

Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 19:08




(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


[QUOTE]e lo ha fatto, Cristo lo sta dimostrando anche adesso
la Scrittura ti contraddice, dice anche di fare del beneMa non c'è nesssun mezzo concreto per salvarsi, l'Eucarestia non ti salva, perché in ogni caso nella vita vera ci sono molti altri problemi che una persona deve affrontare, e in ogni caso devi essere obbedire ciecamente a quello che dio ti dice di fare, non basta scegliere il bene o il male, perché altrimenti basterebbe scegliere il bene per salvarsi, invece dio pretende che scegli LUI E LUI SOLTANTO, non il bene, che è cosa diversa.
appuntoAnche il cristianesimo e l'ebraismo parlano di questo, visto che il paradiso si trova nell'aldilà.
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio
Certamente se ti dai una martellata sul piede allora provi dolore fisico,e una reazione biologica:un grande problema dell'essere umano indubbiamente come la pensava Epicuro è il dolore,ma il dolore puo non essere solo fisico.E sopratutto non ci sno ragioni per doversi tirare una martellata adosso per saperlo.Bhè infatti conosci estttamente ciò che rientra nelle possibilità di un essere umano,che se tiri una martellata allora proverai dolore fisico.Nulla al di fuori dell'azione meccanica,ma semplicemente non desidero nemmeno tirarmi una mortellata per saperlo,e non ci scometterei in caso di dubbio.Ma solo perchè conoscenza proveninte dai sensi.Mentre non provo nè dolore nè piacere,o privazione per qualcosa che infatti non rientra nell'insieme di cause effetto sostanziali e contingenti all'universo stesso,e che impossibile da sapersi allo stato attuale.A indubbiamente potrebbero anche essere approfonditi.
Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 19:25


Direi che dipende dai casi,se approfondisci il sistema per dirti tolemaico lo comprendi di più?
Però mi suona nuova per un mortale sei proprio sicuro di aver capito,se esiste,la divinità piuttosto che quello che tu pensi di dover trarre dal tuo pensiero di aver capito intono alla divinità?
SE l'hai capita non è quella che dovresti predicarmi,direbbe un vostro saggio.
Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 19:31


Approfondendo il sistema tolemaico, posso capire quali prospettive esso poneva nei confronti di chi lo riteneva veritiero, cosa a livello filosofico esso comportava e - in funzione anche meccanicistica, gli errori di osservazione astronomica che l'hanno generato hanno l'utilità di essere precedente ed esperienza.
D'altronde l'empirismo scientifico non butta via l'errore, ma lo utilizza come esperienza.
Questo nell'ambito specifico del singolo caso da te espresso.
Per quanto riguarda il passo successivo, parti da una falsa formula interrogativa per arrivare ad una proposizione assertiva, attribuendo autoreferenzialità però al tuo interlocutore.
Oppure è una specie di supercazzola tognazziana ed ho capito male io.
Preferisco di no.