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Discussione: Pd + l

  1. #371
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Pd + l

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    mINCHIA, IL CAPèO GABINETTO DELLA QUESTURA DEL 2010 E' DIVENTATO QUESTORE BEN 5 ANNI DOPO, OVVIAMENTE GRAZIE A RUBY NON A UN CONCORSO.

    La carriera in Polizia: da Commissario a Dirigente Superiore





    Come diventare questore inizia dal concorso perCommissari : si tratta infatti, del primo gradino verso la carriera dirigenziale e per accedere a questo ruolo si deve partecipare a un concorso pubblico.
    I concorsi sono pubblicati sulla G.U. alla voce:" Concorsi ed esami". Per fare domanda bisogna avere determinati requisiti:

    • essere in possesso dei diritti politici e della cittadinanza italiana
    • avere 32 anni di età: questo limite non esiste per agenti con tre anni di anzianità e per ispettori.
    • possedere il Diploma di Laurea secondo il vecchio ordinamento o Laurea specialistica in Giurisprudenza, Scienze Politiche o lauree equiparate.

    Inoltre non bisogna aver riportate condanne e, se nati prima del 1985, si deve aver assolto l'obbligo di leva, avere le qualità morali previste e l'idoneità psico fisicarichiesta. Quest' ultima viene valutata attraverso un test psicofisico prima delle prove scritte.
    Se la prova scritta è superata si accede alla prova orale che verte sulle materie della prova scritta e su materie giuridiche, medicina legale, lingua straniera e informatica.
    Se il concorso è vinto si è nominati Commissario di Polizia e, in questo caso, presso la Scuola Superiore di Polizia si frequenta un corso della durata di due anni. Durante il corso si consegue il Master di II livello in "Scienze della Sicurezza". Si passa dal primo al secondo anno di corso solo previo superamento degli esami e se si è ottenuta l'idoneità.
    Superati gli esami del corso biennale si è nominati Commissario Capo. Dopo la nomina il Commissario capo può decidere di diventare Vice Questore Aggiunto: a questa qualifica si accede dopo aver svolto la funzione di Commissario Capo per 5 anni e 6 mesi.
    Raggiunta la qualifica di Vice Questore Capo si può aspirare a diventare Dirigente(primo dirigente, dirigente superiore, dirigente generale).
    L'accesso alla qualifica di Primo Dirigente avviene attraverso concorso per titoli ed esami le cui modalità sono decise dal Ministero degli Interni. Dopo tre anni di servizio nella qualifica il Consiglio di Amministrazione del Dipartimento di Pubblica sicurezza promuove e nomina il Dirigente Superiore, cioè il Questore.
    La pippata di MrBean è stata scopiazzata dal blog di Daniele Martinelli, un grullino avezzo a pagare risarcimenti, il Guru lancio' un appello pubblico per sto gran pezzo di ignorante, mi sa che se Ostuni si inkazza la Rete dovrà fare una nuova colletta, e noi la dovremo fare a MrBean che non ha linkato l'aticolo assumendosene tutte le responsabilità diffamatorie

    Ostuni premiato per Ruby: farà il questore | Il blog di Daniele Martinelli



    Ultima modifica di brunik; 22-05-15 alle 14:45

  2. #372
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Pd + l

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    #mancoafarloappòsta

    Il principio di legalità è una roba da gufi
    Di ilsimplicissimus
    https://ilsimplicissimus2.wordpress....news.publishes

    C’è almeno una consolazione: che il governicchio di Renzi, invischiato dentro una inestricabile palude di imposture, non riesce a mentire fino in fondo sulle sue intenzioni finali, sul suo animus e sul suo senso, possiede insomma quella ingenuità del bugiardo che per quanto spasmodicamente attento sulle singole invenzioni, non riesce a nascondere la propria natura. Così il contabile Padoan, alle prese con una promessa di ripresa che sta già affondando nel nulla come una barchetta di carta, si sfoga con la Corte Costituzionale che nell’emettere le proprie sentenze dovrebbe “fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti“: ora che la questione delle pensioni bruci è un conto, ma sostenere che la Consulta non debba controllare la costituzionalità delle leggi, bensì pensare al bilancio è una chiarissima formulazione tutta italiana del primato dell’economia sulla legalità. Del bilancio sui cittadini. Del profitto sui diritti. Insomma una roba da gufi come direbbe il premier.


    Anzi diciamo pure è la definizione di una legalità occasionale e guidata dal profitto oppure dalla convenienza, visione che non può essere certamente attenuata dai balbettii grotteschi dello stesso Padoan sull’equità tra anziani e giovani: dopo aver aperto la scatola nera dell’etica e della progettualità governativa, svelandone le nequizie, tenta di richiuderla con la riproposizione di vecchie fandonie alle quali non crede proprio più nessuno. Il fatto è che per questi omminicchi la legalità e lo stato di diritto hanno senso solo se si alleano con l’arbitrio del potere e ne rappresentano le esigenze: è una mentalità che è già fuori dalla concezione fondamentale della democrazia la quale si distingue proprio per il fatto che tutti gli organi dello stato sono tenuti ad agire secondo la legge.


    Ora una cosa è che (come è accaduto in passato) vi siano tentativi sotterranei di condizionare la Consulta, se non vere e proprie prove di patteggiamento, un’altra è rivendicare queste opacità come la strada maestra alla maniera di Padoan quando sostiene che “se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto”. Questo nulla ha a che vedere con la legalità e la costituzionalità di una legge: se il legislatore ha sbagliato nel concepire la norma, sia sul piano formale che sostanziale ed ideale, non può pretendere di essere assolto solo perché ha basato i suoi conti su un errore.


    Ora si può tranquillamente aspettare che il cadavere di Padoan passi sul fiume della politica: l’arresto della crescita Usa, così come il secondo calo consecutivo del manifatturiero in Germania la dicono lunga su quanto sia consistente la favola della ripresa in Italia e alla fine il bullo di Rignano, peraltro sulla stessa linea anche se in maniera più ambigua nei confronti della Consulta, sarà costretto a sacrificare proprio Padoan, ammesso che non rischi di essere travolto lui stesso. Il problema non è lui ma una mentalità da cui tutto il milieu politico è ormai irresistibilmente pervaso: quello di farsi re approfittando della crisi e dell’appoggio sostanziale dell’Europa alle trasformazioni in senso oligarchico. Del resto è una trasformazione abbastanza facile quando almeno la metà dei cittadini è disposto ad accettare la qualità di suddito in cambio di una qualche promessa di salvezza. Che ovviamente non ci sarà, anzi proprio lo spirito di sudditanza non farà che accelerare la caduta.


    Anzi diciamo pure è la definizione di una legalità occasionale e guidata dal profitto oppure dalla convenienza, visione che non può essere certamente attenuata dai balbettii grotteschi dello stesso Padoan sull’equità tra anziani e giovani: dopo aver aperto la scatola nera dell’etica e della progettualità governativa, svelandone le nequizie, tenta di richiuderla con la riproposizione di vecchie fandonie alle quali non crede proprio più nessuno. Il fatto è che per questi omminicchi la legalità e lo stato di diritto hanno senso solo se si alleano con l’arbitrio del potere e ne rappresentano le esigenze: è una mentalità che è già fuori dalla concezione fondamentale della democrazia la quale si distingue proprio per il fatto che tutti gli organi dello stato sono tenuti ad agire secondo la legge.
    Ora una cosa è che (come è accaduto in passato) vi siano tentativi sotterranei di condizionare la Consulta, se non vere e proprie prove di patteggiamento, un’altra è rivendicare queste opacità come la strada maestra alla maniera di Padoan quando sostiene che “se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto”. Questo nulla ha a che vedere con la legalità e la costituzionalità di una legge: se il legislatore ha sbagliato nel concepire la norma, sia sul piano formale che sostanziale ed ideale, non può pretendere di essere assolto solo perché ha basato i suoi conti su un errore.
    Ora si può tranquillamente aspettare che il cadavere di Padoan passi sul fiume della politica: l’arresto della crescita Usa, così come il secondo calo consecutivo del manifatturiero in Germania la dicono lunga su quanto sia consistente la favola della ripresa in Italia e alla fine il bullo di Rignano, peraltro sulla stessa linea anche se in maniera più ambigua nei confronti della Consulta, sarà costretto a sacrificare proprio Padoan, ammesso che non rischi di essere travolto lui stesso. Il problema non è lui ma una mentalità da cui tutto il milieu politico è ormai irresistibilmente pervaso: quello di farsi re approfittando della crisi e dell’appoggio sostanziale dell’Europa alle trasformazioni in senso oligarchico. Del resto è una trasformazione abbastanza facile quando almeno la metà dei cittadini è disposto ad accettare la qualità di suddito in cambio di una qualche promessa di salvezza. Che ovviamente non ci sarà, anzi proprio lo spirito di sudditanza non farà che accelerare la caduta.
    il principio espresso dal Ministro è invero un'ovvietà fin banale per chi ha un minimo di senso pratico e finanche di senso giuridico. Costui sa fin da quando ha aperto il primo tomo di diritto che il complesso di regole e principi di cui una comunità si dota per una ordinata convivenza ha appunto senso pratico e come scopo ultimo proprio quello di fornire ordine alla convivenza pacifica della comunità. Sarebbe poi possibile anche discutere nel merito con chi nel significato del diritto attribuisce maggior valore al principio etico e chi all'ordine nella comunità, questo ovviamente il giorno che si incontrino nella disputa due persone normali e non un circonciso munito unicamente di presunzione e cafonaggine con cui condire la propria vacua nullità.
    Ultima modifica di elnick; 22-05-15 alle 15:04
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  3. #373
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    Predefinito Re: Pd + l





  4. #374
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    Predefinito Re: Pd + l

    “Matteo Renzi è un prodotto pubblicitario, rappresenta l’evoluzione naturale del modello berlusconiano”.

    Parola di
    Michelangelo Tagliaferri, fondatore dell’Accademia della Comunicazione di Milano, maestro di generazioni di professionisti della pubblicità e del marketing, già consulente di Forza Italia e dell’Ulivo.
    In questa intervista video analizza il caso
    Renzi, senza risparmiare giudizi taglienti.
    “E’ un professionista della politica,
    spietato nel colpo di mano, usa un linguaggio che rassicura ma non fa davvero sognare”.
    E ancora: “Cavalca i media digitali per dare un’immagine di modernità, ma senza una vera interattività, la sua fortuna è ancora televisiva”. “Per lui il Pd significa
    partito di Renzi, è una seconda marca, la marca dei rottamati, di cui lui si è fatto testimonial, facendola coincidere con se stesso”.
    L’identificazione fra il suo destino personale e quello del Paese è un azzardo riuscito, sotto il profilo psicologico tuttavia “è un sintomo di acuto
    narcisismo, che sconfina nella paranoia“.
    Per capire Renzi, Tagliaferri suggerisce di osservarne con attenzione “la
    prossemica, il modo di muovere gli occhi e il corpo, le espressioni del volto: si muove plastico, tra l’addetto alle vendite e l’uomo di spettacolo, per incantare”.
    Ma oltre gli slogan, “non esiste alcuna sequenza logica in quel che dice”

    http://siamolagente2.altervista.org/michelangelo-tagliaferri-il-guru-della-comunicazione-italiana-spiega-chi-e-matteo-renzi-un-prodotto-pubblicitario-e-solo-il-testimone-del-marchio-pd-un-bluff/

  5. #375
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    Predefinito Re: Pd + l

    L'Insaputello

    [...]
    Il Pd è legalità, proclama il premier, deriso anche dal Financial Times che lo accusa di non contare nulla in Campania, dove farebbe il bello e il cattivo tempo un attrezzo del “vecchio sistema”.
    “Campania poll shows limits of Italian PM Matteo Renzi’s influence”, le elezioni in Campania mostrano i limiti dell’influenza di Renzi. Secondo l’influente testata la nostra politica locale sarebbe ancora nelle mani di personaggi sgradevoli e reti clientelari estremamente difficile da smantellare: “il signor De Luca rappresenta la tenacia di quel vecchio sistema di potere”.

    Come è ormai dimostrato, i prestigiosi quotidiani economici le sbagliano tutte. E infatti ci vuol poco a capire che il tour elettorale di Renzi, in Campania come in Liguria come a Venezia, non è il tardivo tentativo di mettere il cappello di partito su scelte che potrebbero premiare il governo, che non ha la funzione di registrazione postuma di liste predisposte a livello locale, secondo alchimie periferiche estranee e sconosciute al centro. C’è da credere invece che non solo siano un accreditamento, ma siano coerenti con lo spirito che anima questa classe politica, non solo interpretino quello stesso delirio a un tempo di ambizione e impunità, non solo corrispondano a quei requisiti di rottamazione applicati a pulizie etniche esercitate contro poteri e poterucci residuali o competitivi, dissidenti o disubbidienti magari solo per garantire sopravvivenza in vita, ma rappresentano proprio la cifra del clan al governo, il sigillo imperiale su una modalità che si dispiegherà interamente domani, con una Camera di nominati, in grado di agire da organismo di pura ratifica; con un Senato di podestà e sceriffi a sancire la definitiva consegna delle decisioni nelle mani dell’esecutivo.
    [...]
    Ultima modifica di MrBojangles; 29-05-15 alle 08:51

  6. #376
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    Predefinito Re: Pd + l

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    OK.

    Vai a finire in ignore pure qui.

    Dopo quasi 15 anni son soddisfazzzioni, neo-ferrariano di rito renzusconiano, eh?
    Cià ...

    No ma sai qual è il bello? Che Casaleggio non si canida a nessuna elezione.
    Quella sì!!! Ma vallo a spiegare a un piddino, ormai sono come i berluscones...
    IL LEVIATHAN, OSSIA IL NUOVO NAZISMO SQUADRISTA ANTI-EUROPEO!!

  8. #378
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    Predefinito Re: Pd + l

    Citazione Originariamente Scritto da tancredi Visualizza Messaggio
    No ma sai qual è il bello? Che Casaleggio non si canida a nessuna elezione.
    Quella sì!!! Ma vallo a spiegare a un piddino, ormai sono come i berluscones...
    Di "bello" non ci vedo niente.

    Ho smesso di vedercelo alle politiche del '94 e ancora non vedo la luce in fondo al tunnel.

    Anzi; una luce la vedo: ma è quella del TAV in val di Susa ...

  9. #379
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    Predefinito Re: Pd + l





  10. #380
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    Predefinito Re: Pd + l

    L’ultimo spenga la luce
    di Marco Travaglio
    Il Fatto Quotidiano 5 giugno 2015


    Ricordate gli scudi umani? Entrarono in azione nell’autunno 2013 su mandato del Quirinale per scongiurare la decadenza da senatore del neopregiudicato B. Decadenza automatica e immediata, diceva la legge Severino (così come dev’essere ora la sospensione da presidente della Regione Campania del neoeletto Vincenzo De Luca per la sua condanna in primo grado). Ma ciò che valeva allora per B. (e poi per tanti altri) non vale più oggi per De Luca. O meglio: oggi a invocare la sospensione di De Luca sono gli stessi che due anni fa tentavano di scongiurare la decadenza di B., mentre a tentare di scongiurare la sospensione di De Luca sono gli stessi che invocavano la decadenza di B.
    Forse siamo degli inguaribili ingenui: ma vedere il Pd schierato a testuggine a difesa di un condannato che non vuole sloggiare e contro una legge votata da tutti e persino contro l’Antimafia che ha osato dire che il re è nudo, ci fa ancora un certo effetto. E non possiamo non notare la crisi di identità del Pd che fino a ieri voleva sciogliere per mafia tanti comuni che avevano magari un paio di arrestati o di sospettati, e oggi fa quadrato attorno al consiglio comunale di Roma che in sei mesi ha collezionato cinque consiglieri arrestati per Mafia Capitale, senza contare i neoindagati coperti da omissis, i funzionari e gli amici degli amici: forse, per scioglierlo, Renzi aspetta che arrivi l’accalappiacani a ingabbiarli tutti fino all’ultimo (che, si spera, spegnerà la luce). Più che un partito, il Pd ricorda un detersivo: quello che lava più bianco, contro lo sporco più sporco.
    [...]



 

 
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