
Originariamente Scritto da
-Duca-
ecco.. veloce ricerca in rete su rothbard e l'aborto...
citazione di rothbard ne l'etica della libertà:
a base corretta per un’analisi dell’aborto si trova nell’assoluto diritto di ciascuno alla proprietà del proprio corpo. Questo comporta, come conseguenza immediata, il fatto che ogni donna gode di diritti assoluti sul proprio corpo e su quanto esso contiene. Questo comprende il feto. Normalmente il feto si trova nel grembo della madre perché essa acconsente a questa situazione, ma vi si trova proprio in virtù del consenso liberamente concesso dalla madre. Ma, se la madre dovesse decidere di non volere più il feto nel proprio grembo, allora esso diventerebbe un “violatore” parassitario della sua persona, e la madre avrebbe pienamente diritto di espellere questo invasore dal proprio territorio. L’aborto dovrebbe essere considerato non come “l’omicidio” di una persona vivente, bensì come l’espulsione dal corpo della madre di un ospite indesiderato. Qualsiasi legge che limiti o proibisca l’aborto costituisce quindi una violazione dei diritti delle madri.
Secondo una comune obiezione, la madre, avendo originariamente acconsentito al concepimento, si è vincolata con un “contratto” alla sua attuale condizione, e quindi non può “violare” tale “contratto” sottoponendosi a un aborto. Questa tesi, tuttavia, è molto discutibile. In primo luogo una semplice promessa non è un contratto vincolante: i contratti sono esecutivi soltanto se la loro violazione comporta un furto implicito, mentre chiaramente ciò non avviene nel nostro caso. In secondo luogo, è evidente che qui non può esservi alcun “contratto” giacché il feto (l’ovulo fecondato?) non può certo essere considerato un’entità contraente volontaria e consapevole. E in terzo luogo, un punto d’importanza cruciale della teoria libertaria è l’inalienabilità della volontà e, quindi, l’inammisibilità della schiavitù volontaria. Anche se si potesse parlare di un “contratto”, quindi, questo non potrebbe essere fatto rispettare, perché la volontà della madre è inalienabile ed ella non può legittimamente essere obbligata contro la sua volontà a portare in grembo e partorire un bambino.
Un’altra argomentazione addotta dagli anti-abortisti è che il feto è un essere umano vivente, quindi esso deve godere di tutti i diritti degli essere umani. Ammettiamo pure, per amore di discussione, che i feti siano esseri umani – o, più genericamente, esseri umani potenziali – e pertanto abbiano titolo al godimento di tutti i diritti umani. Ma quali esseri umani, potremmo chiedere, hanno il diritto di essere parassiti del corpo di un ospite umano che non li desidera? Chiaramente, nessun essere umano ormai nato ha questo diritto, pertanto, a fortiori, neache il feto può averlo.
insomma..
chi confonde i paleoconservatori con i paleolibertari non ha capito nulla....