Mica vorresti che miagolassero?


Mica vorresti che miagolassero?






La Ue chiede ai Fratelli Musulmani di schedare giornali e siti ‘islamofobi’
Novembre 6, 2019
https://voxnews.info/2019/11/06/la-u...ti-islamofobi/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


è proprio il parere giusto chiesto alle persone adatte ...


La CIA e gli jihadisti uiguri
RETE VOLTAIRE | 17 DICEMBRE 2019
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Il presidente del World Uyghur Congress, Dolkum Isa, e il primo ministro turco Binali Yildirim il 16 febbraio 2018 a Monaco.
Gli “Xinjiang papers”, pubblicati il 16 novembre 2019 dal New York Times, sono stati interpretati in Occidente come un piano di repressione della cultura uigura in Cina [1]. Questi documenti, redatti in cinese, sono difficilmente accessibili agli occidentali. La realtà è che la Cina protegge la cultura uigura, tollera la religione mussulmana, ma combatte il terrorismo e il separatismo del World Uyghur Congress (WUC).
La Cina ha già pubblicato numerosi studi [2] che ne giustificano la politica.
I documenti rivelati dal New York Times dimostrano la volontà del governo cinese di mantenere la pace civile a ogni costo. Il presidente Xi ha invitato le forze dell’ordine a mostrarsi «assolutamente senza pietà» con i terroristi. Deve infatti far fronte a una potente organizzazione, il World Uyghur Congress, creata dalla CIA durante la guerra fredda, che il quotidiano statunitense finge di credere pacifica.
Ebbene, il World Uyghur Congress, basato a Monaco (Germania), ha rivendicato numerosi attentati in Cina. Questa organizzazione ha inoltre inviato migliaia di combattenti a formarsi in Siria, con l’aiuto della Turchia [3]. Oltre 18 mila jihadisti uiguri hanno invaso la città di al-Zanbaki (governatorato di Idlib), dove beneficiano della logistica sanitaria e alimentare di “ONG” tedesche e francesi.
Gli jihadisti uiguri hanno ora molti appoggi in Europa: dal 7 al 9 dicembre 2019 un seminario a porte chiuse ha riunito lobbysti a Bruxelles; il 10 dicembre 2019 si è tenuta al parlamento europeo una conferenza presieduta dal deputato europeo francese Raphaël Glucksmann e dal presidente del World Uyghur Congress, Dolkim Isa.
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El presidente del Congreso Mundial Uigur, a la izquierda, preside un seminario en el Parlamento Europeo junto al eurodiputado francés Raphael Glucksmann.
https://www.voltairenet.org/article208582.html
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


L’IRA DI DIO: “3.000 TURCHI CHE HANNO PREGATO ALLAH A SANTA SOFIA INFETTATI DAL CORONAVIRUS”
AGOSTO 10, 2020
https://voxnews.info/2020/08/10/lira...l-coronavirus/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Canada, attacco all'arma bianca in Quebec: almeno due morti e cinque feriti© REUTERS / Mathieu Belanger
MONDO
07:15 01.11.2020(aggiornato 07:43 01.11.2020)
Uno sconosciuto si è scagliato contro dei passanti nei pressi del palazzo dell'Assemblea Nazionale del Quebec. I primi rapporti preliminari parlano di almeno due morti e cinque feriti.
La polizia canadese ha reso noto che un attacco all'arma bianca si è verificato nei pressi dell'Assemblea Nazionale del Quebec, a Quebec City. Secondo i primi rapporti preliminari un uomo, abbigliato con vestiti medievali, si è scagliato su dei passanti con un'arma da taglio, probabilmente una spada, facendo almeno due morti e cinque feriti.
Il responsabile del folle gesto, le cui motivazioni non sono ancora note, è stato immediatamente fermato dalle forze dell'ordine, che hanno tuttavia consigliato alla popolazione di rimanere in casa.
"Attenzione! Poco prima dell'01.00, la SPVQ (la polizia locale, ndr) ha arrestato un sospetto. Chiediamo ancora ai cittadini di Quebec City di rimanere in casa con le porte chiuse mentre le indagini vanno avanti", si legge in un tweet.
https://twitter.com/SPVQ_police/stat...ono-vittime%2F
Le autorità locali hanno confermato che cinque persone sno state trasportate presso una struttura ospedaliera locale, ma le loro condizioni restano al momento sconosciute.
https://it.sputniknews.com/mondo/202...-sono-vittime/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Minacciata perché critica islam: il ministro sta con i musulmani
Il caso di una sedicenne di Villefontaine infiamma la Francia. Polemica sulle frasi del ministro della Giustizia: "Offendere la religione è grave"
Alessandra Benignetti - Mer, 05/02/2020 - 15:44
Tutto è iniziato lo scorso gennaio con un video in diretta su Instagram. Mila, 16 anni, occhi azzurri e capelli da maschiaccio, sogna di fare la cantante.
Un ragazzo inizia a scriverle. Lei è bella e affascinante, lui vorrebbe agganciarla. Ma Mila è gay. Il suo coetaneo di origine araba, però, non si rassegna. E all’ennesimo no della ragazza scattano gli insulti. "Sporca lesbica", "francese di m…", le scrive assieme ai suoi amici.
Una tempesta di offese che spingono la sedicenne di Villefontaine, non lontano da Lione, a replicare pubblicamente. Inizia un altro video pubblicato sulle storie di Instagram. Un video che di lì a poco le avrebbe cambiato la vita. "Detesto la religione – si sfoga con i suoi follower – il Corano è una religione d’odio, l’Islam è una m…". "Non sono razzista, dico quello che penso e voi non me ne farete pentire", continua. Le offese sono pesanti. "Al vostro Dio metto un dito nel buco del c…, grazie e arrivederci", attacca la ragazza.
Un’arringa che però non rimane senza conseguenze. Da quel momento Mila viene presa di mira da centinaia di fedeli musulmani che invocano la legge sulla blasfemia per far farle fare la fine che si merita: torture, stupro e anche la morte. Il suo video circola su tutti i social network e le reazioni sono sempre le stesse: insulti e minacce. Ben presto il suo indirizzo, i suoi dati sensibili e il nome del liceo che frequenta finiscono in rete. Da allora non può più frequentare le lezioni.
La liceale sporge denuncia e vengono aperti due fascicoli. Uno, si legge su Le Figaro, per individuare gli autori delle minacce e uno contro di lei per “incitamento all’odio religioso". Nel frattempo sui social l’hashtag #jesuismila diventa virale. Ma la questione divide la Francia. E la polemica si è allargata qualche giorno fa, quando la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, intervistata da Europe 1, ha condannato le intimidazioni dei fedeli musulmani detto che "insultare la religione" è "grave" ed "è un attentato alla libertà di coscienza".
Una frase che non è piaciuta a chi nel 2015 scese in piazza per dire "Je suis Charlie". "Il governo ha abbandonato la libertà francese per sottomettersi al terrore islamista", ha attaccato Nicolas Dupont Aignan, di Debout la France. In effetti le dichiarazioni della ministra si avvicinano a quelle del delegato generale del Consiglio francese del culto musulmano, Abdallah Zekri, per il quale la ragazza se la sarebbe "cercata". "Deve assumersi le conseguenze di quello che ha detto, chi semina vento raccoglie tempesta", ha infierito ai microfoni di Sud Radio.
Che la ragazza abbia usato parole offensive è fuor di dubbio. Ma la reazione è stata davvero spropositata. Tanto che la sedicenne di Villefontaine da settimane non può entrare a scuola perché non è possibile garantire la sua sicurezza e vive sotto protezione. Del caso si sta occupando direttamente il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer. Nel frattempo, ospite della trasmissione Quotidien del canale Tf1, Mila chiarisce di non pentirsi affatto delle sue parole.
"Rivendico il diritto di dire cose blasfeme, non devo nascondermi per questo motivo, non devo smettere di vivere", ha detto al conduttore del programma. "Mi scuso con le persone che posso aver ferito – ha aggiunto – con chi pratica la religione in pace, non volevo prendere di mira gli esseri umani ma solo parlare della religione". Cinque anni dopo l’attentato nella redazione di Charlie Hebdo il suo caso rimette in discussione il concetto di "laicità" nella patria dell’Illuminismo. La conclusione è disarmante: oggi chi parla male del Corano in Francia rischia la vita.
https://www.ilgiornale.it/news/mondo...e-1821924.html
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.