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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1081
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    E ricordare tutto il satanismo che c'è in quei circoli ad alto livello amerikano.
    Che ha propaggini in ogni dove, compresi i cosidetti alternativi al sistema , come hacker , complottisti , new ager .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #1082
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Ho volutamente inserito nel mio avatar l'arcobaleno.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1083
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Che altro non è se non il risultato della scomposizione della LUCE.
    Il nome del caprone dice qualcosa a proposito?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1084
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.voltairenet.org/article204931.html

    Donald Trump costretto a rinunciare?
    di Thierry Meyssan

    Il presidente Donald Trump ha rinunciato a cambiare la politica statunitense? Si è arreso all’ex classe dirigente del proprio Paese? Negli ultimi due mesi la sua amministrazione sembra aver reimpostato i tre comandi militari del Pentagono: AfriCom, CentCom e SouthCom. Il primo sarebbe stato autorizzato a battersi contro i progetti cinesi nel continente africano; il secondo verrebbe impegnato a dividere il Medio Oriente Allargato tra arabi e persiani; il terzo a distruggere le strutture statali del Bacino dei Caraibi. Queste nuove missioni si coniugano con un ritorno dei neoconservatori.

    RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA) | 29 GENNAIO 2019
    ENGLISH ESPAÑOL ΕΛΛΗΝΙΚΆ FRANÇAIS ROMÂNĂ TÜRKÇE РУССКИЙ PORTUGUÊS DEUTSCH
    +
    JPEG - 22.4 Kb
    Dalle elezioni di metà mandato del 6 novembre 2018 il presidente Trump è sottoposto a una pressione estremamente forte. Le amministrazioni federali sono state chiuse il 22 dicembre (shutdown) per l’opposizione parlamentare alla legge di bilancio, che include il finanziamento del Muro al confine con il Messico. La crisi si è risolta soltanto dopo 35 giorni, il 25 gennaio 2019. Trump si è temporaneamente arreso alle pretese del Partito Democratico. Secondo S&P Global Ratings, lo shutdown sarebbe costato oltre sei miliardi di dollari, ossia più della costruzione del Muro che l’opposizione giudica troppo onerosa [1].

    In questo lasso di tempo si sono moltiplicati i segnali di abbandono da parte dell’amministrazione Trump della propria politica estera e di difesa, nonché di convergenza con l’imperialismo statunitense. Considerati i metodi di governo del promotore immobiliare, il capovolgimento potrebbe essere solo apparente e destinato a essere rimesso in discussione il 15 febbraio, data di scadenza dell’accordo sul bilancio. Comunque sia, per il momento numerosi elementi inducono a ritenere che Trump abbia rinunciato a realizzare i cambiamenti promessi.

    - Il 13 dicembre 2018, alla Heritage Foundation, il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, ha esposto la nuova strategia USA in Africa [2]:
    1. sviluppo del commercio;
    2. lotta al terrorismo islamico;
    3. verifica dell’impiego degli aiuti statunitensi.

    Niente di veramente nuovo, salvo che Bolton si è profuso nell’esposizione degli obiettivi commerciali, che non vogliono più fare concorrenza alle ex potenze coloniali di Francia e Regno Unito, bensì essere una violenta lotta a Cina e Russia.

    - Il 20 dicembre il segretario alla Difesa, generale James Mattis, ha mandato al presidente Trump una lettera pubblica di dimissioni [3]. Diversamente da quanto ha sostenuto la stampa, Mattis era d’accordo sul ritiro delle truppe dalla Siria, ma si diceva preoccupato del messaggio che avrebbe rappresentato per gli alleati della Coalizione anti-Daesh e della conseguente possibile fine della leadership statunitense [4]. Ritenendo di non poter consentire ad alcuno di impartirgli lezioni in pubblico, Trump ha immediatamente sollevato Mattis dalla funzione, senza tenerlo in carica nemmeno il tempo necessario a trovare il successore.

    Ciononostante, arrendendosi alle critiche di Mattis, Trump ha fatto un passo indietro e ha ammesso che il ritiro delle truppe sarebbe stato più lungo del previsto.

    - All’apertura della 116° seduta del Congresso, il 3 gennaio 2019, il rappresentante democratico Eliot Engels e il senatore repubblicano Marco Rubbio hanno presentato due proposte di legge (H.R. 31 [5] e S.1 [6]) che, in un articolo pressoché identico, prevedono sanzioni per impedire la ricostruzione della Siria. Successivamente, Engels, già autore del Syria Accountability Act del 2003, è stato eletto presidente della Commissione Esteri della Camera; James Rich è stato eletto per l’omologa Commissione del Senato. Rich ha immediatamente aderito alla proposta di legge contro la Siria.

    I due testi argomentano che ciò che impedisce la ricostruzione della Siria è il fatto che le vittime fotografate nel Rapporto Caesar siano state torturate dalla Repubblica Araba Siriana, non dagli jihadisti. Il testo del Senato si spinge oltre, avallando l’aiuto militare a Israele nel momento in cui questi ha ammesso di condurre un’intensa campagna di bombardamenti sulla Siria.

    - Il 10 gennaio 2019, in una conferenza all’Università Americana del Cairo, il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha esposto la nuova strategia per il Medio Oriente Allargato [7]:
    1. lottare contro il terrorismo islamico;
    2. lottare contro l’Iran e i suoi alleati;
    3. ritirarsi militarmente dalla regione e far subentrare una “NATO” arabo-israeliana.

    Tuttavia, oltre al fatto che la divisione della regione fra arabi e persiani rappresenterebbe un pericolo ancor più grande della situazione attuale, un’alleanza arabo-israeliana sembra improbabile perché, pur potendo contare su governi che già collaborano in segreto, dovrebbe misurarsi con il parere contrario delle popolazioni.
    Nel frattempo, il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Bolton, ha istituito un’internazionale terrorista contro l’Iran, mettendo insieme elementi arabo-sunniti di Daesh e persiano-sciiti dei Mujahiddin del Popolo [8].

    - Lo stesso giorno, il 10 gennaio, il segretario di Stato Mike Pompeo ha rilasciato una dichiarazione pubblica contro il Venezuela, dando via libera a Juan Guaido per autoproclamarsi presidente ad interim [9]. Ne è seguita la crisi costituzionale che conosciamo.

    Mentre la stampa occidentale e i venezuelani interpretano il conflitto come la messa in discussione del governo bolivariano, un po’ prima di questi ultimi accadimenti, Réseau Voltaire annunciava che il Pentagono avrebbe messo in atto nel Bacino dei Caraibi la stessa strategia già sperimentata con i Grandi Laghi africani, poi nel Medio Oriente Allargato [10]. Dopo lunghe discussioni interne, il ministero degli Esteri russo prendeva una posizione analoga alla nostra [11]. In particolare, Mosca ha dichiarato: «La creazione deliberata e manifestamente ben orchestrata in Venezuela di un doppio potere e di un centro decisionale alternativo apre la via al caos e allo sgretolamento dello Stato venezuelano».

    - Il 22 gennaio il Partito Democratico ha fatto adottare alla Camera dei Rappresentanti una legge che vieta al presidente Trump di ritirarsi dalla NATO [12]. Uno dei redattori è Eliot Engels.

    Benché questa legge non sia stata discussa durante la campagna per le elezioni di metà mandato, il Partito Democratico l’ha giudicata prioritaria rispetto agli impegni sull’Obamacare. Insieme al segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, a luglio 2018 Engels si era espresso in una libera tribuna a favore dell’Alleanza [13].

    - Il 26 gennaio Mike Pompeo ha annunciato che il neoconservatore Elliott Abrams sarebbe stato l’inviato speciale per il Venezuela. Ebbene, due anni fa Abrams era il candidato degli imperialisti alla segreteria di Stato. Il suo nome è legato alle peggiori operazioni segrete degli Stati Uniti in America Latina durante la guerra fredda.

    Il neoconservatorismo è una forma di trotskismo, dunque ideologicamente di estrema sinistra, legatosi all’apparato statale durante l’amministrazione Reagan. A ogni alternanza politica i suoi partigiani hanno continuamente oscillato da destra a sinistra e viceversa. Si sono opposti all’elezione di Trump, cui però ora si sono aggregati.

    C’è stata dunque una nuova impostazione dell’AfriCom, del CentCom e del SouthCom, che autorizza questi comandi supremi a difendere gli interessi, non più del popolo degli Stati Uniti, bensì delle società transnazionali e d’Israele. Da sempre associati a questa politica, i neoconservatori, o almeno uno dei loro esponenti più illustri, sono di ritorno.

    Questi elementi sembrerebbero dimostrare che Partito Repubblicano e amministrazione Trump stanno cambiando radicalmente la propria politica e ritornano – con l’eccezione del rifiuto di permettere che organizzazioni terroriste amministrino Stati – alla politica del Partito Democratico, del presidente Barack Obama e di Hillary Clinton: l’imperialismo militare al servizio delle transnazionali.

    I principali finanziatori del Partito Repubblicano sembra abbiano preso atto di questa rinuncia. I Fratelli Koch hanno infatti annunciato che non sosterranno la rielezione di Trump [14].
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1085
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    TRUMP RESTA IN SIRIA: “DOBBIAMO PROTEGGERE ISRAELE”
    Maurizio Blondet 6 Febbraio 2019 27 commenti

    A dicembre aveva annunciato, di punto in bianco, il ritiro “immediato e totale” delle truppe Usa in Siria. Adesso Trump, in una intervista alla CBS (Face the Nation), ha detto: “Ci stiamo e ci resteremo. Dobbiamo proteggere Israele “. Poi – dando la spaventosa impressione negare ciò che ha sempre affermato: ” Guardate, stiamo proteggendo il mondo “, ha aggiunto. “Stiamo spendendo più soldi di quanti ne abbiano mai spesi nella storia…..” Ciò, subito dopo che una delegazione israeliana guidata da Netanyahu è arrivata a Washington a spiegare che i 200 commandos USA nel deserto sudorientale siriano ai confini con l’Irak sono l’ultima linea di difesa contro l’”espansione iraniana in Siria”, e quindi devono restarci sine die.

    La capitolazione totale di The Donald davanti ai neocon è segnalata perfettamente dalla comparsa al suo fianco di Elliott Abrams, l’ebreo delle operazioni nere, il pregiudicato dell’Iran-Contra (poi “perdonato” da Bush: si veda l’articolo di Meyssan

    https://www.maurizioblondet.it/liran-spalle-al-muro/) a cui Trump – o chi lo manovra – ha affidato le operazioni contro il Venezuela e contro l’Iran.


    Elliott Abrams, anima nera neocon. Nel 1995 propose alla lobby che, per battere il declino dell’influenza ebraica sulla politica americana, bisognava che si alleasse agli evangelici e ai cristiani sionisti. Così l’ebraismo americano, che era “di sinistra”, si fece “di destra”.
    Voci precise dicono che l’Iran sarà attaccato entro sei mesi, forse prima. Nella stessa intervista alla CBS, Trump ha detto che vuole mantenere i 5 mila soldati in Irak, specificamente la base aerea di Ain al-Assad allo scopo di “sorvegliare l’Iran”.

    “Uno dei motivi per cui voglio tenerla è perché voglio osservare un po ‘l’Iran perché l’Iran è un vero problema”, ha detto Trump : “Tutto quello che voglio fare è essere in grado di guardare: abbiamo un’incredibile e costosa base militare costruita in Iraq, che si trova in una posizione perfetta per guardare in tutte le diverse parti del Medio Oriente in difficoltà piuttosto che ritirarsi”, ha detto. “E questo è ciò che molte persone non capiscono, continueremo a osservare e continueremo a vedere e se ci sono problemi, se qualcuno sta cercando di farsi armi nucleari o altro, andremo per saperlo prima di loro. ”

    – dando la penosa sensazione di ripetere da vecchio pappagallo allucinato, persino le espressioni verbali tipiche di Netanyahu.


    l’espressione di Trump.
    Ciò ha suscitato le immediate e indignate reazioni del governo iracheno. “La costituzione dell’Irak rigetta ogni utilizzo dell’Irak per aggredire un paese vicino”, ha dichiarato il presidente Barham Saleh. “Le forze americane sono presenti per nel quadro di accordi fra i due paesi per combattere il terrorismo, ogni azione compiuta al di fuori di questo quadro è inaccettabile”. Il deputato Sabah al Saadi , membro del blocco guidato da Muktada al Sadr, ha aggiunto che dopo queste dichiarazioni, “la partenza delle truppe americane diventa un obbligo nazionale”. “Ci aspettiamo che gli Usa evitino di spingere l’Irak in un conflitto regionale”, ha scritto Sarkawt Chemseddin, deputato del partito curdo (di opposizione) Nuova Generazione. Insomma le forze politiche irachene sono acutamente coscienti del pericolo.


    (Già il 13 agosto 2018 il presidente Trump aveva firmato il ” John S. McCain National Defense Authorization Act per l’anno fiscale [FY] 2019″, Il budget della difesa degli Stati Uniti che dà priorità al rafforzamento di Israele per dissuadere l’Iran)
    L’uscita di Trump sembra aver colto di sorpresa persino il Pentagono, o almeno il suo settore istituzionale. l generale Joseph Votel, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato durante una commissione per i servizi armati del Senato martedì che non gli sono stati assegnati “compiti supplementari” sulla missione USA in Iraq. Un funzionario d’alto livello del Dipartimento di Stato ha detto ai giornalisti che la missione statunitense in Iraq non è cambiata. “Le nostre truppe sono lì su invito del governo iracheno, articolato dall’accordo quadro strategico, sono lì per la sconfitta dell’ISIS, che non è cambiato” ha detto il funzionario, sottolineando che l’accordo è “basato sul rispetto della sovranità reciproca”.
    https://edition.cnn.com/2019/02/04/p...nts/index.html

    “Anch’io ho un messaggio per i tiranni di Teheran: Israele continuerà a muoversi apertamente per proteggere il suo futuro”, ha detto Netnyahu. “Apertamente” allude al fatto che i comandi israeliani hanno rivendicato pubblicamente di aver colpito la Siria, e specificamente le posizioni degli iraniani in Siria, centinaia di volte.


    La prossima guerra conto l’ultimo “Amalek”
    Probabilmente fa parte della “preparazione” psicologico-politica dell’attacco all’Iran anche questa notizia:

    Germania, il partito di destra AfD ha lanciato un proprio sottogruppo interno di soli ebrei

    5 Febbraio 2019

    By Sara Bagnoli

    Fondata da 19 iscritti ad oggi conta 7.287 mi piace e 7.706 followers su Facebook e sta facendo discutere la comunità ebraica tedesca. Ma cosa ci fa un gruppo di ebrei in un partito in cui molti esponenti più o meno rilevanti hanno messo in discussione la gravità dell’Olocausto?

    …Il fondatore del gruppo “Ebrei nell’AfD” è Wolfgang Fuhl, 58 anni, candidato dell’AfD alle scorse edizioni federali in Baden Württemberg, ebreo : «Credetemi, io non sono stato strumentalizzato da nessuno, sono un conservatore e vorrei continuare a vivere in Germania. Siamo a malapena 140.000 ebrei in questo paese e in poco tempo ce ne andremo tutti. E non ce ne andremo a causa dell’AfD o degli estremisti di estrema destra, ma a causa dell’antisemitismo di radice islamica.» Ci sono vari motivi secondo l’esponente dell’AfD che spingono molti cittadini ebrei a votare per il partito euroscettico, e anche solo pensare di sapere cosa effettivamente votino gli ebrei in qualche modo è una forma di discriminazione. Fuhl afferma inoltre che: «La Merkel ha diviso questo paese e le divisioni politiche si ripercuotono in famiglia e nelle varie comunità, fra queste anche la comunità ebraica, perché dunque i cittadini ebrei dovrebbero essere differenti dal resto della Germania?». Il candidato dell’AfD ritiene inoltre che il suo partito abbia molti iscritti e militanti ebrei ma ovviamente non può dare un numero preciso perché è vietato raccogliere dati personali degli iscritti, ovviamente però vede nel gruppo Juden in der AfD una possibilità di ampia crescita. Il principale motivo per cui molti ebrei si sono iscritti è che l’AfD è l’unico partito che ha denunciato fortemente la presenza di un “antisemitismo di importazione”, dovuto soprattutto alla gestione dei flussi migratori del 2015.

    https://berlinocacioepepemagazine.co...di-soli-ebrei/


    Sotto costrizione?

    https://www.maurizioblondet.it/trump...ggere-israele/

    Penso che Amalek possa essere inteso come l'uomo bianco occidentale.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1086
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    A Chicago prima sindaca afro-americana - Ultima Ora - ANSA

    Società alla fine, che si regge ormai solo sulle armi e le guerre.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1087
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    A Chicago prima sindaca afro-americana - Ultima Ora - ANSA

    Società alla fine, che si regge ormai solo sulle armi e le guerre.
    E' tutta una parabola studiata da secoli, i bianchi servivano solo a far grande l'america.Ora non servono più.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #1088
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    I GUAI DI TRUMP FRA JARED E COHEN
    Maurizio Blondet 2 Marzo 2019 12 commenti
    Bisogna recuperare un po’ di notizie

    Sui travagli di Donald Trump, messo nei guai dal suo avvocato e “consigliori” mafioso Cohen, e dal bel genero, Jared Kushner.

    Cominciamo dal secondo:

    Il complotto di Jared per dare l’Atomica all’amico re saudita e farci dei soldi
    L’ha scoperto la Commissione della Camera (bassa) per la supervisione della spesa pubblica: un piano per vendere all’Arabia Saudita tecnologia nucleare, aggirando la legge americana che vieta il trasferimento di tecnologie nucleari militari a paesi terzi.

    Alla base della trama una ditta-ombra, chiamata IP3 International. La quale ha presentato al principe della corona, il ben noto Mohamed Bin Salman, un progetto definito “Il Piano Marshall del 21mo secolo per il Medio Oriente”, detto anche Iron Bridge, Ponte di Ferro.



    Impressionante la lista dei capi della IP3 International che hanno firmato l’impegno col saudita: generale Keith Alexander, generale Jack Keane, dal contrammiraglio Michael Hewitt, e Bud McFarlane nonché dai dirigenti di sei società – Exelon Corporation, Toshiba America Energy Systems, Bechtel Corporation , Centrus Energy Corporation, GE Energy Infra e Siemens USA.



    Dei Dottor Stranamore sopra elencati, il più significativo è Robert “Bud” McFarlane: un nome del passato quasi leggendario. Eccolo qui, ultraottantenne, (è del 1937) ancora a tramare in armamenti. Fu lui infatti che ai tempi di Ronald Reagan, come consigliere della sicurezza nazionale, architettò ed operò il losco e complicatissimo scambio di armi vendute all’Iran (in violazione dell’embargo in vigore) e per finanziare i Contras antisandinisti in Nicaragua, passato alla storia nera come lo scandalo Iran-Contra, per cui “Bud” fu condannato alla galera, ma perdonato dal presidente, che nel frattempo era diventato l’ex capo della CIA George H. Bush. Esattamente come Elliott Abrams anche lui pardoned, perché da assistente del segretario di stato reaganiano si coinvolse nell’Iran Contra e in genere, in tutte le trame di intervento armato, palese ed occulto degli Usa in America Latina: anche lui lo si poteva credere morto e invece lo troviamo, nominato da Trump “special envoy” per il Venezuela, dove sicuramente sta applicando i suoi noti metodi in intervento palese ed occulto.


    McFarlane, classe 1937.
    Questi personaggi sono, per così dire, la prima generazione di neocon, militari o diplomatici sovversivi dell’ordine mondiale nel presunto interesse degli Stati Uniti – erano usciti di scena dagli anni ’80. I buoni uffici di Jared hanno consentito loro di ricomparire a fianco di Trump, dove possono esplicare il loro rinomato know how.



    Ma l’uomo di punta della IP3 è stato, lo credereste? Il generale Michael Flynn, quello che Trump fece suo primo consigliere della sicurezza nazionale, l’uomo dell’intelligence militare, che poi dovette abbandonare la Casa Bianca perché aveva mentito su suoi incontri con l’ambasciatore di Mosca a Washington. Orbene, Flynn ha viaggiato in Arabia Saudita per conto della IP3 per organizzare l’insediamento di sei centrali nucleari, formalmente per la produzione di energia elettrica.

    Ciò apre uno spiraglio in un fatto taciuto, ma molto importante nelle distorsioni della politica estera USA: questi generali in pensione, o caduti in disgrazia, devono pur cercarsi un lavoro e uno stipendio – e lo trovano nelle imprese del settore militare-industriale o nel lobbismo politico-militare, indifferentemente israeliano o saudita (che paga di più). I nuovi (o vecchi) datori di lavoro utilizzano volentieri le competenze che hanno acquisito nelle guerre segrete, e conoscenze con i generali ancora in servizio, che questi sanno contattare amichevolmente, e che una volta in pensione, anche loro vogliono procurarsi “consulenze”: molte decisioni politiche nascono a questo livello.

    Decisioni fatali, come quella di fornire l’Arabia Saudita della bomba atomica, in cambio di compensi di “miliardi” di dollari.

    La Commissione della Camera ha appurato che il piano è promosso da Jared Kushner, al quale i congiurati hanno affidato il compito di sedurre il vecchio. Nel rapporto si legge che nel marzo 2017 si è tenuto un incontro: “Era presente anche un agente del National Security Council, il quale ha poi riferito il signor Harvey stava ancora tentando di promuovere il piano IP 3″ in modo che Jared Kushner possa presentarlo al Presidente per l’approvazione “.

    Il signor Harvey è Derek Harvey, Senior Director per gli affari del Medio Oriente e del Nord Africa al Consiglio di sicurezza nazionale; il quale ha assunto il piano di armare con l’atomica i sauditi come parte di quello che hanno fatto passare come Piano Marshall per il Medio Oriente.

    Una guerra nei Balcani? Per salvare il Deep State
    Anche perché il Deep State di prima, quello di Obama e Hillary Clinton, si sente in pericolo. Adesso per esempio sta per andarsene Dan Coats, nominalmente il direttore della National Intelligence (DNI) ossia l’uomo che coordina tutte le decine di agenzie di spionaggio e ne riferisce, unico, al presidente. “E’ l’ultimo rimasto della vecchia guardia dei mafiosi”, spiega Umberto Pascali: “Brennan (CIA) è andato, Comey (FBI) è andato; ed ora l’intero apparato mediatico sta difendendo l’ultimo, Dan Coates appunto, che è in scadenza. Senatori democratici e repubblicani insieme, perfettamente bipartisan, ingiungono a Trump di non mandare via Coates” – con un fuoco di sbarramento troppo anticipato, tanto da sorprendere lo stesso Donald. Il quale s’è sentito chiedere dai giornalisti come mai voleva liberarsi del direttore del DNI, e lui: “Non ci ho nemmeno pensato”.


    Dan Coats
    Il punto è che Coates è impegnatissimo in queste settimane a cercare di provocare un conflitto nei Balcani – e far diventare la mai guarita piaga del Kossovo una vera guerra dei serbi contro gli albanesi. Il Deep State ha bisogno di una guerra subito. Del conflitto serbo-albanese daranno la colpa a Putin. Anzi Coates s’è portati avanti e lo ha già fatto: in un rapporto al presidenet ha “previsto” che i Balcani sono a rischio di conflitti a bassa intensita, fino a sfociare in un conflitto aperto nel 2019, perché “la Russia cercherà di sfruttare le tensioni inter-etniche e gli alti livelli di corruzione per impedire ai paesi della regione di spostarsi verso la UE e la NATO”. Ovviamente, invelenire le tensioni interetniche è proprio la specialità del Deep State, come abbiamo visto in Irak e Siria, Libia e Ucraina. Aspettiamoci le fiamme nell’ex Jugoslavia.

    https://srbin.info/2019/02/01/americ...ce-ove-godine/

    Anche perché la limitata capacità di attenzione di Donald Trump è concentrata sulle “rivelazioni” che fa al Congresso il suo avvocato delle faccende sporche Daniel Cohen. Il quale, confessatosi colpevole di molteplici porcherie, per ridurre la sua pena sta facendo il possibile per rafforzare il teorema dell’inquisitore Mueller: il Russiagate, il fatto che Trump sarebbe una pedina di Putin. Un teorema già per conto suo scaduto, che non riesce a tenere in piedi. “Non posso fornire alcun esermpio concreto di collusione coi russi”, ha dovuto ammettere. Ma in compenso ha spiegato per filo e per segno tutti i lavori sporchi che ha fatto per Donald, fra cui il pagamento (già noto) della escort di lusso…

    Cohen contro Trump ha detto due verità
    Della testimonianza di Cohen – uno che mente come respira: è il suo mestiere – val la pena di ritenere tre cose.

    La foga con cui si guadagna il pubblico progressista, insultando Trump: “Voi non lo conoscete, io sì! E’ un razzista. E’ un truffatore, Un imbroglione. “Lo scopo di tutto nell’organizzazione Trmp è di proteggere Trump, e di mentire per questo. Ogni giorno, andando al lavoro, sapevamo che ci andavamo per mentire su qualcosa, su qualunque cosa, e lo avremmo fatto per lui. E questo è diventato la norma, questo è quello che avviene attualmente in questo paese ….Questa distruzione della nostra civiltà nei nostri rapporti è diventata incontrollabile”.


    L’onesto avvocato Cohen
    Una sacrosante verità (da quella bocca!): che vale per qualunque staff di qualunque miliardario che ha fatto fortuna nel capitalismo terminale. Mentire e mentire su qualunque cosa. Infatti anche Marc Zuckerberg ha comprovatamente mentito al Congresso, ovviamente con il suo staff, cosa che però non lo ha fatto incriminare.

    https://edition.cnn.com/2018/12/21/o...imo/index.html

    Le altre cose interessanti che ha detto Cohen sono:

    che Trump ha continuato a farei suoi affari (alberghieri) in Russia anche durante la campagna elettorale, perché “nemmeno per un secondo ha mai creduto di poter vincere le elezioni”, “lui di politica s’è sempre infischiato”, quindi pensava che sarebbe tornato al business dopo la campagna. E’ la tesi sostenuta anche da Michael Moore: The American Berlusca sceso in campo per difendere le sue aziende, e trovatosi ad intercettare l’incredibile onda di rabbia popolare, la gigantesca marea che lo ha portato alla Casa Bianca – dove non sa esattamente quello che fa, non controlla gli apparati e governa per twitters. E’ una tesi di cui tenere conto.

    L’altra cosa che ha detto Cohen e vale la pena di annotarsi, è: “Io ho davvero paura che non ci sia la possibilità di una transizione pacifica se Trump è sconfitto nelle elezioni del 2020”. Probabilmente, Cohen intende che Trump, con un twitter sia in grado di accendere la marea di rabbia popolare che l’ha elevato alla presidenza , e provocare o un colpo di stato, o una guerra civile – o comunque tremendi disordini in un paese lacerato e immiserito dalle guerre e dalle iniquità del capitalismo terminale.


    https://www.maurizioblondet.it/i-gua...jared-e-cohen/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1089
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.maurizioblondet.it/7-mil...cubo-subprime/

    7 milioni di americani che non pagano rate auto, report Fed riesuma l’incubo ‘subprime’.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1090
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Le altre cose interessanti che ha detto Cohen sono:

    che Trump ha continuato a farei suoi affari (alberghieri) in Russia anche durante la campagna elettorale, perché “nemmeno per un secondo ha mai creduto di poter vincere le elezioni”, “lui di politica s’è sempre infischiato”, quindi pensava che sarebbe tornato al business dopo la campagna. E’ la tesi sostenuta anche da Michael Moore: The American Berlusca sceso in campo per difendere le sue aziende, e trovatosi ad intercettare l’incredibile onda di rabbia popolare, la gigantesca marea che lo ha portato alla Casa Bianca – dove non sa esattamente quello che fa, non controlla gli apparati e governa per twitters. E’ una tesi di cui tenere conto.

    L’altra cosa che ha detto Cohen e vale la pena di annotarsi, è: “Io ho davvero paura che non ci sia la possibilità di una transizione pacifica se Trump è sconfitto nelle elezioni del 2020”. Probabilmente, Cohen intende che Trump, con un twitter sia in grado di accendere la marea di rabbia popolare che l’ha elevato alla presidenza , e provocare o un colpo di stato, o una guerra civile – o comunque tremendi disordini in un paese lacerato e immiserito dalle guerre e dalle iniquità del capitalismo terminale.


    https://www.maurizioblondet.it/i-gua...jared-e-cohen/
    I coheniti se ne intendono di affari!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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