Il punto è che l'India fermando la nave e arrestando i militari a bordo ha commesso un arbitrio rispetto ai trattati internazionali. Noi avevamo il dovere di far valere questi trattati, come ora avremmo il diritto di usare i trattati internazionali, la Convenzione di Vienna, per riparare agli effetti dell'arbitrio.
- Considerata la Risoluzione del Parlamento Europeo "P7_TA(2012)0203" (del 10 maggio 2012), la quale prevede espressamente al punto ‘Q’ l’impiego di scorte armate su navi mercantili come regolamentato da norme nazionali; e al successivo paragrafo 30 "osserva che, in base al diritto internazionale, in alto mare si applica sempre alle navi e al personale militare a bordo - dunque anche nel caso di interventi di lotta alla pirateria - la giurisdizione nazionale dello Stato di bandiera; rileva inoltre che nessuna autorità diversa da quella dello Stato di bandiera può ordinare provvedimenti di arresto o di blocco di una nave, neanche se si tratta di misure investigative”;
La Risoluzione del Parlamento Europeo è chiarissima a riguardo, come è chiarissima la Convenzione di Vienna.
Ne consegue che l'Italia nel gestire la vicenda non ha seguito il diritto derivante dai trattati internazionali pur avendone ampia possibilità, ma ha seguito le istanze di interessi diversi in dispregio di Trattati, Diritto, Leggi e Costituzione.
Non è semplice "inerte acquiescenza" come si vuol far credere, ma tutt'altro.





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0, come testimoniato dal comandante/proprietario del peschereccio Mr. Freddy Bosco al momento che è arrivato in porto, di fronte a telecamere, testimoni e un graduato di polizia. Lo stesso Freddy Bosco contattato dall'Ansa a riguardo ha ammesso di aver detto 21
