
Originariamente Scritto da
Claude74
La tua risposta rivela uno dei motivi per i quali l'Italia è in stagnazione dai primi '90, e del perchè le decine di governi che si sono susseguiti non hanno mai risolto nulla.
Di corto gli italiani hanno solo la vista e le capacità di analisi.
Sono superficiali, creduloni e duri di comprendonio.
La stagnazione, la bassa crescita e soprattutto la perdita di competitività e produtività sono fattori ormai stabili della nostra economia, e non sembra che alcun governo sia mai riuscito a invertire la tendenza.
Per farlo, o almeno per tentare di farlo, ci vogliono riforme. Riforme che nessuno ha mai fatto, perchè bloccate da mille interessi diversi, ora contrastanti, ora coagulati.
E' l'intero stile di vita italiano ad essere economicamente perdente: il suo mercato del lavoro, la formazione scolastica e professionale, il sistema di tassazione, il livello di tassazione, la struttura a piccola impresa familista, la struttura dei mercati, la tipologia degli stessi la burocrazia...
E' probabile che il sistema italiano sia sostanzialmente irriformabile, e che non basti questo o quel governo.
Ma è l'insieme della popolazione italiana che non riesce a capire che per competere sul mercato internazionale non basta lamentarsi del destino cinico e baro che ci ha messo in questa situazione.
Non c'è desiderio di andare avanti, di saltare nel vuoto, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, perchè il conservatorismo italiano è soprattutto un conservatorismo scettico e borbonico.
Non siamo tories, nè Republicans a destra, come non siamo Liberal o New Labour a sinistra: siamo scettici, e uccidiamo qualsiasi novità non tramite la condanna, ma tramite lo scherno ed il disinteresse.
Il nostro scetticismo conservatore però nasconde solo la paura di pensarci diversi, la paura di dover ammettere che il nostro stile di vita è insostenibile. E allora ci attacchiamo ai nostri idoli, come le partecipate pubbliche, l'acqua pubblica, l'articolo 18, la "famiglia tradizionale", il crocefisso appeso anche nei cessi degli edifici pubblici.
Tutti idoli che vogliono il loro tributo sacrificale.
Non credo più al cambiamento. Forse, come dice Salvati, l'Italia può cambiare solo con gran stravolgimenti: Prima le guerre per l'Unità d'Italia, poi la "rivoluzione fascisa", poi la guerra di resistenza. Dobbiamo usare la forza per cambiare perchè il popolo italiano è governato da un'inerzia tale da renderlo incapace di un cambiamento dal baso, spontaneo. Ma questi stravolgimenti, continua Salvati, non hanno mai bloccato le tendenze conservatrici di fondo, sopratutto quella che vede l'Italia incapace di darsi un quadro politico bipolare.
E poi che dovrebbe essere il protagonista di questo cambiamento? Quali classi, ceti, organizzazioni? Non v'è cm della società civile italiana che non sia impelagato in quache modo con gli idoli di cui sopra. Se non vi sono paria chi può lottare contro il sistema castale? Nessuno. I sistemi castali sono destinati al suicidio. O funzionano, e allora procedono, o non funzionano, e allora muoiono, perchè nessuno può correre in loro aiuto.
Come muore una nazione? Non muore, ma fa come la nostra; cioè si disgrega lentamente in un lento declino, mentre tutti si azzuffano dando la colpa alla casta superiore o inferiore del problema.
Bisogna dar merito al fatto che il "fattore debito", e l'importanza che esso ha rivestito da 30anni a questa parte, ha rivelato finalmente la nostra debolezza costitutiva. Ha sottolineato non solo che lo fosse, ma quanto il re fosse nudo.
Oggi noi sembriamo, nonostante ciò, venerare il Re Franceschiello o Sciamannato come il giorno dell'incoronazione. Tanto da essere disposti a morire con lui.