Austria: approvate le riforme alla legge sull'islam - Internazionale

Ha senso il tentativo di creare un Islam nazionale, slegato da influenze estere, imponendo, o almeno intervenendo sulla scelta dei capi religiosi e imponendo la lingua locale?

Secondo il luogo comune infatti l'Islam non avrebbe avuto l'Illuminismo e perciò sarebbe così retrivo. Ma nessuno si chiede perchè non ce l'ha avuto.

Potrebbe essere che non avrebbe potuto averlo, proprio per come è strutturato, e per il suo radicale rifiuto del "logos" come strumento di conoscenza.
Tutto è riconducibile alla volontà di Dio, e come essa si manifesti - dal punto di vista fenomenico, morale, politico ecc. - è del tutto irrilevante, giacchè si è rivelata nel Corano nella sua interezza. Tutto dunque sta nel seguire alla lettera l'ortoprassi conseguente al Libro.

Non vi è bisogno di nessuna filosofia, di nessun metodo di comprensione che non sia strettamente teologico, di interpretazione giuridica del Libro.

E' possibile scalfire questa visione delle cose intervenendo direttamente negli "affari religiosi" degli islamici? Si viola la loro libertà di religione?

Da una parte vi sono i cristiani, più o meno integralisti, che rifiutano l'Islam per motivi religiosi. Dall'altra vi sono i laici che sono divisi. Alcuni sono sensibili al contrasto con i cristiani, e difendono la completa libertà religiosa degli islamici, dall'altra ve ne sono che ritengono che l'Islam contenga un nucleo residuo di potenziale violentemente antidemocratico e antiliberale che potrebbe, col tempo, fare dei danni.

I primi, tra i laici, mi pare siano la maggior parte.

Si può limitare la libertà religiosa, o meglio, plasmare alcune delle conseguenze di tale libertà, al fine di salvaguardare non tanto la nostra "cultura", (la cui definizione è evanescente, esistendo in democrazia tante culture quanti sono i cittadini), ma le istituzioni che rendono possibile le varie differenze culturali, sia interindividuali che tra gruppi?

Io credo che la proibizione delle moschee della Lombardia da questo punto di vista proceda verso la ghettizzazione e il rifiuto totale. In questo modo il processo di radicalizzazione dell'Islam non può che velocizzarsi. Reprimi una religione e ti ritroverai il doppio dei fedeli.

Perchè allora non tentare di introdurre almeno una parte degli islamici in un percorso di democratizzazione non forzata: Moschee (a loro carico) in ogni provincia, legislazione sulle festività musulmane, cibo Halal (a carico loro) nelle mense, a patto che gli Imam vengano scelti in collaborazione con le istituzioni locali, che possano rendere conto dei sermoni in italiano, e che i centri islamici vengano finanziati dagli stessi aderenti.

In più: proibizione di tutte le associazioni politiche o culturali che hanno come scopo l'instaurazione della sharià, e deciso controllo su tutte le associazioni islamiche che non aderiscono all'accordo con lo Stato.