



Germania: proteste contro l’islamizzazione a Gorlitz, Rudolstadt e Norimberga
Circa 2.000 manifestanti anti-rifugiati si sono riuniti sabato a Gorlitz al confine tedesco-polacco, chiedendo il confine sia messo in sicurezza. I manifestanti hanno attaccato le politiche locali e centrali di asilo del governo ed hanno protestato contro la cosiddetta “islamizzazione” dell’Europa.
Manifestanti del gruppo xenofilo “Rifugiati Welcome”, hanno cercato di bloccare e interrompere la protesta. Tuttavia, la polizia è intervenuta, arrestando almeno un contro-manifestante. Non sono stati segnalati grandi scontri o problemi.
Germania: proteste contro l?islamizzazione a Gorlitz, Rudolstadt e Norimberga | Imola Oggi
Germania: centro profughi dato alle fiamme in Turingia
Un centro di accoglienza per rifugiati, ancora vacante, è stato dato alle fiamme nel Bischhagen in Turingia sabato, appena due giorni prima che i rifugiati vi fossero trasferiti. La polizia locale non ha escluso un incendio doloso come possibile causa. Il danno all’edificio di Bischhagen è stimato in circa € 100.000 (112.000 $).
I vigili del fuoco devono ancora entrare nell’edificio perché le sue fondamenta sono ora potenzialmente pericolose. Il primo gruppo di rifugiati avrebbe dovuto arrivare Lunedì. Secondo il sindaco del villaggio, ci sono state obiezioni pubbliche alla ospitalità dei rifugiati nel centro.
Germania: centro profughi dato alle fiamme in Turingia | Imola Oggi
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


ONDATA DI STUPRI IN GERMANIA, POLIZIA ATTACCA MERKEL: “NASCONDE CRIMINI DEI PROFUGHI”
“LE AUTORITA’ DI GOVERNO NASCONDONO GLI STUPRI COMMESSI DAI PROFUGHI PER NON TURBARE L’OPINIONE PUBBLICA”
BERLINO – Tanto per dire come siamo messi in Europa, quanto a libertà di informazione, il sindacato di polizia tedesco e gruppi per i diritti delle donne hanno accusato le autorità di governo di nascondere e sminuire le segnalazioni di molestie, violenza sessuale e stupro che avvengono dentro e in prossimità dei centri profughi, perché “temono una reazione contro i richiedenti asilo“.
Lo stesso avviene in Italia. Se poi qualcuno ne parla, arrivano i servi sciocchi del partito di governo e ti denunciano.
Il capo del sindacato di polizia, Rainer Wendt, ha detto di ritenere che le autorità degli Stati federali della Germania, che sono responsabili per l’alloggiamento dei richiedenti asilo, stiano sminuendo il problema delle aggressioni sulle donne. Testuale: “E’ comprensibile che ci sia il desiderio di calmare le acque politicamente“, ha detto a Reuters, Wendt. “Ma c’è un sacco di disinformazione e copertura in corso. Ma questo non rappresenta la realtà“, ha detto.
Subito, il governo ha minacciato chi ‘parla': “Ci sono un numero incredibile di voci riguardo a questo problema, che si sta diffondendo in maniera massiccia sulle reti sociali”, ha detto il ministro degli Interni De Maiziere, durante una conferenza stampa. “Le autorità federali stanno indagando risolutamente e spesso le voci non sono vere”.
Ma Wendt ha replicato, dicendo che la polizia ha segnalato i casi ai governi statali, che hanno i propri ministri degli interni. Queste persone dovrebbero prenderne atto: «I ministri degli Interni farebbero bene a dare un’occhiata al loro report per sapere ciò che accade realmente nelle nostre strade di notte e nei rifugi”. Accusa terribile.
Wendt ha detto, inoltre, che un alto numero di casi non viene dichiarato, visto che le donne raramente hanno osato sporgere denuncia.
Iniziano a farsi sentire anche le associazioni per i diritti delle donne. Barbara Helfrich del Paritaetischer Bund, nello stato centrale di Hesse: “Abbiamo diversi resoconti affidabili sulla violenza sessuale e le aggressioni da parte di profughi”, ha detto a Reuters.
In una recente lettera aperta, diverse associazioni di sostegno alle donne hanno denunciato tutti i crimini dei profughi commessi in un centro per richiedenti asilo nello stato: “Ci sono diversi casi di stupro e violenza sessuale e sempre più denunce anche sulla prostituzione forzata”.
Gli uomini rappresentano circa il 70 per cento dei richiedenti asilo in Germania. In Italia siamo oltre l’80 per cento.
La città settentrionale di Amburgo ha recentemente confermato otto casi di violenza sessuale commessi dai profughi quest’anno.
Ondata di stupri in Germania, Polizia attacca Merkel: ?Nasconde crimini dei profughi? | VoxNews
NELLA PRINCIPALE PIAZZA TURISTICA DELLA CITTÀ
IMMIGRAZIONE, GERMANIA: MIGLIAIA DI PERSONE PROTESTANO A DRESDA CONTRO LA POLITICA D’ACCOGLIENZA DELLA MERKEL
DI PAOLO PADOIN
DRESDA – Nuove manifestazioni contro l’invasione dei migranti nell’ex Germania dell’Est. Migliaia di persone sono scese in piazza stasera a Dresda rispondendo all’appello del movimento islamofobo tedesco Pegida, per protestare contro l’afflusso massiccio di migranti in Germania. I manifestanti, in gran parte uomini, brandiscono cartelli antirifugiati e bandiere tedesche al centro del Neumarkt, la principale piazza turistica di Dresda.
Al termine della manifestazione ha svolto un comizio Lutz Bachman, il fondatore del movimento Pegida, acronimo di “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente”, incriminato venerdì per incitamento all’odio. Lo scorso anno le manifestazioni del lunedì di Pegida hanno conosciuto una crescente popolarità, per giungere a 25mila partecipanti a gennaio, dopo gli assalti a Parigi contro la sede della rivista Charlie Hebdo e un supermercato kosher.
Il movimento aveva sollevato polemiche dopo la pubblicazione di foto di Bachmann travestito da Adolf Hitler. Dopo un periodo di stanca, l’affluenza delle manifestazioni di Dresda è tornata ad aumentare nelle ultime settimane, per toccare quota diecimila persone il 28 settembre, secondo la stampa tedesca. Oggi i cartelli sono tutti contro la cancelliera Angela Merkel e la sua politica di apertura ai richiedenti asilo.
Intanto un uomo è morto in un incendio divampato in un edificio abitato da rifugiati in Germania: è accaduto nel Land orientale della Turingia, a Saalfeld. Secondo la polizia, la vittima sarebbe un 29enne, proveniente dall’Eritrea, ma per ora non vi sono le prove che le fiamme possano essere state appiccate da qualcuno dolosamente.
Nella Germania alle prese con l’emergenza profughi è diffuso il fenomeno degli attentato incendiari compiuti da estremisti xenofobi di destra.
Immigrazione, Germania: Migliaia di persone protestano a Dresda contro la politica d?accoglienza della Merkel
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Viaggio a Berlino Est, città container dove si accalcano i migranti
A preoccupare il personale del campo è anche la crescita dell'estrema destra nel quartiere, fortemente rappresentata nel parlamento locale
Luca Steinmann
Marzahn, estrema periferia di Berlino Est. Tra il grigio dei palazzoni di calcestruzzo in stile sovietico si distinguono una serie di costruzioni colorate. Un blocco di grossi container disposti a ferro di cavallo, con al cen da calcio e un parco giochi, e circondati da una fitta rete di filo spinato. Al suo interno ci vivono 400 immigrati che aspettano che lo Stato tedesco faccia sapere loro quale sarà il loro futuro.
"Per favore stia attento a non provocare le guardie, potrebbero essere molto suscettibili. Mi capisca, ultimamente ci sono state diverse tensioni e l'atmosfera potrebbe surriscaldarsi facilmente". A chiederlo è Susan Hermenau, responsabile di tutti i paesi-container della città.
Non solo Marzahn,infatti, ma tutta Berlino è costellata di questi blocchi, costruiti in grande fretta nel corso dell'ultimo anno per ospitare i milioni di migrati giunti in terra tedesca. Solo nella capitale sono oltre 100 e quotidianamente ne vengono aperti di nuovi. Quante siano le persone che vivono al loro interno, però, è difficile dirlo.
Abbiamo perso il conto dei numeri ufficiali spiega Hermenau. "In media abbiamo 500 nuovi arrivi ogni giorno e non riusciamo a registrarli tutti". Una situazione, questa, in cui le tensioni non mancano. "Da un anno a queta parte le proteste sono state all'ordine del giorno in tutti i quartieri" continua Hermenau. "Iniziative di cittadini, attacchi dell'estrema destra, manifestazione e presidi, violenze tra immigrati e tedeschi. In molti casi abbiamo dovuto assumere delle guardie che controllino i centri 24 ore su 24".
Viaggio a Berlino Est, città container dove si accalcano i migranti - IlGiornale.it
LA BAVIERA SI RIBELLA AI MIGRANTI: FERMANO I TRENI, SCAPPANO, SCONTRI NEI CENTRI ACCOGLIENZA. BASTA, LI BUTTIAMO FUORI.
MONACO DI BAVIERA - Horst Seehofer, leader della CSU bavarese ancora - forse per poco - al governo con Angela Merkel - e' un fiume in piena nel dibattito, ma è meglio dire violenta lite politica, sui migranti che a decine di migliaia hanno invaso la Baviera dall'Austria: analogamente a quanto fatto dal ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière (della Cdu), anche il segretario della Csu ha aspramente criticato il comportamento di molti richiedenti asilo politico.
"De Maizière ha detto quello che le persone vedono ogni giorno: i richiedenti asilo scelgono da soli dove stare, sui treni tirano i freni di emergenza per scendere dove vogliono, si rifiutano di salire sugli autobus, ci sono disordini che sfociano addirittura in scioperi della fame nei centri di accoglienza perche' il cibo non e' gradito o perche' le decisioni assunte dalle autorita' non sono condivise dai profughi", ha dichiarato Seehofer.
Per questo, oggi in una seduta straordinaria l'esecutivo bavarese approverà una serie di "misure di emergenza": uno degli obiettivi di Seehofer e' di operare un'ulteriore stretta al confine con l'Austria per respingere i migranti prima del loro ingresso nel paese.
Inoltre, Seehofer ha annunciato di voler far defluire i nuovi immigrati direttamente negli altri lander: "A queste misure se ne aggiungeranno altre di emergenza per limitare l'immigrazione come ad esempio i respingimenti al confine con l'Austria e l'immediato invio dei richiedenti asilo negli altri lander", ha dichiarato il governatore bavarese, che nel corso della riunione straordinaria del suo esecutivo ha parlato di integrazione, istruzione e formazione.
Non e' ancora chiaro, pero' quante delle misure ideate dal governatore potranno essere attuate senza il sostegno del governo centrale: la polizia federale alla frontiera, infatti, non risponde alle direttive della Baviera ma a quelle del ministro dell'Interno de Maizière. Tuttavia, il governatore della Baviera ha già detto che non si fermerà, anche a costo di violare le leggi federali sull'ordine pubblico, perchè "la misura è colma".
E' evidente che tra poco la situazione prodotta dalle enormi ondate ci clandestini mediorientali tracollerà con conseguenze imprevedibili per la stabilità dei governi d'Austria e Germania.
LA BAVIERA SI RIBELLA AI MIGRANTI: FERMANO I TRENI, SCAPPANO, SCONTRI NEI CENTRI ACCOGLIENZA. BASTA, LI BUTTIAMO FUORI. - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it
I TEDESCHI NON NE POSSONO PIU' DI ''MIGRANTI'': PER IL 56% SONO GIA' TROPPI QUELLI ARRIVATI. SOLO 19% NE VORREBBE ANCORA
BERLINO - L'ininterrotto afflusso di profughi mescolati a una maggioranza di migranti senza diritto d'asilo in Germania, sta facendo rapidamente svanire la propensione all'accoglienza inizialmente dimostrata dalla popolazione tedesca. Un sondaggio effettuato dall'Istituto demoscopico YouGov rivela che il 56 per cento dei cittadini ritiene il numero dei richiedenti asilo gia' presenti in Germania "troppo elevato". Un mese fa esprimeva questa posizione il 46 per cento degli intervistati.
Oggi, solo il 19 per cento dei cittadini interpellati ritiene che la Germania possa accogliere altri richiedenti asilo: un mese fa l'opinione era condivisa dal 28 per cento dei cittadini.
Ormai e' solo un tedesco su tre (32 per cento) a identificarsi nello slogan con cui la cancelliera Angela Merkel ha tentato di rassicurare il paese di fronte all'ondata migratoria: "Possiamo farcela"; all'inizio di settembre, condivideva l'ottimismo della Cancelliera il 43 per cento della popolazione.
Ora, invece, il 64 per cento degli intervistati afferma di non avere piu' fiducia nelle dichiarazioni di Merkel in merito alla sfida dell'accoglienza. E lo stesso clima si registra anche tra le file del governo.
"Non possiamo perlomeno tagliare i costi delle prestazioni d'integrazione?". A chiederlo di recente, con toni insolitamente cauti, e' stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che cosi' facendo ha avanzato in sordina una questione spinosa in un momento in cui il tema dell'immigrazione minaccia di spaccare la Cdu della cancelliera Angela Merkel.
Schaeuble - scrive l'opinionista Heike Goebel sull'autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung - e' deciso a ridurre le spese per le prestazioni sociali a favore degli immigrati, che stanno schizzando alle stelle a causa degli incessanti flussi migratori in arrivo nel paese e minacciano di compromettere l'equilibrio di bilancio, vero e proprio faro dell'azione del ministro.
Se non verranno tagliate le prestazioni sociali, i profughi che ancora devono essere alfabetizzati riceveranno le stesse sovvenzioni di un immigrato in Germania da 30 anni e disoccupato, sottolinea Schaeuble, che pero' teme di essere ostracizzato dagli altri partiti che non staranno ad ascoltarlo. Secondo l'opinionista, comunque, ne' la probabile opposizione politica ne' la rigida giurisprudenza in materia di rifugiati impediranno al ministro di perseguire il suo progetto, che comunque - avverte Goebel - non bastera' per frenare l'aumento della spesa sociale.
E nel frattanto, si divarica sempre più la distanza tra la componente bavarese della CSU e il partito nazionale della CDU sulla questione migranti. In queste condizioni, sottolineano molti commentatori politici tedeschi, sarà ben difficile che la Cancelliera Angela Merkel riesca a portare a termine il mandato. Le elezioni politiche anticipate sono sempre più vicine.
I TEDESCHI NON NE POSSONO PIU' DI ''MIGRANTI'': PER IL 56% SONO GIA' TROPPI QUELLI ARRIVATI. SOLO 19% NE VORREBBE ANCORA - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it
Inchiesta sul leader di Pegida
Accusato di incitamento all'odio razziale dopo le affermazioni sui migranti pubblicate su Facebook
Il fondatore del movimento anti-islamico tedesco Pegida è finito sotto inchiesta per incitamento all’odio razziale. Lutz Bachmann aveva definito i migranti come "bestie" o "straccioni" sulla propria pagina Facebook.
Il fascicolo è stato aperto dalla procura di Dresda, secondo la quale il 42enne ha scritto le affermazioni consapevole di turbare la quiete pubblica e spingendo gli utenti all’odio contro gli stranieri.
Il movimento, dopo le grandi marce organizzate lo scorso anno, sembra aver ripreso vigore nelle ultime settimane, con 9'000 persone che sono sfilate per le strade di Dresda lunedì.
Inchiesta sul leader di Pegida - RSI Radiotelevisione svizzera
Migranti: croci uncinate su alloggi. E una forca per Merkel
(ANSA) - BERLINO - Spuntano anche simboli violenti, nelle proteste antiprofughi, in Germania: croci uncinate e la scritta "raus!" sono comparsi sui muri esterni di alcuni alloggi per profughi a Waltrop, nel Nordreno-Westfalia.
E al corteo degli anti-islam di "Pegida", che ieri sera a Dresda ha portato in strada 9.000 persone, è stata esibita una "forca" per Angela Merkel e Sigmar Gabriel.
Migranti: croci uncinate su alloggi. E una forca per Merkel - Politica - Nuova Europa - ANSA.it
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La Germania non ne può più: centri per migranti sotto attacco
La preoccupazione del ministro dell'Interno Thomas De Maizière: "A compiere gli attacchi sono persone incensurate". E i tedeschi si schierano contro la Merkel
Claudio Cartaldo
La reazione dei tedeschi all'arrivo massiccio di migranti non è così tranquilla come si vuol far credere.
Anzi. Le rivolte contro i profughi sono in crescita, tanto da preoccupare la Cancelliera e il governo federale tedesco. Il ministro dell'Interno Thomas De Maizière ha lanciato oggi l'allarme sulle violenze contro i migranti che si stanno moltiplicando in Germania.
Dall'inizio dell'anno sono stati 490 gli attacchi registrati contro i centri di accoglienza, in alcune situazioni sono anche stati dati alle fiamme interi campi profughi. In un'intervista diffusa dai quotidiani tedeschi del gruppo Funke, esprimendo la propria preoccupazione, il ministro ha precisato che due terzi dei responsabili sono "residenti nella regione, che non avevano mai commesso prima atti illegali". Insomma, una rivolta che non interessa criminali, ma persone comuni preoccupate dall'arrivo incondizionato di stranieri.
Ma non è tutto. Perché oltre ci sono anche incidenti all'interno dei campi di accoglienza: oggi a Schwerin, nella parte orientale della Germania, è scoppiata una rissa tra un gruppo di siriani ed uno di afgani. Ieri, invece, in un centro ad Amburgo i rifugiati iracheni ed eritrei si erano azzuffati. La polizia era stata costretta ad inviare 15 veicoli sul posto insieme a tanti agenti per riuscire a riportare la situazione alla calma.
Intanto anche sul piano politico la decisione della Merkel di aprire le porte ai migranti ha scatenato reazioni a catena. Dopo aver fortemente criticato la Cancelliera nei giorni scorsi, il presidente della Baviera Horst Seehofer ha annunciato che presenterà ricorso alla Corte Costituzionale per imporre la limitazione degli arrivi dei profughi, se non ci penserà lo Stato federale.
Senza contare poi che i lettori della Bild hanno dichiarato con un sondaggio che sui profughi la pensano come il bavarese Horst Seehofer: nel 90% bocciano la politica di accoglienza di Angela Merkel, appoggiata solo da un 10%. Al sondaggio hanno risposto 344.256 lettori.
Anche la "Germania accogliente", quindi, deve fare i conti con chi chiede di limitare l'invasione dell'Europa da parte dei migranti.
La Germania non ne può più: centri per migranti sotto attacco - IlGiornale.it
La destra tedesca in festa per la Polonia
Se gli estremisti di Pegida salutano con soddisfazione la vittoria di Diritto e Giustizia, la cancelliera Merkel guarda con preoccupazione al vento antitedesco che soffia da Est. Si risvegliano i fantasmi del nazionalismo anni Novanta?
TONIA MASTROBUONI
Se l’avanzata del populismo di destra sta creando una cintura nera attorno alla Germania, per Pegida c’è da esultare, come si deduce dai commenti sulla pagina Facebook del movimento anti-islamico. Che si prepara stasera ad un’altra “passeggiata del lunedì” nelle vie del centro di Dresda con i “patrioti” simpatizzanti.
SOCIAL IN FESTA
E festeggia su Facebook il trionfo della destra polacca, di quella ungherese, del picco nei sondaggi del partito anti-islamista olandese di Gert Wilders. Pazienza se in Polonia ha vinto un partito, quello dei fratelli Kaczynski, che ha causato negli anni di governo del Pis un grande gelo nei rapporti tra Berlino e Varsavia. Nella sua ultima fatica, La Polonia dei nostri sogni il leader Jaroslaw Kaczynski sostiene che Angela Merkel è arrivata al potere grazie alla Stasi. Nella notte elettorale, la sua dominanza sul palco e il ruolo da figurante assunto palesemente dalla candidata ufficiale alla premiership, Beata Szydlo, considerata da molti commentatori una semplice marionetta nelle mani del leader ultraconservatore, hanno lasciato pochi dubbi sul nuovo corso della Polonia.
A Varsavia è cominciata la rincorsa di Orban: nei mesi scorsi sia Kaczynski sia il neo presidente Duda hanno messo in guardia dai profughi che porterebbero «parassiti» e «batteri» in Europa. Ed è chiarissimo che l’idea della «democrazia illiberale» strombazzata dal premier ungherese solletichi anche i vertici di Pis.
https://www.lastampa.it/2015/10/26/e...OJ/pagina.html
Ora i neonazisti si infiltrano tra chi accoglie gli immigrati
Un'inchiesta della tv pubblica tedesca dimostra come sempre più estremisti di destra si facciano assumere nelle strutture che si occupano di gestire l'emergenza immigrazione
Giovanni Masini
Estremisti di destra si starebbero infiltrando nelle strutture di accoglienza per migranti della Germania e già si stanno facendo assumere come vigilanti e guardie di sicurezza.
A svelarlo è un'inchiesta della tv pubblica tedesca ZDF che ha preso le mosse da alcune foto postate sui social che ritraevano attivisti neonazi mentre lavoravano nei centri di accoglienza come guardie o come gestori di ostelli. Tra di essi un pregiudicato appartenente al gruppo neonazista "Sturm 18", il cui nome contiene espliciti riferimenti alla simbologia hitleriana.
In altri casi un attivista avrebbe postato manifesti di propaganda per il partito di estrema destra e anti-immigrati NPD, facendosi anche riprendere a una marcia anti immigrati nella città sassone di Heidenau: un'occupazione singolare, per chi poi avrebbe scelto di lavorare proprio con i migranti.
A Freital, non lontano da Dresda, un altro operatore è stato sospeso dal proprio servizio con i migranti perché sospettato di simpatie neonaziste. In una pagina Facebook a lui riconducibile la parola "nazi" sarebbe stata reinterpretata come "non assimilabile all'islamizzazione".
Dall'ufficio per la protezione della costituzione nello Stato del Brandeburgo confermano che molti estremisti già noti alle autorità stanno cercando lavoro nel settore dell'accoglienza: "Nel Brandeburgo ci sono circa 1100 estremisti riconosciuti e circa un decimo di essi lavora nel settore della sicurezza."
Infine c'è la questione di Pegida, il movimento contro l'islamizzazione della Germania che nell'ultimo anno ha continuato ad aumentare i propri consensi, sopratutto nelle regioni orientali del Paese. Il vice cancelliere Sigmar Gabriel ha accusato gli esponenti del movimento di utilizzare la retorica del primo nazismo dopo che, in un comizio contro l'immigrazione, uno dei leader si era detto "dispiaciuto che i campi di concentramento non fossero più in funzione."
Ora i neonazisti si infiltrano tra chi accoglie gli immigrati - IlGiornale.it
Germania: un altro centro destinato ai profughi dato alle fiamme
Germania – Un altro edificio destinato ai rifugiati è stato incendiato a Flensburg, venerdì. La polizia dice che si tratterebbe di un incendio doloso intenzionale.
Germania: un altro centro destinato ai profughi dato alle fiamme (video) | Riscatto Nazionale
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Repubblica Ceca, manifestazioni contro islam e migranti
Almeno tremila manifestanti di estrema destra sono scesi in strada a Praga e in altre città della Repubblica ceca in una protesta contro l’islam e contro i flussi migratori in Europa.
Ospite della dimostrazione nella capitale è stato Lutz Bachmann, leader della formazione anti-islamica tedesca Pegida, che raccoglie crescente consenso nel suo Paese in contrasto con la politica migratoria del cancelliere Merkel.
“E’ più importante di qualsiasi altra cosa che i patrioti di tutt’Europa cooperino per combattere questa minaccia” ha detto Bachmann, alludendo all’immigrazione, che questi manifestanti vedono come una minaccia all’identità europea. La Repubblica Ceca è stata recentemente criticata dal Commissariato dell’Onu per i diritti umani per il trattamento degradante riservato ai migranti nei centri di detenzione.
Repubblica Ceca, manifestazioni contro islam e migranti | euronews, mondo
Migranti, la Merkel nei guai: denunciata per alto tradimento
La Cancelliera è stata denunciata da alcuni militanti di estrema destra a causa delle sue aperture nei confronti degli immigrati
Andrea Riva
Sono circa 400 le denunce per "alto tradimento" presentate contro Angela Merkel alla procura generale federale tedesca. Lo riferisce una portavoce della procura, confermando un’indiscrezione riportata dal quotidiano berlinese Tageszeitung.
La funzionaria non ha voluto esprimersi sul contenuto delle denunce, tuttavia, secondo la Tageszeitung, si tratta di una campagna organizzata da organizzazioni di estrema destra che imputano alla cancelliera di aver tradito la Germania attraverso una politica buonista nei confronti dei migranti.
Secondo i denuncianti, le scelte di Merkel pregiudicano l’esistenza stessa del Paese e ne mettono in pericolo l’ordine costituzionale. Le denunce, aggiunge un esperto del giornale, probabilmente non supereranno neppure l’esame preliminare. Sono però indicative del clima di forte polarizzazione che si vive nel paese. Sul sito di una rivista vicina agli ambienti della destra populista è possibile addirittura scaricare un modello prestampato per presentare denuncia contro la cancelliera. Alcune settimane fa, Alexander Gauland, leader della sezione brandeburghese del partito anti-immigrati Alternative fuer Deutschland, aveva annunciato di aver presentato, a nome della sua fazione politica, un’analoga denuncia contro Merkel.
Migranti, la Merkel nei guai: denunciata per alto tradimento - IlGiornale.it
La Merkel «cacciata» come la Thatcher? L'Europa rischierebbe di sfilacciarsi davvero
di Philip Stephens
È più corretto chiamarlo panico e non complotto. Ho trascorso questa settimana in compagnia di esponenti del partito cristiano democratico di Angela Merkel. Sorprendentemente per un estraneo, le conversazioni si sono infiammate sulla possibilità o meno che il cancelliere tedesco riesca a sopravvivere alla crisi dei rifugiati. Alcuni ritengono che abbia ancora solo poche settimane per imprimere una svolta al corso degli eventi. Non importa che solo ieri svettasse sopra ogni altro leader europeo. Nel giro di una notte, l'impensabile è diventato plausibile e, per alcuni nel suo partito, persino probabile.
Altre voci dicono, invece, che la febbre si abbasserà, ma la vulnerabilità della Merkel si innesta sulle convulsioni di tutta Europa causate dalla marea dei rifugiati provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan e dai Paesi africani del Maghreb e del Sahel. Nell'Est Europa post-comunista, l'afflusso sta conferendo nuova forza ai nazionalisti etnici che non hanno mai del tutto sottoscritto l'idea di democrazia liberale. Ad Ovest sostiene le sorti dei paladini dei “nativi” di Francia come il Front National di Marine Le Pen. In Germania i raduni del partito di estrema destra Pegida portano alla ribalta relatori che lamentano la scomparsa dei campi di concentramento. E, se il premier britannico David Cameron perderà il suo referendum per mantenere il Regno Unito nell'Unione europea, questo avverrà perché le emozioni sull'immigrazione hanno avuto il sopravvento sull'interesse economico personale.
La Merkel «cacciata» come la Thatcher? L'Europa rischierebbe di sfilacciarsi davvero - Il Sole 24 ORE
Pegida: il lato oscuro della Germania
Il movimento contro l’islamizzazione della Germania ha ripreso le manifestazioni del lunedì sera a Dresda e promette di candidarsi alle prossime elezioni
ALESSANDRO RICCI
Dresda – Any given monday. È il titolo di un film, dove un bravissimo Al Pacino porta la propria squadra ad una strepitosa vittoria. Qui a Dresda ogni lunedì non è un film, ma la realtà e, se proprio ad un film dovesse assomigliare, senza dubbio la regista sarebbe Leni Riefenstahl. Tutti i lunedì, da un anno a questa parte, migliaia di persone si riuniscono di fronte alla piazza del teatro Semperoper e sfilano ordinatamente lungo le vie della città per manifestare “contro l’islamizzazione della Germania” e l’accoglienza dei profughi. Tutti i lunedì un “allenatore” arringa la propria folla sul pericolo del multiculturalismo.
Lunedì scorso Theatherplatz aveva circa 10.000 spettatori, che inneggiavano a Lutz Bachmann, il fondatore di “Pegida”, il partito dei Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente, al grido di “Wir sind das Volk” (noi siamo il popolo) e “Merkel muss weg” (Merkel vattene) e cartelli e striscioni presenti non incitavano certamente alla tolleranza. Il leitmotiv della manifestazione è stato la lotta alla “Sharia” e “al nemico islamico” che “delinque e sottrae denaro alla popolazione tedesca”. Immensa la presenza di bandiere inneggianti alla Russia di Putin e striscioni della NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands - Partito Nazionaldemocratico Tedesco).
La cosa che più colpisce della giornata di protesta è senza dubbio la composizione demografica eterogenea. Davanti al Semperoper erano presenti famiglie, ragazzi e persone sopra ai 40 anni. Ma per capire la manifestazione di Dresda bisogna innanzitutto capire cosa sia e da dove venga Pegida.
Pegida (Patriotische Europäer gegen die Islamierung des Abenlands) nasce a Dresda il 26 ottobre 2014, da un’idea di Lutz Bachmann e inizialmente raccoglie un pugno di persone. Pian piano il movimento cresce, raggiungendo numeri impressionanti. I lunedì di protesta continuano fino ad aprile 2015 quando il movimento sembra esaurirsi, tuttavia con la nuova ondata di richiedenti asilo Pegida vive una nuova onda che vede partecipare circa 20.000 persone per l’anniversario della fondazione. Il movimento non è circoscritto a Dresda ma si espande a macchia d’olio in tutta la Germania, affiliando nuove cellule come Legida (Lipsia), Bogida (Bonn), Dugida (Düsseldorf), Fragida (Francoforte).
Le posizioni al suo interno sono piuttosto eterogenee, ma trovano una linea comune nelle dieci tesi di Dresda, che potremmo riassumere nella cancellazione degli accordi di Schengen, il rimpatrio dei clandestini, l’accoglienza dei profughi di sola religione cristiana e maggiori strumenti di democrazia diretta, come un referendum sull’accoglienza dei migranti.
Il rapporto con i media non è particolarmente collaborativo, grazie anche alle dichiarazioni del fondatore che ha etichettato i giornali come “Lügenpresse” (Stampa bugiarda) appellativo usato durante la Seconda Guerra Mondiale dalla propaganda nazista.
La dimostrazione di lunedì, tra l’altro, si è svolta nel giorno in cui la Germania ha versato 5 milioni di Euro alla Grecia per la gestione dei profughi. Questa tipologia di politica portata avanti dal governo Merkel è profondamente osteggiata da Pegida, che si oppone anche alle politiche di Bruxelles. La graduale cessione di sovranità, infatti, non è vista di buon occhio dai manifestanti che sembrano professare ancora il mito della grande Germania e del grande popolo tedesco. Non ultime le critiche ad Obama, responsabile, secondo gli organizzatori, della crisi Ucraina, e la vicinanza a Putin, visto come possibile futuro alleato della Germania.
Pegida: il lato oscuro della Germania - Eunews
Germania, vietata la marcia di Pegida a Monaco il 9 novembre
Pegida non marcerà a Monaco il 9 novembre, che oltre all’anniversario della caduta del Muro di Berlino nel 1989 è anche quello della notte dei cristalli, il pogrom dei nazisti nel 1938 contro sinagoghe e negozi ebraici.
Il divieto è stato diramato dall’ufficio per la sicurezza del capoluogo bavarese che, nel suo comunicato ufficiale, motiva la decisione con il significato storico della data: “E’ necessario difendere l’onore delle vittime in ricordo del progrom nazista del 1938″.
Germania, vietata la marcia di Pegida a Monaco il 9 novembre | Imola Oggi
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Germania, Pegida compie un anno e guarda alle prossime sfide
Trentamila persone hanno riempito la piazza dell'Opera di Dresda per festeggiare il primo compleanno del movimento politico.
Luca Steinmann
Dresda. "Siamo tedeschi! Riprendiamoci il nostro futuro! Siamo un unico popolo" urla dal palco Lutz Bachmann, leader di Pegida. "Wir sind das Volk! Noi siamo il popolo" gli rispondono con un boato le 30mila persone che hanno riempito la piazza dell'Opera di Dresda per festeggiare il primo compleanno del movimento.
Il centro della città è gremitissimo. Tantissime persone ascoltano in religioso silenzio i discorsi che provengono dal palco. Sventolando nel frattempo le proprie bandiere. Da quella tedesca nera-rosso-oro a quella russa, da quella ungherese fino a quella gialla della Sassonia. Quando però l'oratore di turno dice qualcosa di particolarmente rilevante il silenzio viene interrotto da fortissime grida di approvazione e da diversi slogan. "Resistenza", "riprendiamoci il futuro", "stampa bugiarda". "Sono gli stessi slogan che cantavo 25 anni fa, quando manifestavo in questa piazza a favore della riunificazione della Germania" spiega un elegante signore sulla cinquantina. "Al tempo il regime comunista non ci permetteva di avere voce in quanto tedeschi, oggi questo governo fa la stessa cosa. E per questo questo nella Germania orientale siamo in tantissimi a sostenere Pegida".
Pegida, acronimo di "Patrioti contro l'islamizzazione dell'Occidente", si è dato appuntamento per festeggiare il suo primo anno di nascita. "Quando nascevamo eravamo solo un piccolo gruppo di comuni cittadini, che mai avevano fatto politica, che si davano appuntamento su Facebook per protestare contro la massiccia immigrazione islamica che la Germania sta vivendo", spiega Goetz Kubitschek, uno die leader. "Col tempo, peró, siamo diventati molto di piú. Non una protesta contro una singola battaglia, ma la cassa di risonanza di problemi profondi che tantissimi tedeschi sentono ma che nessun partito ha il coraggio di rappresentare".
E quali sono questi problemi per i quali cosi tante persone si lamentano? "Prima di tutto i tedeschi soffrono di non potere essere fieri della propria identitá, della propria storia e delle proprie tradizioni", continua Kubitschek. "I media e i politici continuano a bombardarci di messaggi negativi, dicendoci che visto che i nostri nonni sono stati nazisti dobbiamo redimerci accettando ogni immigrato del pianeta, anche quando é sotto gli occhi di tutti che queste politiche migratorie stanno portando al collasso della tenuta sociale". E come fate per protestare contro tutto ció? "Ci diamo appuntamento su Facebook e ogni settimana organizziamo una manifestazione in una diversa città tedesca. Dalle poche decine che eravamo partiti riusciamo oggi a mobilitare fino a 40mila persone alla volta e con grande continuitá. Guardi che roba" dice indicando la folla.
La folla è molto eterogenea. Non manca qualche testa rasata, che é peró in minoranza rispetto alle mamme, ai papá, ai nonni e ai bambini che, mano nella mano, ascoltano sileziosamente il comizio. Un popolo silenzioso che, da un anno a questa parte, ogni lunedi è sceso in piazza a protestare, mobilitando in ogni occasione dallle 10mila alle 40mila persone. Nessuna organizzazione partitica e nessun leader con esperienze politiche, ma solo un gruppo di cittadini trovatosi su Facebook che ha deciso di scendere in piazza. Pegida festeggia invece un anno di nascita e si accredita per essere un soggetto politico di primo piano e la piú forte concorrenza ad Angela Merkel. Pur non essendo un partito si è presentato alle scorse elezioni comunali di Dresda, ottenendo il 12% dei consensi cittadini e superando ogni partito sia di destra che di sinistra che si opponga alla grande coalizione tra cristiano democratici e socialdemocratici.
A spiegare come sia stato possibile un cosi forte radicamento nei territori della ex Ddr è lo storico e germanista Gian Enrico Rusconi, nel suo saggio "La reinvenzione della Germania". In esso viene spiegato come i tedeschi orientali abbiano una forte tradizione di rivendicazione della propria identitá. Giá, nel 1989, infatti, il Muro di Berlino era stato abbattuto a seguito anche di un movimento di protesta di massa che si era posto come il soggetto collettivo trainante e dirompente, con conseguenze politiche decisive. Al tempo i tedeschi protestavano perché chiedevano maggiore partecipazione politica del popolo (Wir sind das Volk) rappresentato dalla burocrazia del regime comunista. Essi rivendicavano di essere un unico popolo chiedendo una Germania unita e "non lo spostamento delle basi Nato al confine con la Polonia, come poi invece é avvenuto".
Oggi le richieste di maggiore partecipazione politica sono le stesse. "I tedeschi orientali si sentono traditi dalle promesse die politici e chiedono una nuova forma di rappresentanza e per questo ogni giorno che passa sono sempre piú dalla nostra parte" spiega Tatjana Festreling, consigliera comunale di Pegida eletta alle scorse elezioni a Dresda. "Le istituzioni peró continuano a ignorare le nostre istanze. Per questo è per noi importante stringere amicizie internazionali e mostrare a tutti che abbiamo gente che ci segue da tutto il mondo".
Germania, Pegida compie un anno e guarda alle prossime sfide - IlGiornale.it
Neonazisti all'attacco in Germania
I servizi di sicurezza tedeschi lanciano l'allarme sulla crescita dei gruppi neonazisti e dell'intolleranza verso gli immigrati
In Baviera, i funzionari dell' agenzia di intelligence interna della Germania - l'ufficio per la protezione della Costituzione - che monitora leattività estremiste, parlano di una "massiccia escalation verbale" da parte dello schieramento anti-musulmano. L'agenzia trova particolarmente preoccupante che gli estremisti abbiano hanno chiaramente iniziato a raggiungere persone precedentemente incontaminate con le loro "campagne di odio". Questo gruppo, inoltre, potrebbe diventare una "futura fonte di ispirazione per attacchi xenofobi", avvertono, e l'avvicinamento tra partiti estremisti di destra e cittadini tedeschi arrabbiati per l'afflusso di rifugiati è un fenomeno che preoccupa i funzionari di praticamente tutte le agenzie di intelligence interna del paese.
Adesso, i funzionari dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione sperano di trovare il modo di rintracciare capi della NPD e di altri partiti neonazisti come Die Rechte ("la Destra") e Terza Via che stanno tentando di turbare la scena', scrive "der Spiegel". Appena qualche giorno fa quasi, 20.000 persone sono scese in strada di Dresda nel più grande raduno del movimento anti-immigrazione che si verificasse da mesi. E pochi giorni prima del vertice di Bruxelles sulla crisi dei profughi, dove tutte le paure sono finite sulle spalle di "nutti" Merkel, una delle possibili conclusioni è stata che la UE è vicina a cadere a pezzi.
Perché? Perché nessuno crede che l'ultimo piano potrà funzionare. E, ovviamente i disturbi che si sommano in politica interna hanno portato uno dei membri di più rango dell' intelligence tedesca a dire allo "Spiegel" che le circostanze interne della Germania ormai sono difficili da sopportare.
Come sottolineato dal giornale, il movimento anti-immigrazione torna a crescere come una marea, e fra i tedeschi sempre più spaventati ricominciano a farsi spazio quelle ali radicali di destra che parevano dimenticate in un angolo. Nella rivista di destra "Compact", Jürgen Elsässer, uno scrittore che parla degli eventi xenofobi di "Pegida", lancia una chiamata alle armi perchè le forze armate della Germania resistano al governo. "In questa situazione, spetta a voi, soldati della Bundeswehr, onorare il vostro giuramento e proteggere il popolo tedesco e l'ordine civile. Occupate le stazioni di frontiera, soprattutto le stazioni di frontiera, e chiudere tutti i possibili incroci, in particolare dal Sud. Non aspettate ordini dall'alto! ".
Lo Spiegel afferma che, per lo meno, il movimento sta conducendo "un incendio doloso discorsivo", e cita il politologo Vorländer, aggiungendo che "Pegida sta aprendo la strada a comportamenti più radicali". In una relazione sulla situazione attuale, il Bundeskriminalamt (BKA), equivalente tedesco dell'FBI, scrive che l'agitazione da destra sta avendo un "effetto catalizzante". Nel corso dei primi nove mesi di quest'anno, la BKA ha registrato più di 400 attacchi contro gli ostelli dei richiedenti. In tutto il 2014, se n'erano registrati solo 200 .
Tra i tedeschi, "Pegida" sta diventando sempre più popolare. La distinzione tra questo movimento ed i gruppi di estrema destra diventa ogni giorno più permeabile e quello che i servizi di sicurezza paventato di più è che un numero significativo di cittadini tedeschi approvi gli obiettivi per cui si batte.
Se torniamo indietro di soli cinque anni, nel 2010, Angela Merkel aveva dichiarato che il multiculturalismo in Germania era stato un misero fallimento. Era lo stesso anno in cui il politico Thilo Sarrazin pubblicava il suo libro "Deutschland schafft sich ab" (La Germania si elimina da sé), avvertendo che gli immigrati stavano rovinando la società tedesca e raggiugendo la vetta dei best-sellers. Oggi la nazione apre le braccia a centinaia di migliaia di profughi, molti dei quali musulmani dalla Siria, Iraq e Afghanistan. Invece di prestare la massima attenzione a questo mutamento di stato d'animo dei tedeschi, dopo il processo di denazificazione le élites politiche cercano di svolgere il ruolo che non è coerente con i sentimenti della maggior parte delle persone, che vogliono solo "pace, tranquillità e diritti per i tedeschi". E francamente sarebbe un errore grave iscrivere tutte queste persone fra gli estremisti, gli xenofobi o quant'altro.
La maggioranza di tutta Europa sperimenta più o meno la stessa sensazione, soprattutto quelli che vivono nelle economie più deboli. Per loro è difficile, quasi impossibile da spiegare come mai ci sia bisogno di soffrire sotto severe misure di austerità, mentre significative somme di denaro vanno ai rifugiati. Che cosa dovrebbe venire prima, dal punto di vista di uno Stato: i suoi cittadini o i profughi? Questa domanda non ha trovato risposta decente, e ha diviso UE in modo quasi visibile. La guerra in Siria non finirà presto. Iraq, Libia, Afghanistan, Stati africani manderanno sempre più profughi diretti in Germania, Austria e Nord Europa. E Bruxelles continua a discutere come risolvere la sfida più grande dalla seconda guerra mondiale.
Nel frattempo, è un fatto che il peso dell'estrema destra, così come l'insofferenza dell'intero spettro politico si sono raddoppiati. E se torniamo alla Germania, questo paese è sempre stato il barometro dei cambiamenti europei.
Come il "Telegraph" e altri media occidentali hanno riferito, dopo il rally di Dresda, Martin Schulz, presidente tedesco del Parlamento europeo, ha avvertito del "potenziale di violenza di estrema destra e di brutalità", mentre Sigmar Gabriel, il vice-cancelliere, ha accusato i leader di "Pegida" di usare la stessa "battaglia retorica del partito nazista". Questo è avvenuto dopo che da degli altoparlanti in una massiccia manifestazione a Dresda si è parlato di rammarico per il fatto "i campi di concentramento sono fuori uso".
"Pegida", ovvero il movimento patriottico degli europei contro l'islamizzazione dell'Occidente, sembrava crollato nel mese di gennaio, dopo che il suo fondatore Lutz Bachmann è comparso una foto in cui posava come un nuovo Hitler. Ciò che adesso la rende di nuovo viva e vegeta è stata la famosa decisione Merkel di aprire le porte ai profughi siriani. Dopo questa decisione ormai i tedeschi l'hanno soprannomitata "mutti Merkel" e la coalizione di governo ha iniziato a tremare. Anche all'interno del parito CDU l'inquietudine si è fatta visibile. Di recente Henriette Reker, nuovo sindaco di Colonia, è stata accoltellata e ferita gravemente da un uomo che ha detto di opporsi al suo sostegno per i rifugiati, e la Reker gode di un grande sostegno da parte di Angela Merkel.
Questa marea anti immigrazione ed euroscettica è in crescita in tutta Europa. Il premier ungherese Viktor Orbàn, che per anni era stato sotto tiro a causa delle sue mosse politiche, oggi è visto come personaggio esemplare in troppe parti dell'Europa centrale e orientale, ed anche negli ambienti occidentali di destra. La sua visione, in particolare nei confronti dei rifugiati, ormai viene giustificata, anzi indicata come modello da seguire. Basta guardare alla di recente vittoria del partito polacco di Diritto e Giustizia (PiS), che ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Il problema è proprio quello che PiS e la sua eminenza grigia, l'ex primo ministro, Jaroslaw Kaczinsky, sembrano rappresentare: un euroscetticismo divisivo, un nazionalismo pugilistico, il populismo anti-migranti. Come sottolineato dal britannico "Guardian" Kaczynski ha recentemente affermato che "i rifugiati portano il colera dalle isole greche, la dissenteria a Vienna, e vari tipi di parassiti". Uno scienziato politico di primo piano, Radoslaw Markowski, ha avvertito. "Se PiS finirà per governare da solo ... la Polonia diventerà un'altra Ungheria." E PiS finirà per governare da solo.
La situazione è simile in Francia. Dove il Fronte Nazionale, essendo contrario all'immigrazione fin dall'inizio, è in aumento. E in Scandinavia, specie in Svezia, notte dopo notte i rifugi dei migranti scompaiono nel fuoco, tanto per rendere il messaggio più chiaro.
Globalist.it | Neonazisti all'attacco in Germania
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Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


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