

Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....




ho trovato il riferimento della lettera al conte Arrivabene di cui parlavo precedentemente e nella quale criticava fortemente lo stato unitario.
Buona lettura
Sono trascorsi 146 anni, ma quello che pensava il grande maestro di Busseto sembra scritto oggi. E' tutto nero su bianco in una lettera di Giuseppe Verdi, datata 16 giugno 1867. Il musicista, eletto deputato nel primo Parlamento del Regno d'Italia, teneva una fitta corrispondenza con il collega parlamentare e giornalista mantovano Opprandino Arrivabene.
In quella lettera Verdi scriveva: "Cosa fanno i nostri uomini di Stato? Coglionerie sopra coglionerie! Ci vuol altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. Quando i contadini non potranno più lavorare e i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame. Cosa singolare!
Quando l'Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti! Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati. Ma dove sono le ricchezze d'una volta? Addio, addio".
Incredibile. Una testimonianza ancora viva a 150 anni dall'Unità d'Italia, da girare pari pari ai politici di oggi. Soprattutto a quelli della sua Parma, che dopo 150 anni non pare cambiata di una virgola. E soprattutto a coloro che tentano di far quadrare il bilancio pubblico, e a quanti tengono aperto il dibattito se i processi unitari (ieri l'Italia, oggi l'Europa) arricchiscono o impoveriscono.
Ecco il Verdi che ci vogliono vendere come nazionalista unitario...falsita'..menzogne..come tutta la storia che accompagna da 150 anni questa sciagurata penisola
Ultima modifica di animal; 27-10-14 alle 21:06
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....


Ecco il Verdi che ci vogliono vendere come nazionalista unitario...falsita'..menzogne..come tutta la storia che accompagna da 150 anni questa sciagurata penisola
Ecco cosa ti interessa: anche qui vuoi FARE DEL REVISIONISMO... Tutto torna!![]()
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)


Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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Bene , tolti i provocatori chi vuole puo' parlare liberamente dell'eterna rivalita' tra i due mostri ( una specie di Rolling versus Beatles).
Un interessante lettura e' questo libro fruibile in internet
http://www.pansofia.it/files/102-Verdi_e_Wagner.pdf
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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L’impegno politico dei compositori italiani era più apparente che reale e la lettura dei libretti inVerdi non fu un fervente patriota itagliano!
chiave politica era dovuta alle sollecitazioni provenienti dalle istanze risorgimentali del pubblico.
Sollecitazioni che si attaccavano a qualunque romanza,coro, pezzo d’aria che presentasse le
parole “Italia”, “guerra”, “patria”, “onore”, “gloria” ecc.
Se il Va pensiero del Nabucco è stato considerato l’esempio maggiore in questo senso, è bene
chiarire che non lo era affatto nelle intenzioni di Verdi, come Roger Parker ha recentemente
puntualizzato , ma che fu il popolo ad appropriarsene al pari di altri brani verdiani e di altri
compositori.
Citazione
Roger Parker,
Il vate del Risorgimento:Nabucco, Va, pensiero, in Giuseppe Verdi:
l’uomo, l’opera, il mito
(a cura di
Francesco Degrada), Skira, Milano, 2000, pp.35
-
43.
Ultima modifica di animal; 28-10-14 alle 13:25
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....


D'altronde Verdi rimase sempre un uomo semplice e chiedergli di avere un'idea sui moti rivoluzionari di quel decennio del'40 sembra un inutile esercizio.
Si lasciava trasportare dall'idea del momento come la nebbia si stende e si alza nelle uggiose giornate novembrine della Bassa.
Un esempio di quanto sopra lo si trova in questo estratto di un sunto sul Maestro:
La stessa presenza verdiana nella Roma rivoluzionaria, controllata da prevalenti forze repubblicane, cosi' come il suo importante contributo musicale allo spirito combattivo della citta' (come provano le accoglienze deliranti ottenute da una partitura peraltro modesta quale La battaglia di Legnano), rafforzano l'idea di un agire del compositore-patriota in perfetta sintonia con il capo della Giovine Italia.
Rientrato a Parigi, Verdi segue con ansia le vicende italiane e, in una lettera a Piave (1 febbraio 1849) ribadisce il proprio punto di vista mazziniano: "Sono contento di Roma e della Romagna, la Toscana pure non va del tutto male, abbiamo motivo di grandi speranze....Dalla Francia non avvi nulla da sperare ed adesso meno che mai!".
E subito dopo la caduta di Roma grazie all'intervento francese scrive: "Non parliamo di Roma!!! A che gioverebbe! La forza regge ancora il mondo! La giustizia? A che serve contro le baionette! Noi non possiamo che piangere le nostre disgrazie, e maledire gli autori di tante sventure" (lettera del 14 luglio 1849 a Luccardi).
Un Verdi ferocemente antifrancese dunque. Nel decennio successivo invece, come numerosi altri patrioti, Verdi abbandona Mazzini e la strategia "inglese" e aderisce al partito dei Savoia, alleati di Napoleone III. Nei decenni successivi il compositore diverra' addirittura un fervente amico dei cugini latini.
Di fatto il suo credo politico fu mobile come una delle sue arie piu' famose
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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Adesso dico Verdi…anche perché la “wagnerite” mi è passata ormai da tempo…ad ogni modo, resta sempre il mistero di un uomo a dir poco “svergognatissimo” come Wagner il quale, ciononostante, riesce a creare “meraviglie” come questa…per fortuna, in questo caso, come in altri analoghi, ci viene in aiuto Proust col suo invito a separare la figura dell’uomo da quella dell’artista…
Ultima modifica di Frescobaldi; 28-10-14 alle 20:21
Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa