La Guardia Costiera Usa ha dato un ultimatum di 48 ore alla Bp per mettere a punto un programma piu' aggressivo per contenere il greggio che fuoriesce nel Golfo del Messico. Lo ha indicato l'ammiraglio James Watson.
In una lettera inviata in risposta al capo delle operazioni della Bp, Doug Suttles, il numero uno della Guardia Costiera scrive che ''la Bp deve identificare nelle prossime 48 ore un sistema addizionale di contenimento della perdita, che possa essere operativa in tempi rapidi per evitare il flusso continuo di petrolio'' dal pozzo del Golfo. Watson si dice ''preoccupato dal fatto che i piani attuali non garantiscono la mobilitazione massima di risorse per raccogliere le quantita' riviste di petrolio in base alla nuove stime degli esperti'', che parlano di una media di 40mila barili al giorno. L'ammiraglio si dice anche preoccupato dalla mancanza di un piano di backup in caso di guasto o di problemi non previsti.
OBAMA A CAMERON: NON CI INTERESSA MINARE BP - Il presidente Barack Obama ha detto al premier britannico David Cameron che ''non ha alcun interesse'' a minare il valore della Bp,dopo la disastrosa perdita di petrolio al largo della Louisiana. Lo rende noto un comunicato del governo britannico dopo una telefonata tra i due leader.
''Il presidente Obama ha detto al primo ministro che la sua inequivocabile opinione e' che la Bp e' una multinazionale globale e che le frustrazioni sulla perdita di petrolio non hanno nulla a che fare con l'identita' nazionale'', si legge nel comunicato del governo britannico. ''Il primo ministro ha poi ribadito l'importanza economica della Bp per la Gran Bretagna e altri Paesi. E il presidente ha chiarito che non ha nessun interesse a minare il valore della Bp'', aggiunge il comunicato.
BLOOMBERG: GIU' LE MANI DA BP - Giù le mani da Bp: osando quel che nessun altro politico americano ha osato dire dopo il disastro della marea nera nel Golfo del Messico, il sindaco di New York Michael Bloomberg ha difeso l'amministratore delegato della multinazionale del greggio Tony Hayward affermando che "non è stato lui che ha fatto esplodere quel pozzo".
La difesa di Bloomberg di una società e del suo capo che sono diventati la bestia nera dell'opinione pubblica americana per il peggior disastro ambientale della storia degli Stati Uniti è in linea con altre posizioni prese in passato dal miliardario prestato alla politica.
"Il capo di Bp non è sceso sotto il mare e non ha fatto esplodere quel pozzo. E oltretutto, se vogliamo aggiustarlo, loro sono i soli che hanno la tecnologia e l'esperienza per farlo, dunque aspettiamo a assegnare la colpa", ha detto Bloomberg in una intervista alla radio. Le dichiarazioni concilianti del sindaco di New York vanno incontro a quelle del suo collega di Londra, Boris Johnson, secondo cui Bp ha già pagato un prezzo "molto, molto alto" per quanto accaduto nel Golfo del Messico e l'intero incidente inizia a compromettere seriamente l'immagine della Gran Bretagna negli Stati Uniti.
"Io credo - ha detto Johnson - che ci sia qualcosa di veramente preoccupante nelle retorica anti-britannica che pare permeare in questi giorni gli Usa. Penso inoltre che quando una grande compagnia britannica inizia ad essere costantemente presa d'assalto a livello internazionale la faccenda inizi ad assumere i contorni del problema nazionale".
Marea nera: Bloomberg, giu' le mani da Bp - Mondo - ANSA.it




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