In me hanno vinto lo schifo e la misantropia, ma lo dico in assoluta convinzione.


In me hanno vinto lo schifo e la misantropia, ma lo dico in assoluta convinzione.
Ultima modifica di Orco Bisorco; 18-04-15 alle 16:23


Scusate se rispondo solo ora, ma volevo replicare che a finanziare e comandare i fascisti spesso erano i proprietari terrieri, allora in gran parte di nobili, e non lo facevano solo per convenienza, per lo meno all'epoca il dato economico si legava al dato di sangue. Quel che voglio dire è che non essendovi stata ancora la riforma agraria (arrivata nel dopoguerra) élite economico-politica-militare coincideva in buona parte con nobiltà. Poi vi era l'élite più borghese e liberale (e massonica), ma aveva un contraltare, appunto.
"You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."






"You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."


"You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."


I grandi proprietari terrieri spesso erano d'estrazione alto-borghese. Tant'è che la menata antifascista sugli squadristi "mazzieri del capitale" nasce proprio perché l'accusa verso i fascisti era quella di essere foraggiati dagli agrari e dai grandi industriali. E' vero che non mancavano i grandi proprietari terrieri di origine aristocratica, soprattutto nel Sud Italia, ma ricordiamoci che il "cuore pulsante" del movimento fascista fu nel Centro-nord del paese e solo in misura minore nel Sud e nelle isole (peraltro, in una fase conclusiva del cosiddetto "biennio rosso"), dove invece questa correlazione era molto più forte e diffusa. De Felice ha giustamente definito quella fascista la rivoluzione dei ceti medi produttivi, perché quello era il "blocco sociale" di riferimento del Fascismo e quella fu l'estrazione della stragrande maggioranza di essi. Non mancarono gli alto-borghesi o i nobili aristocratici, ma furono semplici eccezioni. Il Fascismo poi fu sempre anti-latifondista e la stessa lotta alla mafia rappresentò un aspetto di questa tendenza interna. L'Italia liberale comunque era un'Italia fondamentalmente borghese, non pensare che quella nobiliare fosse un'élite esclusiva di governo. Anzi, se pensiamo ad un secolo prima era fortemente marginalizzata rispetto all'alta borghesia e comunque vi era una simbiosi tale che le due "classi", seppur non monoliticamente, facevano parte dello stesso sistema di potere. L'unica aristocrazia estranea al sistema, per evidenti motivi, era l'aristocrazia nera, che era legata strettamente al Papato.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).