Andrea ScanziUn minuto di solidarietà per quei fagiani lessi che, lo scorso weekend, cinguettavano giulivi: "Renzi ha dato un colpo mortale a Berlusconi, il Cavaliere è sotto un treno". Come no. L'elezione di Mattarella, come ripetevo già giovedì a Otto e mezzo, è stata un gioco delle parti. Il Capo dello Stato non si è ancora insediato che già: a) la Boschi garantisce che la norma salva-Silvio rimarrà, perché "non riguarda solo Berlusconi ma milioni di italiani"; b) A Berlusconi è stato fatto uno sconto di 45 giorni contro il parere della Procura: sarà libero l'8 marzo; c) Mattarella lo ha invitato alla cerimonia di insediamento, nonostante la condanna definitiva per frode fiscale (invitato anche Grillo, pure lui pregiudicato anche se per un reato colposo). Siam sempre lì: tutto cambia perché nulla cambi. Scegliendo una persona perbene, Renzi ha rafforzato scaltramente il suo ruolo di gattopardo senza scrupoli. D'altra parte, se "l'opposizione interna" è rappresentata da Civati, la cui grinta indomita è nota, e se la guittezza destrorsa è incarnata da Alfano, il ducetto può governare sereno. Per quanto poi riguarda Berlusconi: nel romanzo Quirinale ha recitato la parte del bischero, sì, ma mica lo ha fatto gratis.
(Che palle avere ragione. Che palle).




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