Dalla «Legione Brenno» ad «Aquila Nera» fino ai contractor di guerra, il fenomeno delle pericolose organizzazioni neofasciste costituite da ex carabinieri ed ex appartenenti alle forze dell’ordine
Sembrerebbero essersi subito spenti i riflettori sull’operazione «Aquila Nera», avviata dalla Procura dell’Aquila che con quattordici arresti, a fine dicembre, ha portato allo smantellamento di una presunta organizzazione terroristica di stampo neofascista denominata «Avanguardia ordinovista». Ciò che al momento appare certo è che alla guida di questa formazione eversiva figurasse tale Stefano Manni, per oltre un decennio in servizio nell’Arma dei Carabinieri. Solo qualche mese fa, a metà settembre, era stata programmata in contemporanea a Milano e a Roma, in alcune piazze centrali, la prima uscita della cosiddetta «Fratellanza nazionale dei lupi neri».
Ambedue i presidi «nazionalpatriottici» erano stati indetti «pro forze dell’ordine ed esercito». A Roma, la manifestazione pro*mossa senza alcuna richiesta di autorizzazione era stata sciolta dalla poli*zia dopo l’identificazione dei presenti. A Milano, dove si puntava a una forte visibilità, dodici erano stati invece i denunciati per apologia di fascismo dovuta a saluti romani e allo sventolamento di bandiere della Repubblica sociale. La Fratellanza, sul proprio blog, nei giorni precedenti, aveva propagandato, tra foto di pistole e mitra d’assalto, l’organizzazione di «campi legionari» svoltisi in diverse località della Lombardia. Anche in questo caso ai vertici comparivano ex carabinieri, ex poliziotti ed ex paracadutisti. Si stanno dunque moltiplicando fenomeni di questo tipo, animati da ex aderenti alle forze armate e ai corpi di poli*zia. Una sto*ria più lunga di quanto si creda.
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