A dire il vero, né Las Casas né de Vitoria possono essere in alcun modo accostati all'umanitarismo liberale moderno - come ha ottimamente spiegato Carl Schmitt ne "Il Nomos della Terra", nel caso di de Vitoria.
Nell'affrontare la questione se fosse lecito o meno privare gli indios del dominio sui loro beni in quanto naturalmente schiavi il teologo così rispondeva: "All'argomento che afferma che gli indios sono poco capaci di governare, rispondo che Aristotele non insegna che simili persone siano per natura schiavi e che non abbiano dominio di sé né di altre cose. Questa sarebbe schiavitù civile o legale, poiché nessuno è schiavo per natura. Né vuole dire il Filosofo [Aristotele] che se vi è qualcuno poco intelligente per natura, sia lecito impossessarsi dei suoi beni, ridurlo in schiavitù e venderlo. Vuole dire solamente che per natura vi è in essi una necessità che li fa adatti ad essere diretti e governati da altri, e che è un bene per essi essere sottomessi come lo sono i figli ai padri prima dell'età adulta e la moglie al marito. Che sia questa l'intenzione di Aristotele è provato perché dice anche che ci sono alcuni che sono per natura signori, perché eccellono nell'intelligenza. Ma è certo che non vuole dire con questo che simili persone possono prendersi il governo sugli altri per il titolo di essere saggi, ma che per natura hanno capacità di governare, e un dono speciale per questo compito. Anche se gli indios sono tanto inetti e rozzi per comandare non deve negarsi che hanno un vero dominio, e non devono essere considerati come schiavi. E' vero che per questa ragione e per questa causa di inettitudine potrebbe sorgere qualche diritto di sottometterli [...] Resta pertanto certa questa concluione: prima dell'arrivo degli spagnoli in quelle terre, gli indios avevano una signoria vera sia sul piano pubblico che sul piano privato". Non so quanto persone come te possano accettare il grassettato...
Il concetto di diritto naturale, in Francisco de Vitoria, si riallaccia alla dottrina tomista della legge naturale. Il diritto naturale è quindi quella partecipazione alla legge divina di cui San Tommaso d'Aquino parla. Non c'entra nulla con l'ideologia moderna, di matrice giuscontrattualista e liberale, dei cosiddetti "diritti umani".
Come chiunque abbia studiato filosofia (o anche solo un minimo di storia) sa e dovrebbe sapere.






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