



In Svezia li vedevo inventarsele tutte pur di conquistare delle svedesi con cretinate, mentre bastava semplicemente avvicinarle calmamente e parlare un po' con loro (in inglese) possibilmente uno alla volta
Il top è stato in Norvegia quando la maggior parte degli ostelli della gioventu' erano vietati agli italiani. Motivo, non rispettavano il coprifuoco delle 23 e saltavano da tutte le parti i reticolati e i muri
E le ragazze lo dicevano "gli italiani ci piacciono, ma non capiamo perchè devono fare tutte quelle mosse, basta comunicare calmamente"
Ultima modifica di FrancoAntonio; 19-02-15 alle 11:41




chiunque indossi una sciarpa e una giacca imbottita a temperature superiori ai -5 dovrebbe essere privato del passaporto
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






Sfatiamo un luogo comune.
Io a Bilbao sono di casa, per motivi di lavoro. Frequento per lo più giovani sui 30-40 anni. Nonostante il basco a scuola sia obbligatorio (la lingua, eh, non il copricapo), loro parlano esclusivamente castigliano (anche tra loro, non solo con me) e al più sanno dirti qualche parola di basco. Dell'indipendenza non ne parla nessuno e a loro non potrebbe fregare di meno. Quelli che la propugnano sono solo quattro disperati costretti a rifugiarsi sui Pirenei e che, periodicamente ma sempre più di rado, vengono presi a scarpate dalla Guardia Civìl.
Non fatevi fregare dall'aeroporto, dove gli annunci vengono dati prima in basco, poi in inglese e infine, se avanza tempo, in castigliano.


ho lavorato con gente di Bilbao, tutti rigorosamente spagnoli (anche in senso ottuso, rigorosamente monolingue e che non parlavano una parola di inglese e non facevano sforzi), mi dicevano che a Bilbao c'è molta gente non basca e originaria delle regioni vicine


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

