Favorevoli, contrari o altro?
Come pensate venga percepito questo fenomeno dai lavoratori italiani?


Favorevoli, contrari o altro?
Come pensate venga percepito questo fenomeno dai lavoratori italiani?


Altro: governo dei flussi, piena disponibilità all'aiuto verso i rifugiati politici, appoggio a missioni umanitarie, pieno supporto ad una politica europea dell'immigrazione che non lasci da soli i paesi mediterranei e cooperazione euro-mediterranea nel rispetto dei diritti umani.
Non credo ci si possa esprimere con un semplice e non articolato "favorevole" o un "contrario", a meno di non trascurare tutta una serie di elementi tanto di pragmatismo e cautela quanto di solidarietà e rispetto della vita umana.
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


Quanto alla percezione da parte dei lavoratori italiani: sicuramente i rischi di guerra tra poveri e tensioni esistono e sono forti, specialmente nelle zone degradate, nelle periferie e comunque in presenza di marginalità sociali, povertà e disagio.
Ritengo che a queste situazioni si debba porre rimedio con strategie integrate che anzitutto evitino a livello urbanistico quartieri ghetto o periferie senza servizi, luoghi di ritrovo, negozi e quant'altro, luoghi dormitorio dove possa prosperare la criminalità. In secondo luogo vanno naturalmente considerate le condizioni del territorio se si tratta di gestire profughi, persone in cerca di asilo politico o comunque stranieri in attesa di documentazione, evitando concentrazioni eccessive in quartieri già degradati come Tor Sapienza.
Va inoltre rigettata tutta quella serie di luoghi comuni e di notizie ad hoc costruite per esasperare il clima di convivenza, presentando il problema dell'immigrazione solo come un problema di sicurezza e legalità. Il clima di psicosi antistraniero non fa un servizio al paese ma anzi lo indebolisce rendendo le comunità più chiuse, impaurite, sospettose, meno inclini alla partecipazione civica. Vanno combattute le forze politiche che fanno della guerra tra poveri uno strumento di consenso e vanno sconfitte sia nelle urne, non sottovalutando i problemi ma coniugando pragmatismo e solidarietà, sia nella società supportando le associazioni e le realtà sociali che lavorano nell'integrazione, nella conoscenza reciproca tra culture, nel dialogo interreligioso.
Ultima modifica di Gdem88; 26-12-14 alle 21:51
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


viene ovviamente percepito come negativo in parte per ragioni comprensibili quali la creazione di una concorrenza al ribasso nel mercato del lavoro, e in parte per motivazioni mediatiche, per esigenze securitarie o per puro e semplice razzismo (che secondo me comunque non è così diffuso come qualcuno dice); se l'italia non fosse un paese con una così forte immigrazione (o almeno una forte immigrazione percepita visto che poi altri paesi europei hanno molti più immigrati ma non si lamentano come da noi) il malcontento delle classi più basse sarebbe rivolto verso altre categorie, l'immigrazione invece è un discorso che spessissimo unisce lavoratori e borghesia piccola e meno piccola sotto una stessa bandiera, vuoi quella leghista o vuoi quella della corrente di destra dei 5 stelle.
per quanto riguarda la prima domanda direi altro, secondo me essere favorevoli all'immigrazione significa volerla incentivare, ovvero attirare manodopera straniera che può essere di basso livello, ovvero attirare gente che faccia i classici "lavori che gli italiani non vogliono più fare" o comunque per abbassare il costo del lavoro; oppure attirare lavoratori specializzati, ovvero persone che hanno studiato nelle università dei paesi di origine, magari pubbliche, ma che poi lavoreranno al servizio di paesi dove invece il pubblico viene bistrattato.
quindi a mio parere da sinistra non si può essere "favorevoli" all'immigrazione, ma semmai aperti ad essa, mentre incentivare l'immigrazione è più una forma di imperialismo e di neocolonialismo e non a caso l'hanno fatto stati uniti e lo fa israele.
io personalmente sono aperta all'immigrazione e totalmente contraria ad ogni logica di repressione dei migranti, piuttosto credo andrebbero contrastate le cause delle migrazioni di massa a partire dalle organizzazioni di trafficanti fino ad arrivare alle ingerenze straniere nei paesi di partenza.




Anche con te mi trovo sostanzialmente d'accordo, soprattutto per quanto concerne la manovalanza a basso costo (che crea attriti con il proletariato italiano) ma anche riguardo il rifiuto di effettuare ingerenze nei paesi di origine di molti immigrati (pensiamo alla Libia).
Certo, io per evitare la creazione del nuovo "esercito di riserva" sarei a favore della sospensione del trattato di Schengen e per controlli sempre più attenti alle frontiere (anche se, non dimentichiamolo, molti immigrati non arrivano certo dal mare).
Quello che ritengo importante è garantire ad ogni popolo di poter vivere nella propria terra. Ma per fare questo è necessario uscire dal sistema produttivo capitalistico.
E' il capitalismo che crea masse di diseredati e di nuovi schiavi.


Temo di non poter essere d'accordo con l'idea di sospendere schengen....vorrebbe dire ( di fatto) uscire dalla comunità europea, tagliarsi fuori
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]




Anche qui, temo di non essere un particolare estimatore della Russia, anche se ritengo strategicamente importante averla come partner e favorire sia l'interdipendenza economica che la collaborazione geopolitica, il progetto eurasiatico non fa per me :-) non sarebbe peraltro un'Europa socialista, a mio modesto parere...ma qui conta il fatto che ritengo la Russia ben lontana dall'unico socialismo che considero possibile, ovvero la socialdemocrazia all'interno di un'economia sociale di mercato
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


No, la Russia non è attualmente socialista. Per nulla. Attendiamo speranzosi la vittoria di Zyuganov.