









Ultima modifica di Trollbuster; 16-06-10 alle 00:02
fermiamo i furti di Berna ladrona


Vabbè, dai, ma Gramellini (l'autore dell'articolo) è uno che sprizza retorica buonista e radical-chic da ogni suo editoriale. L'Edmondo De Amicis del XXI° secolo.




non hai ancora risposto alla mia domanda.
ma tu credi veramente di essere più furbo degli altri?
visto il pezzo dell'articolo da piccolo mondo antico stride un pochino con le affermazioni che fai nei soliti tuoi commenti successivi da santone ..
ma naturalmente è bastato poco da aspettare affinché il predicatore del villaggio padanonzolo che c'è in te riemergesse in tutto il suo splendore e infatti così è stato
tu sei uno spasso! giuro!![]()
Ultima modifica di Trollbuster; 16-06-10 alle 02:08
fermiamo i furti di Berna ladrona




Ma è vero?
Mi pare strano perchè l'inno italiano in epoca partigiana era La canzone del Piave (che aveva l'ovvia pecca di nominare uno slavo...quindi non molto adatto alla situazione dell'epoca), mentre quello di Mameli è venuto fuori più tardi in un'aria di inciucio, amnistia e soprattutto dopo che i prefetti partigiani erano stati rimossi e sostituiti con quelli ex fascisti.
Quindi tolti i partigiani "pignoli" che volevano l'inno per il quale hanno combattuto, quelli che volevano la rivoluzione e quelli che volevano il re rimangono....i politicanti mentre per un partigiano quell'inno non vuol dire niente (cioè chissenefrega dei radical chic ottocenteschi).
Mah...forse padre era come il figlio, cioè un concentrato di buonismo (guardare Massimo Gramellini nel programma di Fazio) e quindi chissenefrega se quando cattura un criminale lo lasciano libero, gli cambiano la musichetta e Badoglio viene considerato un eroe.