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    Arrow Quantitative Easing, solo un’illusione?


    Il coniglio tirato fuori dal cappello da Mario Draghi non è stato in realtà una sorpresa, era largamente atteso e invocato dai tempi del famoso “whatever it takes” del luglio 2012, un espediente allora solo retorico che doveva servire a frenare la febbre dello spread, tornato in vista dei 500 punti, almeno per quanto riguardava l’Italia.
    Allora si trattava di una mossa soprattutto psicologica perchè vi era da sconfiggere i timori di dissolvimento dell’euro, era ovvio che le rassicurazioni verbali sarebbero durate il giusto e prima o poi si sarebbero dovute concretizzare in fatti.
    Questi fatti sono il Quantitave Easing varato pochi giorni or sono, tuttavia, anche qui le motivazioni sono essenzialmente politiche: come sottolinea Michele Boldrin si tratta di frenare sia i movimenti anti-europei, che le continue richieste di cambiamento delle regole, impersonate da quello che chiama il trio Iglesias-Renzi-Tsipras.
    Una mossa politica appunto perchè da un punto di vista economico i dubbi sui suoi effetti sono diversi.
    Quantitative Easing: pochi effetti sui tassi d’interessi

    Il primo vorrebbe essere sui tassi d’interesse, perchè scendano stimolando il credito e la crescita. Il punto è che già ora i tassi sono bassi, sono minori di quelli degli Stati Uniti, il cui esempio è abbastanza illuminante: oltreoceano i tassi non erano scesi durante i Quantitative Easing più di quanto fossero calati al di fuori da questi periodi, con l’eccezione del primo, effettuato già nel 2009, la cui funzione era la stessa appunto del “whatever it itakes”, ovvero psicologica, far passare la paura, scendere da livelli eccessivamente alti e insostenibili.
    Poi in realtà la discesa robusta vi è stata tra il secondo e il terzo QE, tra il giugno 2011 e il settembre 2012, e all’interno dell’ultimo QE vi è stato addirittura un aumento dei tassi. Lo vediamo nel grafico seguente:
    *
    In realtà i tassi USA sono più alti sia per l’inflazione maggiore sia soprattutto perchè, ed è questo il punto centrale, quello che in realtà comanda nel determinare il valore dei tassi, a parte i periodi di panico e sfiducia, è il rendimento atteso degli investimenti, certamente maggiore in USA. Si può inserire la liquidità che si vuole, e il Giappone lo insegna, ma se le aziende e il sistema economico sono poco produttivi e producono margini non allettanti, banche già non solidissime si guarderanno bene dal prestare soldi.
    I tassi Ue sono già più bassi di quelli USA in modo così visibile da qualche tempo che non a caso l’euro si è svalutato, un altro effetto desiderato soprattutto dai governi perifici dell’Europa, e ottenuto senza QE.
    Quantitative Easing e inflazione, un discorso viziato alla radice

    Tra le motivazioni del Quantitative Easing vi è la ripresa dalla deflazione, giudicata come negativa per l’economia europea, perchè provocata da una mancanza di domanda, e a sua volta foriera di un ulteriore calo della stessa, ma è proprio sulle cause della deflazione che non vi può essere una sentenza chiara, e anzi, non è detto venga da una domanda ridotta, posto che l’inflazione è debole anche in USA e Svizzera, e che anzi sono proprio i beni del mercato interno, in teoria quello più depresso, quelli con inflazione maggiore, ne abbiamo parlato qui.
    Essendo in dubbio il rapporto causa effetto tra inflazione e domanda, in realtà è anche in dubbio che il QE possa essere efficace nell’alzare l’inflazione stessa. In USA, con tutt’altra attività economica (e demografica, non dimentichiamolo), l’inflazione è tornata tra l’1% e l’2%, non di più, tra l’altro scendendo di molto negli ultimi mesi come si vede di seguito:
    Quantitative Easing, banche e borse, un aiutino qui c’è

    Il vero effetto del Quantitative Easing è stato in USA, e potrebe essere in Europa, quello di spingere le Borse, poste le differenze rilevanti nei marcati di capitali tra le due sponde dell’Atlantico, certamente più fluidi in America.
    Lo si vede chiaramente nel seguente grafico, che mostra quello che è accaduto in USA.
    *
    Le ripercussioni effettive sull’occupazione e sulla domanda in questo caso sono molto dubbie, però, e ne abbiamo infatti già parlato, ma è utile ricordare che l’occupazione a differenza dei valori delle azioni in USA non è ancora tornata ai valori pre-recessione
    In parte potrebbe essere un aiuto per la ripatrimonializzazione delle banche (che possiedono molti titoli di stato), cosa di cui vi è bisogno, ma anche qui, l’intervento USA è avvenuto molto prima, e le banche che avrebbero più bisogno non possono essere più “favorite” di altre, per esempio più solide, in quanto si devono rispettare i criteri di proporzionalità tra Paesi così voluti da Berlino. Il problema dei crediti poco esigibili alle PMI rimane.
    Piuttosto un effetto “politico” del QE potrebbe essere quello, voluto da alcuni, temuto da altri, di una spesa pubblica di nuovo allegra in nome della “flessibilità”, con cui lasciare crescere il deficit sicuri dell’ombrello protettivo di Francoforte. Sarebbe un’evenienza tragica nel caso, in realtà pressochè certo, si accompagnasse alla rinuncia di fare quelle riforme strutturali, su pensioni, liberalizzazioni, fisco, di cui vi è bisogno e che i governi mediterranei e quello francese sono molto restii a portare avanti persino nei momenti di emergenza, figuriamoci sotto un QE calato come deus ex-machina.
    Ricordiamoci che in USA non vi è stato un aumento della spesa pubblica e anzi il deficit in questi anni parallelamente al QE è sceso, non è stato fatto salire.
    Perchè in realtà proprio l’esempio americano insegna che è la produttività intrinseca di un sistema a far ripartire la crescita, non tanto interventi esterni, anche in USA la crescita del PIL non ha raggiunto, con un QE più potente di quello europeo, 4400 miliardi di euro contro 1140, il suo potenziale pre-crisi, come vediamo di seguito, ed è legittimo pensare che men che meno possa essere efficace da solo.
    *



    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #2
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    il QE serve solo per far guadagnare i banchieri, perchè permette loro di monetizzare tds che avevano comprato quando erano ad alto rendimento e basso prezzo.

    per il resto è una sola.

    necessaria però per smascherare la sola dell'eurozona.

  3. #3
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Il QE, fino ad ora, non mi convince per niente, staremo a vedere.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  4. #4
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Il "Quantitative easing" , è una misura con cui la BCE acquista , dai vari paesi (non è chiaro se solo da quelli della zona Euro ma da tutti i 28) , titoli di debito di stato dei paesi stessi , in cambio di carta moneta.
    Lo scopo è (per gli ingenui , specie in italia) , che le banche , che incassano quei soldi , li spendano per "investimenti produttivi".
    Dicevo , solo degli ingenui , in italia , possono credere in queste cose , se hanno anche un minimo di consapevolezza della situazione economico - politica del paese , specie ora con quello lì che è al governo.
    Come andrà a finire ?
    Può darsi che negli altri paesi quei soldi andranno veramente a investimenti.
    Da noi no : con quei soldi (la quota italiana credo sia attornoa 120 miliardi) , serviranno a comprare il nuovo debito che lo stato italiano fa , al ritmo di 8 - 10 miliardi al mese.
    Cioè serviranno all'agonizzante paese del comunismo mediterraneo a "tirare avanti" per un altro anno , anno e mezzo , in " buona" compagnia degli altrettanto disperati compagni greci di Tsipras.....
    Ultima modifica di Watson; 01-02-15 alle 15:26

  5. #5
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    il QE serve solo per far guadagnare i banchieri, perchè permette loro di monetizzare tds che avevano comprato quando erano ad alto rendimento e basso prezzo.

    per il resto è una sola.

    necessaria però per smascherare la sola dell'eurozona.
    Non mi stanco mai di ripeterlo : il problema non è a Bruxelles , o Strasburgo , ma a Roma.

  6. #6
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    ".....In realtà i tassi USA sono più alti sia per l’inflazione maggiore sia soprattutto perchè, ed è questo il punto centrale, quello che in realtà comanda nel determinare il valore dei tassi, a parte i periodi di panico e sfiducia, è il rendimento atteso degli investimenti, certamente maggiore in USA. Si può inserire la liquidità che si vuole, e il Giappone lo insegna, ma se le aziende e il sistema economico sono poco produttivi e producono margini non allettanti, banche già non solidissime si guarderanno bene dal prestare soldi...."

    E aggiungo : se una impresa , e parlo dell'italia , sa che eventuali utili di quegli investimenti , saranno , se società di capitale , presi dal fisco fino all'80% , vogliamo aggiungere questo "dettaglio" agli altri ? ??

  7. #7
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Come sia messi con il QE? Segnali positivi o negativi? O è ancora troppo presto?
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    è da dicembre che dico che è solo un inutile retino per le farfalle, altro che bazooka
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  9. #9
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Chiedo perchè i giornalai di regime avevano presentato il QE come la soluzione di tutti i mali.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Re: Quantitative Easing, solo un’illusione?

    Se bce acquista i titoli significa che qualcuno li vende e quindi avrà liquidità a disposizione per fare altro... è una svalutazione.

 

 
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