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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    SOTTO ASSEDIO: “PROFUGHI DEFECANO IN GIARDINI PRIVATI, VANDALIZZANO CHIESE, UCCIDONO GATTI E CANI”
    I residenti della città tedesca di Ellwangen stanno denunciando ai media, le angherie che subiscono dalle migliaia di sedicenti profughi islamici che di recente sono stati scaricati in loco dalla Merkel.
    I profughi defecano nei giardini privati, vandalizzano le chiese e rapinano i negozi locali, mentre la polizia ha difficoltà a tenere la situazione ‘sotto controllo’.
    Ellwangen, che ha una popolazione di circa 23.500 persone e una forte comunità cattolica, ospita da poche settimane 4.500 richiedenti asilo che soggiornano nella vecchia caserma dell’esercito ai margini della città.
    Il piano originale era quello di ospitare ‘solo’ 500 immigrati. Il governo dello stato è stato costretto a sborsare 5,1 milioni milioni di euro di soldi dei contribuenti per rinnovare e ampliare la caserma.
    Una delle denunce diffusa dai media e rimbalzata su Facebook:
    I proprietari faticano a mandare avanti le loro attività commerciali, in quanto le persone hanno paura ad andare in città a causa dei migranti.
    Ci sono seri problemi di furti in negozi, i rifugiati entrano e prendono quello che vogliono senza pagare.
    All’inizio, i proprietari dei negozi di alimentari chiamavano la polizia, ma poi hanno smesso di farlo dopo che è stato detto di registrare le perdite e contattare qualcuno alla municipalità locale che li avrebbe rimborsati. Tutto confermato da un ufficiale di polizia tedesco.
    Le donne hanno paura di camminare in città da sole, una donna è stata violentata e una bambina di 10 anni molestata sessualmente.
    I cosiddetti rifugiati vanno nelle chiese per interrompere il servizio. Entrano e causano disordini.
    I residenti sono stati costretti a mettere dei cartelli che chiedono ai migranti di non defecare nei loro giardini, una pratica comune.
    E chiunque critichi il comportamento dei migranti viene immediatamente etichettato come “nazista”.
    Storie simili stanno emergendo anche da tutta la Germania come piccoli villaggi e le città cominciano a sentire l’impatto del flusso migratorio.
    Nel post qui sotto, una donna racconta come stupri, furti, l’uccisione di animali domestici e il traffico di droga tutti sono vertiginosamente aumentati dopo l’arrivo dei richiedenti asilo.
    Sotto assedio: ?Profughi defecano in giardini privati, vandalizzano chiese, uccidono gatti e cani? | VoxNews


    INVASIONE: 750 PROFUGHI (FINTI) IN PAESINO DI 102 ABITANTI
    SUMTE, Germania – Questa piccola e armoniosa cittadina tedesca di 102 abitanti, dalla prossima settimana diventerà uno dei luoghi a più rapida crescita demografica in Europa: arriveranno quasi mille sedicenti profughi. E’ la ‘grande sostituzione etnica’.
    Ai primi di ottobre, il governo ha informato il sindaco di Sumte, Christian Fabel, via e-mail, che il suo villaggio di 102 persone appena oltre il confine in quella che fu, e molti la rimpiangono, vista l’attualità, la Germania Est, dovrà accogliere 1.000 migranti.
    Sua moglie, ha detto il sindaco, gli disse che doveva essere una bufala. “Certamente non può essere vero”, che ad un piccolo, posto così isolato venga chiesto di ospitare circa 10 volte più immigrati di quanto siano i residenti, gli disse. “Ha pensato che fosse uno scherzo”, dice.
    Ma non lo era. Sumte è l’esempio di quello che può accadere in ognuno dei nostri paesi. In ognuno dei nostri quartieri. I governi europei hanno messo in pratica il piano di genocidio etnico dei loro popoli: attraverso l’arrivo di popolazioni estranee. E ostili.
    In una minuscola concessione agli abitanti del villaggio, i funzionari locali, distrettuali e regionali hanno promesso che limiteranno il numero dei richiedenti asilo a 750. Concessione.
    Ci stanno sostituendo. E se ti ribelli, prima ti manganellano, poi danno mandato al magistrato politicamente schierato di turno di metterti in galera. Ma non passeranno.
    Invasione: 750 profughi (finti) in paesino di 102 abitanti | VoxNews

    "Crisi dei profughi in Europa: c'è il rischio di scontri militari"
    Di fronte al proprio partito la cancelliera agita lo spauracchio dell'ascesa dell'estrema destra: "Chiudere le frontiere avrebbe ricadute pesanti. Nessuno vuole azioni militari in regioni, come i Balcani, che le hanno già conosciute"
    Giovanni Masini
    C'è il rischio di uno scontro militare nei Balcani se l'Europa non dovesse riuscire a gestire l'emergenza immigrazione: sono parole che pesano come pietre quelle pronunciate lunedì scorso da Angela Merkel nel corso di un incontro della Cdu a Darmstadt, in Assia.
    Rivolgendosi agli esponenti del suo stesso partito, il cancelliere ha rigettato con forza le richieste di chi, da più parti, chiede un giro di vite nella politica dell'accoglienza dei richiedenti asilo. Da diverse settimane, infatti, esponenti della stessa maggioranza di governo, delle istituzioni e della società civile (non ultimi i sindacati di polizia federali, ndr) attaccano la politica del governo di Berlino, anche alla luce dei segnali che arrivano dagli Stati confinanti.
    La vittoria in Polonia di un governo di destra con posizioni molto dure verso l'immigrazione clandestina; la proposta austriaca di erigere un muro al confine sloveno; il fallimento del sistema delle quote: sono tutti fattori che concorrono ad aumentare la pressione sulla Germania e sul cancellierato della Merkel. Che però non lascia e anzi raddoppia, sfidando a viso aperto i propri critici: parlando dell'ipotesi di barriere confinarie anti-migranti la Merkel ha detto di "non volere che conflitti militari si rendano ancora necessari in quelle regioni."
    Il riferimento, pesantissimo, è alle guerre balcaniche degli anni Novanta del secolo scorso. La costruzione del muro ungherese ha spostato almeno in parte i flussi verso Croazia, Slovenia e Romania. Una chiusura della frontiera austriaca, ha spiegato il cancelliere, "porterebbe gravi contraccolpi": l'ipotesi del muro, Merkel regnante, è quindi fuori discussione.
    Il rischio, avverte Die Zeit, sarebbe quello di una chiusura a catena delle frontiere di molti altri Stati confinanti. Peccato però che già da tempo i Paesi europei abbiano già deciso di fare ciascuno per conto proprio, alle prese con un'opinione pubblica interna e difficoltà logistiche molto diverse.
    Angela Merkel, però, sembra molto attenta a calcolare rischi ed opportunità politiche che potrebbero scaturire da questa situazione: in agosto si era presa gli applausi di mezza Europa annunciando l'apertura delle porte della Germania per i profughi siriani, dimenticando che la concessione dell'asilo viene valutata caso per caso.
    Ora, parlando di fronte a una platea politicamente amica, agita lo spettro dell'avvento al potere dell'estrema destra e degli anti-islamici di Pegida: un fantasma che nella Germania di oggi fa ancora paura.
    "Crisi dei profughi in Europa: c'è il rischio di scontri militari" - IlGiornale.it

  2. #142
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Ideologia e fede o l’arte della crudeltà. Ritorno alla barbarie

    13 Dec 2015 · 1 Commento
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    di ROMANO BRACALINI – Il Bragadin veneziano scorticato vivo e rimandato a casa in una botte di aculei,è il miglior esempio di tortura da manuale che faccia onore al grido “mamma li turchi” dell’antico spavento. Ne avevamo persa memoria ma i recenti attentati di Parigi ce l’hanno ricordato. Passano i secoli ma l’ideologia resta la stessa. Ogni pietra reca traccia di crudeltà.Ogni zolla contiene un rivolo di sangue.L’uomo ha sempre fatto professione di delitto,col conforto di una fede totalitaria. Ma è come si ammazza che dà la misura dell’istinto di odio e di ferocia. L’esperienza ci ha insegnato molte cose: anche a uccidere con gentilezza, che non sarà una grande consolazione per le vittime ma almeno salva le apparenze.

    La Ghigliottina inventata sotto la Rivoluzione francese dava la morte senza dolore, ma nessuno ha potuto riferirlo. Otranto nel 1480 venne assediata dalla flotta turca di Maometto II, intervenuta nella guerra tra Venezia e il regno di Aragona. Non ricevendo rinforzi da Napoli, Otranto si arrese. I turchi passarono a fil di spada nel Duomo il vescovo, il clero e il popolo che vi si era rifugiato. Due giorni dopo, vicino al colle della Minerva, vennero massacrati i prigionieri superstiti, gli ottocento martiri di Otranto, i cui corpi restarono insepolti per un anno prima di essere pietosamente seppelliti. Nella cripta della cattedrale, in un armadio ben fornito,sono custodite le loro ossa.

    Le guerre d’Oriente ci obbligano a un macabro ripasso della memoria. Non c’è più traccia d’onore: sul prigioniero spogliato d’ogni dignità si esercita la furia dell’impulso primitivo che giudicherebbe debolezza ogni richiamo d’umanità. Si torna all’obbedienza omicida dei kapò nazisti e ai guardiani dell’ideologia nelle prigioni di ghiaccio della Siberia. La tirannia predilige anche i rigori del clima. Stalin non avrebbe mai mandato i dissidenti a svernare in Crimea. Ogni parallelismo è insufficiente e inadeguato: si rischia di non essere all’altezza dei metodi della nuova barbarie.

    A Gaza è capitato che i resti di soldati israeliani siano stati trascinati come trofei e infine fatti a pezzi e posti in vendita, come facevano dopo la conquista garibaldina i picciotti siciliani con i corpi dei soldati borbonici squartati e venduti sui banchi della “Vucciria” a Palermo. Le immagini dei prigionieri dell’Isis sgozzati come capretti fanno ormai parte di un rituale dell’orrore che ha bandito ogni sorta di pietà e che le televisioni arabe con calcolo pedagogico non si lasciano sfuggire incuranti dell’offesa recata alla natura umana dagli assassini di Allah.(“Assassino” viene dall’arabo).

    Persino tra due orrori complementari si può vedere il segno di due diverse concezioni della morte: se in Occidente in un’ondata di sdegno sincero nessuno ha ritenuto di dover nascondere le sevizie americane, che è già un modo di fare ammenda, non ci è sembrato di scorgere una qualche esecrazione nella dimostrazione selvaggia di gioia urlata da migliaia di bocche sdentate, di braccia levate in segno di minaccia, di donne vocianti coperte di nero, accanto alle scritte “Down America” che a Gaza e in Irak inneggiavano allo scempio dei trofei sanguinolenti della macelleria islamica.

    Non è questo che ci sorprende. In qualunque guerra i morti contano più dei vivi. Se ne fa il conto alla fine d’ogni conflitto e il loro peso serve alla causa. L’Occidente non è esente da colpe. Ma alle sue deviazioni ha sempre trovato i rimedi e gli anticorpi. Milano è stata la culla del fascismo, ma ne fu anche la tomba. Nazismo e comunismo, come crisi suprema dell’Occidente, sono caduti sotto il peso dei loro delitti e del loro fallimento storico. Il comunismo non è un’invenzione asiatica della Russia autocratica e senza filosofia. Fu esportata tra le steppe primitive e tra i servi della gleba da un raffinato filosofo tedesco, Karl Marx, di Treviri, al quale un destino compassionevole ha risparmiato l’onta di vederne i “benefici” effetti che hanno riportato indietro di un secolo la storia di mezza Europa.

    All’espansione musulmana nel Medio Evo era seguito un lungo sonno neghittoso, che solo ora dà segni di risveglio tornando all’omicidio e all’orgia di sangue. Non c’è stata emancipazione moderna, né progresso civile, né liberazione dell’uomo (e tanto meno della donna): non s’è radicata l’idea occidentale che il nemico si deve vincere ma non squartare. Tutti i totalitarismi sono uguali; e i loro delitti e misfatti sono sempre accompagnati dal silenzio complice dei seguaci ridotti a far da mosche cocchiere del fondamentalismo barbaro dei tagliagole che predica la morte e odia la vita.



    - See more at: Ideologia e fede o l?arte della crudeltà. Ritorno alla barbarie | L'Indipendenza Nuova

    Ideologia e fede o l?arte della crudeltà. Ritorno alla barbarie | L'Indipendenza Nuova
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #143
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Cnn: "I media tedeschi nascondono l'identità etnica degli aggressori di Colonia"

    La stampa nazionale ha a lungo esitato a rendere note le origini dei colpevoli. In Germania, infatti, la sensibilità verso la tutela delle minoranze è molto forte

    Luca Steinmann - Mer, 06/01/2016 - 15:17


    "Le violenze ai danni di oltre 90 donne da parte di circa 1000 persone di origini nordafricane non sono state immediatamente denunciate dai media tedeschi".



    A muovere quest'accusa è la Cnn. L'emittente televisiva statunitense ha dato ampio spazio alle descrizioni di quanto avvenuto la notte di Capodanno presso la stazione di Colonia, continuando tutt'oggi a descrivere una situazione in cui integrare le nuove persone giunte negli ultimi mesi in terra tedesca risulti essere un processo lungo e difficile. A differenza di altri media internazionali, che accusano la Merkel di essere la principale responsabile di questa situazione, la CNN ha però puntato il dito soprattutto contro il sistema mediatico tedesco. Ritenuto colpevole di avere ignorato i fatti in un primo momento. E di avere poi omesso di diffondere dettagli e informazioni molto importanti e significative: come le origini degli aggressori.
    Stupro di massa in Germania: mille immigrati violentano 80 donne
    "Sui social networks i cittadini tedeschi si lamentano che i media abbiano diffuso le origini e l'identità culturale dei colpevoli solo tardivamente, quando tale informazioni erano già state ampiamente diffuse sul web" denuncia la CNN. "La Germania è il Paese che ha accettato il numero più alto di migranti, ma molti tedeschi protestano contro tutto ciò e si chiedono se possa essere possibile che essi si adattino ai propri usi e costumi. In particolare per quanto riguarda le persone musulmane".
    Quella della nazionalità è una questione molto sentita in Germania. Per ovvi motivi storici le istituzioni e i media tedeschi sono molto sensibili alla tutela delle minoranze etniche e culturali. Il codice deontologico dei giornalisti, per esempio, proibisce di rendere note le origini delle persone a meno che queste non siano strettamente necessarie per avvalorare la notizia. Cosa che nel caso di Colonia non è stata ritenuta inizialmente tale, finchè non sono divampate le proteste online.

    Cnn: "I media tedeschi nascondono l'identità etnica degli aggressori di Colonia" - IlGiornale.it


    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cnn-i-media-tedeschi-nascondono-lidentit-etnica-degli-aggres-1210575.html
    Ultima modifica di Eridano; 07-01-16 alle 13:22
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  4. #144
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Colonia, il silenzio delle femministe sulle violenze degli immigrati

    Dalla Boldrini alle femministe del Pd, tutte hanno paura a dire che i violenti erano immigrati. Per timore di dare ragione alla destra

    Giuseppe De Lorenzo - Mer, 06/01/2016 - 23:05



    Nemmeno il numero elevato di donne violentate nella loro intimità, nemmeno l'indignazione della pubblica opinione, niente di quello che è successo a Colonia è riuscito a scalfire il muro dell'incoerenza delle femministe nostrane.



    Laura Boldrini e Concita De Gregorio


    Mille uomini, di origine mediorientale, hanno violentato e derubato oltre 100 ragazze nella notte dei Capodanno. Ma loro non parlano.
    Anzi, è bene specificare. A farlo sono stati 1000 immigrati, profughi, clandestini. Bisogna essere chiari, perché le femministe italiane vivono in questi giorni un dramma interiore che le distrugge. Sono divise tra l'accoglienza-a-tutti-i-costi e la difesa dell'integrità delle donne, dell'emancipazione, della libertà femminile. Su questi bei propositi hanno fatto una legge, quella sul femminicidio, di dubbia utilità ma dal forte impatto mediatico. Eppure, si dimenticano di condannare ad alta voce gli stupri degli immigrati. Perché? Cosa le ferma?
    Semplice, il buonismo. O chiamatelo come volete. Ovvero il rischio di dar ragione ai beceri della destra, ai populisti che da anni mettono la politica di fronte al problema - evidente - dell'integrazione degli altri popoli, delle culture diverse. Di quella islamica in particolare. Che in molti casi ha con la donna una relazione offensiva, lesiva dei dirititti, barbara. Come si può scindere le violenze di Colonia dagli stupri di Boko Haram, dalle violenze dell'Isis, dalle schiave Yazide e dall'imposizione del burqa? Non si può. Sono principi e modi di comportamento che superano le barriere e arrivano sulle nostre coste. Immutati. E poi si manifestano nelle nostre strade, nelle nostre periferie.
    Pur di non dire che a mettere le mani sui seni e tra le gambe di quelle ragazze tedesche sono stati degli immigrati, le attiviste tutte preferiscono cucirsi la bocca. Quando invece occorrerebbe raccogliere gli avvertimenti di chi dice da tempo che ad integrarsi deve essere lo straniero e non un intero popolo adattarsi ai desideri di chi arriva in Occidente. Tace la Boldrini, che nel discorso di insediamento da Presidente della Camera aveva ricordato il suo impegno contro la violenza sulle donne. Quella volta era scattato l'applauso unanime dell'Aula. Oggi, invece, la Presidente ha scelto l'oblio.
    Dire che aveva ragione Salvini fa male. Essere d'accordo con la Meloni, pure. E' dalla parte del giusto anche la Santanché, che ha definito i fatti di Colonia "un atto di terrorismo contro le donne". "Hanno dimostrato bene il loro concetto del femminile - ha aggiunto - e cioè che non sono persone ma oggetti. Come si può dialogare con chi non rispetta le persone? Dove sono le donne del Pd e le femministe? Il loro silenzio è assordante".
    L'unica ad uscire dal coro del silenzio è stata Lucia Annunziata. Che sul suo blog ha riconosciuto come "il rapporto dell'Islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica", ha messo in dubbio che tutti i migranti arrivati in Europa siano davvero in fuga dalle guerre, ha chiesto "barriere successive per fare dell'ammissione in un paese un lavoro di integrazione". Peccato che il suo sia un risveglio tardivo. Le aggressioni di Colonia, per l'Annunziata, sarebbero il "primo episodio di scontro di civiltà". Ma non è così. Ce ne sono stati altri. Solo che sono rimasti fuori dalla porta dei salotti radical-chic.
    La direttrice chiede alle femministe di iniziare una discussione sull'immigrazione per "evitare che la giustissima accoglienza di chi ha bisogno diventi la vittoria di Pirro della nostrasicurezza e indipendenza". Ma è già tardi. Oggi sarebbe bastato stigmatizzare le violenze degli immigrati. Condannare quello che è un attacco non solo alle donne, ma al modo di essere dei Paesi che accolgono, cioè dell'Europa.
    Invece è prevalso il silenzio. Colpevole.

    Colonia, il silenzio delle femministe sulle violenze degli immigrati - IlGiornale.it

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #145
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    L’Orda Barbarica della Sharia a Colonia, Farà Svegliare i Tedeschi?

    Di FunnyKing , il 6 gennaio 2016 250 Comment






    Sono stati davvero bravi i media mainstream tedeschi a insabbiare la notizia per qualche giorno. Forse la lettura più preoccupante dei fatti di Colonia è proprio questa, ovvero il tentativo di fare tacere la stampa tedesca ed europea sull’incredibile assalto organizzato alle “femmine occidentali” (ehi professore sei contento adesso?) da parte di centinaia di mussulmani ubriachi e esaltati presso la stazione di colonia a capodanno.
    Si direbbe che abbiamo assistito alla giornata dell’orgoglio della Sharia, un Evil Pridein piena regola.
    Ma partiamo dalla notizia, dal Sussidiario:
    La Germania sotto shock per le violenze scatenate la notte di capodanno contro le donne, soprattutto nelle città di Colonia e Amburgo. “Una nuova e inedita dimensione del crimine” dicono le autorità tedesche, riferendosi a gang di circa mille persone che alla stazione di Colonia hanno cercato di assalire le donne che vi si trovavano. Almeno una di esse sarebbe stata stuprata, le altre hanno subito violenze, rapine e aggressioni di vario tipo. Non solo alla stazione, ma anche nei pressi della Cattedrale, che si trova nelle vicinanze della stazione stessa, in pieno centro cittadino. La polizia che si trovava sul posto per prevenire possibili attacchi terroristici non si sarebbe accorta di quanto accadeva tra il gran numero di persone presenti per le strade a festeggiare la fine dell’anno. Secondo le testimonianze gli aggressori, quasi tutti ubriachi, erano arabi o nordafricani.
    Pare che i fatti siano accertati almeno per quello che riguarda la composizione etnica di questo raduno di cani bastardi, arabi e nord africani.
    Ovviamente ubriachi, frustrati, calati in una realtà in cui non riescono ad integrarsi e portatori di disvalori. O per dirla alla “Silvio” portatori di valori appartenenti ad una civiltà inferiore.
    E’ sarebbe ora di riconoscerla e stigmatizzarla come tale. La civiltà della Sharià è un retaggio medioevale inferiore (e mi scuso col medioevo occidentale), la civiltà inferiore e malvagia della sharia deve essere schiacciata, cancellata e distrutta. Non accolta, capita e relativizzata.

    Se l’occidente non capisce questo semplice concetto è destinato a finire nel caos. Lo stesso schifoso caos e degrado che è la norma nei paesi che applicano la legge coranica.
    Vorrei essere chiaro, io per occidente intendo quello laico, non mi riferisco alla parte minoritaria cristiana osservante della popolazione occidentale. Ma proprio i “laici” che hanno portato all’estremo il fondamentalismo relativista. I risultati sono sotto i nostri occhi.
    Ho una certa fiducia nel popolo tedesco e credo che i fatti di Colonia stiano svegliando di brutto le coscienze, mi auguro che alla fine la rabbia e l’orgoglio ferito della Germania non risvegli l’anima nera e violenta sepolta nel profondo della cultura e del modo di pensare dei tedeschi.
    Credo comunque che siamo di fronte ad un punto di svolta.
    p.s. e un vaffanculo sentito alla Culona Inchiavabile. I danni provocati dal suo discorso estivo agli immigrati siriani sono solo all’inizio.
    p.p.s. per una volta devo fare i complimenti ad Alfano, non registrare gli immigrati di passaggio in Italia e servirli felici al Nord è stata una mossa geniale.

    L'Orda Barbarica della Sharia a Colonia, Farà Svegliare i Tedeschi? - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato


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  6. #146
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Di certo agiscono e reagiscono più di noi.

    Pensare che per gli antifa la germania sarebbe piena di nazi. Se veramente lo fosse ci sarebbero fatti del genere?

  7. #147
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    Ultima modifica di Eridano; 09-01-16 alle 23:04

  8. #148
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Violenze in Germania: quando a stuprare erano gli Alleati
    I fatti di Colonia hanno dei pesantissimi precedenti. Messi in atto dalle truppe angloamericane durante la Seconda Guerra Mondiale. E anche l'Italia subì barbarie inaudite
    Luca Steinmann
    Da quando i giornali hanno iniziato a rendere noti i fatti di Capodanno avvenuti a Colonia in molto hanno pensato si trattasse di un precedente inquietante. Le violenze fisiche e carnali protratte da parte di circa un migliaio di persone di origine araba e nordafricana ai danni di oltre donne hanno fatto scattare l’allarme sicurezza.
    Anche perché, a seguito delle prime denunce, episodi analoghi se non più gravi – come lo stupro di due ragazzine tedesche di 14 anni avvenuta per mano di quattro profughi siriani – sono venuti alla luce in tutta la Germania e in tutta l’Europa. Anche Svezia, Austria, Svizzera, Finlandia e altri Paesi europei si sono risvegliati con questo incubo da fronteggiare. In molti si sono chiesti e come sia possibile che una violenza così bestiale sia potuta esplodere oggi, in Europa. E soprattutto in Germania - il Paese che più di tutti si pone come esempio della riuscita del processo di integrazione europea - e a Colonia – città principale del Nord-Reno-Vestfalia, regione famosa per essere il laboratorio degli esperimenti per creazione della nuova Germania europea e multiculturale.
    A differenza di quanto molti pensino, però, tali fatti non sono una novità nella storia tedesca ed europea. Episodi di violenza brutale, ripetuta e organizzata contro le donne hanno segnato infatti la nascita della Germania e dell’Europa moderna. Violenze che le donne tedesche, di Colonia e di tutto il continente subirono a partire dal 1945 durante l’invasione alleata. Anche in quel caso molti dei crimini più efferati vennero compiuti da soldati marocchini e mediorientali, inquadrati nelle truppe francesi e angloamericane.
    Già da anni la letteratura ha descritto i crimini, gli stupri di massa e prepotenze di ogni tipo subiti dalle donne europee durante la Seconda Guerra Mondiale da parte delle truppe sovietiche. I racconti di quanto avvenuto nei territori controllati dalle forze alleate, invece, non hanno trovato gli stessi spazi. Solo negli ultimi anni sono state raccontate le violenze perpetrate dai vincitori. A farlo è stata Miriam Gebhardt , ricercatrice dell’Università di Costanza, che ha rintracciato una grande serie di testimonianze e documenti, custoditi nelle parrocchie e negli archivi dei commissariati di polizia, che raccontano le inimmaginabili barbarie subite dalle donne tedesche da parte delle truppe alleati dal 1945 al 1955. Non solo nel periodo bellico, dunque, ma anche in tempo di pace.
    Il libro in cui ha raccolto tutto il materiale reperito, intitolato “Als die Soldaten kamen” (Quando arrivarono i soldati), presenta dati e numeri impressionanti: furono almeno 900mila le vittime di violenza perpetrata dai liberatori nella Germania occupata. Non solo donne stuprate, ma anche omicidi compiuti ai danni di chi queste donne cercava di difenderle o di denunciare quanto avveniva. Numeri e fatti, questi, di fronte ai quali i fatti di Colonia risultano essere di piccola portata. Ma che non sono mai stati raccontati pubblicamente per 70 anni. Appena pubblicato, però, “Als die Soldanten kamen” è immediatamente diventato un bestseller, confermando dunque quanto la sensibilità per quei crimini da parte dei tedeschi sia ancora fortemente sentita, anche se difficilmente ciò viene esternato pubblicamente.
    Se le violenze di questi giorni non sono state circoscritte alla Germania, non lo furono neanche quelle che accompagnarono la liberazione angloamericana dell’Europa. Storie che per decenni sono state messe sotto silenzio furono subite non solo i tedeschi, ma anche tanti altre popolazioni dell’Europa. Anche in Italia.
    Durante la campagna d’Italia della Seconda Guerra Mondiale, infatti, i militari marocchini inquadrati nelle truppe francesi che occuparono la penisola si lasciarono andare a efferatezze di ogni tipo nei confronti delle popolazioni locali. A partire dal 1944, infatti, i generali alleati concessero ai propri soldati la “libertà” di saccheggiare i territori conquistati e prendersela contro le donne locali. Migliaia sono le testimonianze scritte, sopravvissute nelle parrocchie e nei comuni di tanti paesi dell’Italia centro-meridionale, che raccontano degli stupri efferati, coordinati e di massa subìti da donne e bambine italiane. Episodi, questi, che hanno trovato anche spazio nella letteratura dell’epoca: descritti dettagliatamente anche nei racconti di Alberto Moravia nel romanzo La Ciociara e nell’omonimo film diretto da Vittorio De Sica. Avvenimenti che vennero rinominati “marocchinate” proprio perché i soldati marocchini vengono ricordati come i più efferati: così tanto da indurre addirittura il Papa Pio XII a scrivere a Charles de Gaulle per chiedergli di prendere provvedimenti. Ricevendo una risposta irata da parte dei generali francesi dislocati in Italia, che difesero l’operato delle proprie truppe. Ma che in seguito, a causa del perpetrarsi delle violenze, furono indotti a trasferire le truppe marocchine nell’aprile del 1945 in Germania, nella Foresta nera e a Freudenstadt, dove accaddero ancora episodi di stupri e rapine.
    La Germania e l’Europa si risvegliano oggi dovendo fronteggiare un fenomeno che ha già tanti precedenti, ma per il quale non è mai stato preso alcun provvedimento punitivo commisurato alla gravità dell’accaduto. Le autorità alleate e le istituzioni della neonata Repubblica Federale Tedesca, infatti, non resero mai pubblicamente noto quanto subìto dai tedeschi sotto l’invasione angloamericana. Questo perchè, durante il secondo dopoguerra, gli alleati promossero una profondissima rielaborazione dell’identità tedesca, educando i tedeschi ad un profondissimo senso di colpa che rese legittima ogni brutalità subìta. Inducendoli addirittura a minimizzare, sminuire, giustificare e tacere gli orrori portati dai liberatori. E a nascondere per decenni quanto avvenuto, senza però riuscire a cancellare il ricordo di quanto patito, che riemerge propotentemento proprio oggi, di fronte a quanto si è visto a Colonia. Se ieri tali crimini non vennero puniti, oggi il problema si ripropone. E chiudere di nuovo gli occhi non è più accettabile.
    Violenze in Germania: quando a stuprare erano gli Alleati - IlGiornale.it

    Colonia, estremisti in piazza: fermati solo quelli di destra
    Cortei opposti degli antirazzisti e di Pegida . La polizia se la prende con la destra
    Giuseppe De Lorenzo
    Il sabato di manifestazioni a Colonia ha messo in evidenza l'incoerenza della politica tedesca, l'eccessivo traballare della Merkel e il tardivo risveglio delle sinistre.
    Oltre, ovviamente, allo storico senso di colpa tedesco, ereditato dal periodo nazista, per cui un movimemto di destra non può mai aver ragione. Anche quando è evidente l'abbia. Essere accusati di razzismo, per i tedeschi e le autorità di Berlino, è la cosa più grave che possa accadere. Ne hanno paura. E il modo in cui hanno gestito la notte di San Silvestro, le polemiche successive, le indagini e le manifestazioni di oggi lo dimostrano: pugno duro solo contro il corteo anti-immigrazione.
    Pegida, il partito ogni lunedì manifesta "contro l'invasione", grida al vento da mesi il pericolo di aprire le porte della Germania (e dell'Europa) agli immigrati senza alcun limite o regolamentazione. Ma sono rimasti inascoltati. Anzi. Sono stati messi all'angolo, accusati di fascismo e razzismo. Al di là di ogni eventuale eccesso xenofobo, i mille migranti che hanno messo le mani adosso alle giovani tedesche hanno dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che un fondo di verità nei messaggi di Pegida ci fosse.
    "Siete razzisti", urlava la sinistra indignata. Che nella notte di Capodanno è stata svegliata dalla secchiata d'acqua gelata della realtà dei fatti. Quei migranti che hanno difeso a spada tratta si sono macchiati del delitto tra i delitti, quello contro le donne. Quello che la sinistra femminista considera il più becero dei crimini. Si sono svegliate solo ora e sono scese in piazza. Presidiano le scale del duomo di Colonia inneggiando alla difesa della donna. Ma perché in passato non hanno alzato la mano, per dire che prima di consegnare permessi di soggiorno a chiunque sarebbe stato necessario chiedere il rispetto delle regole? Perché non hanno preteso una azione governativa per "educare" questi individui al rispetto della donna, così come avviene nel mondo occidentale? Tra loro anche i gruppi anti-razzisti, che pur di negare l'evidenza attaccano la destra, accusandola di voler strumentalizzare le violenze.
    Dall'altra parte della barricata c'era Pegida, abbiamo detto. È scesa in piazza, ma la manifestazione è stata bloccata. Il tiro di petardi contro la polizia - gesto deprecabile e da condannare - ha lasciato lo spazio sufficiente alle autorità per chiudere anticipatamente il raduno. E così, invece di assicurare la sicurezza alle ragazze tedesce violentate, se l'è presa con Pegida. Usando gli idranti per disperdere i manifestanti.
    Capitolo a parte, infine, la gestione della polizia tedesca. Il primo gennaio era impreparata a gestire la situazione. Gli immigrati hanno potuto fare quello che volevano, circondare le donne, mettere le mani sui solo seni e tra le gambe, violentarle. Oggi, invece, sono stati prontissimi a ricacciare indietro i "fascisti" di Pegida. L'ultima dimostrazione del caos in cui è caduta la politica tedesca. Che pochi mesi fa si era unita tutta intorno al grido della cancelliera Merkel: "Dobbiamo aiutare i profughi". Poi il sogno si è rivelato un incubo.
    E il risveglio ha evidenziato le incoerenze del buonismo tedesco.
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    Il pugno polacco in faccia alla Merkel: “Proteggete le vostre donne, non la nostra democrazia!”
    Durante la partita di pallavolo svoltasi ieri tra le nazionali di Germania e Polonia per le qualificazioni ai giochi olimpici di Rio De Janeiro in Brasile, alcuni tifosi polacchi hanno esposto uno striscione con la scritta: “Proteggete le vostre donne, non la nostra democrazia!”
    Questa presa di posizione prende spunto dalle critiche rivolte a Varsavia da parte di Bruxelles e Berlino, che continuamente criticano le posizioni polacche per quanto riguarda i temi di carattere europeo, come l’accoglienza dei migranti e le quote di ripartizione, che non vengono accettate dai polacchi.
    Martin Schulz ha addirittura definito le scelte della Polonia come un colpo di stato, mentre Günther Oettinger ha affermato che la democrazia polacca andrebbe messa sotto sorveglianza. Molti media tedeschi vorrebbero addirittura bloccare il versamento dei fondi di coesione indirizzati verso Varsavia privare il governo della possibilità di voto al Consiglio Europeo.
    I fatti di Colonia dimostrano però che non è la Polonia ad avere un problema di democrazie e sicurezza, ma bensì la Germania, le cui forze dell’ordine sono state addirittura accerchiate durante la notte della tragedia a capodanno da bande composte da africani e arabi, così come ha riportato la stampa mondiale.
    Il pugno polacco in faccia alla Merkel: ?Proteggete le vostre donne, non la nostra democrazia!? | Mattinonline


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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam



    Morte all'invasore islamico.

    O noi o loro.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #150
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Colonia, Raid neonazi anti-immigrati. Scontri hooligans

    Dei balordi hanno lanciato a Colonia la caccia all'uomo. "Attaccare il non tedesco" per rispondere alle violenze sulle donne a San Silvestro
    Pubblicato il 11 gennaio 2016 219 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2016 219
    di redazione Blitz



    Colonia, Raid neonazi anti-immigrati. Scontri hooligans

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    BERLINO – La reazione violenta degli estremisti di destra non si è fatta attendere: in rete, dei balordi hanno lanciato a Colonia la caccia all’uomo. “Attaccare il non tedesco” per rispondere alle violenze sulle donne a San Silvestro. E dunque ancora una volta, all’ombra del celebre duomo della città renana, nella zona della stazione centrale, si sono verificate delle aggressioni domenica sera.
    Stavolta vittime sono sei cittadini pachistani e un siriano. Mentre un nordafricano è stato inseguito. “Diverse aggressioni di stampo xenofobo”, ha confermato la polizia. Un segnale d’allarme da prendere molto sul serio. Tanto più dopo gli incidenti avvenuti in serata a Lipsia.
    Mentre era in corso una manifestazione anti-immigrati di Pegida, in città si è scatenata la violenza degli hooligan: un gruppo di neonazisti, legati alle tifoserie di due squadre locali, ha attaccato diversi negozi nel quartiere di Connewitz, frantumandone le vetrine. Decine i fermati dalle forze dell’ordine. Insomma, in un clima di tensione sempre più esasperata, adesso i profughi sono a rischio.
    E anche il governo ha messo in guardia: “Bisogna assolutamente evitare di alimentare un sospetto generale sui rifugiati”. Anche il presidente del Consiglio dei musulmani tedeschi Ayman Mazyek ha denunciato dalle pagine del Koelner Stadt Anzeiger una “nuova dimensione di odio” contro i fedeli di religione islamica: mail e telefonate di minacce, mentre nella rete si scatenano gli insulti. Giovedì scorso la situazione era diventata tale che alla fine ha dovuto staccare il telefono, si è sfogato. Parole che hanno trovato una reazione netta del portavoce di Angela Merkel: “Nulla giustifica l’ostilità nei confronti dei profughi”.

    - See more at: Colonia, Raid neonazi anti-immigrati. Lipsia, scontri*

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/colonia-raid-neonazi-anti-immigrati-scontri-hooligans-2356978/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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