Leggessero letteratura e non Twitter i sanzionisti che ci governano. Ci avrebbero risparmiato gli aumenti delle bollette se avessero letto “Pietroburgo” di Andrej Belyj, pubblicato in Russia giusto un secolo fa, ripubblicato ora da Adelphi. Nella prima pagina (non c’era nemmeno bisogno di leggerlo tutto) c’è scritto: “La madre delle città russe è Kiev”. Non Mosca, Kiev. Lo avessero letto non avrebbero osato ipotizzare un’Ucraina nella Nato e nell’Ue e quest’inverno ci saremmo goduti il calduccio dei termosifoni. D’accordo che i sanzionisti sono tutti chi più chi meno omosessualisti e quindi, come dice Ida Magli, “bisognosi di distruggere il legame di sangue” per imporre un modello innaturale di famiglia. Ma perfino loro avrebbero capito che per Putin una madre è ancora una madre, non un utero in affitto. Leggessero la grande letteratura, i piccoli sanzionisti che ci governano.
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