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  1. #111
    S'le not u s'farà dè!
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    propensione delinquere di paricolari etnie


    AHAHAHAHAHAHAH


    ma cosa devo sentire.....

    gli italiani hanno una delle maggiori propensioni al delinquere del mondo occidentale.... ad esempio )))
    clone..se non l'avessi notato stiamo parlando di stranieri in italia e dubito cmq ci siano tanti italiani all'estero in carcere come ci sono tanti magrebini o albanesi e rumeni in galera in italia ! quindi piantala con la solita tiritera sugli italiani se non capisci. Non e' obbligatorio che scrivi le tue solite cazzate sull'italia e gli italiani che francamente hanno anche un po' rotto ! se non ti piace l'italia perche' continui a mantenere la cittadinanza e ci vieni in vacanza? lascia la tua cittadinanza e non metterci piu' piede se vuoi essere coerente! Ma sei un clone ..quindi capace solo a sparar cazzate !
    Ultima modifica di Amalie; 11-09-14 alle 07:49


  2. #112
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    clone..se non l'avessi notato stiamo parlando di stranieri in italia e dubito cmq ci siano tanti italiani all'estero in carcere come ci sono tanti magrebini o albanesi e rumeni in galera in italia ! quindi piantala con la solita tiritera sugli italiani se non capisci. Non e' obbligatorio che scrivi le tue solite cazzate sull'italia e gli italiani che francamente hanno anche un po' rotto ! se non ti piace l'italia perche' continui a mantenere la cittadinanza e ci vieni in vacanza? lascia la tua cittadinanza e non metterci piu' piede se vuoi essere coerente! Ma sei un clone ..quindi capace solo a sparar cazzate !

    mai magrebini hanno nel dna il gene dell andare in carcere????

  3. #113
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    mai magrebini hanno nel dna il gene dell andare in carcere????
    te cosa dici?
    io dico che se non sai chi ti metti in casa prima di metterteli in casa dovresti sapere chi sono o no ?? come del resto fanno in tutti i paesi normali dove non ci sono i buonisti a 360 gradi come te o dove cmq questi non contano un cazzo !
    Ultima modifica di Amalie; 11-09-14 alle 10:38


  4. #114
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    te cosa dici?
    io dico che se non sai chi ti metti in casa prima di metterteli in casa dovresti sapere chi sono o no ?? come del resto fanno in tutti i paesi normali dove non ci sono i buonisti a 360 gradi come te o dove cmq questi non contano un cazzo !

    io buonissta????

    AHAHAHAHAHAHAHAHHA

    guarda io introdurrei le scudisciate e le impaccagioni sulla pubblica piazza per insegnare a un popolo <cut come quello italiano un minimo di rispetto per le regole.....

    immagina quanto sono buonista ahahahahahha
    Ultima modifica di Gdem88; 11-09-14 alle 16:33

  5. #115
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    io buonissta????

    AHAHAHAHAHAHAHAHHA

    guarda io introdurrei le scudisciate e le impaccagioni sulla pubblica piazza per insegnare a un popolo di merda come quello italiano un minimo di rispetto per le regole.....

    immagina quanto sono buonista ahahahahahha
    cmq tu sia caro clone la comunità marocchina è la piu' presente nelle carceri italiane
    poi che esista un dna delinquenziale puo' anche essere perchè cmq la furbizia, il ladrocinio, la sopraffazzione degli altri e quant'altro sono insiti nelle persone , altrimenti non si spiegherebbe perche' tanti poveri non sono altrettanto delinquenti...

    Ministero della Giustizia. Statistiche
    Ultima modifica di Amalie; 11-09-14 alle 13:58


  6. #116
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da LiberoCittadino Visualizza Messaggio
    si ma fallito o non fallito il multiculturalismo, qualsiasi cosa significhi, è il futuro che ci aspetta.

    il multiculturalismo non è un progetto, è una fatto in divenire.


    Ci sarà sempre qualcuno seduto a protestare perchè qualcun altro non si muove per evitarlo.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

  7. #117
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA



    Con la presenza nelle proprie file di un numero rilevante di persone provenienti da Europa e Usa la sfida che il cosiddetto Stato Islamico e il terrorismo jihadista lanciano all’Occidente non è più solo, e tanto, una sfida di carattere militare. È una sfida diretta a quello che forse è stato negli ultimi decenni il principale luogo comune culturale che ha dominato le élite e quindi le opinioni pubbliche di questa parte del mondo.

    È una sfida al multiculturalismo. All’idea cioè che debbano (e quindi possano) esistere società con una molteplicità di culture anche diversissime: basta che vi siano regole capaci di assicurarne la pacifica convivenza. Dando così per scontati due assunti che invece non lo sono per nulla: a) che le regole (per esempio la parità dei sessi o l’habeas corpus ) siano in qualche modo neutrali, universalmente accettate e accettabili, e non siano invece, come sono, il prodotto di valori storici propri di certe culture ma non di altre; e b) che le società siano tenute insieme principalmente dalle regole, dai codici e dalle Costituzioni, piuttosto che da legami identitari profondi, dalla condivisone innanzi tutto psicologica ed emotiva dei valori storici di cui sopra. Per capirci: se ogni cittadino di questa parte del mondo ha un soprassalto di repulsa nel vedere un crocifisso fatto a pezzi o una sinagoga data alle fiamme, non è perché ci sia una legge che vieti queste cose, ma per ragioni che con ciò non hanno nulla a che fare, e che semmai sono la premessa necessaria di una tale legge. Le regole, le leggi, funzionano, per l’appunto, solamente se premesse del genere esistono.

    Le società occidentali attuali, viceversa, sembrano essersi fatte un punto d’onore nel progressivo indebolimento dei loro valori identitari, del legame con la tradizione culturale, dunque con la storia, sostituiti da una vera e propria fissazione, all’opposto, sulle regole e su chi e come le amministra (dai giudici ai tribunali). Da tempo, in tal modo, esse appaiono sempre più avviate sulla strada dell’astrattezza e del formalismo, in una parola dell’irrealtà. Non a caso: per ambire a qualche consistenza, infatti, il sogno multiculturale ha bisogno di una società senza valori e senza storia, bensì costituita e retta solo da regole universali assurte esse, in quanto tali, al rango di valori supremi. Con le conseguenze sulla dimensione stessa del «politico», nonché sulla consistenza della cultura politica e la capacità di decidere delle loro leadership , che sono sotto gli occhi di tutti.

    L’intera politica dell’immigrazione e dell’accoglienza praticate dai Paesi dell’Europa occidentale - un’immigrazione proveniente in prevalenza dalla grande area della cultura islamica - si è ispirata al sogno multiculturale di cui sto dicendo. Un sogno che comporta come primo risultato la convinzione che nulla bisogna fare affinché chi giunge nei nostri Paesi sia indotto a integrarsi assimilandone i tratti culturali, cioè gli unici che possono produrre anche il rispetto delle loro regole (sì da ottenere in tal modo - ma solo in tal modo - anche la piena cittadinanza in un tempo ragionevole). Il caso limite che indica dove possa portare una prassi del genere è quello della Gran Bretagna, dove alle comunità islamiche è stata riconosciuta senza troppi problemi la cittadinanza, ma insieme, paradossalmente, anche la facoltà di auto amministrarsi dando loro la possibilità di applicare al proprio interno addirittura le regole della sharia . Con la conseguenza, per esempio, di cui si è saputo di recente, di autorità di polizia spinte a chiudere gli occhi su una catena di crimini gravissimi (pedofilia, stupri, avviamento alla prostituzione, traffico di esseri umani), verificatisi all’interno di una di queste comunità, per il timore che perseguirli avrebbe significato tirarsi addosso l’accusa di etnocentrismo, di pregiudizio culturale, magari di islamofobia o chissà cos’altro. Come meravigliarsi allora se proprio dalla Gran Bretagna proviene il maggior numero di persone con passaporto europeo - non necessariamente di origine islamica, ci sono anche dei convertiti - accorse ad arruolarsi nelle schiere del Califfato di Al Baghdadi? Ma la Gran Bretagna è solo la parte di un tutto.

    La Gran Bretagna siamo noi con le nostre società. Società che ormai credono illegittimo in qualunque ambito non dico imporre, ma neppure suggerire, criteri di comportamento sulla base di ciò che è bene e ciò che è male, e al massimo affidano questo compito solo al codice penale (seppure...); che svalutano sistematicamente qualunque cosa sia considerata parte di una tradizione (dalla fede religiosa all’eredità culturale); che sembrano sempre più convinte che neppure più la natura costituisca un limite per checchessia. Ebbene, i combattenti europei sotto le bandiere dello Stato Islamico, in specie quelli che arrivano dalle nostre società, ci mandano a dire che, declinati a questo modo, i valori di libertà e di tolleranza che noi ci ostiniamo a credere così attraenti e desiderabili da tutti - anche da chi approda tra noi provenendo dai più lontani altrove - a una parte del mondo e alle sue culture, invece, non piacciono per nulla. Anzi, non pochi di coloro che ne fanno parte li considerano quanto di più ostile possa esistere al loro più intimo modo di essere, quanto di più contrario al modo in cui essi concepiscono una collettività umana: fino al punto di impugnare un coltello per sgozzare chi in qualche modo rappresenta quei valori che sono i nostri.

    Non è allora venuto il momento di chiederci in quanti altri casi la nostra libertà produca in realtà solo odio e disprezzo? Di domandarci una buona volta perché ciò accade, se per avventura non ci sia qualcosa nel progetto multiculturale che non funziona? Non è per nulla detto, infatti, che le culture siano nate per intendersi. Forse, anzi, è tragicamente vero il contrario; così come sicuramente è vero che a cambiare le cose non bastano né i sogni né tanto meno i buoni sentimenti.



    7 settembre 2014 | 09:21
    © RIPRODUZIONE RISERVATA




    Spunto interessante. Considerazioni varie...

    - Il problema non sta in quel pugno di fanatici europei che sposano la causa degli estremisti islamici (aspetto pittoresco ma insignificante sul piano numerico, né del tutto nuovo... ricordo italiani che andavano ad arruolarsi nelle varie fazioni durante la guerra civile jugoslava), ma dalla cornice più ampia...

    - E' vero che le contaminazioni interculturali sono sempre esistite, ma non come quella odierna. Che non ha termini di paragone né per numero né per causa né per implicazioni politiche e sociali. Masse enormi di diseredati, spesso individui giovani e validi, fuggono infatti da guerre ma, più ancora, da un'ineguale distribuzione delle risorse. Questo comporta innanzitutto il loro sradicamento dal contesto, da una temperie identitaria (non è una parolaccia), da un orizzonte che - piaccia o no - conferisce significato all'esistenza di tutti noi. E la cui perdita è impoverimento e smarrimento, nonché una sciagura per l'umanità appunto perché le differenze sono un valore. In secondo luogo questo provoca un impatto con la destinazione; con una meta agognata che, nella gran parte dei casi, non è neanche l'Italia bensì l'Europa centro-settentrionale.

    - Esiste, tuttavia, una rete di principi etici e giuridici conquistata e maturata nel corso dei secoli e che deve rimanere salda. Se una tribù di cacciatori di teste si trasferisse a Roma nessuna persona di buon senso riterrebbe opportuno far mantenere loro la propria identità. Più realisticamente il problema affiora intorno a questioni come l'infibulazione.

    - Il multiculturalismo non potrà mai realizzarsi tramite mode o imposizioni. Tantomeno attraverso forme di "razzismo al contrario", bollando cioè come xenofoba ogni legittima perplessità.

    - Il bandolo della matassa non è solo la coesistenza tra modello arabo e modello nostrano (può uscire di tutto... ci pensavo giorni fa quando ho visto una donna in abito tradizionale, velatissima, che guidava l'auto con grinta sportiva mentre parlava al cellulare) ma anche la coesistenza reciproca tra le diverse anime della galassia extracomunitaria. Fra le varie comunità esistono anche ruggini, per ora latenti ma destinate ad affiorare con conseguenze imprevedibili.

    - Insomma... Tutto questo delinea un quadro che non è semplice, anzi è molto complesso, e non può
    essere sintetizzato e liquidato in forma di slogan, qualunque sia il criterio politico ispiratore. L'immigrato non è necessariamente e dogmaticamente una risorsa come non è una belva desiderosa di far strame della cultura occidentale... che, per la verità, si sta già indebolendo e suicidando di suo in maniera egregia.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-09-14 alle 04:04
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #118
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    Predefinito Re: La debolezza delle regoleLa

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
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    Ci sarà sempre qualcuno seduto a protestare perchè qualcun altro non si muove per evitarlo.
    Inizia con la t e finisce con la o?
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

 

 
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