E Buzzi fa «vincere» il Concorsone alla nipote - Roma Capitale - iltempo
E Buzzi fa «vincere» il Concorsone alla nipote
La gara al Comune superata con una «telefonata» La donna allo zio: «Ho preso 9.8 su 10, grazie»
«Ziooo ti ricordi di domani? Che ansia!!!». «Tutto avvisato, vai tranquilla». Il ras delle cooperative rosse Salvatore Buzzi, accusato dalla procura di Roma di aver messo in piedi un’associazione di stampo mafioso insieme all’estremista nero Massimo Carminati, trovava tempo anche per pensare agli «affari di famiglia». L’amministratore del Consorzio Eriches 29, arrestato dai carabinieri insieme ad altre 36 persone, avrebbe sfruttato le sue conoscenze ai vertici del Campidoglio, non solo per aggiudicarsi appalti nella gestione di immigrati, rifugiati, senzatetto, nomadi, verde pubblico, raccolta rifiuti, piste ciclabili, ma anche per favorire la nipote in un concorso indetto dal Comune di Roma per 300 posti da istruttore amministrativo. Il 29 ottobre 2013 il cellulare di Buzzi squilla, dall’altro capo del telefono c’è il cognato, Maurizio Turchetti. Gli ricorda che la figlia Irene «c’aveva quella visita… da quel dottore», specificando «il sette me pare (…) va beh, insomma… un appuntamento pigliaglie». In effetti, Buzzi chiama subito Angelo Scozzafava, all’epoca dirigente all’ospedale Sant’Andrea e componente della commissione esaminatrice, per fissare un appuntamento l’indomani alle 13 in un ristorante sulla via Flaminia. A conferma che l’incontro è avvenuto, c’è una telefonata del 30 novembre sera in cui Annamaria Buzzi si offre di pagare «il pranzo di oggi» e il fratello Salvatore la tranquillizza: «È un regalo mio (…) ho fatto pagà la cooperativa». Il giorno prima degli orali, alle 20,15 Irene Turchetti manda un sms a Buzzi: «Ziooo ti ricordi di domani? Che ansia!!! Baci». E lui: «Tranquilla vai a dormire o meglio…». Subito dopo invia un messaggio a Scozzafava: «Ti ricordi di domani? Grazie». Il commissario del concorso risponde: «Certo». La mattina del 7 novembre Buzzi scrive alla nipote: «Tutto avvisato, vai tranquilla. Al massimo ti bocciano. In bocca al lupo». Alle 14,25 la chiama per sapere l’esito dell’esame e la 28enne gli dice di aver ottenuto il punteggio di «9,8». «Quindi che vuol dire?», le chiede lo zio, e la ragazza: «Quindi vuol dire buonissimo, su dieci…». «Eh, allora che cazzo vuoi de più… brava!». Subito dopo Scozzafava invia un messaggio a Buzzi per sapere se fosse rimasto soddisfatto dell’esito della prova e lui gli risponde: «Sei un grande, ci vediamo presto. Grazie». Il favore, però, ha un prezzo. Lo spiega chiaramente Buzzi alla compagna Alessandra Garrone il 16 novembre, quando si prospetta il rischio dell’annullamento del «concorsone del Comune»: «…io però glielo avevo detto (alla sorella Annamaria Buzzi, ndr): "guarda sicuramente lo annullano"». Garrone: «Più che altro perché hanno buttato 5 mila euro». Buzzi: «Annamaria ieri m’ha detto che non glie vo da’ i soldi, gli vo fa’ un regalo… i soldi sembra corruzione invece un orologio di Bulgari nooo…». Garrone: «Vabbè che c’importa… di fatto l’hai corrotto perché hai alterato il risultato». Tra le dazioni a favore di Scozzafava annotate dai carabinieri, oltre a un appartamento di 130 mila euro, ci sarebbe anche l’orologio regalatogli dalla sorella di Buzzi.
Valeria Di Corrado




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