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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    In realtà pare che il vento sia meno freddo del previsto la Francia è cresciuta a Giugno e Luglio, a Luglio è cresciuta anche la Germania, mentre la Russia ha chiuso a 0. Ancora in negativo, ma meno del previsto USA, Canada, Italia e Regno Unito; dimezza le perdite il Giappone.

    Miles Insulae
    Ultima modifica di Lorenzo; 11-09-09 alle 12:01

  2. #42
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    ALTO FUNZIONARIO CINESE PRESAGISCE L'ALLONTANAMENTO DAL DOLLARO
    Postato il Giovedì, 10 settembre @ 17:00:00 CDT di marcoc

    DI STEPHEN C. WEBSTER
    Raw Story

    Stando a quanto pubblicato in un documento, la Cina starebbe gradualmente assumendo un atteggiamento circospetto nei confronti

    della fornitura crescente di dollari, tanto da voler finanziare le nuove iniziative, sopratutto relative alle energie verdi, attraverso diversi tipi di valori quali ad esempio l’oro, l’euro e lo yen.

    “Noi confidiamo in un cambio nella politica monetaria statunitense non appena si avranno segnali positivi di crescita”, ha dichiarato Cheng Siwei, ex vicepresidente del Comitato permanente, scrive il The Telegraph.

    “Se, al contrario, continueranno a stampare moneta per comprare titoli di Stato”, ha continuato Siwei, “ciò porterà a fenomeni inflazionistici, e dopo un anno o due ci saranno pesanti ricadute sul dollaro. Ad oggi, la maggior parte delle nostre riserve sono in titoli di Stato statunitensi e ciò non cambierà nel prossimo futuro, ma ciò non toglie che potremmo iniziare a diversificare le nostre riserve addizionali comprando euro, yen o altre valute”.

    Siwei ha inoltre confermato che la Cina è particolarmente interessata all’acquisto di oro, ma ha puntualizzato che ne comprerà con circospezione per non agitare il mercato.

    “Fino a che essi (la Cina) venderanno dollari e compreranno oro, yen o euro, non può che esserci un movimento al ribasso per il dollaro statunitense”, ha scritto Edward Harrison in un rapporto economico su RGE Monitor.

    “Non ci si può basare sulle parole di un alto funzionario cinese per comprendere le politiche della Cina”, ha aggiunto, “e Cheng non ha mai detto che i cinesi stanno attivamente diversificando le proprie riserve allontanandosi dal dollaro. Ciò nonostante, sono molti i funzionari cinesi che ormai da diversi mesi si lamentano della linea ribassista del dollaro, per cui sono portato a credere che le loro parole saranno seguite prima o poi da azioni”.

    Tuttavia, alcuni sostengono che la Cina abbia già iniziato tale diversificazione.

    “Il Commento di Siwei dipinge esattamente ciò che l’osservazione dell’andamento del mercato dell’oro sembra suggerire”, sostiene AmbroseEvans-Pritchard in una edizione del Telegraph. “Ogni volta che c’è un andamento al ribasso dell’oro, entra in gioco una potente forza sconosciuta che acquista”.

    “Per lungo tempo gli investitori hanno sospettato che si trattasse della Cina. Successivamente, abbiamo scoperto che Pechino ha in effetti raddoppiato le sue scorte di oro, fino ad arrivare a 1054 tonnellate. Prima il fatto compiuto, poi l’annuncio”.

    Il Business Insider ha aggiunto: “sarà un processo lento e il paese non ama comprare in modo massiccio, in quanto distorcerebbe oltremodo il mercato, ma senza dubbio continuerà ad accumulare il prezioso metallo”.

    Lunedi scorso i tassi di cambio per l’oro hanno battuto un record di sei mesi, a 995.19 dollari all’oncia, mentre alcune analisti prevedono che esso si apprezzerà fino a superare i 1000 dollari molto presto.

    “Il fattore sottostante è sempre il dollaro”, ha dichiarato Dan Smith, un analista della Britannica Standard Chartered Plc, come riporta Bloomberg News. “Se ci sarà una caduta del dollaro, essa potrebbe innescare un forte rialzo dell’oro”.

    Domenica scorsa, i presidenti delle banche centrali dei paesi più potenti del mondo, su richiesta degli USA, hanno concordato di rafforzare la struttura degli accordi “Basilea II”. Hanno inoltre deciso di dare più poteri al “supervisore globale” delle imprese finanziarie, con l’intento esplicito di creare un mercato più resistente alle scosse economiche e finanziarie.

    La Cina detiene più di 2 trilioni di riserve in dollari statunitensi.

    Aggiornamento: a causa delle paure sull'affondamento del dollaro, l'oro ha già superato i 1000 dollari l'oncia

    Titolo originale: "Top Chinese official signals move away from dollar "

    Fonte: The Raw Story | Investigative News and Politics
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    07.09.2009

  3. #43
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    28-08-09
    RUSSIA: CRISI FA SALIRE DI 1/3 POPOLAZIONE SOTTO SOGLIA POVERTA'


    (ASCA-AFP) - Mosca, 28 ago - Il numero di persone che vivono sotto la soglia di poverta' in Russia e' salito di un terzo, dai 18,5 milioni dell'ultimo trimestre del 2008 ai 24,5 milioni dei primi tre mesi del 2009. Lo si evince da dati ufficiali diffusi oggi.

    L'aumento (del 32,4%) si traduce nel fatto che oggi il 17,4% della popolazione vive sotto la soglia di poverta', contro il 13,1% che si registrava alla fine del 2008, fa sapere l'Agenzia di statistica nazionale Rosstat. La soglia di poverta' e' fissata a 5.083 rubli al mese (161 dollari, 112 euro).

    La Russia e' stata protagonista di una rapida crescita economica negli scorsi anni: il Pil e' cresciuto del 5,6% nel 2008, 8,1% nel 2007 e del 7,7% nel 2006. Ma il paese e' stato colpito duramente dalla crisi economica globale e il Governo si aspetta un calo del Pil nel 2009 dell'8,5%.

    RUSSIA CRISI FA SALIRE DI 1 3 POPOLAZIONE SOTTO SOGLIA POVERTA - Agenzia di stampa Asca

  4. #44
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    STIMOLI PER IL COMPLEANNO CINESE

    Sessanta anni fa, il 1˚ ottobre del 1949, Mao Zedong, leader della vittoriosa Armata Rossa e presidente della Repubblica

    Popolare Cinese, si trovava all’entrata della Città Proibita e dichiarava solennemente la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Di fronte a lui stava in celebrazione una moltitudine di 300.000 persone, radunatesi nella gigantesca piazza Tiananmen di Pechino. La grande ed iconica foto di Mao è appesa oggi esattamente alla stessa entrata a muro alto come testimonianza di quel giorno.

    Il governo cinese, naturalmente, sta programmando festeggiamenti spettacolari per l’imminente Giornata Nazionale—e a buon vedere, dato che c’è molto da celebrare. Nel 1949 la Cina era un Paese sottosviluppato, fatto a pezzi dall’invasione giapponese del 1937 e da una guerra civile molto dura indotta da divergenti interessi coloniali stranieri esistenti da almeno un secolo.

    Oggi la Cina è la terza più grande economia al mondo. È anche appena rimbalzata dalla caduta globale per segnare più del 7% di crescita a questo punto dell’anno. Davvero impressionante, anche se al di sotto del solito valore di espansione a doppia cifra del decennio passato.

    Questa ripresa è ancor più notevole se consideriamo il calo del 20% nelle esportazioni, un tempo forza motrice della macchina economica cinese. Qual è, quindi, la spiegazione?

    Diversamente dal tentativo dispersivo del Congresso statunitense di salvare le banche dalla bancarotta, che ha sperperato miliardi per compensare i banchieri e gli investitori per le loro perdite, il governo centrale cinese non-capitalista, battendo ogni record, ha stanziato nel tardo 2008 ben 586 miliardi di dollari concentrandoli con precisione chirurgica nella costruzione di infrastrutture e nello stimolo dei consumi.

    Se paragonato, è lo stimolo più grande tra tutti i programmi di recupero economico. Costituisce già il 13% del PIL cinese e altri soldi sono stati promessi se saranno necessari.

    Per esempio, ulteriori spese sono state giusto annunciate nel maggio 2009. Sono stati messi da parte 290 miliardi di dollari per sovvenzionare gli acquisti di vari elettrodemestici da cucina moderni e altri 733 milioni per gli acquisti di automobili più efficienti.

    Il “barattare il nuovo per il vecchio”, come è stato soprannominato il piano, rappresenta una versione più ampia del programma “Cash for Clunkers” (“soldi per rottami”, programma federale di rottamazione, ndt) del preseidente Obama. Sebbene limitato alle automobili, “Cash for Clunkers” è stato annunciato come una delle poche storie di successo del piano di stimolo economico degli Stati Uniti. Fatto stà che, fra critiche di un’eccessiva spesa governativa, “Cash for Clunkers” è stato recentemente terminato, mentre la Cina sta discutendo di estendere anche al 2010 il suo più ampio programmo di scambio, “nuovo per vecchio”.

    Nella sua edizione del 7 settembre 2009, il Businees Week ha chiesto una valutazione del piano di stimolo economico americano al guru della finanza John Gutfreund, lo stesso uomo che vent’anni fa incoronarono “Re di Wall Street”. “Gli Stati Uniti hanno ottenuto qualche successo, ma fondamentalmente,” ha osservato Gutfreund in modo franco, “sono riusciti a salvare le grandi banche. Non hanno concesso prestiti al pubblico. Il più grande prestito al settore pubblico è quello dell’auto, che adesso sta per finire”.

    Apparentemente, la Cina è più seria per quanto riguarda stimolare la spesa domestica per riportare l’industria in movimento sullo sfondo di un mercato globale in grave depressione.

    Per esempio, un’enorme rete ferroviaria che raggiungerà praticamente ogni città e paese è in fase di costruzione. La Cina sta spendendo nelle ferrovie assai più degli Stati Uniti grazie allo sviluppo di questo vasto, ecologico e ultramoderno sistema di trasporti nazionale che comprende linee pesanti per le merci, linee pendolari per i residenti in aree urbane, linee leggere per le brevi distanze e linee veloci per quelle lunghe.

    Ciò procede mano nella mano con il monumentale sforzo della Cina di ridurre le emissioni di gas serra. Il presidente Obama, recentemente, lo ha descritto al Congresso come “il più grande tentativo nella storia di rendere la loro economia efficiente dal punto di vista energetico”.

    Negli Stati Uniti, questi enormi programmi di investimenti verrebbero derisi in quanto coinvolgerebbero troppo il governo e causerebbero un eccessivo aumento del debito pubblico. Ma in Cina, vengono visti come l’organizzazione di progetti edilizi di fondamentale importanza, che producono servizi preziosi per la società nell’educazione e nella sanità, e rinvigoriscono i depressi consumi interni.

    Naturalmente, tutto ciò ha il vantaggio ulteriore di dare occupazione a milioni di persone. Da questo punto di vista, l’approccio cinese è marcatamente diverso da quello statunitense e sembra avere assai più successo.

    In un mondo afflitto da bassa produzione industriale, la resa industriale della Cina è cresciuta del 9,1% nel secondo trimestre rispetto ad un anno prima, secondo RTE Business (16 luglio 2009). A giugno, la resa industriale è cresciuta del 10,7%. Il che dimostra uno stato di intensa attività nelle milioni di fabbriche e officine della nazione.

    Il progresso ad un prezzo

    Lo sviluppo economico del Paese è stato particolarmente accelerato a partire dal luglio del 2001, quando il governo seppe che avrebbe ospitato i Giochi Olimpici del 2008. Ma il ritmo frenetico di crescita economica ha lasciato alcune evidenti lacune, sia sociali che economiche.

    Per quanto riguarda l’economia, c’erano già notevoli squilibri nella strategia del governo perfino prima del recente crollo del mercato globale. Per troppo tempo, l’importanza data dalla Cina agli investimenti nell’acciaio, nei macchinari pesanti, nei tessuti, nell’abbigliamento e nei prodotti elettronici destinati all’esportazione ha superato la produzione domestica che avrebbe favoritov i consumatori nella sanità, nell’educazione, nell’edilizia residenziale, nell’ambiente e nei servizi sociali.

    Questa sbilenca strategia di investimenti ha determinato due fenomeni interconnessi. Il concentrarsi su un’economia d’esportazione spiega l’enorme surplus nei commerci che nel 2008 ha raggiunto il valore storico di 2 bilioni di dollari. Allo stesso tempo, i bassi investimenti nei beni finalizzati al consumo domestico sono risultati in considerevoli risparmi tra i disagiati lavoratori cinesi.

    La Cina, quindi, è un Paese pieno di miliardi di dollari non ancora spesi, e ciò spiega perché investitori tra i migliori al mondo stiano costruendo negozi nelle campagne cinesi.

    Queste imprese straniere fanno enormi guadagni impiegando una manodopera istruita e a basso costo rappresentata da un sindacato dei lavoratori alquanto accondiscendente (ACFTU). Questo sindacato da 200 milioni di membri è stato, fino a poco fa, restio a sfidare gli “ospiti” investitori delle multinazionali che sono stati trattati più come partner che come avversari nelle contrattazioni collettive di lavoro.

    Oltre a queste distorsioni di natura economica, ci sono annesse disuguaglianze sociali derivanti dalla passata concentrazione sulla produzione finalizzata all’esportazione.

    Hanno ragione i critici che sostengono che la rapida modernizzazione del Paese nasconda notevoli ingiustizie di fondo, particolarmente gravi nelle zone rurali dove risiede la metà dei 1,3 miliardi di persone della nazione. Nonostante l’attuale spesa per lo stimolo dell’economia, le campagne rimangono in fermento dal discontento.

    Secondo le statistiche del Ministero del Lavoro del 2007, ci sono 100 milioni di contadini disoccuppati e altri 26 milioni di lavoratori emigranti che stanno ritornando dopo essere stati recentemente dislocati dai lavori urbani.

    È una crescente preoccupazione per le autorità, specialmente se associata alla palese differenza di reddito tra i lavoratori urbani e quelli rurali. Secondo l’Accademia cinese delle scienze sociali “il rapporto medio reddito urbano: reddito rurale era all’incirca 5 [su 1] nel 2008, in contrasto con il 2000, quando il rapporto era di 2,79 [su 1]”.

    Enormi investimenti interni da parte del governo sono un tentativo di risolvere queste contraddizioni, ma questi interventi potrebbero essere ormai troppo poco e troppo tardivi.

    Modernizzazione nonostante gli errori

    Comunque sia, comprendendo quasi il 20% della popolazione mondiale, la Cina moderna registra alcune incredibili statistiche che impressionerebbero anche l’occidentale più scettico. Per esempio, la nazione ha 670 milioni di utenti di telefoni cellulari, 298 milioni di utenti internet, 50 milioni di blogger e 184 milioni di automobilisti. [ChinaToday.com]

    Negli anni, l’esempio cinese ha consistentemente dimostrato gli enormi vantaggi di una pianificazione centralizzata, sebbene, come per i suo corrotti ex-alleati sovietici, il suo progresso sia seriamente ostacolato e distrorto dal ben radicato assetto burocratico e dall’orientamento estremamente antidemocratico del gruppo dirigente.

    Enormi inefficienze e sprechi conseguono dalla mancata democratizzazione dell’economia burocraticamente pianificata. Inoltre, ogni volta che il popolo non viene consultato diventa assai meno comprensivo dei sacrifici che gli vengono chiesti quando questi errori interferiscono con la sua vita.

    Tuttavia, lo storico balzo della Cina dal dimenticatoio al suo status di potenza economica del 21° secolo e gli impressionanti risultati delle recenti iniziative di stimolo all’economia illustrano in modo chiaro la superiorità di base di un piano di investimenti razionali centralizzato, perfino di uno così intrinsecamente difettoso, su un piano dettato unicamente dalla corsa caotica e insensata al guadagno individuale.

    Questa fondamentale differenza spiega perché, negli Stati Uniti, osserviamo ancora che solo i pochi ricchi, piuttosto che il resto della popolazione, sono in fase di recupero.

    Carl Finamore vive a San Francisco e può essere raggiunto a local1781@yahoo.com

    Titolo originale: “China’s Birthday Stimulation”



    ComeDonChisciotte - STIMOLI PER IL COMPLEANNO CINESE

  5. #45
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    craig roberts di global research sugli usa e la "presunta ripresa"

    ComeDonChisciotte - ANCHE L'ECONOMIA E' UNA BUGIA

  6. #46
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    L’ARMAGEDDON PER GLI USA SE CINA E GIAPPONE NON ACQUISTANO IL DEBITO
    Postato il Martedì, 29 settembre @ 2100 CDT di marcoc

    JEEYEON PARK
    CNBC News

    Gli Stati Uniti sono troppo dipendenti dall’acquisto da parte di Cina e Giappone del debito nazionale e potrebbero dover affrontare seri problemi economici se questo cessasse, ha detto al CNBC il fondatore e presidente della Tiger Management Julian Robertson.

    “È quasi un Armageddon se i Giapponesi e i Cinesi non acquistano il nostro debito”, ha detto Robertson in un’intervista. “Non so dove potremmo trovare il denaro. Credo che ci siamo messi in una situazione terribile e credo che dovremmo provare ad uscirne”.

    Robertson ha detto che l’inflazione è un grosso rischio se i paesi esteri dovessero smettere di acquistare le obbligazioni.



    “Se i Cinesi e i Giapponesi smettessero di acquistare le nostre obbligazioni, potremmo facilmente vedere [l’inflazione] andare dal 15 al 20 per cento” ha detto. “La questione non è l’economia. La questione è chi ci presterà il denaro se non lo faranno loro. Immaginatevi se ci trovassimo nella situazione di essere totalmente dipendenti da questi due paesi. È pazzesco”.

    Robertson ha detto che anche se non crede che i Cinesi smetteranno di acquistare le obbligazioni degli USA, i Giapponesi potrebbero essere eventualmente costretti a vendere parte delle loro obbligazioni a lungo termine.

    “Questo è molto peggio che non acquistare”, ha detto. “L’altra questione è che stanno acquistando quasi esclusivamente il debito a breve scadenza. Ed è quello che stiamo offrendo, perché non possiamo vendere il debito a lungo termine. E si sa, la storia insegna che chi contrae prestiti a breve termine si scotta sul serio”.

    L’unico modo di evitare il problema, ha detto, è di “crescere e lasciarci una vita d’uscita”.

    “Gli Stati Uniti devono smettere di spendere, incominciare a risparmiare, ridurre e ridimensionare” ha detto Robertson “finché non succederà questo, non credo che saremo affatto fuori dai guai”.

    Robertson non è ottimista per il breve termine.

    “Ci aspetta una slittata piuttosto violenta” ha detto. “penso realmente che la recessione sia finita, almeno temporaneamente. Ma non abbiamo preso in considerazione così tanti dei nostri problemi e stiamo prendendo in prestito così tanto denaro che non potremo possibilmente ripagarlo se i Cinesi e i Giapponesi non acquisteranno le nostre obbligazioni.”

    Titolo originale: "US May Face 'Armageddon' If China, Japan Don't Buy Debt"

    Fonte: Stock Market News, Business News, Financial, Earnings, World Market News and Information - CNBC.com
    Link
    24.09.2009

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

  7. #47
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  8. #48
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    In tutta sincerita e non solo da parte mia, sono sempre piu convinto che i dati di crescita cinesi attuali siano falsati in qualche modo.....
    Parlare poi di crescita dell'Indonesia dove una larga percentuale della popolazione vive a tutti gli effetti ancora all'eta della pietra, non sembra affatto indicativo.
    Cina ed India sono adesso in crisi come l'occidente.
    Ottima occasione per invertire alcune delle politiche di trasferimento di imprese in Estremo Oriente, non vi sembra?

  9. #49
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: Previsioni pessimistiche?

    Citazione Originariamente Scritto da nazionalista libero Visualizza Messaggio
    Cina ed India sono adesso in crisi come l'occidente.
    Ottima occasione per invertire alcune delle politiche di trasferimento di imprese in Estremo Oriente, non vi sembra?
    A dire il vero la Cina attualmente è l'unico posto al mondo dove si continua a lavorare normalmente come se non fosse accaduto nulla.
    E sentiamo, come ridelocalizzeresti migliaia e migliaia di imprese nel Far East?Con quali soldi?

 

 
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