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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1911
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Come al tempo dei pirati

    Categoria: Geopolitica
    12 Dicembre 2025
    Visite: 7638

    Siamo tornati all’età dei pirati. Solo che una volta i predoni del mare usavano dei piccoli battelli per abbordare le navi da rapinare, mentre ora usano gli elicotteri e si calano dal cielo come nei film d’azione. Ma, a parte l’estetica, nulla nella sostanza è cambiato.

    La prepotenza del più forte si impone su chi è debole e indifeso, e se per caso qualcuno osasse obiettare su questo tipo di azione violenta, è già pronta la risposta “legale” del ministro di giustizia Pam Bondi: “La petroliera era sotto sanzioni americane a causa del suo coinvolgimento in una rete di traffico illecito di petrolio che supporta organizzazioni terroristiche all’estero”.

    E se per caso chiedono al Presidente “che cosa ne farete del petrolio sequestrato?”, il Presidente risponde serafico “Immagino che ce lo terremo noi”.

    Che cosa gli vuoi dire? Comandano loro, nessuno protesta, e quindi fanno tutto quello che gli pare.

    Evviva la democrazia, evviva la giustizia internazionale, evviva gli Stati Uniti, faro e guida di tutto il mondo occidentale.

    Massimo Mazzucco

    Fonte AP: https://www.aol.com/articles/trump-s...201946333.html

    https://luogocomune.net/geopolitica/...mpo-dei-pirati
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #1912
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    L’oro del Venezuela

    Categoria: Geopolitica
    04 Gennaio 2026
    Visite: 27701



    Nei giorni scorsi molti commentatori – giustamente – hanno puntato il dito sulla questione del petrolio venezuelano. Nessuno ovviamente crede alla storiella del narcotraffico, ed è chiaro a tutti che il petrolio del Venezuela facesse gola agli Stati Uniti. Era quello il motivo principale della rimozione di Maduro.

    In fondo l’ha dichiarato apertamente lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa: “Riprenderemo il controllo dell’infrastruttura petrolifera, e rivenderemo noi al mondo il petrolio del Venezuela”.

    Sembra però esserci anche un altro motivo, molto meno vistoso, che può aver portato alla rimozione del presidente venezuelano: il fatto che da quasi sei anni stesse cercando testardamente di riportare a casa l’oro del Venezuela, detenuto nel caveau della Banca d’Inghilterra.

    Si tratta di circa 31 tonnellate di lingotti d’oro, al valore odierno di oltre 4 miliardi di dollari, che lo stesso Venezuela aveva depositato nella Banca di Inghilterra “perché quello è il caveau più sicuro del mondo”.

    Talmente sicuro, che sembra essere estremamente difficile farne uscire l’oro, anche se è di tua proprietà.

    Ora fate attenzione alle date, perché sono importanti: nel dicembre del 2018 il ministro venezuelano dell’economia, Simón Zerpa, e il presidente della Banca Centrale venezuelana, Calixto Ortega, si recano a Londra per chiedere la restituzione di una parte dei lingotti d’oro là depositati. Il Venezuela ne aveva bisogno perché necessitava di acquistare materie prime dagli unici paesi che ancora gliele fornivano, ovvero Iran, Cina e Russia.

    Ma curiosamente, nemmeno un mese dopo, a Caracas si autoproclama “presidente legittimo” Juan Guaidò, un burattino uscito dal nulla che però, stranamente, viene subito riconosciuto come presidente legittimo del Venezuela da circa 50 paesi, fra cui proprio la Gran Bretagna.

    A quel punto la Banca d’Inghilterra ebbe un’ottima scusa per non restituire l’oro al Venezuela, dicendo che “Maduro non è il presidente legittimo, e quindi non ha diritto a richiedere indietro il suo oro”.

    Guarda a volte le coincidenze.

    In seguito a questo rifiuto, Maduro diede inizio ad una causa internazionale, per avere indietro l’oro del Venezuela. Della serie “tanti auguri Nicolàs”.

    Persino durante il Covid, nel 2020, quando Maduro tornò a chiedere l’oro perchè aveva bisogno di acquistare equipaggiamenti e medicinali per i suoi malati, gli venne detto di no. E questo nonostante Maduro avesse proposto di far passare il denaro dalle Nazioni Unite, che avrebbero fatto da garante per controllare il modo in cui sarebbe stato speso quel denaro.

    Nada, niet, nulla: l’oro del caveau non si tocca.

    E per essere sicuri che Maduro fallisse nel suo intento, nel 2020 il Ministro degli Esteri USA Mike Pompeo e il Consigliere Nazionale per la Sicurezza, John Bolton, hanno pure emesso una specie di fatwa globale, che avvisava “banchieri, broker, operatori di borsa e di finanza” di non trattare “oro, petrolio o altri beni venezuelani rubati al popolo venezuelano dalla mafia di Maduro”.

    (Curioso come i peggiori messaggi mafiosi arrivino sempre da quelli che danno del mafioso agli altri).

    Alla fine del 2025 la causa intentata da Maduro era ancora attiva nei tribunali inglesi, e con il de-riconoscimento di Guaidò (avvenuto già nel 2023) rischiava di andare definitivamente a favore del presidente venezuelano.

    Sarà questo uno dei motivi – oltre al petrolio, naturalmente - che hanno portato alla impellente necessità di togliere di mezzo Nicolàs Maduro?

    Perchè è vero che 30 tonnellate di oro sono una bazzecola, ma la Banca d’Inghilterra detiene circa 5.000 tonnellate di oro (circa 400.000 lingotti), di proprietà di una trentina di nazioni diverse: potrebbe essere questo un messaggio lanciato a tutte le altre nazioni che detengono l’oro nel Regno Unito, di non provarci nemmeno a richiederlo indietro?

    Massimo Mazzucco

    Fonti:
    BBC https://www.bbc.com/news/world-latin-america-52733299
    REUTERS https://www.reuters.com/article/us-v...idUSKBN1O51II/
    THE GUARDIAN https://www.theguardian.com/world/20...enezuelan-gold
    DECLASSIFIED UK https://www.declassifieduk.org/why-i...nk-of-england/
    VENEZUELA SOLIDARITY https://www.venezuelasolidarity.co.u...vJuly-2025.pdf

    https://luogocomune.net/geopolitica/...-del-venezuela
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    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1913
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.maurizioblondet.it/madur...guai-alla-cia/
    Maduro darà dei guai al Deep State?
    Da riportare.
    Lettura molto interessante.

  4. #1914
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    chi crede all'esistenza del Deep State che è contro Trump dopo che questo ha bombardato 8 paesi in un solo anno deve trovarsi un neurologo fottutamente bravo.
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  5. #1915
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    chi crede all'esistenza del Deep State che è contro Trump dopo che questo ha bombardato 8 paesi in un solo anno deve trovarsi un neurologo fottutamente bravo.
    Zero USA? Magari!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  6. #1916
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    chi crede all'esistenza del Deep State che è contro Trump dopo che questo ha bombardato 8 paesi in un solo anno deve trovarsi un neurologo fottutamente bravo.
    Non oso neppure immaginare dove dovrebbe essere rinchiuso chi crede a tutte le panzane.
    Non credere all'esistenza del Deep State significa non stare troppo bene.
    Poi riportare articoli diversi non significa crederci, ma dare un quadro il più ampio possibile.
    La faccenda Venezuela non è per nulla chiara.

  7. #1917
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    L’arresto di Maduro è una operazione contro il Deep State USA (spiegato bene)
    Maurizio Blondet 7 Gennaio 2026

    ��Un informatore dell’intelligence militare venezuelana CONFERMA che la Central Intelligence Agency (CIA) esternalizza il suo software di manipolazione delle elezioni e le macchine per il voto (Smartmatic) all’estero per rovesciare i governi stranieri, incluso quello degli Stati Uniti.

    RIF: SISTEMI DI MANIPOLAZIONE DELLE ELEZIONI DI DOMINION E SMARTMATIC

    Esperto di sicurezza informatica — Colonnello Phil Waldron: “Ecco alcuni dei tradimenti che abbiamo scoperto nelle elezioni generali del 2020, in cui cinque stati chiave hanno tutti interrotto il conteggio dei voti nello stesso momento in questi stati cruciali in cui si svolgevano le elezioni.

    Questi erano tutti i luoghi in cui venivano utilizzate le macchine Dominion, le macchine ES&S e il software Smartmatic. Quindi, quando il conteggio dei voti si è interrotto — e questo è stato notato anche in altri paesi — il presidente Trump era significativamente in vantaggio. Quando la segnalazione e il conteggio sono ripresi, si è verificato un massiccio picco a favore di Joe Biden.”


    �� Il dittatore comunista venezuelano Nicolás Maduro è riuscito a rovesciare il governo venezuelano utilizzando i sistemi di manipolazione Dominion-Smartmatic. I sondaggi di uscita hanno mostrato che aveva perso di 35 punti.

    Una volta al potere, ha iniziato a imprigionare le persone che si rifiutavano di accettare i risultati delle elezioni. Questo suona familiare?

    Vinceremo questa battaglia insieme, Unisciti!
    t.me/RobertKennedyJr_Official ✅

    Telegram (http://t.me/RobertKennedyJr_Official)

    Dopo l“arresto” di Maduro, il prossimo scandalo sulla truffa elettorale del 2020. Il ruolo di Lord Mark Malloch-Brown, il controllore di Smartmatic
    Smartmatic è stata fondata nell’aprile 2000 a Boca Raton, Florida, da tre ingegneri venezuelani: Antonio Mugica (che divenne CEO), Alfredo José Anzola (che funse da COO fino alla sua morte in un incidente aereo nel 2008), e Roger Piñate (che divenne presidente e COO). L’azienda inizialmente si concentrava su sistemi di trasmissione dati sicuri e automazione, prima di pivotare verso tecnologie di voto elettronico, con il suo primo contratto importante nel 2004 per il referendum elettorale in Venezuela sotto il governo di Hugo Chávez. I fondatori si erano incontrati mentre studiavano ingegneria in Venezuela e in seguito si trasferirono negli USA per avviare l’attività, incorporandola come entità del Delaware con operazioni in Florida. I finanziamenti iniziali provenivano da investitori privati, inclusi fonti venezuelane, e l’azienda si espanse a livello internazionale, ottenendo contratti nelle Filippine, in Belgio e altrove.

    Il collegamento con Lord Mark Malloch-Brown (un diplomatico britannico ed ex vice segretario generale delle Nazioni Unite) emerse in seguito nella storia di Smartmatic. Nel 2014, Smartmatic subì una ristrutturazione aziendale, formando la SGO Corporation Limited come società madre con sede a Londra per supervisionare le operazioni globali e gli investimenti in tecnologie elettorali, privacy dei dati e iniziative per città intelligenti. Malloch-Brown entrò nel consiglio di amministrazione di Smartmatic nel 2014 e divenne presidente di SGO nel 2015, un ruolo che mantenne fino alle dimissioni nel 2023 a causa di cause per diffamazione legate a rivendicazioni di cospirazione sulle elezioni USA. Il suo coinvolgimento fu presentato come fornitura di supervisione strategica, sfruttando la sua esperienza nello sviluppo internazionale e nella governance; ha dichiarato pubblicamente che Smartmatic “non è mai stata un’azienda venezuelana” nonostante le origini dei fondatori e i primi contratti lì. I legami di Malloch-Brown si estendevano anche ad altre organizzazioni come le Open Society Foundations (fondate da George Soros), dove funse da vice presidente, alimentando speculazioni in alcuni ambienti su influenze politiche, sebbene non sia documentato alcun controllo operativo diretto sui sistemi di voto da parte sua.


    Il percorso aziendale da Smartmatic a Sequoia Voting Systems a Dominion Voting Systems coinvolge una serie di acquisizioni e cessioni, principalmente guidate da scrutini regolatori sulla proprietà straniera:

    Smartmatic acquisisce Sequoia (2005): Nel marzo 2005, Smartmatic, allora un’azienda privata con fondatori venezuelani e legami con le elezioni venezuelane, acquisì Sequoia Voting Systems, un fornitore californiano di macchine per il voto elettronico utilizzate nelle elezioni USA (inclusi scanner ottici e sistemi touch-screen come l’AVC Advantage). L’accordo fu annunciato come una “combinazione” per formare un leader globale nelle tecnologie di voto, con Smartmatic che pagò un importo non divulgato. Sequoia operava dagli anni ’80 e deteneva contratti in circa 20 stati USA. Questa acquisizione sollevò preoccupazioni a causa dei legami venezuelani di Smartmatic, portando a un’indagine nel 2006 da parte del Comitato USA sugli Investimenti Esteri (CFIUS) su potenziali rischi per la sicurezza nazionale, inclusi timori di interferenze straniere nelle elezioni USA. Non furono trovate irregolarità, ma l’indagine evidenziò la struttura proprietaria di Smartmatic, che includeva partecipazioni attraverso un’entità olandese.
    Smartmatic cede Sequoia (2007): Sotto pressione dall’esame CFIUS e dallo scrutinio pubblico (inclusi interrogatori congressuali), Smartmatic vendette Sequoia nel novembre 2007 a un gruppo di investitori privati USA, specificamente al team di gestione esistente di Sequoia guidato da dirigenti come Jack Blaine (allora presidente). La vendita includeva tutti gli asset, la proprietà intellettuale e le operazioni, separando efficacemente il controllo di Smartmatic. Smartmatic non mantenne legami o accordi di licenza con Sequoia dopo la vendita, secondo dichiarazioni aziendali e documenti regolatori. Questa mossa fu posizionata come garanzia di proprietà USA per conformarsi agli standard di sicurezza elettorale.
    Dominion acquisisce gli asset di Sequoia (2010): Nel giugno 2010, Dominion Voting Systems, un’azienda fondata in Canada (stabilita nel 2003 a Toronto da John Poulos) con operazioni USA, acquisì gli asset principali di Sequoia Voting Systems dai suoi proprietari di gestione USA. L’accordo includeva la proprietà intellettuale di Sequoia, i contratti con i clienti, l’inventario e l’hardware/software delle macchine per il voto (come l’AVC Advantage e i sistemi di scansione ottica), ma non l’intera entità aziendale—Sequoia cessò effectively le operazioni indipendenti e fu integrata in Dominion. Dominion, che aveva precedentemente acquisito Diebold Election Systems (rinominata Premier Election Solutions) nel 2009, utilizzò questo per espandere la sua quota di mercato USA a oltre 300 giurisdizioni in 16 stati. L’acquisizione fu approvata dai regolatori USA, senza alcun coinvolgimento venezuelano o di Smartmatic notificato, poiché la catena di proprietà era stata interrotta tre anni prima. Dominion ha da allora mantenuto e certificato i sistemi originati da Sequoia sotto il suo marchio, ma sottolinea che non vi è condivisione di tecnologia, codice o proprietà con Smartmatic.
    ———————————

    **Lord Mark Malloch-Brown** (nome completo: George Mark Malloch Brown, Baron Malloch-Brown)
    Dal 2014 al 4 dicembre 2020 (quando è stato nominato presidente delle Open Society Foundations, per recidere tutti i legami con aziende private) chairman di SGO Corporation Limited (la holding company con sede a Londra il cui principale asset è Smartmatic).

    Appartenenza alla House of Lords
    È stato nominato life peer nel 2007 come Baron Malloch-Brown e rimane membro della Camera dei Lord britannica (status crossbench/indipendente dal 2012). Attualmente è in **leave of absence** (congedo), ma conserva il seggio e il titolo. Questo status è confermato dal sito ufficiale del Parlamento UK e da profili aggiornati al 2025-2026.

    Ruolo presso Smartmatic
    Ha ricoperto la carica di chairman di SGO Corporation Limited (la holding company con sede a Londra il cui principale asset è Smartmatic) dal 2014. Tuttavia, **ha lasciato l’incarico il 4 dicembre 2020**, quando è stato nominato presidente delle Open Society Foundations, per recidere tutti i legami con aziende private. Non ci sono registri pubblici che indicano un suo ritorno in quel ruolo al 2025 o 2026. Il sito di Smartmatic non lo elenca più nella leadership attuale, e fonti aggiornate (inclusa Wikipedia e annunci ufficiali di SGO) confermano la dimissione. Alcune fonti datate o secondarie (fino al 2025) potrebbero ancora menzionarlo erroneamente come chairman, ma questo è obsoleto.

    Collegamento con George Soros
    Ha servito come vice-chairman di Soros Fund Management e dell’Open Society Institute nel 2007, dimettendosi per entrare nel governo britannico. Ha mantenuto un’associazione professionale e personale stretta con George Soros, rientrando nel global board delle Open Society Foundations nel 2009 e servendo come presidente dal 2021 al giugno 2024.

    Ruolo alla World Bank
    È stato Vice-President per gli Affari Esterni (e brevemente per gli Affari ONU) alla World Bank dal 1994 al 1999, accreditato per aver migliorato outreach e partnership.

    Sawyer Miller
    È stato lead international partner (e poi co-proprietario) presso la firma di consulenza politica statunitense Sawyer-Miller Group dal 1986 al 1994, consigliando campagne politiche (es. Corazon Aquino nelle Filippine) e aziende.

    World Economic Forum
    Ha servito come Vice-Chairman del World Economic Forum (ruolo storico confermato in molteplici biografie).

    Coinvolgimento negli affari internazionali
    “Rimane profondamente coinvolto”, come indicato in biografie più vecchie. Dopo il 2024 (dimissioni dalla presidenza delle Open Society Foundations), ha assunto ruoli come Distinguished Visiting Fellow presso la Perry World House dell’Università della Pennsylvania (anno accademico 2025-2026), board member presso ODI Global (dal 2025), e continua a scrivere, tenere conferenze e consigliare su temi globali (es. consulente esterno per FMI e leadership della World Bank).



    https://www.maurizioblondet.it/larre...eep-state-usa/
    Ultima modifica di Eridano; 08-01-26 alle 17:33

  8. #1918
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #1919
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Usa, 315mila schede non firmate correttamente in Georgia/ Elezioni 2020, Fulton e il sospetto brogli di Trump
    Silvana Palazzo Pubblicato 13 Gennaio 2026

    https://www.ilsussidiario.net/news/u...trump/2923053/
    Ultima modifica di Eridano; 13-01-26 alle 15:29

  10. #1920
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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