



Io ho letto questo:
http://www.agerecontra.it/public/pre...la-bonino.jpeg
Non vi si parla di "immoralità" ma solo di generica non condivisione, che non è la stessa cosa perchè si può condividere una battaglia anche per altri motivi,
anche se l'immoralità resta sottesa data la matrice del quotidiano io l'avrei esplicitata.
Capisco, un pistolotto morale ad una persona gravemente sofferente, non sia di buon gusto e può essere persino controproducente
ma si può scrivere il tutto in modo più chiaramente cattolico, nel senso proprio di più chiaramente confessionale.
Ma a scriverlo bene può essere solo un bravo e ispirato sacerdote non un laico.
Emma, non ha bisogno di auguri formali, politically correct, ma di un augurio che sia una benedizione efficace di un sacerdote.
Di sentire il caloroso perdono di Dio, disponibile, se accolto, nonostante i peccati.
Mentre un augurio da laici cattolici è pur sempre un riconoscimento formale, dal punto di vista di un radicale, della propria laicità.
Di fronte alla grandezza di questi problemi il laico deve fare un passo indietro e lasciare il posto sacerdote.
Questo è testimoniare la nostra fede al laicista.
Ogni iniziativa laica per quanto meritoria... dovrebbe essere sempre guidata da un sacerdote, sempre.
Il Concilio che ha aperto le porte ai laici anche in questo non ha fatto un buon servizio alla Verità.
Illuminante:
"Così il luciferino Pannella è riuscito a rubarmi la vita" - IlGiornale.it


Ammonire i peccatori è un principio che vale per qualsivoglia Cristiano, a prescindere se Sacerdote o meno.
Anzi, vedendo certa ritrosia di certo clero, ben vengano alcuni laici Cristiani che . non dovendo rispondere a gerarchie che sono ricattate e ricattabili dai media ogni piè sospinto, possono dire quello che molti buoni sacerdoti vorrebbero dire ma non possono (anche se dovrebbero)
L'esempio dei prof. Gnocchi e Palmaro, ad esempio, credo sia sufficiente.
Se l'augurio è alla persona singola non vedo quale riconoscimento possa esservi della liceità delle sue attività.Mentre un augurio da laici cattolici è pur sempre un riconoscimento formale, dal punto di vista di un radicale, della propria laicità.
Preferisco di no.