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Discussione: Declassati

  1. #1
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    Predefinito Declassati

    La S & P ha ragione: la solita stagnazione che sul lungo periodo erode la capacità di sostenere il debito.

    Purtroppo sarà un colpo per Renzi, anche se dovrebbe essere uno stimolo a sbrigarsi a fare le riforme economiche e amministrative opportune.

    S&P declassa l?Italia, rating a BBB- - Giornalettismo

  2. #2
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da Claude74 Visualizza Messaggio
    La S & P ha ragione: la solita stagnazione che sul lungo periodo erode la capacità di sostenere il debito.

    Purtroppo sarà un colpo per Renzi, anche se dovrebbe essere uno stimolo a sbrigarsi a fare le riforme economiche e amministrative opportune.

    S&P declassa l?Italia, rating a BBB- - Giornalettismo
    Che la stagnazione e la deflazione sul lungo periodo danneggino il rapporto debito/PIL l'abbiamo sempre detto.
    E' accaduto anche al giappone dagli anni 90 ad oggi.

    Ma su questo, francamente, non si può dare la colpa solo all'Italia. La Bce ha come mandato una inflazione al 2% e siamo molto sotto da quasi 2 anni. E saremo molto sotto il 2% di inflazione per altri 2 o 3 anni.

    Chi ha frenato la BCE sul rispetto del proprio mandato fino ad oggi?

    Stessa cosa si può dire sulla stagnazione dell'eurozona che ovviamente finisce col pesare soprattutto sui paesi sotto stress da avanzo primario, che non possono quindi premere maggiormente per una politica fiscale basata sulla crescita.
    Ultima modifica di Dav. c. G.; 06-12-14 alle 00:02

  3. #3
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Che la stagnazione e la deflazione sul lungo periodo danneggino il rapporto debito/PIL l'abbiamo sempre detto.
    E' accaduto anche al giappone dagli anni 90 ad oggi.

    Ma su questo, francamente, non si può dare la colpa solo all'Italia. La Bce ha come mandato una inflazione al 2% e siamo molto sotto da quasi 2 anni. E saremo molto sotto il 2% di inflazione per altri 2 o 3 anni.

    Chi ha frenato la BCE sul rispetto del proprio mandato fino ad oggi?.
    fammi indovinare, uno stato che ha impostato l'intera economia sull'export (e quindi sulla depressione salariale per contenere l'import e l'inflazione)?

  4. #4
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    Predefinito Re: Declassati

    Care,

    ma non ci siete voi alla governA in Italia?

    Almeno la BerlusconA era un imprenditore e qualche posto di lavoro l'ha creato (ma non per me)

    Quella Renzaccia secondo me non dura, poi è pure brutto e secondo me lo ha anche piccolo

  5. #5
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    Care,

    ma non ci siete voi alla governA in Italia?

    Almeno la BerlusconA era un imprenditore e qualche posto di lavoro l'ha creato (ma non per me)

    Quella Renzaccia secondo me non dura, poi è pure brutto e secondo me lo ha anche piccolo
    La tua risposta rivela uno dei motivi per i quali l'Italia è in stagnazione dai primi '90, e del perchè le decine di governi che si sono susseguiti non hanno mai risolto nulla.
    Di corto gli italiani hanno solo la vista e le capacità di analisi.
    Sono superficiali, creduloni e duri di comprendonio.

    La stagnazione, la bassa crescita e soprattutto la perdita di competitività e produtività sono fattori ormai stabili della nostra economia, e non sembra che alcun governo sia mai riuscito a invertire la tendenza.
    Per farlo, o almeno per tentare di farlo, ci vogliono riforme. Riforme che nessuno ha mai fatto, perchè bloccate da mille interessi diversi, ora contrastanti, ora coagulati.

    E' l'intero stile di vita italiano ad essere economicamente perdente: il suo mercato del lavoro, la formazione scolastica e professionale, il sistema di tassazione, il livello di tassazione, la struttura a piccola impresa familista, la struttura dei mercati, la tipologia degli stessi la burocrazia...

    E' probabile che il sistema italiano sia sostanzialmente irriformabile, e che non basti questo o quel governo.
    Ma è l'insieme della popolazione italiana che non riesce a capire che per competere sul mercato internazionale non basta lamentarsi del destino cinico e baro che ci ha messo in questa situazione.

    Non c'è desiderio di andare avanti, di saltare nel vuoto, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, perchè il conservatorismo italiano è soprattutto un conservatorismo scettico e borbonico.

    Non siamo tories, nè Republicans a destra, come non siamo Liberal o New Labour a sinistra: siamo scettici, e uccidiamo qualsiasi novità non tramite la condanna, ma tramite lo scherno ed il disinteresse.

    Il nostro scetticismo conservatore però nasconde solo la paura di pensarci diversi, la paura di dover ammettere che il nostro stile di vita è insostenibile. E allora ci attacchiamo ai nostri idoli, come le partecipate pubbliche, l'acqua pubblica, l'articolo 18, la "famiglia tradizionale", il crocefisso appeso anche nei cessi degli edifici pubblici.

    Tutti idoli che vogliono il loro tributo sacrificale.

    Non credo più al cambiamento. Forse, come dice Salvati, l'Italia può cambiare solo con gran stravolgimenti: Prima le guerre per l'Unità d'Italia, poi la "rivoluzione fascisa", poi la guerra di resistenza. Dobbiamo usare la forza per cambiare perchè il popolo italiano è governato da un'inerzia tale da renderlo incapace di un cambiamento dal baso, spontaneo. Ma questi stravolgimenti, continua Salvati, non hanno mai bloccato le tendenze conservatrici di fondo, sopratutto quella che vede l'Italia incapace di darsi un quadro politico bipolare.

    E poi che dovrebbe essere il protagonista di questo cambiamento? Quali classi, ceti, organizzazioni? Non v'è cm della società civile italiana che non sia impelagato in quache modo con gli idoli di cui sopra. Se non vi sono paria chi può lottare contro il sistema castale? Nessuno. I sistemi castali sono destinati al suicidio. O funzionano, e allora procedono, o non funzionano, e allora muoiono, perchè nessuno può correre in loro aiuto.

    Come muore una nazione? Non muore, ma fa come la nostra; cioè si disgrega lentamente in un lento declino, mentre tutti si azzuffano dando la colpa alla casta superiore o inferiore del problema.

    Bisogna dar merito al fatto che il "fattore debito", e l'importanza che esso ha rivestito da 30anni a questa parte, ha rivelato finalmente la nostra debolezza costitutiva. Ha sottolineato non solo che lo fosse, ma quanto il re fosse nudo.

    Oggi noi sembriamo, nonostante ciò, venerare il Re Franceschiello o Sciamannato come il giorno dell'incoronazione. Tanto da essere disposti a morire con lui.

  6. #6
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da Claude74 Visualizza Messaggio
    La tua risposta rivela uno dei motivi per i quali l'Italia è in stagnazione dai primi '90, e del perchè le decine di governi che si sono susseguiti non hanno mai risolto nulla.
    Di corto gli italiani hanno solo la vista e le capacità di analisi.
    Sono superficiali, creduloni e duri di comprendonio.

    La stagnazione, la bassa crescita e soprattutto la perdita di competitività e produtività sono fattori ormai stabili della nostra economia, e non sembra che alcun governo sia mai riuscito a invertire la tendenza.
    Per farlo, o almeno per tentare di farlo, ci vogliono riforme. Riforme che nessuno ha mai fatto, perchè bloccate da mille interessi diversi, ora contrastanti, ora coagulati.

    E' l'intero stile di vita italiano ad essere economicamente perdente: il suo mercato del lavoro, la formazione scolastica e professionale, il sistema di tassazione, il livello di tassazione, la struttura a piccola impresa familista, la struttura dei mercati, la tipologia degli stessi la burocrazia...

    E' probabile che il sistema italiano sia sostanzialmente irriformabile, e che non basti questo o quel governo.
    Ma è l'insieme della popolazione italiana che non riesce a capire che per competere sul mercato internazionale non basta lamentarsi del destino cinico e baro che ci ha messo in questa situazione.

    Non c'è desiderio di andare avanti, di saltare nel vuoto, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, perchè il conservatorismo italiano è soprattutto un conservatorismo scettico e borbonico.

    Non siamo tories, nè Republicans a destra, come non siamo Liberal o New Labour a sinistra: siamo scettici, e uccidiamo qualsiasi novità non tramite la condanna, ma tramite lo scherno ed il disinteresse.

    Il nostro scetticismo conservatore però nasconde solo la paura di pensarci diversi, la paura di dover ammettere che il nostro stile di vita è insostenibile. E allora ci attacchiamo ai nostri idoli, come le partecipate pubbliche, l'acqua pubblica, l'articolo 18, la "famiglia tradizionale", il crocefisso appeso anche nei cessi degli edifici pubblici.

    Tutti idoli che vogliono il loro tributo sacrificale.

    Non credo più al cambiamento. Forse, come dice Salvati, l'Italia può cambiare solo con gran stravolgimenti: Prima le guerre per l'Unità d'Italia, poi la "rivoluzione fascisa", poi la guerra di resistenza. Dobbiamo usare la forza per cambiare perchè il popolo italiano è governato da un'inerzia tale da renderlo incapace di un cambiamento dal baso, spontaneo. Ma questi stravolgimenti, continua Salvati, non hanno mai bloccato le tendenze conservatrici di fondo, sopratutto quella che vede l'Italia incapace di darsi un quadro politico bipolare.

    E poi che dovrebbe essere il protagonista di questo cambiamento? Quali classi, ceti, organizzazioni? Non v'è cm della società civile italiana che non sia impelagato in quache modo con gli idoli di cui sopra. Se non vi sono paria chi può lottare contro il sistema castale? Nessuno. I sistemi castali sono destinati al suicidio. O funzionano, e allora procedono, o non funzionano, e allora muoiono, perchè nessuno può correre in loro aiuto.

    Come muore una nazione? Non muore, ma fa come la nostra; cioè si disgrega lentamente in un lento declino, mentre tutti si azzuffano dando la colpa alla casta superiore o inferiore del problema.

    Bisogna dar merito al fatto che il "fattore debito", e l'importanza che esso ha rivestito da 30anni a questa parte, ha rivelato finalmente la nostra debolezza costitutiva. Ha sottolineato non solo che lo fosse, ma quanto il re fosse nudo.

    Oggi noi sembriamo, nonostante ciò, venerare il Re Franceschiello o Sciamannato come il giorno dell'incoronazione. Tanto da essere disposti a morire con lui.
    Complimenti per il post

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  7. #7
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    Predefinito Re: Declassati

    lo scetticismo ti viene anche perché corruzione e mafiosità sono talmente diffuse che, come giustamente hai scritto, non si capisce chi dovrebbe dirigere questi cambiamenti, avendone interesse e forza adeguati.
    E allora la possibilità di emigrare nel resto della UE è l'unica valvola di sfogo, letteralmente l'unica opportunità offerta a chi è nato negli anni '80 e '90.
    Ultima modifica di paterfamilias; 06-12-14 alle 10:33

  8. #8
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    lo scetticismo ti viene anche perché corruzione e mafiosità sono talmente diffuse che, come giustamente hai scritto, non si capisce chi dovrebbe dirigere questi cambiamenti, avendone interesse e forza adeguati.
    E allora la possibilità di emigrare nel resto della UE è l'unica valvola di sfogo, letteralmente l'unica opportunità offerta a chi è nato negli anni '80 e '90.
    lo scetticismo conservatore (da non confondere con quello razionalista, che è tutta un'altra cosa) non è di per sè una cattiva attitudine. Può anche essere protettivo. Il problema è quando diventa negatore di tutto, e fine a se stesso. Che cosa si vuol conservare? Uno stile di vita che è ormai morto e sepolto.

    Non ce ne rendiamo conto perchè siamo al mezzo al guado. Ma milioni di "giovani", cioè di persone non ancora del tutto anziane, avranno lavori instabili per tutta la loro vita, non avranno pensioni soddisfacenti - o più probabillmente non avrano affatto pensioni - avranno servizi sempre più scadenti.

    Ma questo rende scettici ancor di più, e invece di farci prendere atto che il mondo è cambiato, cioè è tornato a quel che era prima della I guerra mondiale - cioè un mondo in cui v'è libero scambio di merci e capitali - ci rende astiosi verso il mondo, ci rende rabbiosi verso noi stessi, ma al contempo indulgenti verso i nostri difetti.

    Non c'è stato "qualcuno" che ha voluto che il mondo fosse fatto in un modo o in un altro, ma milioni di movimenti di esseri umani indipendenti, spesso guidati dalla fame, o dalla volontà di potenza, o dalla sete di guadagno, o semplicemente dal desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita che hanno plasmato il mondo così come è oggi.

    La mafia è presente sul nostro territorio dall'Unità ad oggi. E' un sottoprodotto della cultura meridionale, piaccia o meno. Essa ha cominciato a prosperare già sotto i Borboni, ed è cresciuta fino ad oggi sotto il governo di qualsiasi formazione politica.

    Non possiamo tacere sul fatto che la mafia ha una continuità con la struttura culturale di base italiana. Non c'è mafia senza famiglia patriarcale, non c'è mafia senza cultura familista, nella quale la famiglia sopravanza sull'individuo, determinandone il destino e la vita nel suo complesso. C'è mafia laddove non c'è civismo e c'è disinteresse da parte del decisore pubblico.

    Tutti elementi che sono parte della nostra cultura, e che non siamo liberi di cambiare a nostro piacimento, perchè ci determinano nel profondo.
    Così come il far prevalere l'etica dell'amicizia, della relazione su quella sistematica. Come sciogliere nodi che sono alla radice del nostro essere? Vogliamo davver farlo?

    Forse è preferibile una morte lenta. Non cambieremo, perchè non possiamo farlo, ma lasceremo che la transazione tra la vita e la morte avvenga lentamente, e che le persone, i giovani, magari tramite l'emigrazione, portino a compimento la disfatta di un paese che è dominato talmente tanto dallo spauracchio della Speranza da non rendersi conto che la speranza inganna, e che anzi è proprio essa ad essere mortifera.
    Ultima modifica di Claude74; 06-12-14 alle 10:58

  9. #9
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    Predefinito Re: Declassati

    ma tu tra il farti il culo per te stesso tentando la fortuna all'estero e farti il culo per cercare di salvare questa nazione cosa sceglieresti, avendo di fronte a te la certezza di decenni di lavoretti usuranti, stipendi da fame ed una vecchiaia atroce di solitudine e povertà?
    Ci siamo fottuti ogni possibilità di autonomia e cambiamento lasciando i cordoni della borsa in mano ad altri, il welfare è familistico e nessuno è incentivato ad andarsene da casa, per andare incontro a...cosa?
    E' scacco matto, il sistema è irriformabile. Tutto è calibrato sulla conservazione ed il lento declino.

  10. #10
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    Predefinito Re: Declassati

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Che la stagnazione e la deflazione sul lungo periodo danneggino il rapporto debito/PIL l'abbiamo sempre detto.
    E' accaduto anche al giappone dagli anni 90 ad oggi.
    L'effetto non va confuso con la causa. Se il rapporto peggiora momentaneamente per colpa di riforme serie del lavoro, spesa pubblica etc non è mica la fine del mondo anzi.
    Invece la situazione italiana è tale per via della completa immobilità del sistema. Basta pensare alla cassa integrazione che andrebbe immediatamente cancellata istituendo finalmente un sussidio di disoccupazione come nei paesi civili.

 

 
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