



Mi pare che né Obama né tantomeno Bush Jr. si riesca a farli stare dentro queste definizioni.
Obama è stato eletto presidente di un Paese al collasso con un programma di governo che, a mio parere, era adeguato alla situazione di emergenza.
Era un programma statalista? Beh, può apparire tale chi si trova a dover rimettere in piedi un sistema industriale devastato dalle delocalizzazioni, una finanza globalizzata tutta estroflessa sui paradisi fiscali e trasformata in una sola enorme bolla speculativa.
Protezionista lo diventi per necessità se devi accorciare le linee di un'economia nazionale in trasferta all'estero. Diventi pure isolazionista se i costi della proiezione militare ti assorbe gran parte del gdp in un momento in cui non te lo puoi più permettere. La soluzione Greenspan: stampare moneta a manetta, non regge più se il debito pubblico si impenna in modo esponenziale. Rischi che ti frani il terreno sotto i piedi. In tali condizioni hai bisogno di una tregua in tutti i conflitti in corso o potenziali. Il discorso del Cairo e la mano tesa alla Russia non era buonismo, era sano realismo. Come è sano realismo l'estensione dell'assistenza sanitaria a tutti i cittadini se il numero dei cittadini che ne sono privi, a fronte di un sistema costosissimo e inefficiente, ti pone problemi di ordine pubblico.
Investire sulle fonti energetiche rinnovabili è puro buonsenso con una quantità di centrali atomiche da sostituire con costi altissimi e una produzione interna di idrocarburi ormai insufficiente. E' statalismo investire in infrastrutture se il Paese ha bisogno di una spinta urgente per risollevare un sistema industriale depauperato? No, è una necessità, non una scelta ideologica.
Non credo che per gli USA sia un buon affare la trasformazione di Obama in Bush Jr.
Obama non ha avuto la possibilità di realizzare il suo programma: le lobbies glielo hanno impedito. E se, come credo, il prossimo presidente sarà un repubblicano, gli USA rischiano davvero grosso. Mi spiacerebbe per il popolo degli Stati Uniti.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


Protezionista lo diventi per necessità se devi accorciare le linee di un'economia nazionale in trasferta all'estero. Diventi pure isolazionista se i costi della proiezione militare ti assorbe gran parte del gdp
No, non assorbe "gran parte del pil", perche le spese miltari costituiscono circa il 5% di tale pil, durante la guerra fredda aveva toccato anche il 10%.
Peraltro buona parte di questi soldi finiscono nelle tasche di cittadini americani, che sono appunto militari o dipendenti delle aziende che producono armi o forniscono servizi alle forze armate.


Le bolle speculative cono costruite dai goventi con i loro interventi.
Le delocalizzazionni di lavori di merda sono un vantaggio, e intanto l'america esporta prodotti a maggior margine di guadagno.
Stampare soldi a manetta è una ennesima tassa occulta.Protezionista lo diventi per necessità se devi accorciare le linee di un'economia nazionale in trasferta all'estero. Diventi pure isolazionista se i costi della proiezione militare ti assorbe gran parte del gdp in un momento in cui non te lo puoi più permettere. La soluzione Greenspan: stampare moneta a manetta, non regge più se il debito pubblico si impenna in modo esponenziale. Rischi che ti frani il terreno sotto i piedi. In tali condizioni hai bisogno di una tregua in tutti i conflitti in corso o potenziali. Il discorso del Cairo e la mano tesa alla Russia non era buonismo, era sano realismo. Come è sano realismo l'estensione dell'assistenza sanitaria a tutti i cittadini se il numero dei cittadini che ne sono privi, a fronte di un sistema costosissimo e inefficiente, ti pone problemi di ordine pubblico.
Investire sulle fonti energetiche rinnovabili è puro buonsenso con una quantità di centrali atomiche da sostituire con costi altissimi e una produzione interna di idrocarburi ormai insufficiente. E' statalismo investire in infrastrutture se il Paese ha bisogno di una spinta urgente per risollevare un sistema industriale depauperato? No, è una necessità, non una scelta ideologica.
Le rinnovabili sono un'altra tassa occulta.
Le lobby vogliono più stato, più protezionismo, più mercati protetti.Non credo che per gli USA sia un buon affare la trasformazione di Obama in Bush Jr.
Obama non ha avuto la possibilità di realizzare il suo programma: le lobbies glielo hanno impedito. E se, come credo, il prossimo presidente sarà un repubblicano, gli USA rischiano davvero grosso. Mi spiacerebbe per il popolo degli Stati Uniti.
La gente dovrebbe chiedere più mercato.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........




Ok, riformulo meglio: in crisi economica il 5% può essere una parte eccessiva del PIL.
Non ci siamo. La spesa militare può essere un vantaggio economico per il Paese se comporta un ritorno in termini di ricchezza reale. Altrimenti è solo un passaggio improduttivo di denaro dal pubblico al privato.Peraltro buona parte di questi soldi finiscono nelle tasche di cittadini americani, che sono appunto militari o dipendenti delle aziende che producono armi o forniscono servizi alle forze armate.
Se le armi le vendi all'estero, se la guerra assicura asset che prima il Paese non possedeva, allora la spesa militare aumenta la ricchezza del Paese, altrimenti la diminuisce.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


Ok, riformulo meglio: in crisi economica il 5% può essere una parte eccessiva del PIL.
No, nella maniera piu assoluta.
Lo dimostrano i numeri dei paesi europei.
L'italia negli ultimi 15 anni ha drasticamente ridotto la spesa militare in percentuale sul pil.
Come sta l'economia? Dove sono finiti i soldi risparmiati?
La spesa militare tiene in piedi posti di lavoro, spesso qualificati, perche fare l'ingegnere alla Boeing o lo specialista di
guerra elettronica per la Us navy non e' lo stesso che fare il friggitore di hamburger da Mcdonalds.
Non ci siamo. La spesa militare può essere un vantaggio economico per il Paese se comporta un ritorno in termini di ricchezza reale. Altrimenti è solo un passaggio improduttivo di denaro dal pubblico al privato.
Infatti la spesa militare produce delle ricadute tecnologiche chiamate "spin off".
Progettare e costruire un aereo stealth di 5a generazione non e' la stessa cosa che fabbricare cravatte!
Un satellite spia capace di individuare oggetti di 10 cm non e' uguae a un tavolino di legno dell'Ikea.
Se le armi le vendi all'estero, se la guerra assicura asset che prima il Paese non possedeva, allora la spesa militare aumenta la ricchezza del Paese, altrimenti la diminuisce.
Infatti per vendere le armi all'estero e' necessario investire per portarvi avanti nella curva tecnologica e le guerre costituiscono uno "spot" di tali armi.


E io che pensavo fossero un prodotto della finanza creativa.
In tempi di disoccupazione in aumento farebbe comodo avere in casa anche i lavori di merda. Ma non sono i lavori di merda il punto. Il problema è quando delocalizzi anche l'alta tecnologia, la produzione di beni ad alto valore aggiunto. Perché può arrivare il momento in cui in casa non hai più le competenze e le strutture per rilocalizzarle. Non solo: esportando tecnologia e competenze aiuti a far crescere la concorrenza che poi ti atterra.Le delocalizzazionni di lavori di merda sono un vantaggio, e intanto l'america esporta prodotti a maggior margine di guadagno.
Cosa pensi che abbia trasformato nel giro di qualche decennio la Cina da paese agricolo al limite della sussistenza a potenza economica mondiale?
Funziona fin quando la moneta ha un ampio mercato internazionale. Cioé fin quando eserciti una egemonia globale.Stampare soldi a manetta è una ennesima tassa occulta.
Un po' troppo tranchant. Le rinnovabili non sono soltanto un investimento per rimpiazzare altre fonti energetiche o in esaurimento o il cui impatto ambientale comporta costi di protezione elevati, sono anche un investimento in sviluppo tecnologico spendibile all'estero.Le rinnovabili sono un'altra tassa occulta.
[/QUOTE]Le lobby vogliono più stato, più protezionismo, più mercati protetti. [/QUOTE]
Davvero? A me sembrava il contrario. Sembrava che avessero chiesto, e ottenuto, la più ampia delle liberatorie riguardo alle loro attività private.
Credo che più di quanto ce ne sia non è possibile darne.La gente dovrebbe chiedere più mercato.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


In spese improduttive.
Ok, ma alla fine il ciclo deve produrre ricchezza reale. Se il mercato richiede friggitori di hamburger non puoi dargli ingegneri elettronici. A meno di non "riqualificarli".La spesa militare tiene in piedi posti di lavoro, spesso qualificati, perche fare l'ingegnere alla Boeing o lo specialista di
guerra elettronica per la Us navy non e' lo stesso che fare il friggitore di hamburger da Mcdonalds.
Bene, ma si tratta di valutare il rapporto costi benefici. La ricerca in ambito militare è un costo, la ricaduta tecnologica sull'industria civile è un beneficio. In particolari fasi del ciclo economico l'una non pareggia l'altro, o per sfasatura dei tempi tra investimento e ritorno economico o per difficoltà dell'industria a finalizzare i risultati della ricerca militare. Ma la spesa militare non è solo investimento in ricerca, è anche mantenimento di personale e strutture che a volte sono un costo senza benefici.Infatti la spesa militare produce delle ricadute tecnologiche chiamate "spin off".
Progettare e costruire un aereo stealth di 5a generazione non e' la stessa cosa che fabbricare cravatte!
Un satellite spia capace di individuare oggetti di 10 cm non e' uguae a un tavolino di legno dell'Ikea.
Infatti Bush ha mandato in crisi il suo Paese per le ingentissime spese militari improduttive che gli ha imposto.
Questo è un discorso complicato. Finché vendi armi semplici non c'è problema, ma le armi ad alta tecnologia non puoi offrirle al supermarket.Infatti per vendere le armi all'estero e' necessario investire per portarvi avanti nella curva tecnologica e le guerre costituiscono uno "spot" di tali armi.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)

