorda di loro solo quando avvengono fatti delittuosi, per poi totalmente dimenticarsene durante il resto dell'anno?
    Perché questo paese permette l'esistenza di un partito, la Lega Nord, che in questi decenni ha seminato (anche partendo da premesse talvolta condivisibili) l'idea che il Nord fosse superiore al Sud e che quelli del Sud fossero ladri e piagnoni (e non semplicemente vittime di uno stato assente e ladro).
    Cosa ci si aspetta dai napoletani, se si parte dal presupposto che lo Stato, quello col quale loro oggi non vogliono collaborare, ha permesso che i fondi della ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia, finissero nelle mani di politici, cioè rappresentanti dello Stato?

    Non è difficile da capire come concetto.
    Nelle democrazie liberali, dove cioè lo stato non è il monarca che dispone della vita e della morte di un individuo, ma è semplicemente un ente regolatore, la credibilità di tale ente si caratterizza per la sua capacità di rendere preferibile vivere seguendo le regole e non la legge della giungla.
    La verità è che i napoletani non si fidano piu' dello stato.
    E quando ciò avviene, la colpa è dello stato.
    Perchè coloro che sono chiamati a rappresentare lo stato, dovrebbero avere i mezzi, il senso di responsabilità, il potere di intervento, che al cittadino comune manca.
    Perché prendersela col cittadino comune che rimane in silenzio quando il camorrista ammazza qualcuno della sua zona, se fondamentalmente il camorrista sta lì proprio perché lo stato qualche volta pensa che sia piu' utile la presenza del camorrista piuttosto che intervenire direttamente.
    O ancora volete che qualcuno creda alla storia di Riina e Provenzano catturati dopo lunghe ricerche? Quando in realtà stavano a casa loro e tutti SAPEVANO che stavano lì?

    La verità una e semplice è questa: i napoletani non rispettano lo stato perché lo stato NON E' PIU' CREDIBILE.
    Giovanni Falcone (una delle poche persone serie dell'antimafia) diceva "Non si può pretendere il coraggio da inermi cittadini ma è lo stato che deve far sentire la sua presenza".
    A cominciare dai tanti che diffamano Napoli, che la insultano, che hanno permesso che si rubasse su una città distrutta dal terremoto, che venissero rovinate intere aree di Napoli per colpa della speculazione edilizia.
    E che si ricordano di Napoli solo quando fa comodo.
    Ma Napoli esiste 365 giorni all'anno. Anche quando milioni di imbecilli invocano l'eruzione del Vesuvio, cioè una sciagura che ammazzerebbe milioni di persone.

    Solo quando vedrò uno stato fare quadrato attorno a Napoli, allora crederò ai tanti moralisti di professione.

  2. #2
    Forumista storico
    Data Registrazione
    09 Feb 2005
    Messaggi
    35,527
     Likes dati
    32
     Like avuti
    2,766
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Diciamo hce se lo stato si imponesse su una terra di frontiera e di guerra come napoli con una forza e una veemenza molto superiore a quella della camorra (che viene rispettata e temuta solo perche'ammazza) la gente inizierebbe ad avee piu'paura delo stato hce della camorra...

    ma dato che lo stato e'debole e non c' e'alcuna intenzione a risolvere una situazione di illegalita'diffusa (fa parte della cutlura italiana quella di simpatizzare sempre per chi infrange la legge) e quindi si continua a dire povera creatura e caramba cattivo....

    <cut

    PS
    Come napoli non c entra niente?? IO AL NORD NON HO MAI VISTO GENTE IN 3 IN MOTORINO in piu'di 30 anni....a napoli in un solo pomeriggio ne ho visti un paio...e dicono che oggi abbiano ridotto il fenomeno di tantissimo rispetto a qualche anno fa.....
    Ultima modifica di Gdem88; 08-09-14 alle 18:20

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Come da avvisi precedenti, si prega l'utenza di esprimere il proprio pensiero evitando modalità potenzialmente dannose per la serenità della discussione.
    Ultima modifica di Gdem88; 08-09-14 alle 18:21
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #4
    Forumista storico
    Data Registrazione
    09 Feb 2005
    Messaggi
    35,527
     Likes dati
    32
     Like avuti
    2,766
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    e cosa avrei scirtto????

    oh ma sta cosa che non si puo'nemmeno nominr eil nome di napoli altrimenti sembra di aver commesso un peccato e'alquanto fastidiosa e ipocrita eh???

    perche'non si puo'dire che napoli e'una terra diu illegalita'diffusa e di atteggiamenti hce in uqalsiasi altra parte del mondo civile verrebbero considerati inaccettabili????

    si parla di campi rom e di incivilta', si puo'dire che gli zingari andrebbero uccisi e poi quando si parla di napoli non si puo'dire niente?? me la spiegate sta cosa????
    e cmq anche se un napoletano si offende per le mie parole e mi impedisce di scriverlo non e'che improvvisamente, come per magia, napoli diventa un modello di educazione e civilta', rimane sempre lo schifo che era prima....

  5. #5
    Forumista storico
    Data Registrazione
    09 Feb 2005
    Messaggi
    35,527
     Likes dati
    32
     Like avuti
    2,766
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    ricordiamo che a napoli la folla ha detto "La camorra ci protegge, lo stato ci ucide""
    gente cosi'andrebbe immediatamente deportata e messa in un campo di lavoro.....

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Discorso già affrontato. Evito di dilungarmi, potrai facilmente verificare che nessuno qui impedisce di esprimere il proprio punto di vista, quando questo non pregiudica il tranquillo scorrere di una discussione...basterà rileggere quanto hai scritto per verificare che non c'è stata censura di quello che volevi esprimere, se non per alcuni eccessi sui quali la linea della moderazione è stata già chiarita in altra sede.

    Detto questo, ulteriori messaggi di critica alla moderazione dovranno essere cancellati nel rispetto del regolamento, quindi consiglio di evitare.

    P.s. non sono napoletano
    Ultima modifica di Gdem88; 08-09-14 alle 18:30
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    08 Sep 2013
    Messaggi
    6,402
     Likes dati
    2,038
     Like avuti
    3,076
    Mentioned
    39 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    C'è molto vittimismo da parte dei napoletani. E il non ammettere la condizione della propria città è il primo dei tanti problemi che affligge la città partenopea.

    Meglio chiagne

  8. #8
    ascpe' mo' vengo!
    Data Registrazione
    01 Jul 2010
    Località
    Salerno
    Messaggi
    44,087
     Likes dati
    344
     Like avuti
    9,364
    Mentioned
    359 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Citazione Originariamente Scritto da Franco Marino Visualizza Messaggio
    Quando succedono cose come quelle di Napoli, subito parte la caccia al colpevole. Il popolo si divide in due, tra coloro che dicono che la colpa è dei Carabinieri, poi ci sono quelli che dicono che il ragazzo se l'è cercata e infine i tanti provocatori che cercano in tutti i modi di scaricare la colpa su Napoli e sui napoletani.
    Partiamo da un presupposto chiaro e semplice: quando accaduto non c'entra assolutamente NULLA con Napoli e i napoletani.
    Quello che è successo è semplicissimo: dei ragazzi non si sono fermati all'alt del carabiniere, fin qui nulla di diverso da ciò che accade in qualsiasi città, salvo che qualcuno non sia in grado di dimostrare che nel DNA dei napoletani esista un gene che li porta a non vedere la paletta degli sbirri quando costoro impongono il fermo.
    L'episodio è di una chiarezza cristallina: la vittima non si è fermata all'alt e il carabiniere, invece di mettere in atto tutte le procedure del caso quando una persona non si ferma all'alt (cosa che può capitare anche per distrazione) decide di sparargli (perché non crederete mica alla favoletta del "colpo accidentale", vero?)
    Dopodiché si possono fare mille discussioni sul fatto che a quell'ora un ragazzo non dovrebbe stare in un motorino, con un pregiudicato (ma esiste il reato di "trasporto di pregiudicato passeggero"? Nel codice non risulta) con i documenti scaduti o non in possesso (si paga con la vita questo? Per quanto ne so, di solito è prevista una sanzione amministrativa che va dalla multa al ritiro della patente con sequestro del mezzo. Di sicuro non risulta esserci la pena di morte).
    Tradotto, LA COLPA E' DEL CARABINIERE. SENZA SE, SENZA MA, SENZA FORSE.
    Qualsiasi contestualizzazione, qualsiasi sociologia d'accatto, non toglie la sostanza dei fatti.
    Un Carabiniere, cioè un rappresentante del Ministero della Difesa, cioè un rappresentante dello Stato ITALIANO, non della Regione Campania, non del Comune di Napoli, non del Regno delle due Sicilie, ha commesso un GRAVE ERRORE.
    E Napoli è stato semplicemente il teatro di un fatto che si sarebbe potuto verificare OVUNQUE.

    Chiarito l'equivoco, arriviamo al punto su cui si sta scatenando la discussione: l'atteggiamento dei napoletani.
    In sostanza, ai napoletani del rione Traiano viene rimproverato di aver sin da subito collaborato al fine di incastrare il carabiniere mentre quando c'è un delitto di camorra, tutti quanti spariscono.
    Ed è lecito chiedersi perché.

    La risposta in questo caso è semplicissima: non sarà che forse i ragazzi del rione Traiano sono maggiormente disposti a collaborare per salvare la pelle ad uno di loro, piuttosto che con uno stato che li tradisce in continuazione?
    Pensiamoci bene.
    Questo stato ormai non si occupa piu' della sua gente. Un disoccupato oggi sa che ha ottime probabilità di rimanere tale, salvo che se ne vada all'estero o nel profondo Nord Italia. E un cinquantenne che perde il lavoro, rimane non collocabile sul mercato.
    I servizi sono in netto crollo, la classe politica è nel baratro piu' totale, le forze dell'ordine non sono piu' dalla parte dei cittadini nel concreto e lo stato, quando può, fa suicidare piccoli imprenditori come è accaduto per l'appunto proprio a Napoli e solo perché si sono permessi di commettere piccole violazioni, per le quali sono state erogate sanzioni tali da costringere il negoziante di turno a dover trovare soldi tanti e subito in pochissimi giorni.
    In sostanza, lo stato OGGI è contro i cittadini, abbiamo una classe politica che spreca, che vive di privilegi, con stipendi e pensioni folli, totalmente fuori dalla realtà.
    E in tutto questo, non bastasse, il napoletano ha un intero popolo che lo odia, che lo accusa di essere la vergogna del paese, non c'è partita di campionato che venga giocata, che Napoli non sia soggetta a cori da stadio offensivi, anche quando il Napoli in quel momento è impegnato a giocare altrove. E il tutto senza che l'intero movimento calcistico intervenga con provvedimenti che chiudano il campionato: come quando in Colombia, negli anni Ottanta, l'omicidio di un arbitro portò il paese a sospendere il campionato in due anni.

    In parole povere, che razza di rispetto l'Italia pretende da Napoli se essa per prima non è in grado di rispettarla, di onorarla, di considerarla per ciò che è, una città di importanza strategica per il nostro paese?
    Se si trattano i napoletani come cittadini di serie B, come si fa ad aspettarci che i napoletani collaborino con i rappresentanti dello Stato, quando costoro sono chiamati a fare il loro dovere in certi posti a rischio?
    Perché si pretende che i cittadini collaborino con lo stato invece di difendersi reciprocamente, se lo Stato si ricorda di loro solo quando avvengono fatti delittuosi, per poi totalmente dimenticarsene durante il resto dell'anno?
    Perché questo paese permette l'esistenza di un partito, la Lega Nord, che in questi decenni ha seminato (anche partendo da premesse talvolta condivisibili) l'idea che il Nord fosse superiore al Sud e che quelli del Sud fossero ladri e piagnoni (e non semplicemente vittime di uno stato assente e ladro).
    Cosa ci si aspetta dai napoletani, se si parte dal presupposto che lo Stato, quello col quale loro oggi non vogliono collaborare, ha permesso che i fondi della ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia, finissero nelle mani di politici, cioè rappresentanti dello Stato?

    Non è difficile da capire come concetto.
    Nelle democrazie liberali, dove cioè lo stato non è il monarca che dispone della vita e della morte di un individuo, ma è semplicemente un ente regolatore, la credibilità di tale ente si caratterizza per la sua capacità di rendere preferibile vivere seguendo le regole e non la legge della giungla.
    La verità è che i napoletani non si fidano piu' dello stato.
    E quando ciò avviene, la colpa è dello stato.
    Perchè coloro che sono chiamati a rappresentare lo stato, dovrebbero avere i mezzi, il senso di responsabilità, il potere di intervento, che al cittadino comune manca.
    Perché prendersela col cittadino comune che rimane in silenzio quando il camorrista ammazza qualcuno della sua zona, se fondamentalmente il camorrista sta lì proprio perché lo stato qualche volta pensa che sia piu' utile la presenza del camorrista piuttosto che intervenire direttamente.
    O ancora volete che qualcuno creda alla storia di Riina e Provenzano catturati dopo lunghe ricerche? Quando in realtà stavano a casa loro e tutti SAPEVANO che stavano lì?

    La verità una e semplice è questa: i napoletani non rispettano lo stato perché lo stato NON E' PIU' CREDIBILE.
    Giovanni Falcone (una delle poche persone serie dell'antimafia) diceva "Non si può pretendere il coraggio da inermi cittadini ma è lo stato che deve far sentire la sua presenza".
    A cominciare dai tanti che diffamano Napoli, che la insultano, che hanno permesso che si rubasse su una città distrutta dal terremoto, che venissero rovinate intere aree di Napoli per colpa della speculazione edilizia.
    E che si ricordano di Napoli solo quando fa comodo.
    Ma Napoli esiste 365 giorni all'anno. Anche quando milioni di imbecilli invocano l'eruzione del Vesuvio, cioè una sciagura che ammazzerebbe milioni di persone.

    Solo quando vedrò uno stato fare quadrato attorno a Napoli, allora crederò ai tanti moralisti di professione.

    Sei prevenuto. Senza SE e senza MA, e nemmeno senza FORSE.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    03 Jun 2006
    Località
    Quel Posto Davanti al Mare
    Messaggi
    32,721
     Likes dati
    8,551
     Like avuti
    7,142
    Mentioned
    56 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Citazione Originariamente Scritto da Franco Marino Visualizza Messaggio
    Quando succedono cose come quelle di Napoli, subito parte la caccia al colpevole. Il popolo si divide in due, tra coloro che dicono che la colpa è dei Carabinieri, poi ci sono quelli che dicono che il ragazzo se l'è cercata e infine i tanti provocatori che cercano in tutti i modi di scaricare la colpa su Napoli e sui napoletani.
    Partiamo da un presupposto chiaro e semplice: quando accaduto non c'entra assolutamente NULLA con Napoli e i napoletani.
    Quello che è successo è semplicissimo: dei ragazzi non si sono fermati all'alt del carabiniere, fin qui nulla di diverso da ciò che accade in qualsiasi città, salvo che qualcuno non sia in grado di dimostrare che nel DNA dei napoletani esista un gene che li porta a non vedere la paletta degli sbirri quando costoro impongono il fermo.
    L'episodio è di una chiarezza cristallina: la vittima non si è fermata all'alt e il carabiniere, invece di mettere in atto tutte le procedure del caso quando una persona non si ferma all'alt (cosa che può capitare anche per distrazione) decide di sparargli (perché non crederete mica alla favoletta del "colpo accidentale", vero?)
    Dopodiché si possono fare mille discussioni sul fatto che a quell'ora un ragazzo non dovrebbe stare in un motorino, con un pregiudicato (ma esiste il reato di "trasporto di pregiudicato passeggero"? Nel codice non risulta) con i documenti scaduti o non in possesso (si paga con la vita questo? Per quanto ne so, di solito è prevista una sanzione amministrativa che va dalla multa al ritiro della patente con sequestro del mezzo. Di sicuro non risulta esserci la pena di morte).
    Tradotto, LA COLPA E' DEL CARABINIERE. SENZA SE, SENZA MA, SENZA FORSE.
    Qualsiasi contestualizzazione, qualsiasi sociologia d'accatto, non toglie la sostanza dei fatti.
    Un Carabiniere, cioè un rappresentante del Ministero della Difesa, cioè un rappresentante dello Stato ITALIANO, non della Regione Campania, non del Comune di Napoli, non del Regno delle due Sicilie, ha commesso un GRAVE ERRORE.
    E Napoli è stato semplicemente il teatro di un fatto che si sarebbe potuto verificare OVUNQUE.

    Chiarito l'equivoco, arriviamo al punto su cui si sta scatenando la discussione: l'atteggiamento dei napoletani.
    In sostanza, ai napoletani del rione Traiano viene rimproverato di aver sin da subito collaborato al fine di incastrare il carabiniere mentre quando c'è un delitto di camorra, tutti quanti spariscono.
    Ed è lecito chiedersi perché.

    La risposta in questo caso è semplicissima: non sarà che forse i ragazzi del rione Traiano sono maggiormente disposti a collaborare per salvare la pelle ad uno di loro, piuttosto che con uno stato che li tradisce in continuazione?
    Pensiamoci bene.
    Questo stato ormai non si occupa piu' della sua gente. Un disoccupato oggi sa che ha ottime probabilità di rimanere tale, salvo che se ne vada all'estero o nel profondo Nord Italia. E un cinquantenne che perde il lavoro, rimane non collocabile sul mercato.
    I servizi sono in netto crollo, la classe politica è nel baratro piu' totale, le forze dell'ordine non sono piu' dalla parte dei cittadini nel concreto e lo stato, quando può, fa suicidare piccoli imprenditori come è accaduto per l'appunto proprio a Napoli e solo perché si sono permessi di commettere piccole violazioni, per le quali sono state erogate sanzioni tali da costringere il negoziante di turno a dover trovare soldi tanti e subito in pochissimi giorni.
    In sostanza, lo stato OGGI è contro i cittadini, abbiamo una classe politica che spreca, che vive di privilegi, con stipendi e pensioni folli, totalmente fuori dalla realtà.
    E in tutto questo, non bastasse, il napoletano ha un intero popolo che lo odia, che lo accusa di essere la vergogna del paese, non c'è partita di campionato che venga giocata, che Napoli non sia soggetta a cori da stadio offensivi, anche quando il Napoli in quel momento è impegnato a giocare altrove. E il tutto senza che l'intero movimento calcistico intervenga con provvedimenti che chiudano il campionato: come quando in Colombia, negli anni Ottanta, l'omicidio di un arbitro portò il paese a sospendere il campionato in due anni.

    In parole povere, che razza di rispetto l'Italia pretende da Napoli se essa per prima non è in grado di rispettarla, di onorarla, di considerarla per ciò che è, una città di importanza strategica per il nostro paese?
    Se si trattano i napoletani come cittadini di serie B, come si fa ad aspettarci che i napoletani collaborino con i rappresentanti dello Stato, quando costoro sono chiamati a fare il loro dovere in certi posti a rischio?
    Perché si pretende che i cittadini collaborino con lo stato invece di difendersi reciprocamente, se lo Stato si ricorda di loro solo quando avvengono fatti delittuosi, per poi totalmente dimenticarsene durante il resto dell'anno?
    Perché questo paese permette l'esistenza di un partito, la Lega Nord, che in questi decenni ha seminato (anche partendo da premesse talvolta condivisibili) l'idea che il Nord fosse superiore al Sud e che quelli del Sud fossero ladri e piagnoni (e non semplicemente vittime di uno stato assente e ladro).
    Cosa ci si aspetta dai napoletani, se si parte dal presupposto che lo Stato, quello col quale loro oggi non vogliono collaborare, ha permesso che i fondi della ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia, finissero nelle mani di politici, cioè rappresentanti dello Stato?

    Non è difficile da capire come concetto.
    Nelle democrazie liberali, dove cioè lo stato non è il monarca che dispone della vita e della morte di un individuo, ma è semplicemente un ente regolatore, la credibilità di tale ente si caratterizza per la sua capacità di rendere preferibile vivere seguendo le regole e non la legge della giungla.
    La verità è che i napoletani non si fidano piu' dello stato.
    E quando ciò avviene, la colpa è dello stato.
    Perchè coloro che sono chiamati a rappresentare lo stato, dovrebbero avere i mezzi, il senso di responsabilità, il potere di intervento, che al cittadino comune manca.
    Perché prendersela col cittadino comune che rimane in silenzio quando il camorrista ammazza qualcuno della sua zona, se fondamentalmente il camorrista sta lì proprio perché lo stato qualche volta pensa che sia piu' utile la presenza del camorrista piuttosto che intervenire direttamente.
    O ancora volete che qualcuno creda alla storia di Riina e Provenzano catturati dopo lunghe ricerche? Quando in realtà stavano a casa loro e tutti SAPEVANO che stavano lì?

    La verità una e semplice è questa: i napoletani non rispettano lo stato perché lo stato NON E' PIU' CREDIBILE.
    Giovanni Falcone (una delle poche persone serie dell'antimafia) diceva "Non si può pretendere il coraggio da inermi cittadini ma è lo stato che deve far sentire la sua presenza".
    A cominciare dai tanti che diffamano Napoli, che la insultano, che hanno permesso che si rubasse su una città distrutta dal terremoto, che venissero rovinate intere aree di Napoli per colpa della speculazione edilizia.
    E che si ricordano di Napoli solo quando fa comodo.
    Ma Napoli esiste 365 giorni all'anno. Anche quando milioni di imbecilli invocano l'eruzione del Vesuvio, cioè una sciagura che ammazzerebbe milioni di persone.

    Solo quando vedrò uno stato fare quadrato attorno a Napoli, allora crederò ai tanti moralisti di professione.
    Che noia sti piagnistei.

    I napoletani non sono solo quelli del Rione Traiano. Napoletani sono anche i camorristi (la camorra non affilia molisani che ne sappia io), gli elettori di Lauro e Bassolino e di tutta la classe politica che amministra i loro territori. Napoletani sono pure i carabinieri e poliziotti che compongono in massa i ranghi delle FdO e tutti coloro che si sono costruiti un palazzo abusivo in quelle zone.

    Lo Stato non ha tradito. Napoli e i suoi cittadini sono, anche loro, lo Stato.
    Ultima modifica di Juv; 08-09-14 alle 19:05
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  10. #10
    ascpe' mo' vengo!
    Data Registrazione
    01 Jul 2010
    Località
    Salerno
    Messaggi
    44,087
     Likes dati
    344
     Like avuti
    9,364
    Mentioned
    359 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Quando lo Stato tradisce i suoi cittadini.

    Comunque a difesa dei napoletani c'è da dire che con l'elezione di Luigi De Magistris hanno dimostrato ampiamente di voler andare verso la legalità e il senso del vivere civile. Purtroppo però ora De Magistris è stato isolato praticamente da quasi tutte le forze politiche (per non dire proprio tutte) per puro calcolo di bottega. Dicono che sia un sindaco pessimo, che stia riducendo Napoli ad una situazione addirittura peggiore di come stava, dicono di tutto di questa persona che ha il solo torto di averci voluto provare a riportare questa città sui binari della correttezza e della legalità sarebbe stata un'occasione unica! Gli avrebbero dovuto dare una mano tutti! e invece lo hanno isolato e lo trattano come un mezzo delinquente.

    Questa gente mi fa schifo. Non vogliono che Napoli cambi; gli sta bene che sia avvelenata dalla camorra, se ne fottono dei napoletani perbene, che sono tanti: la maggioranza.
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 08-09-14 alle 19:00
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito