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THE MATRIX
Ecco chi è. Salvatore Buzzi la ?Formula? vincente dell?uomo delle coop - PrimaDaNoi.it
Ecco chi è. Salvatore Buzzi la “Formula” vincente dell’uomo delle coop
In Abruzzo grazie ai rifiuti lavora per decine di Comuni
CHI E’ SALVATORE BUZZI
Il gip Flavia Costantini nell’ordinanza di arresto definisce Salvatore Buzzi «organo apicale di “mafia capitale”».
Condannato agli inizi degli anni ‘80 per omicidio doloso, viene scarcerato il primo aprile 1991 e sottoposto alla libertà vigilata fino al 13 luglio 1992.
Durante la sua detenzione, inizia a progettare la creazione di cooperative sociali per l’inserimento dei detenuti e delle persone socialmente svantaggiate nel mondo del lavoro, anche attraverso la stipula di convenzioni con il Comune di Roma per la gestione del verde pubblico in alcune aree della città. Non è chiaro quando conosce Massimo Carminati altro criminale noto a Roma e a detta dello stesso Buzzi molto protetto dai poteri forti perché proprio lui consegnava mazzette milionarie in borsoni ai vertici di Finmeccanica.
Buzzi è titolare di ruoli di gestione e controllo nelle cooperative che costituiscono lo strumento imprenditoriale attraverso cui viene realizzata «l’attività del sodalizio».
Si tratta di decine di cooperative tra le quali spiccano “Consorzio Sociale COIN Società Cooperativa Sociale” “Società 29 Giugno Cooperativa Sociale Onlus”, “Sarim Immobiliare S.r.l.”, “Eriches 29 Consorzio di Cooperative Sociali a r.l.” “Tolfa Care S.r.l” “Consorzio Raccolta Differenziata Roma s.c.a.r.l.”, “Consorzio Raccolta Differenziata Tre” “SI.AL. Service s.r.l.” “CNS – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa”, “29 Energy Green S.r.l.”
Sul piano strettamente operativo, Buzzi interloquisce direttamente con Carminati sia sulle scelte strategiche che sulle opzioni tattiche, in incontri diretti o attraverso utenze dedicate.
Il rapporto di fiducia tra i due è tale che, in un momento di accentuata criticità per Carminati, nel quale egli temeva un arresto, gli consegna la somma di almeno 500.000 euro, che poi viene investita nell’attività relativa al campo nomadi di Castel Romano.
Il fatto è certo ed è provato da alcune conversazioni intercettate nelle quali è Buzzi a rivelare che, a fronte dell’investimento iniziale pari a 1.200.000 euro, la metà è fornita da Carminati, in contanti in valigette.
E’ Buzzi a dare le direttive sulla circolazione dei flussi finanziari illegali, come si evince dall’analisi dei reati connessi alla veicolazione di essi, cui integralmente si rimanda, in particolare fornendo direttive a quello che può essere definito il direttore finanziario del gruppo, Di Ninno.
E’ Buzzi a tenere il controllo della contabilità illegale dell’organizzazione, attraverso la sua segretaria Nadia Cerrito, con particolare riguardo all’elencazione dei Piani Urbani corrotti, all’analisi del ruolo della quale si rimanda.
È Buzzi che pone in essere l’avvicinamento dei decisori pubblici, sia con la vecchia che con la nuova amministrazione, in funzione degli interessi del sodalizio.
È Buzzi protagonista di tutti i fatti corruttivi che vengono contestati, alla cui ricostruzione si rimanda, con indiscusso ruolo di regista di ogni operazione.
È Buzzi che si occupa di intessere rapporti e costruire percorsi finalizzati ad allocare, nel ruolo di decisori apicali della PA, soggetti prossimi agli interessi del gruppo, come nel caso di Berti e Fiscon .