





L'ho letta nelle fonti originali. Le stesse che hanno letto chi lo ha votato. A quanto pare sei tu a non averle lette.
Bravo. E ora dimmi: quali erano gli imperativi di fronte ad Obama dopo la cura Bush Jr?Sarebbe il caso di studiare e analizzare bene il tutto, cosi si capisce che Obama come tutti gli altri presidenti non hanno mai partorito alcuna grande "rottura" geopolitica con il passato, per il semplice motivo che gli USA sono legati a degli imperativi e linee strategiche ben precise.
Ovvio: è dovere del presidente adoperarsi per il bene del Paese. Ma cosa è bene per il Paese? Pare che Bush Jr. sentisse la voce di dio che glielo indicava. E si faceva consigliare da un gruppo politico ideologico che perseguiva strategie imperialiste rivelatesi troppo ambiziose.Nessun presidente e' cosi scemo da oltrepassarle senza gettare la nazione nel pericolo e nella irrilevanza.
Obama ha proposto scelte razionali e pragmatiche. Quelle che farebbe il buon CEO di un'azienda in crisi: tagliare i rami secchi, razionalizzare i costi, investire in efficienza e ricerca per cogliere la ripresa.
I cretini sono quelli che non prendono pragmaticamente atto della realtà contingente.Quindi lascia perdere i "discorsi", i "sermoni", le "prediche" di Obama, sono sceneggiate che vanno bene per i cretini.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


No, le "fonti originali" che avessero un minimo di autorevolezza, non hanno mai presagito chissa quale rivoluzione!L'ho letta nelle fonti originali. Le stesse che hanno letto chi lo ha votato. A quanto pare sei tu a non averle lette.
Bravo. E ora dimmi: quali erano gli imperativi di fronte ad Obama dopo la cura Bush Jr?
Aveva gli stessi del suo predecessore.
Quello che cambiava sono lo "stile" e gli "strumenti" per perseguirli. Gli imperativi erano immutabili.
Ovvio: è dovere del presidente adoperarsi per il bene del Paese. Ma cosa è bene per il Paese?
Infatti questa e' la domanda "amletica" che smonta varie teorie su come si deve gestire tale strategia.
Pare che Bush Jr. sentisse la voce di dio che glielo indicava. E si faceva consigliare da un gruppo politico ideologico che perseguiva strategie imperialiste rivelatesi troppo ambiziose.
Non credo sia stato motivato da "Dio" ma calcoli geo-strategici seguiti ad eventi storici come l'11 settembre.
Obama ha proposto scelte razionali e pragmatiche. Quelle che farebbe il buon CEO di un'azienda in crisi: tagliare i rami secchi, razionalizzare i costi, investire in efficienza e ricerca per cogliere la ripresa.
No, Obama non ha fatto nulla del genere.
Si e' fatto convinto dai soliti noti che bisognava perseguire una politica Keynesiana, i cui risultati sono stati modesti.
Non e' un presidente dotato di una "visione", ne di una personalita paragonabile a quella di un Reagan. Si tratta di una figura molto sopravvalutata, dalla stampa che ha creato il "mito" dell'uomo di colore che diventa presidente.


E chi ha parlato di rivoluzione?
Ma che cazzo dici? Ti sei perso la crisi?Aveva gli stessi del suo predecessore.
Ancora: ma di cosa parli? Quali "imperativi"?Quello che cambiava sono lo "stile" e gli "strumenti" per perseguirli. Gli imperativi erano immutabili.
Ma li hai presenti i risultati di questi calcoli? Soprattutto: ce l'hai presente di quali strategie stiamo parlando? Hai letto qualcosa del PNAC?Infatti questa e' la domanda "amletica" che smonta varie teorie su come si deve gestire tale strategia.
Non credo sia stato motivato da "Dio" ma calcoli geo-strategici seguiti ad eventi storici come l'11 settembre.
Ma non farmi ridere.No, Obama non ha fatto nulla del genere.
Si e' fatto convinto dai soliti noti che bisognava perseguire una politica Keynesiana, i cui risultati sono stati modesti.
Obama è un uomo di colore, ed è diventato presidente. Di che mito stai parlando?Non e' un presidente dotato di una "visione", ne di una personalita paragonabile a quella di un Reagan. Si tratta di una figura molto sopravvalutata, dalla stampa che ha creato il "mito" dell'uomo di colore che diventa presidente.
Bah.
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


Appunto non c'era nulla di cui aspettarsi.E chi ha parlato di rivoluzione?
Il suo predecessore aveva ereditato il crash della new economy e l'11 settembre!Ma che cazzo dici? Ti sei perso la crisi?
Non proprio "cosusse" da niente.
Quelli della politica estera.Ancora: ma di cosa parli? Quali "imperativi"?