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Che gli altri fossero tutti dall'Amerika?![]()


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Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Attacco hacker cinesi a portaerei Usa Ronald ReaganNord America.L'attacco è responsabilità di un gruppo di hackeraggio basato in Cina, afferma la FireEye
Non sono più neppure ridikoli, solo patetici.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Moscolungavita!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


I bookmakers inglesi dicono che la maggior parte delle persone scommette su Trump © REUTERS/ Mike Segar
MONDO 19:29 22.10.2016(aggiornato 190 22.10.2016) URL abbreviato 3913260 Trump questa settimana durante un discorso nella Carolina del Nord, ha sottolineato l'entusiasmo e la grande quantità di persone che sostengono il suo movimento e ha espresso l'ipotesi sulla probabilità di una grande, inaspettata vittoria, paragonabile solo alla Brexit. I bookmakers inglesi stanno accettando un gran numero di scommesse sulla vittoria del candidato alla Presidenza Donald Trump per le elezioni americane. E' possibile tracciare un'analogia con le scommesse sul risultato del referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Europe, la Brexit, hanno detto sabato al canale Fox News. Il rappresentante britannico e noto bookmaker William Hill ha spiegato che fino a 20 giorni prima del referendum nel Regno Unito il 70% dei giocatori ha scommesso sulla Brexit. Ora 17 giorni prima delle elezioni presidenziali americane, il 65% dei giocatori scommette sulla vittoria di Trump. "Ci sono stati sondaggi che indicavano che la Brexit non sarebbe avvenuta. E ora vediamo un fenomeno simile in occasione delle elezioni americane" ha detto Graham Charpy. Secondo un'indagine, ha sottolineato Fox News, ci sono un certo numero di persone che sono disposte a votare per il Trump, ma non lo ammettono pubblicamente e lo stesso è stato per gli inglesi che hanno votato Brexit. La maggior parte dei sondaggi negli USA dice che la vincente alle elezioni sarà Hillary Clinton. Trump questa settimana durante un discorso nella Carolina del Nord, ha sottolineato l'entusiasmo e la grande quantità di persone che sostengono il suo movimento e ha espresso l'ipotesi sulla probabilità di una grande, inaspettata vittoria, paragonabile solo alla Brexit.
Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...exit-vittoria/
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Trump ha detto che farà nei primi cento giorni di presidenza © REUTERS/ Carlo Allegri
MONDO 23:17 22.10.2016URL abbreviato 0 19250 Trump ha anche promesso di abbassare le tasse per la classe media, prendersi cura dei veterani e riparare componenti importanti infrastrutture del paese. Il candidato alla presidenza USA del partito Repubblicano Donald Trump sabato ha annunciato quali sono i problemi prioritari che intende risolvere nei primi 100 giorni, se sarà eletto presidente degli Stati Uniti. Trump ha promesso di fornire lavoro ai cittadini, creando la possibilità di 25 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni. Trump ha anche detto che ridurrà il livello di immigrazione clandestina nel Paese, rivedrà l'accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA) e l'accordo commerciale TTP, sostituirà il programma sanitario del presidente Barack Obama. Trump ha anche promesso di abbassare le tasse per la classe media, prendersi cura dei veterani e riparare componenti importanti infrastrutture del paese.
Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...presidenziale/
E si è pure tolto un sassolino dalla scarpa smerdando quella palla gonfia di Michelle.
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TPP, Obama e Clinton nei guai: Soros svela affari sporchi in Malaysia | Wall Street Italia
TPP, Obama e Clinton nei guai: Soros svela affari sporchi in Malaysia
24 ottobre 2016, di Daniele Chicca
NEW YORK (WSI) – Uno dei principali alleati degli Stati Uniti nei negoziati per trovare una accordo sul trattato di libero scambio transpacifico TPP è la Malaysia, un paese con un governo corrotto e un leader controverso.
Il trattato tra le Americhe e l’Asia, che è stato definito dall’allora segretaria di Stato Hillary Clinton “lo standard aureo di tutti i trattati commerciali”, è di primaria importanza per l’amministrazione Obama perché consentirebbe di tenere al guinzaglio la Cina, offrendo una corsia preferenziale ai paesi emergenti firmatari asiatici negli affari commerciali con gli Stati Uniti e scongiurare che si verifichino episodi come quello delle Filippine di Duterteche si sono allineati con Pechino in un’ottica anti Usa.
Il problema di questa strategia, segnala l’investitore multi miliardario George Soros in un memo trafugato e pubblicato da Wikileaks, è che in nome del TPP si sacrificano processi di transizione democratica in paesi la Malaysia, non a caso probabilmente lo stato più importante di tutti.
“In una regione che conta 240 milioni di musulmani, l’agenda musulmana democratica è stata sacrificata per collaborare con un regime reo di abuso di potere e corruzione“, deragliando inoltre gli sforzi nella lotta al traffico di esseri umani.Secondo la Open Society Foundation di Soros, se il TPP dovesse essere ratificato comprometterebbe in maniera definitiva le necessarie riforme economiche e politiche in un paese così importante come la Malaysia.
“I rapporti stretti dell’amministrazione Obama con il primo ministro Najib Razak hanno messo in discussione la credibilità degli Stati Uniti nella regione”, denuncia il memo.Il governo americano è accusato di essere complice di un’amministrazione corrotta. La Malaysia per esempio ha ricevuto dagli Usa concessioni e favori come nessun altro partecipante al TPP. Un caso esemplare è quello delfondo sovrano 1MDB. Da luglio 2015 il fondo della Malaysia è inguaiato in un’intricata rete di scandali di corruzione, tra cui episodi di frode e appropriazione indebita, che si presume abbiano visto coinvolto anche ilpremier Najib Razak.
Siccome senza l’apporto di Najib i TPP non può andare in porto, Obama viene accusato da Soros di essere un burattino del leader della Malaysia. Il consiglio del filantropo a Obama e Podesta, il capo della campagna elettorale di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali di novembre, è quello di “dissociarsi completamenteda Najib” e rendere il TPP libero dalle ingerenze politiche.
È in gioco la reputazione degli Stati Uniti, che uscirebbe largamente compromessa se Washington dovesse scendere ancora a patti con Najib. Gli Stati Uniti non potrebbero dimostrare di avere da offrire alla regione qualcosa in più rispetto alla Cina.
Se questo scenario ipotetico dovesse realizzarsi e Clinton dovesse seguire il suggerimento dell’amico Soros, segnando l’ennesimo voltafaccia politico degli Stati Uniti nella regione, allora conviene iniziare a speculare al ribasso sull’azionario della Malaysia, oppure accumulare Cds, i contratti per assicurarsi contro un eventualedefault del paese asiatico.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Bob Woodward, il giornalista che rivelò lo scandalo Watergate: "La Fondazione Clinton è corrotta"Mentre la stampa di destra accusa la Fondazione Clinton di clientelismo, corruzione e scandalo ( specialmente se i fatti e le ammissioni di dipendenti confermano le accuse ) -, queste accuse tendono ad essere generalmente ignorate dalla maggioranza, soprattuto se di sinistra, dei media mainstream....
Grazie, ma lo sapevamo da tempo.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Nessuno lo dice ma l'America del Premio Nobel per la Pace 2009 sta combattendo almeno cinque guerreI due principali candidati alla presidenza americana, così come i giornalisti che coprono l'elezione e moderano i dibattiti, stanno attivamente cospirando per evitare di parlare del fatto che gli Stati Uniti sono in guerra in almeno cinque paesi contemporaneamente: Iraq, Siria, Yemen,...
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IL PROGRAMMA DI TRUMP (CHE VI HANNO NASCOSTO) - Blondet & Friends
IL PROGRAMMA DI TRUMP (CHE VI HANNO NASCOSTO)
Maurizio Blondet 25 ottobre 2016 2
Vi hanno informato di come insulta le donne, i messicani, gli immigrati – e i giornalisti. Conoscete le signore che ha palpato 35 anni orsono. Ma del suo programma politico non vi hanno detto niente. Anzi, vi han fatto credere che un pagliaccio come quello non ha alcun programma. Ecco i punti che Donald Trump ha delineato nel suo recente discorso a Gettysburg, che Newt Gingrich ha definito “il più importante discorso politico della storia recente americana”.
1 Metterà un termine (ciò richiede un emendamento costituzionale) al numero di volte in cui un parlamentare può essere rieletto: l’assenza di tale limite ha reso il Senato Usa una casta di inamovibili. John McCain per esempio è senatore ininterrottamente da 16 anni, e prima è stato parlamentare dal 1983 al 2000. Quarant’anni sulla scena politica.
2 – Blocco delle assunzioni di dei dipendenti federali (tranne forze armate, sanità pubblica e polizia) allo scopo di ridurne il numero per attrizione.
3- Istituire un divieto di cinque anni per i dipendenti della Casa Bianca e del Congresso che lasciano il servizio, prima che possano impiegarsi come lobbisti. Il divieto sarà a vita per i dirigenti della Casa Bianca che fanno lobby per uno stato estero.
4 – Vietare ai lobbisti esteri di dare fondi per le elezioni americane.
5 – Rinegoziare il trattato commerciale NAFTA, o ritirarsene..
6 – Annunciare il ritiro dal Trans-Pacific Partnership (zona commerciale di cui fanno parte 12 paes i: Australia, Brunei, Canada, Cile,Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti,Vietnam).
7 – Dare al Segretario al Tesoro le direttive per accusare la Cina di manipolare la sua valuta (esportando di fatto sottocosto). Direttive al Segretario al Tesoro e allo US Trade Representative di identificare tutti gli abusi delle nazioni estere esportatrici che si traducono in un danno ingiusto ai lavoratori americani, e perché mettano fine immediatamente a tali abusi.
8 – Togliere tutte le restrizioni (volute dagli ecologisti) che limitano l’estrazione delle riserve energetiche americane; dare il via ai progetti infrastrutturali come l’oleodotto Keystone (dall’Alberta, Canada, al Texas), bloccato da Obama per motivi ambientalisti.
9 – Cancellare i miliardi dati all’ONU per far avanzare i programmi di cambiamento climatico, e dirigere quei fondi a rammodernare la rete idrica e le strutture ambientali dell’America.
10 – Abolire tutti gli atti esecutivi incostituzionali emanati dalla presidenza Obama.
11 – Iniziare le procedure per sostituire il giudice della corte suprema Antoni Scalia (cattolico, conservatore, bestia nera dei LGBT), da poco defunto: Trump ha dichiarato di avere “una sua lista di venti giudici che difenderanno la Costituzione”.
12 – Cancellare ogni finanziamento federale alle “Città Santuario” (Sanctuary Cities): sono una dozzina di grandi città (New York, Chicago, San Francisco) dove il Comune, progressista, vieta alle sue polizie locali di collaborare con le autorità federali di repressione dell’immigrazione clandestina, per esempio non richiedendo mai i documenti ad un individuo per accertarne lo stato di immigrante illegale.
13 – Cominciare l’espulsione dei due milioni di immigrati illegali che hanno commesso reati; cancellare i visti d’entrata in Usa agli stati esteri che non si riprendono indietro questi immigrati; sospendere l’immigrazione da aree del mondo dove pullula il terrorismo, e dove la selezione non può avvenire con sicurezza.
14 – Lavorare col Congresso ad una Legge di Alleviamento e Semplificazione Fiscale per la Classe Media: un piano ecnomico di forti riduzioni e semplificazioni fiscali specificamente destinato alle classi medie. Una famiglia di classe media con due figli avrà un taglio fiscale del35%. Il numero di scaglioni fiscali sarà ridotto dagli attuali 7 a 3. L’aliquota per le imprese, ridotta dal 35 al 15 per cento. Le migliaia di miliardi che le multinazionali americane hanno all’estero, saranno rimpatriati con una tassazione del 10%.
15 – Lavorare col Congresso per cancellare lo Offshoring Act, la legge che facilita le aziende a delocalizzare la produzione all’estero (licenziando i lavoratori americani) e importare i loro prodotti esenti da tasse. Anzi, imporre tariffe che scoraggino questi metodi.
16 – Lavorare col Congresso per una Legge sulle Infrastrutture che, attraverso partnership pubblico-private, e incentivi fiscali ai privati, mobiliti mille miliardi di dollari in 10 anni per la riparazione delle infrastrutture (oggi del tutto trascurate) del paese. Sarà “revenue neutral”, lo Stato non preleverà imposte da questo programma.
17 – Lavorare col Congresso ad una legge scolastica che ridiriga i fondi per la pubblica istruzione alle scopo di restituire ai genitori la scelta in quali scuole mandare i propri figli. Dare la supervisione delle scuole alle comunità locali. Espandere la istruzione tecnica. Rendere il college (2- 4 anni) più abbordabile.
18 – Lavorare col Congresso all’abolizione totale dello Obamacare (la “riforma della previdenza sanitaria” di Obama, rivelatasi disastrosa) e sostituirla con Conti di Risparmio Sanitari, la possibilità di scegliere assicurazioni sanitarie al di fuori del proprio Stato, e dare agli Stati il compito di gestire i fondi Medicaid. Snellire la FDA.
19 – Lavorare col Congresso ad una Legge per cure mediche sostenibili per Bambini e anziani. Permettere di dedurre le spese sanitarie per bambini e anziani dalle imposte; incentivare datori di lavoro a fornire asili-nido aziendali; create Conti di Risparmio per la Sanità di giovani e anziani “a carico”, esenti da tasse, con contributi per adeguare la partecipazione delle famiglie a basso reddito.
20 – Lavorare col Congresso ad una Legge per finire l’immigrazione illegale. Finanziare la costruzione di un muro nel confine meridionale, con l’intesa che sarà il Messico a rimborsarne il costo (sic); decretare due anni di prigione minimo per il rientro illegale in Usa dopo un’espulsione, e di minimo 5 anni se chi rientra è stato già condannato per reati gravi. Aggravare le pene per chi supera il periodo di soggiorno indicato nel visto d’entrata.
21 – Lavorare col Congresso per costituire una task force sui crimini violenti, accrescere i fondi per programmi di addestramento.
22 – Lavorare col Congresso per una legge di Riabilitazione della Sicurezza Nazionale. A Gettysburg, Trump ha parlato soprattutto ai reduci delle mille guerre americane, lasciati spesso nella miseria e nelle strade, malati, senzatetto. Ma è noto che vuole una revisione della NATO, e in genere degli obblighi degli Stati Uniti all’estero; gli alleati non devono contare su una difesa automatica da parte di Washington; e vuole un’intesa con Mosca.
Al di là delle esagerazioni (dopotutto, alla Berlusconi o Beppe Grillo), il filo demagogico e sbruffonerie (si noti quante volte gli occorrerà “lavorare col Congresso”, la cui simpatia non è affatto garantita, per attuare le sue riforme), una cosa è chiara: il programma di Trump ha cura delle classi medie ed operaie, umiliate dalla globalizzazione.
Quando parla di “60 mila fabbriche che hanno dovuto chiudere negli ultimi quindici anni e i cinque milioni di lavori industriali distrutti”, non s’inventa niente – e dice una verità che i politici non hanno mai pronunciato a così alta voce, e scalda i cuori degli umiliati. Dice chiaro che la globalizzazione economica è stata una sciagura per l’America lavoratrice.
Protezionista senza complessi, Trump propone di aumentare i dazi sui prodotti importati – e fino al 40% sulle merci cinesi. Ha applaudito al Brexit (Nigel Farage è suo grande amico), è contro tutti i trattati mondializzatori, TTP, Accordo di Libero Scambio conla UE e con gli asiatici, “colpo mortale all’industria manifatturiera degli Stati Uniti”. Ha ventilato addirittura l’uscita deglii Ua dalla World Trade Organisation, Organizzazione Mondiale del Commercio, gendarme e poliziotto del liberismo globale, “un disastro”. Anatema per lorsignori di Washington, teorici economisti, e i profittatori di Wall Street, ma che riempiono il cuore di speranze nella Rust Belt, la vasta zona delle aree industriali dismesse dove gli impianti arrugginiscono e la disoccupazione e la povertà dilagano.
Siccome parla a questi cuori di lavoratori e disoccupati, Trump – al contrario dei repubblicani – non vuole tagliare le spese di previdenza sanitaria e di assistenza pubblica:molti elettori repubblicani, senza lavoro, di 65 anni hanno bisogno della Social Security (la pensione di vecchiaia) e Medicare (l’assistenza malattia, minima, dei poveri) ampliata da Obama. Ha promesso la riduzione dei prezzi dei farmaci, e proposto la riduzione di una imposta federale che tocca i 73 milioni di famiglie di reddito modesto.
Per contro, aumenterà il carico fiscale – ha giurato – suitraders degli hedge funds che guadagnano fortune, sugli speculatori di Wall Street; ha promesso il ripristino della Glass-Steagall Act (la legge che vietava la commistione banca di risparmio e banca d ‘affari speculativa, votata nel 1933 e abrogata da Clinton nel 1990 – causa della crisi Lehman e Subprime del 2007.
Protezionista lui? Guardate la Merkel.
Programma impraticabile? Protezionismo dannoso e irrealizzabile, come proclamano i sacerdoti del liberismo globale? Attenzione all’aria che cambia. Ieri il governo tedesco ha bloccato l’acquisto da parte di una finanziaria cinese (Fujan Grand Chip Investment) della Axtron, una ditta che fà chips elettronici per la produzione di LED: e lo fa’ per motivi strategici, non economici: non dare alla Cina le competenze, i brevetti e le intelligenze che questa piccola ditta possiede, e che servono nei programmi futuri di eccellenza della Germania. Con tanti saluti alla dogmatica di “attrarre investimenti esteri” che la UE e l’Italia impongono come grande soluzione globali sta: in questa fase in cui si può comprare qualunque cosa con denaro preso a prestito a tassi zero, il buon senso impone di “vietare gli investimenti esteri invece di “attirarli”: equivalgono infatti a svendere competenze tecniche a basso costo. E una settimana fa Berlino ha emanato una direttiva che proibisce l’acquisizione da parte di stranieri di ditte di Stato, a partecipazione statale, o comunque sovvenzionate dal settore pubblico. “Non siamo protezionisti, ma per la concorrenza leale”, ha detto il Ministero federale dell’Economia. Esattamente ciò che dice Trump sulle merci cinesi. E ciò che dicono i valloni – sputacchiati dai sacerdoti del politicamente corretto – che si oppongono da soli all’accordo col Canada.
Il punto, non del tutto chiaro ai timonieri politici e finanziari, è che la “crescita” è finita – forse anche per sempre – e che la fine della crescita comporta l’arretramento della globalizzazione. Dopo dieci anni di crisi economica che le banche centrali non riescono a vincere con le loro stampe di trilioni, dopo il collasso del commercio mondiale mostrato dal crollo del Baltic Dry Index ormai da anni, dopo la deflazione che si aggrava e la disoccupazione di durata indefinita di intere generazioni in Occidente, è inevitabile che gli occidentali comincino a ribellarsi alla ricetta globalizzatrice e ultra-liberista. E ascoltino chi propone riforme profonde del governo economico, con la cura primaria ai propri cittadini anziché ai profitti delle Borse.
I padroni del vapore hanno ancora la globalizzazione, che è finita, nella loro dogmatica. E fanno di tutto per fermare il tempo. In Olanda, dove si vota nel marzo 2017, hannno dovuto mettere sotto processo per “insulti razzsti” Geert Wilders, il capo del Partito della Libertà, anti—UE, anti-Islam, anti-immigrati, per un semplice motivo: nei sondaggi è il partito pigliatutto, mentre i partiti tradizionali spariscono. E i padroni del vapore dovrebbero invece chiedersi come mai c’è tanta rivolta in Olanda che, si badi, sta nel cuore ricco d’Europa, l’economia va molto bene in confronto, poniamo a Grecia, Portogallo, Italia. In Francia, Hollande ha il favore del 6 per cento dell’elettorato(mai nessun politico è stato così basso) tanto che il suo stesso partito socialista lo prega di non presentarsi per un altro mandato,e le elezioni sono in aprile. In Italia Renzi può perdere già a dicembre, e per effetto della legge elettorale da lui stesso voluta, al governo può andare il 5 Stelle, partito che ha la maggioranza relativa. Il fatto che possa essere una esperienza di governo ‘disastrosa’, come han subito strillato i media dell’esperienza della giunta romana, a questo punto non è l’essenziale. Anche Trump, ci dicono, sarà un presidente “disastroso”.
Il fatto è che gli elettorati possano esser tentati di adottare politici “disastrosi”, su questo ci si deve interrogare. Vuol dire che hanno capito c he le strutture di governo esistenti, i suoi dogmi e le sue promesse, sono obsolete; e la loro durata rende gli stati sempre meno governabili.
Anche se vince Hillary, avrà in mano una macchina strutturalmente intaccata, e lei stessa è vista dalla metà della popolazione come delinquenziale e illegittima. Se Truump perde, le istanze che ha posto non se andranno in silenzio: quando dice che “non riconoscerà” il risultato delle elezioni, se non vince lui, ha posto una novità assoluta, politicamente scorrettissima, rivoluzionaria: non giochiamo più con le vostre regole, è il sistema che è truccato fino alla radice, è il sistema che va’ cambiato.
Homer Simpson profeta? (O quale servizio gli suggerisce?)
Questa vignetta non ha nulla di strano, se non la data: risale al 2000, a un episodio della famiglia Simpson di 16 anni fa. E non è tutto. In un episodio del 1997 (titolo: The city of New York vs. Homer Simpson), Lisa Simpson mostra una rivista con la scritta, “New York, $ 9,11”. Ma 9/11, Undici settembre, è la sigla che gli americani adottano per la memoria del grande attentato. In un episodio del 2001 appare per un momento la bandiera del Free Syrian Army, i cosiddetti “ribelli moderati” che combattono Assad (coi soldi sauditi e armi Usa) In un altro episodio, “Bart to the future”, che si svolge in un fantascientifico 2030, Lisa nota che la presidenza Trump “ci ha lasciato un bel buco di bilancio”.
https://youtu.be/G6Qa8RtzOMk
https://youtu.be/DRIoV20cVR8
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