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Discussione: Guida e Maestro

  1. #1
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    Predefinito Guida e Maestro

    Nel mio percorso di ricerca spirituale ho sovente sentito il bisogno di una direzione.

    Probabilmente le figure del direttore spirituale e padre spirituale non sono piu' molto in voga (in altre tradizioni spirituali "orientali" invece assumono una valenza centrale, a volta eccessiva, spesso financo pericolosa o interessata).

    Mi piacerebbe approfondire ed inizio con un affresco molto generale proposto dai francescani (dal siito vocazionefrancescana.org)


    LA DIREZIONE SPIRITUALE - IL PADRE SPIRITUALE


    1. UTILITA' DELLA DIREZIONE SPIRITUALE
    Che cos'è?
    La direzione spirituale è un aiuto, prestato a nome della Chiesa e nella forza dello Spirito Santo, a chi vuole progredire nella vita di fede, di speranza e di carità per conformarsi totalmente a Cristo. Si può così definire come l'aiuto che un uomo presta ad un altro, perché diventi adulto nella fede.
    Imposizione o sostegno?
    La direzione di spirito non vuole tanto imporsi alla persona, bensì suscitare e sostenere il suo impegno personale nella fede. Nella direzione spirituale le presenze in gioco sono tre: la persona, il padre spirituale (prete, suora, laico...) e lo Spirito Santo. La vera guida spirituale è lo Spirito Santo. È infatti necessaria l'obbedienza sincera e concorde della persona e del padre spirituale allo Spirito Santo.
    Quali scopi?
    Gli scopi fondamentali della direzione spirituale sono tre:
    * illumina la mente per scoprire che la santità è il valore più grande dell'esistenza e suggerisce le vie per relizzarla;
    * rafforza la volontà per perseverare nella decisione presa;
    * presta conforto spirituale, ogni volta sia necessario, alla persona che ne ha bisogno.
    La sua meta
    La sua meta è quindi di consigliare e sostenere nella realizzazione della specifica vocazione che ognuno ha ricevuto da Dio.


    2. LE QUALITA' DELLA PERSONA
    Sincerità
    Una persona ricorre alla direzione spirituale unicamente per diventare più santa e non per instaurare una forma raffinata di amicizia.
    La sincerità è necessaria per tener desto lo spirito di fede, che consente di riconoscere nel padre spirituale una mediazione di Dio, da accogliere con gratitudine, rispetto e disponibilità.
    Confidenza e concretezza
    Per consentire al padre spirituale di consigliare ed orientare bisogna informarlo. Gli si deve esporre con grande sincerità ciò che ha bisogno di sapere: le lotte, gli sforzi, le attrattive per il bene, gli atti di virtù, le mancanze e la loro radice.
    Nessuno ha il diritto poi di presumere che la persona a cui si chiede l'aiuto spirituale debba necessariamente essere il migliore dei maestri spirituali.
    Sobrietà
    Dire, non tutto, ma ciò che serve davvero alla crescita spirituale; chiedere meno consigli e seguire di più quelli già ricevuti.
    Umiltà
    La dipendenza è spesso costosa e l'orgoglio ferito favorisce la tentazione di rifiutare i giudizi della guida spirituale e di valutare negativamente la sua persona.
    Preghiera
    È una felice e indispensabile abitudine pregare per il bene proprio e del padre spirituale.


    3. LE QUALITA' DEL PADRE SPIRITUALE
    Maturità umana e santità di vita
    L'esigenza della maturità umana nasce dalla ovvia verità che nessuno può essere in grado di aiutare un fratello a vivere con equilibrio la propria vocazione se in qualche misura non l'ha già realizzata in se stesso.
    Senza la santità vien meno la sintonizzazione con lo Spirito che apre la strada alla comprensione delle sue vie.
    Scienza
    Santa Teresa d'Avila scrive: «Ho sempre amato di avere confessori istruiti, perché dai semidotti, a cui, per mancanza di altri, dovetti ricorrere, ebbi sempre del danno». Siccome opera in nome della Chiesa, la guida spirituale deve far leva sul sapere che la Chiesa ha accumulato nel corso della sua plurisecolare esperienza. Se ha poca scienza finisce inesorabilmente con l'esclusivizzare la propria limitata esperienza personale, riducendo le persone ad immagine e somiglianza propria anziché di Dio.
    Paternità e capacità di guida
    Paternità significa benevolenza, dedizione e dolcezza. Il soggetto va preso dalla parte del cuore: deve capire e sentire che si vuole veramente il suo bene.
    Pazienza
    Le alterne vicende del proprio itinerario spirituale espongono il soggetto a frequenti tentazioni di scoraggiamento e sconforto: tocca al padre spirituale contagiarlo della propria pazienza, ispirando coraggio e ravvivando la fiducia e la gioia di credere.
    Fermezza
    Bontà e pazienza non possono degenerare in debolezza. Quando la volontà umana indietreggia davanti a sforzi necessari, quando si mostra riluttante di fronte a sacrifici che costano, la guida spirituale deve spingerla al bene con decisione ed energia.
    Rettitudine di coscienza e capacità di intercessione
    L'unico intento della guida spirituale deve essere la gloria di Dio nella santificazione delle anime. È indispensabile vedere la persona solo per il valore che possiede davanti a Dio.
    Il direttore di spirito è uno che prega per chi fa riferimento a lui. La preghiera è infatti il dono più grande per il prossimo.


    4. I MOMENTI DEL RAPPORTO SPIRITUALE
    La scelta di inizio
    Il criterio da adottare per la scelta della propria guida spirituale è dato dal desiderio di amare e servire di più il Signore. Quando si cerca con sincerità diventa importante anche il sentimento interiore di affezione spirituale che si nutre nei confronti di una guida rispetto ad un' altra.
    Il mantenimento
    È importante stabilire con la propria guida un ritmo costante di incontro. Imboccato il cammino s'impone un prezzo da pagare. Se il rapporto spirituale è buono, conosce necessariamente dei momenti difficili. È in gioco la volontà di verità. Un buon direttore spirituale, pur di non tacere la verità e pur di aiutare a crescere nella fede, è disposto anche a dire cose spiacevoli alla persona che fa a lui riferimento. Giova dir grazie al Signore per quanto si ha e mettere in pratica le direttive che si ricevono, anche se a volte può costare.
    L'eventuale cambio
    In linea di principio conviene mantenere la stessa guida finchè fa del bene. Cambiarla per motivi non spirituali è una sconfitta. Lasciarla per paura delle giuste esigenze che la guida avanza in rapporto alla crescita interiore è una catastrofe. Se si insinua uno stabile disagio, che impedisce l'apertura di coscienza, la rinuncia al suo aiuto diviene necessaria.
    Ultima modifica di Ucci Do; 19-03-15 alle 10:20
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  2. #2
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: Guida e Maestro

    In effetti tutta la predicazione itinerante di S.Paolo non è solo tesa alla fondazione di comunità Cristiane, ma i continui contatti epistolari servono proprio alla direzione spirituale delle stesse.
    D'altronde se in palestra è usuale avere un personal trainer, ancora più importante esso è in ambito spirituale, che siamo spessissimo pessimi giudici di noi stessi, facili a giudicare benevolmente noi e malevolmente il prossimo.
    Un buon Padre Spirituale indirizza alla sana dottrina, indica gli errori e le soluzioni. E' confessore e ministro dell'Eucarestia, che per quanto siano utili le buone letture, senza Sacramenti nulla possiamo (che i Sacramenti sono azioni di unione e legame a Cristo , senza il quale "non possiamo fare nulla" (Gv 15,8).

    Segnalo quest'utilissimo articolo:
    Il direttore spirituale
    Preferisco di no.

  3. #3
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    Predefinito Re: Guida e Maestro

    Purtroppo oggi la psicologia ha molto ridimensionato la figura del direttore spirituale, e del confessore in generale, spesso sono i sacerdoti stessi a mandare dagli psicologi
    Ultima modifica di emv; 19-03-15 alle 14:51
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    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  4. #4
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    Predefinito Re: Guida e Maestro

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Purtroppo oggi la psicologia ha molto ridimensionato la figura del direttore spirituale, e del confessore in generale, spesso sono i sacerdoti stessi a mandare dagli psicologi
    Forse c'è un po' una confusione di ruoli.
    Il direttore spirituale non è una persona che ti deve far sentire bene con te stesso o col prossimo.
    Ma che deve metterti in contatto con Dio (e non è detto che , soprattutto nelle prime fasi, il rapporto col prossimo sia migliorato dall'essere in legame d'amore con Dio)
    Che poi ci sia una quota di persone che però "pretendano" dal direttore spirituale cose che esulano dalla propria competenza è però un altro affare.
    Anche perché uno psicologo svolge il proprio mestiere spillando quattrini da una decina di clienti affezionati che pagano qualche decina d'euro ad ora.
    Il direttore Spirituale , che sono anche in numero assai minore rispetto agli psicologi, no, lavora è vero sulla qualità di ciò che riesce a trasmettere, ma deve giocoforza rivolgersi ad una platea massimamente più ampia (non infinita, va da se).

    Forse però è il caso di capire come il singolo sceglie il proprio direttore spirituale.
    A mio modestissimo avviso, ma vale genericamente sul Sacerdote in generale, un buon metro d'analisi è veder come celebra l'Eucarestia, e con quanta devozione.
    Che alla fine la centralità del Sacerdozio è lì, non certo con quanti blabbbbla e concettualità riempia un'omelia.
    Preferisco di no.

  5. #5
    libero
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    Predefinito Re: Guida e Maestro

    Un passaggio da Padre Angelo lo faccio sempre molto volentieri.


    Evidenzio quanto da lui sottolineato circa le caratteristiche che il direttore spirituale deve possedere, tra cui ritengo basilari quelle del disinteresse e distacco.
    Distacco non nel senso di distanza rispetto ad una relazione sentita di paternità spirituale col "ricercatore" ma nella sua accezione di distanza rispetto ai meri ritorni egoici di appagamento momentaneo e spesso illusorio: il padre spirituale indica la via per un "gusto superiore".


    Amici Domenicani - Come deve essere un direttore spirituale, cosa deve fare
    Ultima modifica di Ucci Do; 22-03-15 alle 08:52
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  6. #6
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    Predefinito Re: Guida e Maestro

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Un passaggio da Padre Angelo lo faccio sempre molto volentieri.


    Evidenzio quanto da lui sottolineato circa le caratteristiche che il direttore spirituale deve possedere, tra cui ritengo basilari quelle del disinteresse e distacco.
    Distacco non nel senso di distanza rispetto ad una relazione sentita di paternità spirituale col "ricercatore" ma nella sua accezione di distanza rispetto ai meri ritorni egoici di appagamento momentaneo e spesso illusorio: il padre spirituale indica la via per un "gusto superiore".


    Amici Domenicani - Come deve essere un direttore spirituale, cosa deve fare
    Si, è lo stesso principio ne "l'Imitazione di Cristo" che indica come pratica da coltivarsi la capacità/necessità di amare il prossimo "da lontano"
    Preferisco di no.

 

 

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