EOLICO
La maggioranza salva Ugo Cappellacci

Nel dibattito sull’eolico il Pd aveva chiesto le dimissioni del governatore. Nel suo intervento Renato Soru ha parlato di "rischi di infiltrazioni mafiose in Sardegna"
di Alfredo Franchini

CAGLIARI. Il gran giorno del dibattito in Consiglio regionale sulla questione dell’eolico sancisce la distanza tra maggioranza e opposizione. Tanti ammonimenti da parte del Centrosinistra, accuse respinte nel merito dal Centrodestra e la certezza di Cappellacci che la Sardegna «è geneticamente aliena a qualsiasi tipo di ragionamento che possa avvicinarsi a infiltrazioni mafiose». Soru, di diverso avviso sulla mafia, preferisce non sparare direttamente sul governatore. Cappellacci dice di essere sereno e annuncia per settembre un piano per l’energia rinnovabile.

Il Centrosinistra che aveva invocato il dibattito in aula dopo le dichiarazioni fatte dal presidente Cappellacci il primo giugno scorso, aveva presentato due mozioni, la prima sottoscritta dal Pd e dalla Sinistra, la seconda dell’Italia dei valori; Efisio Planetta (Psd’Az) ha presentato un’interpellanza. I documenti dell’o pposizione sono stati fatti confluire in un solo Ordine del giorno che, dopo una premessa critica nei confronti dell’operato della Giunta, avrebbe impegnato il Governo dell’isola su una serie di punti se non fosse stato respinto a maggioranza.

Era stata richiesta dalla Sinistra la votazione per parti, forse nella certezza che su alcuni punti, come ad esempio la necessità di sostituire il direttore generale dell’Arpas, potesse convergere anche la maggioranza. È stato Roberto Capelli (Udc), uno dei più critici nei confronti dell’azione della Giunta ad annunciare il voto contrario: «Voteremo contro anche se deve essere chiaro a tutti che siamo all’inizio di un nuovo percorso, di una maggioranza in evoluzione». Capelli ha annunciato piena fiducia a Cappellacci aggiungendo: «Siamo certi che il presidente abbia capito» riferendosi al nuovo passo da imprimere al governo della Regione.

Il capogruppo del Pdl, Mario Diana, ha rivelato che nella riunione dei capigruppo c’era stato l’impegno a svolgere il dibattito senza trasformare l’aula del Consiglio in un’aula di tribunale: «Nel Centrosinistra non tutti l’hanno fatto», ha detto Diana, «eppure qui si tratta di guardare gli atti amministrativi dai quali tutto è trasparente. Con quel criterio anche noi, nella passata legislatura, avremmo potuto chiedere il dibattito su atti della Giunta Soru come, ad esempio, il protocollo d’intesa firmato allora con il ministro Pecoraro Scanio e che riguardava il programma solare termo dinamico. Soru si stava dimettendo ma il giorno prima di confermare la decisione di lasciare, firma l’accordo». L’i ntervento di Soru è molto atteso dopo le bordate esplose nei confronti di Cappellacci nella seduta del primo giugno, per protestare contro le modalità scelte, (dichiarazioni e un intervento solo per gruppo). L’ex presidente si è iscritto a parlare per ultimo dopo che, in apertura dei lavori, aveva denunciato che «nella precedente seduta due assessori regionali, Giorgio La Spisa e Ketty Corona, lo avevano ingiuriato, rivolgendosi a lui con espressioni e parole irripetibili». Soru ha chiesto alla presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, «cosa intendesse fare in base all’articolo 80 sulla tutela della onorabilità dei consiglieri regionali». «Riprenderò i verbali di quella seduta», ha assicurato Lombardo, «non mi consta che ci siano state ingiurie». Soru, dunque, interviene prima del voto: «La tecnica della maggioranza è quella di parlare d’altro. Qualcuno dice che il nostro è un rito, forse è vero, alla fine non valiamo il costo di questa giornata di lavoro». Ricorda a Cappellacci, oltre al dibattito negato il primo giugno, l’assenza dai lavori della commissione «perché lei è venuto qui a giustificare il suo operato ma è poco interessato tecnicamente all’argomento eolico». Ma Soru entra nel merito: «Il nostro progetto sulle fonti rinnovabili era chiaro, il vostro non lo conosco» e spiega di non appassionarsi alla vicenda giudiziaria: «Io pure ogni venerdì vado in tribunale per difendermi»... Però, dice, meglio non ignorare le dichiarazioni di Beppe Pisanu, presidente della commissione Antimafia, su alcuni progetti già avviati in Sardegna: «C’è una convinzione che le infiltrazioni in Sardegna ci siano già. Ci sono società e progetti che risalgono ai nomi di Cutolo o di Ciancimino e mi sta a cuore che l’economia mafiosa non invada la Sardegna. Evitare di vedere e discutere di questo è un comportamento omertoso e noi abbiamo il dovere di non essere omertosi».

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