

Ultima modifica di Lèon Kochnitzky; 26-02-15 alle 23:44


ma guarda che facebook = rinascimento + illuminismo
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Ultima modifica di Lèon Kochnitzky; 26-02-15 alle 23:45




"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


mi suona stranissimo questo volersi fermare alle tappe di mezzo, cioè uno può crogiolarsi nella melma o non percepirla come tale, ma deplorarla per invocare "un nuovo umanesimo" o "un rinnovamento dei valori dell'illuminismo" sembra la logica dei progressisti quando si mettono le mani nei capelli nello scoprire che la società secolare sprofonda negli egoismi anziché avviarsi verso l'universalità umana
Ultima modifica di Troll; 26-02-15 alle 23:50


"Non solo come orientamento dottrinale, ma anche riguardo al mondo dell'azione è poi importante, che gli uomini del nuovo schieramento riconoscano con esattezza la concatenazione delle cause e degli effetti e la continuità essenziale della corrente che ha dato vita alle varie forme politiche oggi in giostra nel caos dei partiti. Liberalismo, poi democrazia, poi socialismo, poi radicalismo, infine comunismo e bolscevismo non sono apparsi storicamente che come gradi di uno stesso male, che come stadi che prepararono ognuno quello successivo nel complesso di un processo di caduta. E l'inizio di questo processo sta nel punto in cui l'uomo occidentale spezzò i vincoli con la tradizione, disconobbe ogni superiore simbolo di autorità e di sovranità, rivendicò per se stesso come individuo una libertà vana ed illusoria, divenne atomo invece che parte consapevole nell'unità organica e gerarchica di un tutto. E l'atomo, alla fine, doveva trovare di contro a sé la massa degli altri atomi, degli altri individui, ed essere coinvolto nell'emergenza del regno della quantità, del puro numero, delle masse materializzate e non aventi altro Dio fuor dell'economia sovrana. In questo processo non ci si arresta a metà strada. Senza la Rivoluzione Francese e il liberalismo non vi sarebbero stati il costituzionalismo e la democrazia, senza la democrazia non vi sarebbe stato il socialismo e il nazionalismo demagogico, senza la preparazione del socialismo non vi sarebbero stati radicalismo ed infine comunismo. Il fatto che queste varie forme oggi si presentino spesso le une a lato delle altre o in antagonismo, non deve impedire di riconoscere, ad un occhio che davvero vede, che esse si tengono insieme, si concatenano, si condizionano a vicenda ed esprimono solo i gradi diversi di una stessa corrente, di una stessa sovversione di ogni ordinamento sociale normale e legittimo. Così la grande illusione dei nostri giorni è che democrazia e liberalismo siano l'antitesi del comunismo ed abbiano il potere di arginare la marea delle forze dal basso, di quel che nel gergo dei sindacati si chiama il movimento «progressista». Illusione: come chi dicesse che il crepuscolo sia l'antitesi della notte, che il grado incipiente di un male sia l'antitesi della forma acuta ed endemica di esso, che un veleno diluito sia l'antidoto dello stesso veleno allo stato puro e concentrato. Gli uomini al governo di questa Italia «liberata» nulla hanno imparato dalla storia più recente, le cui lezioni si sono ripetute dappertutto sino alla monotonia, e continuano il loro giuoco commovente con concezioni politiche scadute ed inani nel carnevale parlamentare, quasi danza macabra su di un latente vulcano. Ma a noi deve essere invece proprio il coraggio del radicalismo, il no detto alla decadenza politica in tutte le sue forme, sia di sinistra, sia di una presunta destra. E, soprattutto, si deve essere consapevoli di ciò: che con la sovversione non si patteggia, che fare concessioni oggi significa condannarsi ad esser del tutto travolti domani. Intransigenza dell'idea, dunque, e prontezza nel farsi avanti con forze pure, quando il momento giusto sia giunto."
Julius Evola, Orientamenti
Ultima modifica di Troll; 26-02-15 alle 23:51




ma avendo detronizzato il Dio dell'Inquisizione oscurantista i bassi istinti hanno la strada spianata e i liberali non devono faticare a titillarli, serve a poco appellarsi ai valori umanisti o illuministici (anche perché "l'Umanità" e la "Ragione" diversamente da Dio non hanno lasciato tavole della legge)


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)